sabato 21 gennaio 2017

Bilancio Chelsea 2015/16: Adidas e Mourinho , determinanti per la perdita di £ 70,6 milioni.


Luca Marotta


Chelsea FC plc, ha chiuso il bilancio consolidato al 30 giugno 2016 con un risultato negativo di £ 70,6 milioni, pari a circa € 85,45 milioni (cambio al 30.06.2016: £1 =  €1,2101).

Sul bilancio 2015/16 del Chelsea hanno pesato enormemente due risoluzioni contrattuali anticipate: la prima con Mourinho, la seconda con ‘adidas’. I costi straordinari totali sono stati pari a £ 75,3 milioni (€ 91,1 milioni) e sono dovuti al pagamento, durante l’anno, della clausola di risoluzione contrattuale anticipata di Mourinho e dello staff tecnico per £ 8.3 milioni e all’accantonamento di £ 67 milioni relativi alla risoluzione anticipata del contratto di sponsorizzazione tecnica del club.
Inoltre, l’esercizio 2015/16 è stato caratterizzato dall’adozione dei principi contabili FRS102 in luogo degli UK GAAP.
Nel 2015/16, il Chelsea ha visto aumentare il fatturato da £ 314.3 milioni a £ 329.1 milioni (€ 398,3 milioni). Questo aumento può essere attribuito ad un aumento dei ricavi media, a causa della maggiore distribuzione proveniente dalla UEFA per la partecipazione alla Champions League, così come ad un aumento dei ricavi commerciali.

“Chelsea FC plc” è una società “sub-holding” del gruppo cui fa capo il “Chelsea Football Club”. Il gruppo ha come holding “Fordstam Limited” e come controllore di ultima istanza Roman Abramovich.

Dal punto di vista sportivo, la stagione 2015/16 è stata deludente. Il Chelsea si è classificato al decimo posto in Premier League (1° posto nel 2014/15), non riuscendo ad acquisire il diritto di partecipare alle competizioni europee. Il Chelsea è stato eliminato agli ottavi di Champions League (2014/15: ottavi), ha disputato il sesto turno in FA Cup (2014/15: il 4° turno). e nella Coppa di Lega Capital One Cup ha disputato il quarto turno (2014/15: vincitore).

La continuità aziendale.

Gli Amministratori hanno scritto, come nel bilancio precedente, che “Chelsea FC plc” fa affidamento sul continuo supporto finanziario della capogruppo “Fordstam Limited”. La società ha ricevuto conferma dalla capogruppo, che verranno forniti fondi sufficienti per finanziare l'attività per il prossimo futuro. Pertanto, gli Amministratori, nella preparazione del bilancio, hanno adottato il principio della continuità aziendale.
Invero, durante il 2015-2016, la capogruppo “Fordstam Limited”, supportata dal proprietario finale, Mr Roman Abramovich, ha sottoscritto un aumento di capitale di n. 625.000 azioni del valore nominale di £ 0,01 al prezzo di £ 20. L’apporto della proprietà è stato di £ 12.500.000 (£ 27.000.000 nel 2014/15).

Il Cambio dei Principi contabili.

Il bilancio 2015/16 è il primo bilancio di Chelsea FC plc e del Gruppo predisposti in accordo con il principio contabile FRS 102 (Financial Reporting Standard applicabile nel Regno Unito e Repubblica d'Irlanda).
Il bilancio per il periodo precedente era stato redatto secondo gli UK GAAP.
La data di transizione ai principi FRS 102 era il 1 luglio 2014.



Il risultato economico del 2014/15, per l’effetto della transizione ai nuovi principi, migliora da – 23.068.000 di Sterline a – 22.032.000 Sterline, a causa soprattutto delle poste inerenti la gestione finanziaria.
Le attività al netto delle passività, al 30 giugno 2015, diminuiscono da £ 375.547.000 a £ 371.08.000.

