giovedì 29 settembre 2016

I conti del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici di Londra.



Luca Marotta


‘The London Organising Committee of the Olympic Games Limited (Limited by guarantee)’ (LOCOG) è stata la società costituente il Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici di Londra 2012.

Tale società è stata è stata costituita il 22 ottobre 2004 ed ha iniziato l’esercizio dell’attività il 3 ottobre 2005.

Il 6 luglio 2005, fu assegnato a Londra, dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO), il diritto di ospitare le Olimpiadi e i paraolimpici del 2012.

L’attività principale della Società consisteva nella responsabilità della progettazione, del finanziamento, della preparazione e della messa in scena dei Giochi Olimpici e paraolimpici del 2012.
La responsabilità  per i Giochi di Londra 2012 era condivisa tra Governo, il Sindaco di Londra, il Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici di Londra (LOCOG), l’ Olympic Delivery Authority (ODA), la British Olympic Association (BOA) e il British Paralympic Association (BPA ).

Il primo bilancio si è chiuso il 31 marzo 2006; mentre l’ultimo è stato chiuso il 31 marzo 2013. La società è stata posta in liquidazione il 30 maggio 2013.

Durante questo periodo la società ha fatturato complessivamente 2,41 miliardi di sterline.
Questo importo non include il finanziamento di £ 842 milioni concesso dal Government Olympic Executive (GOE), che è un’unità del Dipartimento per la Cultura e Sport e i 147 milioni di sterline per i giochi paraolimpici, per un totale di 989 milioni di sterline. Tali, fondi non facenti parte del ‘core business’ sono state concessi a fronte di spese sostenute e perciò stornati dai costi.

L’attività si è chiusa in pareggio.



Per quanto riguarda il fatturato, la voce più importante, nel periodo 2006-2013, è stata quella delle sponsorizzazioni pari a circa 955 milioni di sterline, che corrispondo a circa il 39,74 del fatturato complessivo. La vendita di biglietti, pari a 586,2 milioni di sterline, corrisponde a circa il 24,37% del fatturato. Il contributo del CIO è stato di 451 milioni di sterline pari al 18,76% del fatturato complessivo. I ricavi da 'Sponsorhip Hospitality' sono stati pari a 86,4 milioni di sterline pari al 3,59% del fatturato complessivo.



I costi operativi complessivamente sono stati pari a 2,41 miliardi di sterline.
La voce di costo più rilevante sostenuta nel periodo 2006-2013 è “venues expenditure”, che dovrebbe riguardare le spese per le sedi, è pari a 955,6 milioni di sterline, ossia al 39,7% dei costi operativi totali netti.



Nel periodo 2006-2013, il costo del personale è stato pari a circa 319 milioni di sterline e ha rappresentato il 13,26% dei costi operativi netti. I costi tecnologici sono stati pari a 410,4 milioni di sterline e hanno rappresentato il 17,05% dei costi operativi netti.
Da notare che nell’ultimo bilancio figura un costo per 20 milioni di sterline dovuto al Dipartimento per la Cultura, Media e Sport (DCMS) per coprire alcuni costi come il costo dell’affitto del villaggio. Inoltre figurano pagamenti al British Olympic Association (BOA) per 5,3 milioni di sterline e al British Paralympic Association (BPA) per 2,6 milioni di sterline, al fine di onorare degli obblighi contrattuali.

Dai costi operativi risultano stornate £ 906 milioni per sovvenzioni e finanziamenti ricevuti.

I proventi finanziari hanno di poco superato gli oneri finanziari.



Dal punto di vista dello stato patrimoniale colpisce il fatto che le immobilizzazioni materiali non siano state molto elevate e riguardavano per lo più migliorie su beni di terzi (Leasehold improvements) e impianti e attrezzature (Plant and machinery).

Questo vuol dire che gli impianti in cui si sono svolte le Olimpiadi erano di proprietà di altri soggetti e che non era compito del Comitato Organizzatore quello di costruire impianti, diventandone proprietario o il villaggio olimpico, per il quale è stato pagato l’affitto.

Per tutto il periodo 2006-2013 le passività hanno superato le attività.

Conclusioni

Alla fine del periodo 2006-2013, il fatturato, pari a circa 2,41 miliardi di sterline, risulta aver pareggiato l' importo dei costi.
Questa circostanza è dovuta al fatto che la responsabilità dei Giochi è stata condivisa con il Governo, il Sindaco di Londra e altri Enti, che a loro volta avranno dovuto sopportare delle spese.


Il Presidente del Comitato Organizzatore Sebiastan Coe ha detto che l’obiettivo principale era quello di far svolgere i giochi olimpici in modo eccezionale all'interno di un bilancio equilibrato; pertanto, si è dichiarato orgoglioso per aver raggiunto questo obiettivo. 

lunedì 19 settembre 2016

Bilancio Sporting 2015/16: perdita di 31,9 milioni con il contenzioso Doyen.



Luca Marotta


SPORTING CLUBE DE PORTUGAL - FUTEBOL, SAD ha chiuso il bilancio 2015/16 con una perdita di 31,9 milioni di Euro. Dovuta principalmente all’accantonamento di 14.991.000 euro, effettuato per il contenzioso instaurato con Doyen per la cessione di Rojo. Il contenzioso è ancora in corso nei tribunali svizzeri. Senza questo effetto contabile, la perdita di esercizio sarebbe stata di circa 16.914.000 Euro. Inoltre, se lo Sporting avesse conquistato l’accesso alla fase a gironi di Champions League, la perdita sarebbe stata ulteriormente ridotta.
L'esercizio 2014/15 si era chiuso con un utile di 19.333.000 Euro, ed era stato influenzato dalla plusvalenza per la cessione dei diritti economici del giocatore Marcos Rojo, pari a 13.577.000 Euro.
Dal punto di vista sportivo lo Sporting ha conquistato il secondo posto in campionato con 86 punti ed ha disputato l’UEFA Europa League, con l’eliminazione ai sedicesimi ad opera del Bayer Leverkusen. Mentre in Coppa di Portogallo lo Sporting è stato eliminato agli ottavi e nella Coppa di Lega non ha superato la fase a gironi. Lo Sporting è stato eliminato nei play-off di Champions League ad opera del CSKA.

La Proprietà.

SPORTING CLUBE DE PORTUGAL - FUTEBOL, SAD é una delle società che costituiscono il ‘Gruppo Sporting’, formato da ‘Sporting Clube de Portugal’, e ‘Sporting SGPS’ e dalle società controllate e collegate. ‘Sporting Clube de Portugal’ detiene, direttamente e indirettamente, il 63,955% del capitale sociale di SPORTING CLUBE DE PORTUGAL - FUTEBOL, SAD.

Il capitale sociale di SPORTING CLUBE DE PORTUGAL - FUTEBOL, SAD é di 67.000.000,00 Euro, integralmente sottoscritto e versato, diviso in 67.000.000 azioni, di cui n. 17.864.177, pari al 26,66%, di categoria A e n. 49.135.823, pari al 73,34%  di Categoria B.
Al 30 giugno 2016, risulta che la polisportiva “Sporting Clube de Portugal” detiene, direttamente n. 17.864.177 azioni di classe A, pari al 26,663% del capitale sociale, e indirettamente n. 24,985,811 azioni di classe B, pari al 37,292% del capitale sociale, di cui n. 24.962.270 sono azioni detenute direttamente dallo Sporting SGPS, e n. 23.441 sono azioni detenute dai componenti degli organi di amministrazione e di controllo dell'Emittente.
Gli altri due azionisti importanti sono: Álvaro Madaleno de Oliveira Sobrinho attraverso “Holdimo - Participações e Investimentos, SA” con . 20.000.000 azioni pari al 29,851% e Joaquim Francisco Alves Ferreira de Oliveira attraverso “Olivedesportos SGPS, SA” con n. 2.134.770 pari al 3,186% del capitale sociale.

La Capitalizzazione di Borsa.

La società “SPORTING CLUBE DE PORTUGAL - FUTEBOL, SAD “ è quotata in Borsa all’Euronext di Lisbona.
Di tutte le azioni rappresentative del capitale di Sporting Sad, solo n. 39.000.000 sono negoziate sul mercato regolamentato di Euronext Lisbona, la società si sta adoperando per l’ammissione alle negoziazione delle restanti.

L’andamento della quotazione in borsa per il periodo 01/07/2015-30/06/2016 risulta dal seguente grafico tratto dal bilancio 2015/16.



Il 15.09.2016, la quotazione di borsa era di 0.66 Euro.

La continuità aziendale.

La società ‘PricewaterhouseCoopers & Associados - Sociedade de Revisores Oficiais de Contas, Lda.’ ha certificato il bilancio della Società al 30 giugno 2016, richiamando l’attenzione sull’esistenza del patrimonio netto negativo per € 24.954.000, della perdita di esercizio di € 31.905.000 e di un passivo corrente superiore all’attivo corrente per 79.243.000 Euro. Nonostante ciò, è stato redatto il bilancio in base al principio di continuità aziendale confidando sul supporto finanziario degli azionisti, sulla redditività futura delle operazioni e sul completamento della ristrutturazione finanziaria, del novembre 2014 concordata con le banche
Inoltre, i revisori hanno richiamato l’attenzione sul contenzioso Sporting-Doyen relativo alla cessione di Marco Royo al Manchester United, nel mese di agosto 2014, per l'importo di Euro 20.000.000. Tale contenzioso, insieme a quello instaurato per Zakaria Labyad, ha determinato un accantonamento a fondo rischi per l’importo di 14.991.000 Euro.

Lo Stato Patrimoniale.

L’attivo presenta un totale di 224,3 milioni di  Euro, mentre nel 2014/15 era pari a 235,5 milioni di Euro. Il decremento è stato del 4,8%.

Il totale delle passività (liabilities) è aumentato del 9,1%, da € 228,5 milioni a € 249,3 milioni.
Il valore della rosa incide sull’attivo per il 14,3%.
Il valore delle immobilizzazioni materiali, pari a € 20.285.000 (€ 20.452.000 nel 2014/15), incidono sull’attivo per il 9%.



L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è inferiore a 1, essendo pari a 0,9 (1,03 nel 2014/15), ciò vuol dire che il valore dei beni del club non è sufficiente a pagare i debiti.
L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,26, ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.
Tale indice risulta in peggioramento rispetto al 2014/15, quando era pari a 0,46.
L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento risulta negativo. Nell’esercizio precedente, era positivo per 0.03.
Anche l’equity ratio è negativo.
Il Valore della Rosa.

Il valore contabile della rosa è esposto nelle attività non correnti per € 32,1 milioni (€ 19,3 milioni nel 2014/15) e rappresenta il 14,3% dell’attivo. La variazione positiva di € 12,7 milioni, rispetto al 30 giugno 2015, è dovuta ad investimenti per € 25,5 milioni, cessioni per un valore residuo contabile di € 3,2 milioni, ammortamenti per € 9,33 milioni, rettifiche di valore per € 189 mila.



Gli acquisti più importanti, compresi gli oneri accessori, riguardano: il 100% di Alan Rui (Club Atlético Colón) per Euro 8.044.000; il  90% di Teófi lo Gutierrez (C.A.River Plate) per € 3.938.000; il 100% di Edinaldo Pereira (Udinese Calcio SPA) per € 3.010; il 100% di Lucas Spalvi (Aalborg Boldspilklub) per € 1.739.000 e il 100% di Bryan Rui (Fulham F.C) per € 1.320.000.

Nella Rosa, al 30.06.2016, figurava il 75% dei diritti economici di João Mário; l’80% di Jefferson; il 90% di Paulo Oliveira; il 90% di Teófilo Roncancio; l’80% di Ryan Gauld; l’ 85% di Simeon Slavchev; il 50% di Tobias Figueiredo e il 70% di Wallyson Mallmann.

Per quanto riguarda le cessioni successive al 30 giugno 2016, il 27 agosto 2016, è stato ceduto João Mário all’Inter, per la cifra record di € 45.000.000, di cui € 5.000.000 di bonus.
Sempre nel mese di agosto 2016 è stato raggiunto l’accordo con il fondo QFIL per l’acquisto della totalità dei diritti economici di Carlos Chaby e Tobias Figueiredo. Tale operazione rientra nell’obiettivo strategico di riacquistare i diritti economici relativi ai propri calciatori.

I Crediti.

I crediti verso i clienti correnti espongono un valore complessivo di € 11,6 milioni (€ 22,7 milioni nel 2014/15) ed un’incidenza sull’attivo del 5,2%.
L’importo dei crediti verso clienti non correnti è di € 1,3 milioni (€ 5,4 milioni nel 2014/15).
I crediti verso clienti includono anche quelli relativi alle cessioni dei calciatori, che ammontano a € 3.183.000, di cui Euro 1,3 milioni non correnti. I maggiori crediti riguardano i seguenti: Sport Clube Corinthians Paulista per € 2 milioni; Zamalek Sporting Club per € 448 mila e Valladolid per € 400 mila.

Lo Stadio.

SPORTING CLUBE DE PORTUGAL - FUTEBOL, SAD ha la sede sociale presso lo Stadio “José de Alvalade” di Lisbona.

Nel bilancio 2015/16, la voce relativa alle altre attività immateriali corrisponde principalmente ai diritti di superficie sulla costruzione ‘Estádio José Alvalade’ e sull’ ‘Edifício Multidesportivo’, che scadono il 4 aprile 2063.
Il Valore Netto dei Diritti di Superfície è di Euro 143.094.000.

Alla data del 30 Giugno 2016, la voce “Terreni” e “Edifíci e altre costruzioni” si riferiscono essenzialmente all’ ‘Academia de Alcochete’, che è in regime di locazione finanziaria.
Il dettaglio è il seguente: Terreni. Valore loro €  1.379.000; Edifici e altre costruzioni valore lordo € 21.877.000, fondi ammortamenti € 4.875.000.

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto è negativo per € 24,9 milioni. Nel 2014/15 era positivo per 7 milioni. La variazione è dovuta alla perdita dell’esercizio.

Il capitale sociale è di 67 milioni di Euro. Il 30 giugno 2014 ammontava a 39 milioni di Euro. Il 21/11/2014 ci fu la fusione per incorporazione totale della società ‘Sporting Património e Marketing, S.A.’ con Sporting SAD., questa fusione implicò un aumento di capitale sociale della Società di Euro 8.000.000,00. successivamente ci fu la conversione in capitale del credito di Euro 20.000.000 di ‘HOLDIMO-PARTICIPAÇÕES E INVESTIMENTOS, S.A.’.

L’Indebitamento Finanziario.



L’indebitamento finanziario netto dello Sporting, pari a 128,7 milioni di Euro, risulta superiore al fatturato netto.

I Flussi di cassa.

Le disponibilità liquide sono diminuite da € 10,6 milioni a € 3,3 milioni. Il decremento di € 7,3 milioni è dipeso da deflussi di cassa derivanti dall’attività operativa per € 16,37 milioni, da flussi di cassa positivi derivanti dall’attività di investimento per € 7,26 milioni e da flussi positivi derivanti dall’attività di finanziamento per € 1,8 milioni.

I Ricavi.



Il fatturato senza plusvalenze è stato pari a € 68,75 milioni (€ 58,38 milioni nel 2014/15), con un incremento del 17,8% rispetto all’esercizio precedente.
I ricavi da Biglietteria aumentano del 12,7%, da € 12,59 milioni a € 14,19 milioni e mostrano un’incidenza del 20,7% sul fatturato netto. I ricavi da biglietteria UEFA ammontano a € 725 mila (€ 1.138.000 nel 2014/15).
Lo Sporting contabilizza i Proventi da competizioni UEFA, nella voce “altri ricavi e proventi”. Nel 2015/16 diminuiscono da € 11.339.000 a € 8.486.000. Nel 2014/15 figurava il Participation Bonus alla UEFA Champions League per € 8.600.000 e il Performance bonus per € 2.500.000. Nel 2015/16 figura il bonus Play-off della Champion League per € 3.000.000; il Participation Bonus alla UEFA Europa League per € 2.400.000 e il Performance bonus per € 1.450.000 e il passaggio del turno per € 500.000.
I Diritti TV, incidono per il 36,1% e sono pari a 24,8 milioni, con un incremento del 43%. I ricavi TV nazionali risultano aumenti di 8 milioni da € 15 milioni a € 23 milioni. Tra i diritti TV è anche  contabilizzato il Market Pool delle Competizioni europee.
I ricavi derivanti dalla pubblicità e dalle sponsorizzazioni ammontano a € 9,9 milioni (-2,6% sul 2014/15 ed incidono per il 14,4%.
I ricavi da Merchandising risultano pari a € 3,25 milioni (€ 1,3 milioni nel 2014/15) ed incidono per il 4,7% sul fatturato.

I Costi.

Il costo del personale pari a € 48,8 milioni (€ 25,1 milioni nel 2014/15) risulta in aumento del 94,4% ed incide sul fatturato senza plusvalenze per il 71,1%.
Le spese per servizi ammontano a € 17,3 milioni (€ 14,14 milioni nel 2014/15) e risultano in aumento del 22,6%. Tali spese comprendono i costi per “Trabalhos especializados” per € 2.291.000 (€ 1.442.000 nel 2014/15). I costi per onorari ammontano ad € 1.114.000. I costi per servizi in sub-appalto sono diminuiti da 6,7 milioni a 5,7 milioni.

Il Player Trading.

Nel 2015/16 il risultato economico della cessione dei calciatori è positivo per € 7.716.000. Nel 2014/15 era positivo per € 28 milioni.
La cessione di Fredy Montero, venduto per € 5 milioni al ‘Tianjin Teda Football Club’, ha determinato una plusvalenza di Euro 3.443.000; la cessione di Valentin Viola all’ Apollon Football ha determinato un guadagno di 2.577.000; la cessione di Naby Sarr per € 1.999.000 al Charlton Athletic,  ha determinato una plusvalenza di € 666 mila; la cessione di Shikabala al club Zamalek per €  570 mila ha determinato una plusvalenza per € 390 mila.
L’ammortamento dei calciatori ammonta a Euro 8.157.000 (€ 7.333.000 nel 2014/15). Nel 2015/16 è stata effettuata una svalutazione per Euro 1.175.000 (€ 3.483.000 nel 2014/15).