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto è positivo per £ 285,5 milioni (€ 345,5 milioni) e risulta in diminuzione rispetto al dato dell’esercizio precedente, che era positivo per £ 371,6 milioni. La variazione negativa di £ 86 milioni è dovuta, come già scritto, principalmente a causa di un’operazione di aumento di capitale per circa £ 12,5 milioni, derivante dal collocamento di 625.000 azioni a £ 20, che ha determinato un aumento del capitale sociale per £ 7.000 e un aumento della riserva da sovrapprezzo azioni per £ 12.493.000. Ovviamente sulla variazione ha esercitato i suoi effetti anche il risultato dell’esercizio negativo per £ 70,6 milioni. Il Patrimonio Netto finanzia il 48,4% dell’attivo.



L’indebitamento.

Il bilancio consolidato al 30 giugno 2016, mostra una posizione finanziaria netta positiva in quanto le disponibilità liquide pari a £ 27.127.000 (€ 32,8 milioni) e i crediti verso la controllante pari £ 3,1 milioni, superano i debiti relativi agli strumenti finanziari derivati pari a £ 22.259.000. Non esistono altri debiti finanziari. Per gli strumenti finanziari derivati è evidenziata una posizione debitoria per £ 22.259.000. Nell’esercizio precedente, invece, era evidenziata una posizione creditoria per £ 6.251.000. La posizione relativa agli strumenti finanziari derivati è emersa a causa dell’adozione dei principi FRS102.
L’entità dell’indebitamento finanziario netto, cui bisogna aggiungere il saldo tra debiti e crediti da calciomercato, è conforme al regolamento del Fair Play Finanziario in quanto inferiore ai ricavi.
I debiti con durata inferiore all’esercizio successivo ammontano a £ 252,4 milioni (€ 305,5 milioni), mentre nel 2014/15 erano pari a £ 156,8 milioni.
I ratei e risconti passivi, iscritti nel passivo corrente, ammontano a £ 171.034.000 (£95.386.000 nel 2014/15). Questi debiti comprendono i ricavi anticipati per abbonamenti relativi alla stagione 2016/17 per l’importo di £ 40.359.000 (£ 43,2 milioni nel 2014/15) e altri ricavi anticipati per £ 130,7 milioni (£ 52 milioni nel 2014/15).

I debiti commerciali nel complesso sono pari a £ 92,4 milioni (£ 59,7 milioni nel 2014/15), di cui £ 63,6 milioni, hanno scadenza entro l’esercizio successivo. I debiti a lungo termine riguardano principalmente debiti commerciali da player trading.

I debiti tributari e previdenziali ammontano a £ 14,1 milioni, mentre nel 2014/15 erano pari a £ 13,6  milioni.
La voce Altri debiti diminuisce da £ 5,4 milioni a £ 3,6 milioni.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,94.
Infatti, l’equity ratio è molto alto ed è pari a 48,4%. Il ricorso al capitale di terzi è di poco superiore all’apporto di mezzi propri.

La struttura dell’attivo patrimoniale.

Il totale dell’attivo ammonta a £ 589,6 milioni (£ 545,5 milioni nel 2014/15) e risulta in aumento del 8,1%.
Al 30 giugno 2016, le attività non correnti rappresentano il 73,4% del totale dell’attivo e ammontano complessivamente a £ 432,7 milioni. Si è verificato un incremento del 5%.
Le immobilizzazioni immateriali nette, rappresentano il 41,5% dell’attivo e risultano aumentate da £ 225,1 milioni a £ 244,7 milioni.
Le immobilizzazioni materiali, rappresentano il 31,3% dell’attivo e ammontano a £ 184,7 milioni; nel 2014/15 erano pari a £ 183,98 milioni. Gli oneri finanziari capitalizzati, inclusi nel valore delle immobilizzazioni materiali, ammontano a £ 2.003.000, come nel precedente esercizio. L’importo investito nel 2015/16 è stato di £ 10,2 milioni e, come l’esercizio precedente, la maggior parte degli investimenti effettuati, riguardano il miglioramento delle strutture dello Stamford Bridge e del campo di allenamento a Cobham.
Le attività correnti rappresentano il 26,6% dell’attivo e ammontano complessivamente a £ 156,9 milioni, con un incremento del 17,7% rispetto all’esercizio precedente.
Le disponibilità liquide aumentano da £ 830 mila a £ 27,1 milioni.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,94, ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore, in base ai criteri di valutazione adottati, è abbondantemente in grado di pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente sia in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,62, ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.

Il Valore della Rosa.

Al 30 giugno 2016, il valore contabile netto della rosa calciatori ammonta a 241,3 milioni di sterline (€ 291,9 milioni) e risulta in aumento di £ 19,39 milioni. La variazione è stata causata da investimenti per £ 119,13 milioni, cessioni per un valore netto contabile residuo di £ 28,8 milioni, ammortamenti per £ 70,9 milioni.

In base ad una valutazione effettuata, la rosa del Chelsea al 30 giugno 2016 avrebbe un valore di mercato pari a £ 398,8 milioni (£ 349,7 milioni al 30.06.2015).

Dopo la chiusura dell’esercizio sono stati acquistati 4 calciatori con un costo iniziale di £ 96.300.000 (£ 69.052.000 nel 2014/15) e sono stati ceduti 4 calciatori con un profitto di £ 2.370.000 (£21.285.000 nel 2014/15). Inoltre sono stati incassati dei bonus, relativi a cessioni dei precedenti esercizi per £ 1.800.000 (£ 5.686.000 nel 2014/15).


Il Fatturato.



Il fatturato consolidato netto, per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2016, risulta pari a £ 329,1 milioni. Il fatturato netto del 2014/15 era pari a £ 314,3 milioni. L’aumento del fatturato, rispetto all’esercizio precedente, è stato di £ 14,8 milioni, ossia del 4,7%. Il fatturato 2015/16 è il migliore nella storia del club.
I Ricavi Media, come per tutti i club della Premier League, sono rilevanti e aumentano del 5,4%, da £ 135,6 milioni a £ 142,9 milioni (€ 172,9 milioni). La differenza è dovuta principalmente ai ricavi da UEFA Champions League, per il raddoppio del Market Pool. In base ai dati UEFA, al Chelsea per il 2015/16 spettavano Euro 69.174.000; mentre nel 2014/15, Euro 39.230.000.

I ricavi commerciali aumentano da £ 107,9 milioni da £ 116,5 milioni. Il contratto con Nike avrà inizio dal 1 ° luglio 2017. Pare, che l'accordo preveda un corrispettivo di £ 60 milioni l’anno, ossia il doppio di quello pagato da Adidas.

Il settore dei ricavi da ‘match day’ ha prodotto minori ricavi. Infatti, i ricavi da gare (“match day”) diminuiscono dell’1,6%, da £ 70,778,000 a £ 69,675,000. La media spettatori in campionato è stata di 41.500 (41.546 nel 2014/15).



Le Spese operative.

Le spese operative ordinarie ammontano complessivamente a £ 375,1 milioni (£ 377,7 milioni nel 2014/15) e registrano un decremento di £ 2,6 milioni pari allo 0,7%.
Tra gli altri costi operativi si segnala l’ammortamento delle immobilizzazioni dei costi di registrazione dei calciatori ammontante a £ 71,9 milioni (£ 69,9 milioni nel 2014/15), in aumento del 2,8%. L’ammortamento delle immobilizzazioni materiali è stato di 9,4 milioni di sterline (£ 9,2 milioni nel 2014/15).

A differenza dell’esercizio precedente, sono evidenziate dei costi operativi straordinari.
Le spese operative straordinarie ammontano complessivamente a £ 75,3 milioni, di cui 8,3 milioni di sterline per il cambio di Mourinho. La parte restante riguarda l’accantonamento effettuato per far fronte alla risoluzione contrattuale con ‘adidas’ con sei anni di anticipo. L’importo risulta maggiore a quanto riportato da vari organi di stampa (Daily Telegraph), che stimavano che la decisione del Chelsea di separarsi da Adidas, con sei anni di anticipo, sarebbe costata al club circa 40 milioni di Sterline a titolo di risarcimento, poiché l'accordo con Nike risultava comunque più vantaggioso.

Il Costo del Personale.