L’EBIT è negativo per € 26,35 milioni. Nel 2014/15 era positivo per € 23,46 milioni.
A contribuire al risultato negativo dell’EBIT è stato l’accantonamento per il contenzioso con Doyen effettuato per € 14.991.000. Tale accantonamento figura nella gestione straordinaria.
La gestione finanziaria è negativa per € 5,7 milioni (-€ 1,11 milioni nel 2014/15).
Il risultato netto è negativo per Euro 31.905.000; mentre, nel 2014/15 era positivo per €  19.333.000.

Il “Breakeven Result”.

Il risultato prima delle imposte è negativo per € 32,1 milioni; nel 2014/15 era positivo per € 22,35 milioni; mentre, nel 2013/14 era positivo per € 488 mila. L’aggregato dei risultati prima delle imposte degli ultimi tre esercizi è negativo per 9,7 milioni di Euro. Pertanto, per quanto riguarda il “Break-even Rule”, lo Sporting dovrebbe risultare conforme.
Molto probabilmente non andrà considerato l’accantonamento per il contenzioso e saranno esclusi una quantità significativa di spesa, in particolare per la gestione di impianti sportivi, come stadio e Academy e campi di allenamento di calcio.

Anche l’aggregato dei risultati prima delle imposte degli esercizi chiusi il 2013, 2014 e2015 è negativo per 20,7 milioni di Euro rientrava nella soglia di tolleranza.

Il Settlement Agrement.

L’ 8 maggio 2015 era stato stipulato un Settlement Agreement con l’UEFA in cui lo Sporting ammetteva che non era riuscito a soddisfare il requisito di pareggio per il periodo di monitoraggio 2014/15. Nel Settlement Agreement si stabiliva  che per il periodo di monitoraggio del 2015/16, lo Sporting conseguisse il Breakeven nei limiti della deviazione accettabile.
La sanzione era di 2 milioni di Euro condizionata.

Conclusioni.


Gli Amministratori dello Sporting sostengono che i risultati record in termini economici relativi alle cessioni effettuate nel mese di Agosto 2016 (vedasi: João Mário), sono stati resi possibili dal forte investimento che è stato fatto nel rafforzare la squadra e il team tecnico. Inoltre, le capacità di negoziazione hanno permesso la firma del contratto dei diritti televisivi e di sponsorizzazione, più vantaggiosi. 

giovedì 15 settembre 2016

Manchester United : i risultati record del bilancio 2015/16.



Luca Marotta


Il 12 settembre 2016 sono stati resi noti i risultati della quarta trimestrale 2015/16 del Gruppo Manchester United plc. I risultati della quarta trimestrale riportano anche quelli dell’intero esercizio 2015/16. Prima di procedere nell’analisi, bisogna evidenziare che la quarta trimestrale del 2014/15 riportava un risultato netto leggermente diverso da quello del bilancio definitivo: ossia una perdita netta di £ 1.080.000; mentre il bilancio definitivo evidenziava una perdita di £ 895 mila.

I risultati, resi noti il 12 settembre 2016, evidenziano tre record: 1) record di fatturato (£ 513,5 milioni); 2) record di EBITDA (191,9 milioni); 3) record di risultato operativo positivo (£ 68,9 milioni).
Secondo  Ed Woodward, Executive Vice Chairman, i risultati record del 2016 riflettono la forza del business e il Club è sulla strada giusta per ottenere ricavi record nel 2017, anche in assenza della partecipazione alla Champions League. I brillanti risultati economici e finanziari hanno permesso di investire nella squadra, nel management e nelle strutture per competere e vincere trofei nei prossimi anni.
Nel presentare il business del club inglese, gli Amministratori evidenziano che il Manchester United è uno dei club sportivi più popolari e di successo nel mondo. In 138 anni di storia ha vinto 64 trofei e detiene il record di 20 campionati inglesi vinti. I successi sportivi hanno contribuito allo sviluppo del marchio, che è uno dei principali marchi sportivi del mondo e può vantare una comunità globale virtuale di 659 milioni di fans. Ed è verso questa grande comunità di tifosi che il Manchester United si rivolge per generare entrate significative da più fonti, tra cui sponsorizzazioni, merchandising, licensing di prodotto, media tradizionali, nuovi media e mobile e i ricavi da match day.

Come previsto dagli Amministratori, il fatturato del Gruppo Manchester United plc, nel 2015/16, ha raggiunto la cifra record di 515,3 milioni di sterline (£ 395,2 milioni nel 2014/15), pari a circa 623,6 milioni di Euro (ad un cambio 1 Eur = 0,8264 GBP), conseguendo un utile di £ 36,3 milioni a fronte di una perdita di  perdita di £ 895 mila, conseguita nel 2014/15. L’incremento del fatturato è stato di £ 120 milioni, ed è dipeso soprattutto dall’aumento dei ricavi commerciali. La crescita dei ricavi è stata alimentata dal nuovo contratto ‘adidas’ e dalla partecipazione alla Champions League.
L’Ebitda è risultato positivo per £ 191,9 milioni (£ 120 milioni nel 2014/15).
Il risultato positivo del 2015/16, è dovuto alla crescita dei ricavi nettamente superiore alla crescita dei costi. La perdita consolidata del 2014/15, pari a £ 895 mila, era dipesa oltre che dalla mancata partecipazione alla Champions League, anche dal costo dell’operazione di rifinanziamento del debito, che determinò un aumento degli oneri finanziari netti.
Alle considerazioni fatte, bisogna aggiungerne una di carattere comparativo con gli altri club europei: il fatturato 2015/16 del Manchester United ha spostato la sfida col Real Madrid  per il primato del club di calcio che fattura di più oltre la soglia dei 600 milioni di Euro.

L’importo dell’accordo raggiunto per la sponsorizzazione tecnica con ‘adidas’, conferma quanto detto sopra. Il nuovo accordo è partito dal 1 Agosto 2015, con la durata di 10 anni ed un corrispettivo complessivo di £ 750 milioni, pari a circa 1 miliardo di Euro, corrispondenti a circa 100 milioni di Euro per ogni anno del contratto.
A quanto sopra si deve aggiungere il fatto che il 26 luglio 2012, il Manchester United ha stipulato un accordo con General Motors (Chevrolet) per la sponsorizzazione della maglia, a partire dalla stagione 2015/16. La durata del contratto avrà scadenza alla fine della stagione 2020/21. L’accordo di sponsorizzazione sarà di 70,0 milioni di Dollari USA nella prima stagione, e aumenterà di un ulteriore 2,1% in ogni stagione, successivamente, attraverso la durata del contratto.
Il Manchester United a titolo di accordo di pre-sponsorizzazione ha già ricevuto circa 18,6 milioni dollari nella stagione 2013/14 e presumibilmente lo stesso importo anche per la stagione 2014/15. Complessivamente il nuovo accordo di sponsorizzazione della maglia ha un valore di circa 559 milioni di dollari USA.

La stagione sportiva 2015/16 ha visto il successo nella FA Cup, per la dodicesima volta nella storia del club; in Premier League il Manchester United è giunto quinto (4° posto nel 2014/15) con 66 punti, fallendo l’obiettivo della partecipazione alla Champions League 2016/17. Il Manchester Ubited ha partecipato alla fase a gironi della Champions League 2015/16, giungendo terzo nel suo girone e successivamente è stato eliminato agli ottavi di UEFA Europa League.

Il Gruppo.

Il Gruppo è controllato da Manchester United plc, che è una società, quotata a Wall Street (NYSE). La società è stata costituita secondo il diritto societario delle Isole Cayman ed è a sua volta controllata da Red Football LLC, registrata nel Delaware (USA), che appartiene alla famiglia Glazer.

La struttura dell’attivo.



Il totale dell’attivo è aumentato da £ 1,3 miliardi a £ 1,45 miliardi. In altre parole, il Manchester United ha a disposizione mezzi per un valore di circa 1,76 miliardi di Euro.
La struttura dell’attivo è prevalentemente “immobilizzata”. Infatti, le attività non correnti costituiscono il 74,7% (81,6% nel 2014/15) dell’attivo. Ciò che caratterizza il consolidato è l’enorme peso dell’avviamento, che è pari £ 421,4 milioni (€ 510 milioni) e che da solo rappresenta il 29% dell’attivo. Da notare che i princìpi contabili internazionali IAS-IFRS, non assoggettano l'avviamento ad ammortamento, ma lo sottopongono, annualmente, ad un test denominato “impairment” per la verifica del suo valore, che nel bilancio in questione risulta invariato rispetto al 2014/15.
Il valore contabile netto della rosa ammonta a £ 241,7 milioni (€ 292,5 milioni) ed evidenzia un incremento dell’ 1,5%. Il valore della rosa rappresenta solo il 16,6% dell’attivo ed è coperto interamente dai mezzi propri.
Le immobilizzazioni materiali sono diminuite da £ 250,6 milioni a £ 245,7 milioni, con un decremento del 2% e gli investimenti immobiliari risultano pari a £ 13,4 milioni (£ 13,6 milioni nel 2014/15).

L’INDICE DI FINANZIAMENTO DEL PATRIMONIO CALCIATORI.
L’indice di finanziamento del Patrimonio Calciatori indica la capacità di copertura degli investimenti in Diritti Pluriennali alle prestazioni dei calciatori con i Mezzi Propri. Nel caso in questione è pari a 1,9. Questo significa che tutti i calciatori sono stati acquistati con i mezzi propri, e non si è dovuto ricorre al capitale di terzi a tal scopo.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,46.
Infatti, l’equity ratio è pari a 31,6% e si ricorre prevalentemente al capitale di terzi, nella misura del 68,4%.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,46, ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti. Tuttavia, tra questi beni è compreso l’avviamento pari a £ 421 milioni, circa il 29% dell’attivo. Anche se si escludesse l’avviamento, l’indice di solvibilità totale sarebbe comunque pari a 1,04.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,91, ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe, di poco, in grado di pagare i debiti a breve.
Il capitale circolante netto è negativo per la cifra di £ 37,1 milioni, ma in diminuzione rispetto al 2014/15. In genere, la presenza di un capitale circolante netto positivo è indicatore della buona salute finanziaria di cui gode la società. Nel caso in questione a determinare la negatività influiscono i ratei e risconti passivi per £ 186,8 milioni.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è positivo ed è pari a £ 458,3 milioni (€ 554,5 milioni). Il 30 giugno 2015, il patrimonio netto era pari a £ 477,6 milioni, perciò, la veriazione è dovuta all’ incremento di £ 18,1 milioni della riserva utili e al decremento delle riserve di copertura (“hedging riserve”), che sono diminuite di £ 37,7 milioni.
Durante l’esercizio sono stati pagati dei Dividendi per £ 20.084.000.
I mezzi propri finanziano il 31,6% dell’attivo (36,7% nel 2014/15).
Il capitale sociale è composto da n. 39.812.443 azioni di Classe A e n. 124.000.000 azioni di Classe B.
Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato la distribuzione di un regolare dividendo semestrale sulle azioni di Classe A e di Classe B in circolazione della Società pari a $ 0,09 per azione, che verranno pagati nel mese di gennaio e giugno 2017.

L’indebitamento finanziario netto.



Il totale dei debiti finanziari lordi, al 30 giugno 2016, ammonta a £ 490 milioni (€ 593 milioni), mentre al 30 giugno 2015 erano pari a £ 411 milioni, con un incremento del 19,3%. Solo £ 5,6 milioni (£ 485 mila nel 2014/15) sono allocati tra le passività correnti. L’indebitamento finanziario lordo finanzia il 33,8% dell’attivo (32% nel 2014/15).
Le Disponibilità liquide e mezzi equivalenti risultano pari a £ 229.2 milioni (€ 277 milioni) e registrano un incremento del 47,2%.
L’indebitamento finanziario netto risulta pari a £ 260,9 milioni (€ 357,7 milioni) e registra un aumento del 2,2%; tuttavia, l’indebitamento finanziario netto risulta inferiore al fatturato netto, senza plusvalenze.
L'incremento dell’indebitamento finanziario netto di £ 5,7 milioni rispetto all'anno precedente è dovuto principalmente all'impatto dei tassi di cambio col dollaro USA sul debito contratto in dollari. Infatti il cambio USD / GBP, al 30 Giugno 2015, era 1,5712; mentre al 30 Giugno 2016 era di  1,3332, con una variazione dell’15,1%.

Il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed EBITDA è sceso di molto da 2,2 a 1,35. Poiché tale rapporto si giudica positivamente quando è inferiore a 2 e, invece, quando supera 3, pone dei dubbi sulla sostenibilità del debito, sembrerebbe confermato il fatto che l’aumento esponenziale dei ricavi permette al Manchester United di rendere sostenibile l’indebitamento finanziario, anche se l’origine del debito non deriva dalla gestione caratteristica, ma è conseguenza di fattori esogeni, come l’operazione dell’acquisto a debito.

Il Rendiconto Finanziario.

Il Rendiconto finanziario del Manchester United dimostra come la struttura del business caratteristico generi del “cash”. La variazione delle disponibilità liquide è stata positiva per £ 73,4 milioni.  Il Flusso di cassa netto derivante dall’attività operativa dell’esercizio è positivo per £ 186,1 milioni. Il Flusso di cassa netto da attività di investimento ha drenato £ 104,8 milioni. Per quanto riguarda le immobilizzazioni immateriali, risulta un investimento netto di  £ 99,7 milioni, in aumento di £ 2,9 milioni rispetto all’esercizio precedente. Infatti, risultano pagamenti per £ 138,1 milioni e incassi per £ 38,3 milioni.
Il Flusso di cassa generato dall'attività di finanziamento è stato negativo per  £ 20,45. L’importo derivante dagli utili su cambi su disponibilità liquide e mezzi equivalenti è stato pari a £ 12,6 milioni.

I Ricavi.



Il fatturato registra un incremento del 30,4%, assestandosi a £ 515,3 milioni (£ 395,2 milioni nel 2014/15), pari a circa € 623,6 milioni, superando, pertanto, la soglia record dei 600 milioni di Euro di fatturato.
Per quanto riguarda la composizione del fatturato netto, l’incidenza dei ricavi commerciali risulta pari al 52,1%; mentre i ricavi TV hanno inciso per il 27,2% e i ricavi da Match Day per il 20,7%.



Il grafico seguente mostra come nella composizione percentuale del fatturato dal 2012 prevalgano i ricavi commerciali.



I ricavi commerciali sono ulteriormente cresciuti del 36,3%, raggiungendo il record di £ 268,3 milioni (£ 196,8 milioni nel 2014/15). Dal 2011/12, i ricavi commerciali sono cresciuti in media del 22,9% ad anno. I ricavi per sponsorizzazioni sono aumentati del 3,4%, da £ 154.9 milioni a £ 160,1 milioni, con un incremento di £ 5,2 milioni rispetto all'anno precedente.
I ricavi dalle vendite al dettaglio, dal Merchandising e Licensing aumentano del 207,9% da £ 31,6 milioni a £ 97,3 milioni, con un incremento di £ 65,7 milioni, dovuto principalmente all’entrata in vigore del nuovo accordo con ‘adidas’.
I ricavi da “New Media & Mobile” sono aumentati del 4,8 % da £ 10,4 milioni a £ 10,9 milioni.
Durante l’anno 2016 sono stati annunciati 14 nuovi accordi commerciali, di cui 6 globali e 5 regionali.

I ricavi TV ammontano a £ 140,4 milioni (£ 107,7 milioni nel 2014/15) e risultano aumentati del 30,4%. La causa è da ricercare principalmente nella partecipazione alla Champions League.

I ricavi da gare sono pari a £ 106,6 milioni (£ 90,6 milioni nel 2014/15 e £ 108,1 milioni nel 2013/14), pari a circa € 129 milioni, e risultano aumentati del 17,7%, sempre a causa della partecipazione alla Champions League e anche all’andamento nelle coppe nazionali.

I Costi operativi.

I costi operativi totali sono cresciuti del 12,8% e ammontano £ 436,6 milioni, pari a circa € 528,3 milioni.
Il costo del personale è aumentato del 14,6%, da £ 202,6 milioni a £ 232,2 milioni (€ 280,9 milioni), a causa di rinnovi contrattuali unitamente ad una maggiorazione dei salari annuali a causa della partecipazione alla UEFA Champions League.
L’organico è aumentato da 778 a 810 persone.
L’incidenza del costo del personale sul fatturato, escluse le plusvalenze, è del 45,1%, mentre nell’esercizio precedente era del 51,4%. Sono percentuali “virtuose” che rientrano nei limiti stabiliti dal Fair Play Finanziario. Il decremento percentuale è determinato dall’aumento del fatturato avvenuto in misura superiore a quella del costo del personale.
Le svalutazioni diminuiscono da £ 10,3 milioni a £ 10,1 milioni e l'ammortamento dei calciatori ammonta a £ 88 milioni (€ 106,5 milioni), con un decremento dell’11,6%.
I costi straordinari ammontano a £ 15,1 milioni; nel 2014/15 sono stati pari a £ 2,3 milioni, mentre nel 2013/14 erano pari a £ 5,2 milioni. £ 8,4 milioni riguardano la risoluzione contrattuale con il manager Van Gaal e il suo staff e £ 6,7 milioni sono relativi all’impairment registrato per alcuni calciatori.
Per quanto riguarda il risultato economico da cessione di calciatori, si è verificata un’eccedenza di minusvalenze per £ 9,8 milioni (€ 11,8 milioni).

La gestione finanziaria.

Gli oneri finanziari netti risultano diminuiti di £ 15,2 milioni, passando da £ 35,2 milioni a £ 20 milioni (€ 24,2 milioni), registrando un decremento del 43,2%, che è importante. La variazione è dovuta principalmente alla riduzione degli interessi pagati, dovuta all’operazione di rifinanziamento del debito.

I proventi finanziari lordi risultano diminuiti da £ 204 mila a £ 442 mila (€ 535 mila).

Il Breakeven Result

Il risultato prima delle imposte è positivo per £ 48,8 milioni, pari a circa 59,1 milioni di Euro. Nel 2014/15 era negativo per £ 3,6 milioni. Considerando che nel 2013/14 il risultato prima delle imposte era positivo per £ 40,5 milioni, si otterrebbe un risultato aggregato positivo di £ 85,7 milioni.

Le imposte sul reddito.

Le imposte sul reddito risultano negative per £ 12,4 milioni. Nel 2014/15 erano positive £ 2,7 milioni.