Il costo del personale ordinario ammonta a £ 222,4 milioni e registra un incremento di £ 6,8 milioni, ossia del 3,1%, rispetto ai 215,6 milioni di sterline del 2014/15. L’incidenza del costo del personale sul fatturato, senza plusvalenze, è pari al 67,6% (68,6% nel 2014/15), nel limite del 70%, auspicato dal Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario. Il costo del personale riguarda 785 unità (681 nel 2014/15) di cui 137 appartenenti alla gestione sportiva (giocatori e staff compreso).

Come già detto, il costo determinato dal cambio di Mourinho è compreso tra le spese straordinarie, per £ 8,3 milioni.

Il “Costo del Fattore Lavoro”, dato dalla somma del costo del personale e degli ammortamenti della rosa calciatori, è pari a £ 294,3 milioni.
Il “Costo del Fattore Lavoro” incide sul fatturato netto per l’ 89,4%. Quindi ogni 100 sterline che si fatturano, ne vengono destinate 89,4 al personale.

Player Trading.

La differenza tra plusvalenze e minusvalenze realizzate con le cessioni di calciatori è positiva per £ 49 milioni (£ 42 milioni, nel 2014/15).

Questo risultato positivo è dovuto principalmente alle cessioni di Petr Cech all'Arsenal, Ramires al club cinese dello Jiangsu Suning. Mohamed Salah alla Roma, Stipe Perica all’ Udinese e Oriol Romeu al Southampton.

L’importo realizzato con le plusvalenze non è sufficiente a coprire gli ammortamenti pari a £ 70,9 milioni e pertanto la gestione del “player trading è in perdita per £ 21,9 milioni.

Il “Break-even result”.

Al 30 giugno 2016, il risultato prima delle imposte è negativo per £ 69.789.000 (€ 84,45 milioni).
Al 30 giugno 2015, il risultato prima delle imposte (UK GAAP) è negativo per £ 22.656.000 (€ 31,7 milioni, con cambio 1 £= 1,4018 €).
Al 30 giugno 2015, il risultato prima delle imposte (FRS102) è negativo per £ 21.308.000 (€ 29,9 milioni, con cambio, con cambio 1 £= 1,4018 €).
Al 30 giugno 2014, il risultato prima delle imposte ((UK GAAP) era positivo per £ 18.906.000 (€ 22,8 milioni, con cambio, con cambio 1 £= 1,1958 € ).
Ai fini del calcolo del Break-even Result, occorre esprimere gli importi in Euro e bisogna considerare il cambio medio dell’esercizio e non quello alla data di chiusura del bilancio.
Il Chelsea potrebbe escludere dal calcolo le spese per il settore giovanile, gli ammortamenti che non riguardino la rosa dei calciatori, le spese per lo sviluppo della comunità ed eventuali partite contabili “no money”.
Nel 2014/15, il Chelsea aveva destinato £ 3.142.905 per le sue azioni caritatevoli (£ 2.886.186 nel 2013/14).

Conclusioni.

In sintesi il 2015/16, mostra un aumento del fatturato con una perdita di esercizio dovuta principalmente alle risoluzioni contrattuali con Adidas e Mourinho. A ciò si è aggiunto un andamento sportivo deludente. Nel bilancio 2015/16 è scritto che il Chelsea risulta conforme rispetto delle norme finanziarie della FAPL e a quelle della UEFA.


lunedì 16 gennaio 2017

Bilancio Atletico Madrid 2015/16: utile di 3,9 milioni, con fatturato record di 233 milioni.



Luca Marotta


L’esercizio 2015/16 ha visto il conseguimento di un utile netto di circa 3,9 milioni (€ 13,1 milioni nel 2014/15) e di un fatturato netto record di 233,3 milioni di Euro (€175,1 milioni nel 2014/15), che per la prima volta nella storia del club supera i 200 milioni di Euro.
Ai brillanti risultati ha contribuito certamente la finale di Champions League, tuttavia sul bilancio pesano ancora oneri straordinari per la complessa vicenda immobiliare legata allo stadio.