Il Risultato Netto.

A causa delle imposte, nel 2015/16 si è registrato un risultato netto positivo per £ 36,3 milioni.
Nel 2014/15, il risultato netto dell'esercizio era negativo £ 895 mila milioni e nel 2013/14 era positivo per £ 23,8 milioni.

Prospettive


Le prospettive per l'esercizio 2016/2017 sono estremamente rosee, anche senza la partecipazione alla Champions League. Gli amministratori del gruppo Manchester United plc prevedono: Ricavi ancora in aumento intorno a £ 530/540 milioni e un EBITDA positivo in diminuzione tra 170 a 180 milioni di sterline. 

sabato 10 settembre 2016

I conti del Besiktas 2015/16: perdita nei limiti del Settlement Agreement.



Luca Marotta


La società “BEŞİKTAŞ FUTBOL YATIRIMLARI SANAYİ VE TİCARET ANONİM ŞİRKETİ”, cui fa capo il club turco del Besiktas è una società quotata nella Borsa Istanbul.

Tale società è controllata dall’associazione sportiva Beşiktaş Jimnastik Kulübü Derneği, che detiene il 51% delle azioni. Il restante 49% costituisce il flottante negoziato in borsa.
Le altre società oggetto di consolidamento al 100% sono:
Beşiktaş Sportif Ürünler Sanayi ve Ticaret A.Ş. (“Beşiktaş Sportif”) che si occupa dell’ attività di produzione e commercializzazione di prodotti di marca Besiktas e Beşiktaş Televizyon Yayıncılık A.Ş. (“Beşiktaş Televizyon”) che si occupa della TV.

Il cambio che sarà utilizzato, nell’esposizione dei conti, è quello alla data di chiusura del bilancio consolidato del 31/05/2015, che era il seguente: 1 Lira Turca = Euro 0,3037.

L’esercizio 2015/16 si è chiuso con una perdita di circa 58,6 milioni di Lire Turche, pari ad Euro 17,8 milioni e il Patrimonio Netto oltre ad essere negativo risulta deteriorato rispetto all’esercizio precedente.
I conti consolidati del Besiktas sembrano mostrare una situazione di squilibrio economico, patrimoniale e finanziario, che ha causato nel tempo una situazione con numerosi debiti scaduti, che è già stata sanzionata dall’UEFA nel 2012 e anche la violazione del requisito del Break-Even, che ha comportato la stipula di un Settlement Agreement con gli organismi di controllo del Fair Play Finanziario. Dal 2015/16, sembrerebbe che a pesare negativamente sul conto economico siano soprattutto gli oneri finanziari.

Dal punto di vista sportivo, durante la stagione sportiva 2015/16, il Besiktas ha vinto il campionato turco, ed ha partecipato alla fase a gironi di UEFA Europa League.

L’accordo con l’UEFA per il Fair Play Finanziario.

L’8 maggio 2015 è stato stipulato un Settlement Agreement tra l’UEFA e il Beşiktaş Futbol Yatırımları Sanayi ve Ticaret A.Ş..
Il Club ha riconosciuto che ha un deficit di break-even complessivo al di sopra della deviazione accettabile e, pertanto, non è riuscito a soddisfare il requisito di pareggio per il periodo di monitoraggio 2014/15.
Il Club si è impegnato ad avere un deficit massimo di pareggio di Euro 20 milioni per l’esercizio che termina nel 2016 e di euro 10 milioni per l’esercizio che termina nel 2017.
Inoltre, il club ha concordato sul fatto che, per l’esercizio che termina il 2016 e per l’esercizio che si conclude nel 2017, il contenimento de i costi del personale e degli ammortamenti e svalutazioni dei giocatori.
Il Club si è impegnato a pagare un importo fino a Euro 5.5 milioni, che sarà trattenuto dai ricavi che percepirà per la partecipazione a competizioni UEFA, a partire dalla stagione 2014/15. Del suddetto importo, Euro 1,5 milioni sono incondizionati e versati per intero, e dovevano essere trattenuti in tre rate di pari importo.
Il pagamento dei restanti 4 milioni di Euro è condizionato. Tale importo può essere trattenuto in talune circostanze a seconda conformità del club con le misure operative e finanziarie imposte nell'accordo transattivo. Ai fini del calcolo di pareggio, gli importi effettivamente trattenuti dalla UEFA non saranno considerati come un costo rilevante ai fini del calcolo di pareggio del rispettivo anno.
Inoltre, sono state stabilite delle limitazioni di natura sportiva riguardante il numero di giocatori da inserire in lista per le competizioni europee dell’UEFA.

Il Precedente.
L’accordo transattivo dell’8 maggio 2015, invero non è il primo problema che il Besiktas ha dovuto affrontare con i regolamenti UEFA. Infatti, bisogna ricordare che già il 30 maggio 2012, l’UEFA decise di escludere il Besiktas dalle competizioni per un periodo di due anni, con la sospensione del secondo anno per un periodo probatorio di cinque anni. Il 29 giugno 2012, il TAS confermò le sanzioni imposte dall'Organo di Appello UEFA. Conseguentemente, il Beşiktaş JK fu escluso per due edizioni dalle competizioni per club UEFA per un periodo di  cinque stagioni. Tuttavia, l'esclusione per la seconda stagione è stata sospesa per un periodo probatorio di cinque anni; il Besiktas JK fu anche multato per 200.000 euro di cui 100.000 sospesi per un periodo probatorio di cinque anni.
Nella sostanza, secondo il TAS, la decisione impugnata risultava corretta, perché il Besiktas aveva seguito una politica sistematica di attesa per le decisioni della FIFA o del TAS prima di effettuare i pagamenti. In altre parole, il Besiktas si comportava in modo tale che i club creditori agissero in contenzioso e di fatto non pagava prima che la FIFA avesse emesso una decisione finale. Ciò ha permesso al club turco di ritardare indebitamente i termini di pagamento e di ottenere una qualche forma di credito, omettendo il pagamento nei termini pattuiti. Secondo il TAS, il Besiktas aveva guadagnato un vantaggio sleale, mettendo in pericolo l'equilibrio finanziario dei club creditori.
Nel mese di giugno 2013, la Commissione Disciplinare e di Controllo UEFA (CDC) dispose che il Beşiktaş non partecipasse alle UEFA Europa League 2013/14. La Commissione di Appello UEFA  respinse il ricorso del Beşiktaş. Di conseguenza, il Beşiktaş non partecipò all'edizione 2013/14 della UEFA Europa League.

Lo Stato Patrimoniale.
Lo Stato Patrimoniale mostra una struttura di squilibrio finanziario e patrimoniale. Il Patrimonio netto è negativo per 546,4 milioni di Lire Turche, pari a Euro 165,9 milioni. Se si considera la valuta nazionale il Patrimonio Netto risulta in deterioramento rispetto al 31/05/2015.
La sussistenza di tale elemento è contraria all’indicatore n. 2 del Fair Play Finanziario (negative equity).
Il totale dell’attivo ammonta a Euro 89,8 milioni e risulta in aumento rispetto all’esercizio precedente.
Le immobilizzazioni materiali sono trascurabili essendo pari a Euro 2,8 milioni, con un’incidenza sull’attivo del 3,1%; mentre, le immobilizzazioni immateriali sono pari a Euro 21,8 milioni, con un’incidenza del 24,27% sull’attivo.
Il Valore contabile della Rosa calciatori è di 144,8 milioni di Lire Turche, pari ad Euro 43,8 milioni, il valore al 31 maggio 2015 era pari a 143 milioni di Lire Turche.
Tra le poste principali dell’attivo emergono i risconti attivi pari a 31,2 milioni di Lire Turche, pari a circa Euro 9,5 milioni, con un’incidenza del 10,55% sull’attivo. Quelli pluriennali ammontano a 26,9 milioni di Lire Turche, pari a Euro 8,2 milioni e i risconti attivi a breve termine a 4,3 milioni di Lire Turche, pari a Euro 1,3 milioni. L’importo maggiore riguarda i risconti attivi calcolati sul costo di una licenza pari a 17 milioni di Lire Turche, pari a circa Euro 5,2 milioni.



L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 0,35 (0,27 nel 2014/15), ciò vuol dire che il valore dei beni posseduti non è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,32 (0,21 nel 2014/15), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.

In effetti, il capitale circolante netto è negativo per TL 395,5 milioni (circa € 120,12 milioni).
Per far fronte all’indebitamento a breve è prevista la ristrutturazione della durata dei prestiti e l'utilizzo di ulteriori prestiti per l’importo complessivo di TL 213.820.000 (64,9 milioni), oltre alla rateizzazione del debito fiscale e finanziamenti da parti correlate.

Il Rendiconto Finanziario Consolidato.

Le disponibilità liquide sono aumentate di TL 1,69 milioni (€ 875 mila), da TL 765 mila a TL 2,46 milioni.
L’attività operativa ha prodotto cash per TL 29,8 milioni, l’attività di investimento ha prodotto flussi di cassa positivi per TL 9,1 milioni e l’attività di finanziamento ha “bruciato cassa” per circa TL 19,3 milioni.



L’Indebitamento Finanziario Netto.