Gli Amministratori hanno sottolineato l’importanza del nuovo socio Wanda. Già nello scorso esercizio, l’ingresso del nuovo socio Wanda Madrid Investment ha permesso di consolidare e rafforzare il patrimonio netto della società, acquisendo un socio che è un punto di riferimento mondiale per gli azionisti e che permette di creare sinergie tra le due società, di cui beneficiano entrambi.
Wanda è pienamente impegnata con il progetto Academy e nel campo della formazione sportiva e umana dei giovani atleti.

Secondo gli Amministratori la Stagione sportiva 2015/16, può definirsi ottima, perché l’acquisizione del diritto a partecipare alla UEFA Champions League, è un obiettivo strategico del club. Infatti, la partecipazione alla UEFA Champions League permette di collocare stabilmente la prima squadra tra le migliori in Europa, inoltre, permette di rafforzare l'espansione del marchio e consente di aumentare il valore di alcune poste dell’attivo, come marchio e diritti economici dei calciatori, e garantisce anche la crescita della base associativa.

L’Atletico di Madrid ha perso la di finale di UEFA Champions League 2015/16, ad opera del Real Madrid. Nella Liga Spagnola si è classificato al terzo posto, acquisendo il diritto a partecipare alla fase a gironi della Champions League 2015/16. Per quanto riguarda la “Copa de Su Majestad el Rey”, l’’Atletico è stato eliminato nei quarti dal R.C. Celta de Vigo.

In definitiva, i buoni risultati sportivi hanno comportato ricavi per vendite e prestazioni di servizi in aumento del 36,03%, con altri ricavi stabili a 14 milioni.
I pilastri della gestione sportiva dell’Atletico Madrid sono tre: rinnovo e ritocco degli ingaggi solo ai calciatori, che sono considerati essenziali per mantenere il livello competitivo; cura e integrazione in prima squadra dei giovani chiamati dal settore giovanile e ingaggio di calciatori di livello nazionale e internazionale, con un livello di investimento sostenibile, in grado di mantenere e incrementare il livello competitivo della prima squadra.

L’Assetto societario.

La società “Club Atlético de Madrid SAD” è stata costituita il 30 giugno 1992, a seguito della trasformazione del “Club Atlético de Madrid”, ai sensi della “Ley del Deporte”.
Al 30 giugno 2016, il capitale sociale ammontava a € 30.885.047,50 ed è diviso in 3.633.535 azioni del valore nominale di Euro 8,50.
Al 30 giugno 2016, Don Miguel Ángel Gil Marín possedeva 1.773.476 azioni pari al 48,81% del capitale sociale. In forma diretta controllava il 3,51% ed in forma indiretta attraverso la società "Holding de Inversiones Atléticas, S.A." deteneva il 45,30%. Don Enrique Cerezo Torres è proprietario di 650.224 azioni pari al 17,90% del capitale sociale. In forma diretta controlla il 3,07% e in forma indiretta il 14,83% attraverso la società "Video Mercury Films, S.A.".
Come conseguenza dell’ultimo aumento di capitale, WANDA MADRID INVESTMENT, SL è proprietaria di 726.707 azioni rappresentative del 20% del capitale sociale.

Tra gli eventi accaduti dopo la chiusura dell’esercizio è segnalata l’acquisizione del Club Elemental Atlético de Madrid Féminas e l’acquisizione di 10.854 azioni. Pari al 34,6% del capitale sociale, del club Francese Racing Club de Lens, per 3 milioni di Euro.

La continuità aziendale.

I Revisori di “Eutida AH Auditores 1986, SAP”, hanno rilevato che il 13 Novembre 2015, a seguito della risoluzione del contratto di compravendita del 30 giugno 2010, con il quale il Club aveva ceduto dei terreni, con i relativi diritti di sviluppo urbanistico, nella zona urbana 'Mahou-Vicente Calderón"; tali terreni e i relativi diritti sono stati reincorporati nel bilancio del Club, valutandoli per un importo di € 154.940.000, equivalente al fair value della proprietà alla data di costituzione, in quanto questo è inferiore al valore contabile precedente al momento della cessione. La posta di bilancio interessata è “Attività non correnti detenute per la vendita”. Tuttavia, il valore contabile corrispondeva a quello di una società controllata, e a sua a sua volta derivava dal valore assegnato al conferimento del ramo d’azienda non monetizzato, determinato per la sua costituzione nel 2003/2004 e che rifletteva un incremento rispetto al valore contabile dei terreni su cui insisteva lo stadio “Vicente Calderón”.
Inoltre, i revisori hanno richiamato l’attenzione sul fatto che, al 30 giugno 2016, nel bilancio sono evidenziati crediti per imposte differite pari a € 54.562.195,50, relativi a crediti d'imposta derivanti da perdite fiscali precedenti da compensare nei prossimi anni. Inoltre, le "Passività per imposte differite" includono imposte differite generate nell'esercizio in corso e di quelli precedenti, pari a € 4.088.469,11.
La realizzazione di attività per imposte anticipate, tranne che per l'ammontare delle passività per imposte differite, dipenderà dalle capacità della società di generare sufficienti utili fiscali futuri per compensare le perdite fiscali e per l'attuazione entro i termini di legge stabiliti, gli altri diritti derivanti dall'imposta sulle società.

Gli Amministratori nell’evidenziare l’esistenza di un capitale circolante netto negativo per € 163,3 milioni di Euro, hanno evidenziato che esso è dovuto da un lato a investimenti in calciatori per migliorare le prestazioni sportive ed economiche e partecipare a competizioni europee e dall’altro lato alla natura dell’attività svolta, che prevede risconti passivi per ricavi anticipati, che è una situazione comune ai club di calcio. In ogni caso gli azionisti di maggioranza hanno garantito la continuità aziendale.

La struttura dello stato patrimoniale.



L’attivo è aumentato del 13,39%, da € 544,4 milioni a 617,4 milioni. L’attivo non corrente incide sul totale dell’attivo per il 59,8%. I diritti alle prestazioni sportive dei giocatori incidono per il 23,4% e ammontano a € 144,45 milioni.
Nelle immobilizzazioni immateriali figurano anche la voce “Derechos sobre inversiones realizadas en terrenos o instalaciones cedidos", per l’importo di € 9,671 milioni. Tale voce riguarda gli investimenti effettuati dalla Società su terreni ottenuti con concessioni amministrative. In particolare, figura un terreno concesso alla “Fundación Atlético de Madrid” e i diritti sui terreni del nuovo stadio (€ 4,5 milioni), non ancora ammortizzati.
Le immobilizzazioni materiali incidono per il 22,9% sul totale dell’attivo, essendo pari a € 141,3 milioni (€ 67,98 milioni nel 2014/15). L’aumento di 73,3 milioni è dovuto all’incremento della voce immobilizzazioni in corso e acconti che è passata da € 66,7 milioni a € 139,6 milioni, di cui € 129.116.414,48 per il nuovo stadio. Il valore contabile netto della voce “Stadio e impianti sportivi” è € 809.755,18, con un costo storico di € 40,37 milioni.
Fino al 2014/15, l’importo maggiore delle attività era rappresentato dai crediti verso terzi a lungo termine, pari a € 207.449.742,65, che nel 2015/16 si sono azzerate. Si trattava di crediti, riguardanti principalmente i proventi da cessioni immobiliari, relativi al contratto del 30 giugno 2010 (Stadio e impianti sportivi).
Il patrimonio netto finanzia solo il 4,22% dell’attivo e per il restante 95,78% si ricorre ai debiti. Il totale delle passività, sia correnti, che non correnti, è aumentato di € 70,1 milioni assestandosi a € 591,3 milioni (€ 521,2 milioni nel 2014/15). Le passività correnti ammontano a € 411,7 milioni (€ 278,2 milioni nel 2014/15), rappresentano il 69,63% delle passività e “finanziano” il 66,69% delle attività. Le passività a lungo termine ammontano a € 179,6 milioni (€ 252,9 milioni nel 2014/15), rappresentano il 30,37% delle passività e “finanziano” il 29,1% delle attività.
Il capitale circolante netto, dato dalla differenza tra attività e passività a breve termine, è negativo per € 163,33 milioni (-€ 174,1 milioni nel 2014/15).