La posizione finanziaria netta è negativa per TL 455,4 milioni (Euro 131,8 milioni). Dal 2013 l’indebitamento finanziario netto risulta in continuo aumento a fronte ad un patrimonio netto negativo per TL 546,6 (Euro 165,9 milioni) in deterioramento e ad un capitale investito netto negativo per TL 90,9 milioni (Euro 34,1 milioni).



La Gestione Economica.

I ricavi pari a circa TL 407,5 milioni, pari a circa 123,7 milioni di Euro, sono comprensivi delle plusvalenze e registrano un aumento del 45,3%.
L’incremento maggiore riguarda le cessioni di calciatori, che hanno toccato la cifra di TL 81.9 milioni (€ 24,8 milioni). Molto probabilmente l’incremento è dovuto alle cessioni di Demba Ba al club cinese dello SH Shenhua; di Ersan Adem Gülüm al club cinese dello Hebei China Fortune e di Atınç Nukan al club tedesco dello Rasenball Sport Lipsia. Per quanto sopra il fatturato al netto delle plusvalenze potrebbe essere stimato in 98,9 milioni di Euro.
I proventi UEFA ammontano a TL 39,5 milioni (€ 12 milioni).
L’incidenza percentuale delle varie tipologie di ricavi è la seguente: i ricavi da cessione diritti di trasmissione incidono per il 24,2%, le sponsorizzazioni per il 13,3%, i ricavi da biglietteria per il 7%, le competizioni UEFA per il 9,7% e i ricavi da cessioni calciatori per il 20,1%.



Il costo del personale complessivo ammonta a circa TL 205,1 milioni (€ 62,2 milioni). L’ammontare incluso nella voce del costo del venduto è di circa TL 194,8 milioni (€ 59,2 milioni), la parte restante figura tra le spese amministrative e commerciali.
Gli ammortamenti e le svalutazioni complessive ammontano a circa TL 23,6 milioni (€ 10,3 milioni). L’ammontare incluso nella voce del costo del venduto è di circa TL 32,9 milioni (€ 9,9 milioni), la parte restante figura tra le spese amministrative e commerciali.
Negli altri costi operativi figura un importo per per perdite su cambi derivanti da attività operative
TL 21.678.111, pari a circa 6,6 milioni di Euro.
L’EBIT risulta positivo per 24,2 milioni di Lire Turche, pari a Euro 7,36 milioni e a causa del peso degli oneri finanziari pari a 95,2 milioni di Lire Turche (Euro 28,9 milioni) si raggiunge una perdita prima delle tasse pari a 57,8 milioni di Lire Turche (Euro 17,5 milioni).
Tale risultato risulterebbe nei limiti stabiliti dal Settlement Agreement dell’ 8 maggio 2015.

Conclusioni.

Sono numerosi i club Turchi, oltre al Besiktas, che si sono dovuti confrontare con l’UEFA per problemi legati al Fair Play Finanziario, come: Bursaspor, Galatasaray; Fenerbahce; Trabzonspor.
Nel caso del Besiktas sembrerebbe necessaria una robusta ricapitalizzazione onde ridurre il peso dell’indebitamento e dei conseguenti oneri finanziari. Si tenga anche conto che l’indebitamento finanziario netto, dal 2013 è in aumento.

mercoledì 31 agosto 2016

Juventus: la situazione contabile aggregata 2015/16 in base ai dati EXOR.





Luca Marotta


Il Consiglio di Amministrazione di EXOR, in data 29/08/2016, ha approvato i risultati del 1° semestre 2016. Poiché EXOR controlla il 63,77% del capitale sociale di Juventus Football Club ed è una società quotata in borsa, nelle sue relazioni pubblicate fornisce anche i dati contabili della società Juventus Football Club SpA. In particolare, nella relazione semestrale vengono forniti anche i dati relativi al primo semestre dell’anno solare della Juventus, con la precisazione che l’esercizio sociale di Juventus non coincide con l’anno solare, ma copre il periodo 1° luglio – 30 giugno, che è quello di svolgimento della stagione sportiva. Pertanto, nella Relazione Semestrale di EXOR sono esposti i dati relativi alla situazione contabile per il periodo 1 gennaio – 30 giugno 2016 predisposta da Juventus F.C. ai fini della redazione del bilancio consolidato abbreviato del Gruppo EXOR al 30 giugno 2016.

Con l’aggregazione dei dati pubblicati nella Relazione Finanziaria Annuale 2015 di EXOR, è possibile ottenere una situazione contabile aggregata attendibile per l’esercizio 2015/16 della società Juventus Football Club SpA. In effetti, anche il dato definitivo 2014/15 era di poco diverso da quello risultante dall’aggregato delle situazioni contabili pubblicate da EXOR.
 
Nella Relazione Semestrale di EXOR è specificato che i dati interinali non possono rappresentare la base per proiezioni riferite all’intero esercizio. Poiché la situazione contabile della Juventus, pubblicata da EXOR, è redatta prima della chiusura della campagna trasferimenti estiva e poiché nel bilancio di Juventus vengono incluse le valutazioni degli effetti negativi derivanti dalle operazioni della Campagna Trasferimenti calciatori, non è escluso che nella prosecuzione del mercato estivo possano essere realizzate ulteriori operazioni, i cui eventuali effetti, se negativi e significativi, potrebbero comportare la necessità di effettuare ulteriori svalutazioni e/o accantonamenti da parte di Juventus Football Club, in applicazione dei principi contabili di riferimento, per la redazione del Bilancio al 2015/2016. In ogni caso, nella predisposizione della situazione contabile pubblicata da EXOR sono state incluse, le valutazioni significative degli effetti negativi derivanti dalle operazioni della Campagna Trasferimenti stagione 2016/2017 - prima fase, eseguite o da eseguirsi fino alla data del 31 luglio 2016.

Al 30.06.2016, nell’attivo dello stato patrimoniale di EXOR la partecipazione in Juventus Football Club è valutata con il metodo del patrimonio netto per l’importo di € 33,6 milioni (€ 29,2 milioni al 30.06.2015).

I dati economici di Juventus Football Club.



I Ricavi operativi aggregati 2015/16 ammontano a 387,5 milioni di Euro (€ 348,2 milioni dato aggregato 2014/15) ed evidenziano un incremento di 39,3 milioni di Euro, pari all’11,3%. Stimando i Proventi da gestione diritti calciatori per un importo pari a 40,2 milioni di Euro, è possibile con certezza affermare che la Juventus nel 2015/16 ha superato per la seconda volta consecutiva la soglia dei 300 milioni di Euro di fatturato netto, precisamente circa 347,3 milioni di Euro.

I Costi per servizi dovrebbero ammontare a circa 51,9 (€ 46,2 milioni dato aggregato 2014/15 ed € 45,9 milioni dato definitivo 2014/15) ed evidenziano un incremento di 5,7 milioni di Euro sul dato aggregato, pari al 12,3%.

Il costo del Personale Tesserato dovrebbe ammontare a circa € 198,4 milioni (€ 178,8 milioni nel 2014/15) ed evidenzia un incremento di 19,6 milioni di Euro, pari all’11%.
Il costo del Personale non tesserato dovrebbe ammontare a circa 23,5 milioni di Euro ed evidenziare un incremento di 3,9 milioni di Euro, pari al 20,1%
Un dato importante da appuntare è che, nonostante il costo del personale complessivo ammonterebbe a 221,9 milioni di Euro, tale costo inciderebbe sul fatturato netto solo per il 63,9%. Nello specifico, il costo del personale tesserato inciderebbe per il 57,1% e il costo del personale non tesserato per il 6,8%.

Gli Altri costi operativi dovrebbero essere pari a 26,9 milioni di Euro (€ 19,2 milioni dato aggregato del 2014/15) ed evidenzierebbero un incremento di 7,7 milioni di Euro sul dato aggregato, pari al 40%. Tali costi dovrebbero comprendere maggiori acquisti di prodotti destinati alla vendita per € 4,4 milioni, che nel 2014/15 non figuravano.
Il totale dei Costi operativi risulterebbe pari a 300,7 milioni di Euro (263,8 milioni dato aggregato dal 2014/15) e mostra un incremento di 36,9 milioni di Euro, pari al 14%, sul dato aggregato.
Il totale degli Ammortamenti, Svalutazioni è altri accantonamenti risulterebbe pari a circa 67,1 milioni di Euro (€63,4 milioni dato aggregato 2014/15) ed evidenzia un incremento di 3,7 milioni di Euro, pari al 5,8%. Tale voce comprende ricavi non ricorrenti per € 10,3 milioni che si riferiscono ai proventi netti derivanti dall’apporto al fondo immobiliare “J Village” della titolarità di gran parte dei diritti di superficie per circa 148.700 metri quadrati e dei relativi diritti edificatori per 34.830 metri quadrati di SLP.

Il Risultato operativo è positivo e dovrebbe ammontare a circa 19,7 milioni di Euro (€21,0 milioni dato aggregato 2014/15). Il decremento evidenziato è di 1,3 milioni di Euro, pari al 6,2%.
La Gestione Finanziaria è negativa per circa 8,3 milioni di Euro e risulterebbe sostanzialmente stabile rispetto al dato aggregato precedente.
Le imposte dovrebbero ammontare a circa 7,8 milioni di Euro ed evidenziare un decremento di 1,3 milioni di Euro.
Il Risultato netto è positivo e dovrebbe ammontare a circa 3,6 milioni di Euro (€3,5 milioni dato aggregato 2014/15 ed € 2,3 milioni dato definitivo 2014/15). Tale risultato costituirebbe il secondo utile consecutivo.
Quanto esposto è stato dedotto da quanto scritto e pubblicato nella Relazione semestrale 2016 e nella Relazione Finanziaria annuale 2015, che in sintesi si riporta di seguito.