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE

Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, come nell’esercizio precedente, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,044, ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore, così come valorizzato nel bilancio, è di poco sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE

Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è in netto miglioramento ed è pari a 0,603 (0,35 nel 2014/15), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve. Tuttavia, come evidenziato dagli amministratori, nelle passività a breve sono presenti i ratei e i risconti passivi per € 33,8 milioni, ma anche, con l’esclusione dei ratei e risconti passivi, l’indice di solvibilità corrente sarebbe inferiore a 1, poiché il miglioramento sarebbe irrilevante.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO

Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento e consente di determinare quante volte il capitale proprio è superiore rispetto al capitale di terzi finanziatori. Quanto più l’azienda è indebitata, tanto più è esposta a rischi e tanto più importante diventa importante la redditività per affrontare la situazione debitoria. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1.
Nel caso dell’Atletico Madrid, l’indice di indebitamento è pari a 0,044 e segnala il netto prevalere delle Liabilities sui mezzi propri.

Il ROI (Return on investment).

Il ROI, che misura la redditività del capitale investito, deve essere quanto più possibile alto e indica l’efficienza economica della gestione caratteristica.
Nel caso dell’Atletico Madrid, nel 2015/16, varia dal 7,23% dell’esercizio precedente al 4,19%. Tale indicatore deve essere confrontato con il costo medio del denaro. In sintesi, l’indebitamento conviene se il ROI è maggiore rispetto ai tassi pagati sui finanziamenti contratti, altrimenti sorgono squilibri.

Il Valore della Rosa.



I diritti alle prestazioni sportive dei giocatori incidono per il 23,4% sul totale dell’attivo e ammontano a € 144,5 milioni (€ 86,3 milioni nel 2014/15). Il valore lordo è di € 217,1 milioni.
La variazione rispetto al 2014/15 è stata di € 58,14 milioni ed è stata determinata da investimenti per € 140,4 milioni, cessioni per un valore residuo di € 37,6 milioni, rettifiche per € 475 mila e ammortamenti per € 45,1 milioni.
Tra le attività correnti figura la posta: “attività non correnti detenute per la vendita”, in cui è allocato anche l’importo di Euro 275 mila (€ 8.688.871,03 nel 2014/15), che riguarda il valore contabile netto dei diritti di acquisizione di un calciatore, che è stato ceduto tra la data di chiusura dell'esercizio e la data di redazione dei conti annuali.
Al 30 giugno 2016, risultavano 18 calciatori di proprietà al 100% (14 nel 2014/15), con un valore contabile netto di 126,1 milioni; n. 2 calciatori in comproprietà con altri club (3 nel 2014/15), con un valore contabile netto di 13,9 milioni; n. 1 calciatori in comproprietà con altri enti (3 nel 2014/15), con un valore contabile netto di 4,4 milioni



Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è positivo e ammonta a € 26 milioni, mentre nel 2014/15 era positivo per € 23,2 milioni. La variazione in aumento è dovuta all’utile netto di esercizio 2015/16 pari a € 3.944.920,08 milioni e all’imputazione dei costi derivanti da Atti di ispezione sollevati durante l'anno, pari a 1.761 migliaia di euro.
Il Patrimonio Netto, essendo non negativo, è conforme a quanto stabilito dal regolamento sul Fair Play Finanziario. Tuttavia, il Patrimonio Netto copre solo il 4,22% delle attività totali, sintomo di sottocapitalizzazione e carenza di autonomia finanziaria, nel senso che si fa massiccio ricorso al capitale di terzi. Non a caso il capitale circolante netto, come detto sopra, è negativo.

La Posizione Finanziaria Netta.