I dati del I Semestre dell’anno solare 2016 (II semestre stagione sportiva 2015/16).



Nel primo semestre dell’anno solare 2016 (1 gennaio – 30 giugno 2016), rispetto al primo semestre dell’anno solare 2015, la Juventus non ha goduto dei ricavi relativi ai quarti, semifinali e finale di UEFA Champions League. I ricavi operativi semestrali risultano diminuiti di 9 milioni di Euro; mentre, i costi operativi sono aumentati di 15,9 milioni..
In sintesi, nel I semestre dell’anno 2016, rispetto all’analogo periodo precedente, i dati mostrano una perdita netta del periodo, pari a € 26,7 milioni, che peggiora di € 36,9 milioni il risultato positivo di € 10,2 milioni, dell’analogo periodo precedente.
L’incremento dei costi operativi è dovuto a maggiori costi per il personale tesserato per € 5,9 milioni e non tesserato per € 2,4 milioni, maggiori costi per servizi esterni per € 2,1 milioni, maggiori acquisti di prodotti destinati alla vendita per € 2,3 milioni e maggiori oneri da gestione diritti dei calciatori per € 3,2 milioni.
Gli ammortamenti e le svalutazioni risultano aumentati di 12,1 milioni di Euro, a causa di maggiori ammortamenti semestrali per € 8 milioni, maggiori accantonamenti per € 2,3 milioni e minori ricavi non ricorrenti per € 1,8 milioni.
Inoltre figurano una svalutazione di partecipazioni in jointventure per € 0,6 milioni e minori imposte per € 1 milione.

I dati del II Semestre dell’anno solare 2015 (I semestre stagione sportiva 2015/16).



In sintesi, nel II semestre dell’anno 2015 (1 luglio – 31 dicembre 2015), rispetto all’analogo periodo precedente, i dati mostrano un utile di € 30,3 milioni, che migliora di € 37 milioni i risultato precedente che era in perdita per € 6,7 milioni.
I ricavi del primo semestre 2015/2016, risultano pari a € 204,5 milioni e aumentano del 30,9% rispetto al dato di € 156,2 milioni del primo semestre 2014/2015.
Il risultato positivo semestrale è da attribuire principalmente ai maggiori proventi da gestione diritti calciatori per € 30,2 milioni. Inoltre, si è verificato un generale aumento dei ricavi ricorrenti per € 18,1 milioni, di cui € 6,8 milioni per l’attività di vendita di prodotti e licenze e figurano anche ricavi netti non ricorrenti per € 10,6 milioni.
I costi operativi del primo semestre 2015/2016, complessivamente risultano pari a € 140,4 milioni e aumentano del 17,6% rispetto al dato di € 119,4 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente.
Infatti, si è registrato l’aumento dei costi per il personale tesserato per € 13,7 milioni, l’aumento dei costi per servizi esterni per € 3,6 milioni, maggiori ammortamenti sui diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori per € 2,7 milioni, acquisti di prodotti destinati alla vendita per € 2,1 milioni.
Inoltre, sono stati registrati minori accantonamenti per € 0,7 milioni, minori oneri finanziari netti per € 1 milione e maggiori costi per personale non tesserato per €1,5 milioni.

Il Patrimonio Netto
Il Patrimonio Netto al 30 giugno 2016 risulta positivo per 52,7 milioni di Euro e risulta in aumento rispetto all’esercizio precedente che era pari a € 44,6 milioni al 30.06.2015 (dato definitivo).
Il Patrimonio Netto finanzia il 35,9% del capitale investito netto, che ammonterebbe ad € 146,7 milioni.

L’indebitamento Finanziario Netto
L’indebitamento Finanziario Netto, ammonta a 199,4 milioni di Euro e risulta in aumento di € 10,5 milioni, rispetto al 30.06.2015 (€ 188,9 milioni).

Nella Relazione Exor è scritto che nei primi mesi del 2016 sono stati sottoscritti ulteriori accordi per l’ottenimento di linee di credito a medio termine in sostituzione di linee di credito a revoca per € 25 milioni. Pertanto, alla data del 31 luglio 2016 le linee di credito ammontano complessivamente a € 415,3 milioni, di cui € 270,3 milioni a revoca, € 137 milioni a medio-lungo termine e € 8 milioni a breve termine. Ad aprile 2016, dopo i mutui sottoscritti nel 2009 per la costruzione dello stadio, l’Istituto per il Credito Sportivo ha concesso un nuovo mutuo decennale di € 10 milioni per l’ulteriore sviluppo dell’area dello Juventus Stadium.

Il 23 marzo 2016 è stato inaugurato il J Medical, che ha comportato un investimento pari a circa € 4,9 milioni. J Medical S.r.l. è una società a controllo congiunto (joint-venture) di Juventus e Santa Clara S.r.l.

Per quanto riguarda la Campagna Trasferimenti, le acquisizioni perfezionate nella seconda fase della Campagna Trasferimenti 2015/2016 e l’esercizio del diritto di opzione per l’acquisto di calciatori hanno comportato complessivamente un aumento del capitale investito di € 16,3 milioni, oltre alla capitalizzazione di premi pari a € 5,8 milioni maturati a favore delle società di provenienza di alcuni calciatori acquistati in precedenti Campagne Trasferimenti.
Il 29 aprile 2016 è stato esercitato il diritto di opzione per l’acquisizione a titolo definitivo del calciatore Mario Lemina dall’Olympique de Marseille SASP per un corrispettivo di € 9,5 milioni.

Le principali operazioni relative alla prima fase della Campagna Trasferimenti 2016/2017– prima fase, hanno comportato importanti investimenti come l’acquisizione dal Napoli di Gonalo Higuain (€ 90 milioni), dalla A.S.Roma di Miralem Pjanic (€ 32 milioni) e Marko Pjaca dal GNK Dinamo Zagreb (€ 23 milioni). Inoltre, è stato concluso l’accordo con il Bayern München AG per l’acquisizione temporanea del calciatore Medhi Benatia (€ 3 milioni per il prestio ed € 17 milioni per il riscatto) e con il Chelsea per Cuadrado (€ 5 milioni per il prestito; € 25 milioni per il riscatto ed € 4 milioni di eventuali bonus).
La Juventus ha perfezionato l’accordo col Real Madrid per la cessione di Alvaro Morata (€ 30 milioni); col Manchester United per la cessione definitiva del calciatore Paul Labile Pogba (€ 105 milioni oltre ad eventuali € 5 milioni di bonus), col Watford per la cessione di Roberto Pereyra (€ 13 milioni oltre € 2 milioni di bonus), con Cagliari Calcio per la cessione definitiva dei calciatori Simone Padoin (€ 0,6 milioni)e Mauricio Isla (€ 4 milioni) e con il West Ham per la cessione in temporanea di Zaza (€ 5 milioni per il prestito; € 20 milioni per il riscatto ed € 3 milioni di bonus).

Conclusioni

Ad influire in modo decisivo sul secondo utile consecutivo, sono state le plusvalenze relative ai calciatori e i ricavi non ricorrenti, soprattutto in considerazione dell’aumento dei costi operativi (+14%) verificatosi in misura maggiore rispetto ai ricavi operativi (+11,3%).
Le previsioni per l’esercizio 2015/16, facevano conto sull’effetto positivo esercitato da plusvalenze record come quella di Vidal (€ 31,7 mlioni), sui ricavi non ricorrenti per l’operazione Continassa, pari a circa 10 milioni di Euro, e sui ricavi commerciali dei nuovi contratti adidas e JEEP.
Le previsioni per l’esercizio 2016/17, fanno conto sull’effetto positivo esercitato dalle plusvalenze record di Pogba e dalle altre come quella di Morata, e continueranno a a far leva sui ricavi commerciali dei contratti adidas e JEEP.

In base a quanto scritto dagli Amministratori di EXOR, “coerentemente con gli esercizi precedenti, la gestione di Juventus continuerà ad essere focalizzata sull’obiettivo di consolidare l’equilibrio economico finanziario”.

domenica 28 agosto 2016

St Mary's Football Group Limited: i conti del 2014/15.



Luca Marotta


St Mary’s Football Group Limited è la società holding del Guppo cui fa capo il Southamptom Football Club. Questo club storico, soprannominato "The Saints", era in origine una squadra di calcio parrocchiale fondata nel 1885. Ha conseguito la promozione in Premier League nel 2011/2012 dopo un'assenza di sette anni. Rispetto alla stagione 2011/2012, il fatturato netto è aumentato di £ 90,8 milioni, raggiungendo la cifra di £ 113.7 milioni nel 2014/15, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del fatturato netto del 70,55%.
Dal punto di vista sportivo, il Southampton è giunto settimo nella Premier League 2014-15 (8° nel 2013/14), con 60 punti (56 nel 2013/14), acquisendo il diritto a partecipare all’UEFA Europa League 2015/16.
Dal punto di vista economico, l’esercizio 2014/2015 ha evidenziato un utile netto consolidato pari a £ 12 milioni (circa € 15,8 milioni, al cambio medio annuale) e un fatturato netto di £ 113,7 milioni (circa € 149,5 milioni al cambio medio annuale). Nel 2013/14 era stato conseguito un utile consolidato netto pari a £ 33,4 milioni. L’EBIT 2014/15 risulta positivo per il secondo anno consecutivo ed è pari a £ 17,6 milioni; mentre nel 2013/14 era pari a £ 31,4 milioni.
Anche il Patrimonio Netto risulta positivo per il secondo anno consecutivo ed è pari a £ 43,8 milioni (£ 31,8 milioni nel 2013/14).

Il Gruppo.
Le società controllate da “St Mary’s Football Group Limited”, registrate in Inghilterra e Galles e incluse nel perimetro di consolidamento controllate al 100% sono le seguenti: “Southampton Football Club Limited”; “St Mary’s SPV Limited”; “St Mary’s Training Centre Limited”; “St Mary’s Stadium Limited”; “St Mary’s Catering Limited”; “St Mary’s Training Ground Limited”; “St Mary’s Property Holdings Limited”; “DMWSL 612 Limited”.

Il Presidente Katharina Liebherr,  possiede il club dopo averlo ereditato da suo padre, l'industriale miliardario Markus Liebherr.

Il valore del club.
Nella classifica Deloitte Football Money League 2016, il Southampton si colloca al 22° posto (25° posto nella precedente edizione).
Nella classifica Brand Finance Football 50 2016 il Southampton si colloca al 17° posto (18° nella precedente edizione), con un brand value di 223 milioni di Dollari USA.
Nella classifica “Virgin’s Fast Track 100 British private companies” del 2015, il Southampton si colloca al 38° posto (34° nell’edizione precedente).

La continuità aziendale (going concern).

I revisori della BDO LLP non hanno mosso alcun rilievo nella loro relazione.

I soci hanno continuato a supportare finanziariamente l’attività iniettando, durante l’esercizio, circa £ 20 milioni.

Gli Amministratori hanno evidenziato che il Gruppo gestisce l'impatto del rischio legato alla performance sportiva della squadra nella Barclays Premier League, attraverso uno stretto controllo dei costi diretti.
La struttura dello Stato Patrimoniale.



Nella struttura dello stato patrimoniale al 30 giugno 2015 risulta diminuita l’incidenza del passivo corrente come fonte di finanziamento dal 79,8% al 77,9%. In effetti l’equity ratio è aumentato dal 20,2% al 22,1%.
Il capitale circolante netto è negativo per £ 15,1 milioni. Le voci del passivo corrente di importo più elevato riguardano i debiti per calciatori per £ 22,1 milioni (£ 21,6 milioni nel 2013/14), i risconti passivi per £ 28,9 milioni e i debiti bancari per £ 14,96 milioni.
L’attivo non corrente fa riferimento sostanzialmente a due voci, ossia il valore netto dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori e alla voce fabbricati e terreni.
Il valore netto dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori incide sul totale dell’attivo per il 37,9%.
Le immobilizzazioni materiali nette ammontano a circa £ 45 milioni.
La voce terreni e fabbricati risulta iscritta in bilancio per l’importo di £ 31,2 milioni (2013: £ 27,9 milioni). Figura separatamente la voce “Stadium” per un valore contabile netto di £ 9,6 milioni ed un costo storico di £ 12,7 milioni.
Durante l’esercizio è stato inaugurato il “Markus Liebherr Pavilion”.
La spesa complessiva per il Centro di formazione dovrebbe ammontare a circa £ 38 milioni.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,28 (1,25 nel 2013/14), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,84 (0,72 nel 2013/14), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.
In effetti, il capitale circolante netto è negativo per £ 15,1 milioni. Tuttavia, nelle passività a breve sono presenti i ratei e i risconti passivi per € 28,9 milioni.

Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è positivo e ammonta a £ 43,8 milioni. Essendo non negativo è conforme a quanto stabilito dal Financial Fair Play. L’anno precedente era positivo per £ 31,8 milioni. La variazione è dovuta all’utile d’esercizio di £ 12.006.236.
L’importo relativo alla voce del riporto a nuovo di utili e perdite d’esercizio diventa positiva per £ 5.856.541.
I mezzi propri finanziano il 22,1% dell’attivo (equity ratio).

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,28 (0,25 nel 2013/14), che segnala il prevalere delle Liabilities sui mezzi propri.

Posizione Finanziaria Netta.



La Posizione Finanziaria Netta è negativa per £ 47,7 milioni. Nell’esercizio precedente era negativa per £ 25,1 milioni. Le disponibilità liquide ammontano a £ 14,48 milioni (£ 26,13 milioni nel 2013/14).

I prestiti finanziari dei soci aumentano a £ 32,7 milioni da £ 14,7 milioni. I debiti bancari risultano sostanzialmente stabili e sono pari a £ 14,96 milioni. Gli altri debiti finanziari diminuiscono da £ 21 milioni a £ 13,94 milioni. I debiti per leasing sono pari a £ 595 mila.

I crediti da calciomercato sono pari a £ 54,8 milioni; mentre, i debiti da calciomercato ammontano a £ 43,26 milioni. Il saldo della posizione finanziaria netta ai fini del Financial Fair Play è negativo per £ 36,19 milioni, abbondantemente al di sotto del fatturato netto.

Il Valore della Rosa.



Il valore netto della rosa calciatori, al 30 giugno 2015, ammonta a £ 75,2 milioni, nell’esercizio precedente ammontava a £ 41,1 milioni. La variazione di £ 34,1 milioni è dipesa da investimenti per £ 81,7 milioni, cessioni per un valore contabile residuo di £ 11,4 milioni, ammortamenti e svalutazioni per £ 36,2 milioni.

Il Conto Economico.



Il fatturato netto è aumentato del 7,2% da £ 108,3 milioni a £ 113,7 milioni.
I ricavi hanno beneficiato dell’incremento dei diritti TV della “Premier League”. I ricavi da media sono aumentati di £ 4,72 milioni, da £ 79,45 milioni a £ 84,17 milioni.
I ricavi da gare sono aumentati di £ 1,16 milioni da £ 17,13 milioni a £ 18,29 milioni.
I ricavi commerciali sono aumentati da £ 9,5 milioni a £ 11,2 milioni.
A differenza del 2013/2014, mancano gli altri ricavi, che erano pari a £ 2,2 milioni.

L’Indice di “Efficienza Televisiva” della Rosa dei Calciatori.

L’efficienza televisiva della rosa dei calciatori può essere misurata dal rapporto tra ricavi TV e valore dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori.
Quanto maggiori sono i ricavi TV e quanto è minore il valore contabile della rosa, tanto maggiore sarà l’efficienza televisiva. Nel caso specifico l’indice di efficienza televisiva del St Mary’s Football Group Limited è superiore a 1 essendo pari al 1,12 (1,93 nel 2013/14), perché i ricavi TV del 2014/15 sono superiori al valore contabile della Rosa.
Questo significa che un investimento di 100 sterline nella Rosa calciatori genera 112 sterline di ricavi TV.

RAPPORTO TRA FATTURATO NETTO E ATTIVITA’ TOTALI
Il rapporto tra fatturato netto, e attività totali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è investito e quanto si fattura?
Nel caso del St Mary’s Football Group Limited, tale indicatore è pari al 63,9%, pertanto ogni 100 Sterline investite si incassano circa 64 Sterline.

Costo del personale.

Il costo del personale complessivo è aumentato da £ 62,9 milioni a £ 80,4 milioni. L’incidenza sul fatturato netto è del 70,7%.
In percentuale l’aumento del costo del personale, pari al 27,7%, è avvenuto in misura superiore all’aumento dei ricavi (7,2%).
Il costo del fattore lavoro dato dalla somma del costo del personale e dal costo degli ammortamenti è pari a £ 110 milioni e incide sul fatturato netto per il 96,7%.

Il Player Trading.

L’eccedenza di plusvalenze realizzate per le cessioni dei calciatori riesce a coprire il costo annuale dei cartellini dei calciatori.
L’eccedenza di plusvalenze è stata pari a £ 44,1 milioni.
Gli ammortamenti ammontano a £ 29,6 milioni ed è stata evidenziata una svalutazione dei cartellini per £ 6,6 milioni.



Gli Amministratori hanno ribadito che il surplus generato dal Player Trading è stato reinvestito nella squadra attraverso le spese di trasferimento da pagare e dei costi operativi, che incidono sui costi sotto forma di aumento dei salari e delle commissioni pagate agli agenti.

Il “Breakeven”

Il risultato prima delle tasse è positivo per £ 14,87 milioni. Nell’esercizio precedente era positivo per £ 28,65 milioni e nel 2012/13 era negativo per £ 7,14 milioni. Tali dati dimostrano l’equilibrio economico stabile raggiunto, anche grazie ai ricavi TV della Premier League.

Conclusioni.

Coniugare il successo sportivo con una gestione economica sostenibile, resta l’obiettivo degli Amministratori. Il Club punterà molto sull’Academy.

Nel 2015/16, il Southampton è giunto sesto in Premier League, acquisendo il diritto alla UEFA Europa League 2016/17.