L’indebitamento finanziario netto ammonta a € 138,68 milioni e risulta in aumento di € 94,5 milioni rispetto ai 44,15 milioni di Euro del 2014/15.
I debiti finanziari riguardano: i debiti verso enti creditizi per € 158,73 milioni (€ 69,8 milioni nel 2014/15) e i prestiti obbligazionari per € 66.978,80. Le disponibilità liquide ammontano a € 20,1 milioni (€ 25,75 milioni nel 2014/15).
Dei debiti verso enti creditizi 51,9 milioni riguardano lo sconto di effetti. A garanzia del debito bancario figurano le seguenti garanzie con i relativi importi: € 7,3 milioni da abbonamenti da incassare; € 64,9 i diritti inerenti il progetto “Mahou-Vicente Calderón”; € 24,7 milioni per ricavi per diritti televisivi; € 2,5 milioni da contratti di sponsorizzazioni.
Il saldo tra crediti e debiti per la compravendita calciatori è negativo per € 18,29 milioni. I debiti per la compravendita dei calciatori aumentano da € 70,63 milioni a € 84,2 milioni. I crediti per compravendita calciatori aumentano da € 58,4 milioni da € 65,9 milioni.
L’indebitamento finanziario netto ai fini del Fair Play Finanziario pari a € 156,98 milioni risulta inferiore al volume dei ricavi ed è conforme a quanto auspicato dalla normativa.

L’indebitamento finanziario netto ai fini del Regolamento del Controllo Economico della LNFP risulta  pari a € 345,8 milioni (€ 251,86 milioni nel 2014/15) risulta superiore al volume dei ricavi rilevanti che è pari a € 287,16  milioni (€ 223,7 milioni nel 2014/15).

I debiti verso il personale e la Pubblica Amministrazione.

I debiti totale verso il personale ammonta a € 71,2 milioni (€ 72,1 milioni nel 2014/15), segnando un decremento del 2,23%. Tali debiti riguardano i debiti verso il personale sportivo pari a € 70,5 milioni (€ 72,1 milioni nel 2014/15). Il rapporto tra debiti verso il personale e costo del personale è molto elevato essendo pari al 51,9% (68,6% nel 2014/15). Il debito verso i calciatori della prima squadra è diminuito da € 68,8 milioni a € 59,89 milioni. Il saldo del debito verso i calciatori della prima squadra alla chiusura di ogni esercizio è significativo, perché la liquidazione di una parte importante delle remunerazioni della stagione sportiva viene effettuata a inizio dell’esercizio successivo.
I debiti verso il personale “finanziano” l’ 11,5% di tutte le attività.

Il bilancio dell’Atletico Madrid, nel corso degli anni, è stato caratterizzato da un enorme indebitamento verso l’Erario. Il bilancio dell’esercizio 2015/16 segna un abbattimento del 34,6% del debito discale, rispetto all’esercizio precedente.



I debiti verso l’Erario, gli Enti Previdenziali e Pubblici, ammontano complessivamente a € 55 milioni (€ 84,2 milioni nel 2014/15), di cui € 8,7 milioni a breve termine (€ 7,1 milioni nel 2014/15); € 46,3 milioni a lungo termine (€ 77,1 milioni nel 2014/15) e 4,1 milioni per imposte differite (€ 5,8 milioni nel 2014/15). L’importo residuo, al 30/06/2016, dei debiti tributari rateizzati è di € 42 milioni (€ 70,98 milioni nel 2014/15). L’importo degli interessi sui debiti tributari rateizzati è di € 7,5 milioni (€ 10 milioni nel 2014/15). L’importo dell’IVA rateizzata, esclusi gli interessi, è di € 5,5 milioni.
Bisogna evidenziare che nel complesso i debiti verso la Pubblica Amministrazione “finanziano” l’ 8,92% dell’attivo.
Per quanto riguarda la situazione dei crediti verso l’Erario, per € 54,56 milioni (€ 52,7 milioni nel 2014/15), i revisori hanno evidenziato che la realizzazione dei crediti per imposte differite, eccedenti i debiti per imposte differite, dipenderà dalla capacità di generare utili nel futuro.

I Ricavi.



Il fatturato netto riclassificato, includendo gli altri ricavi operativi ed escludendo le plusvalenze, per l’anno 2015/16 segna la cifra di € 233,3 milioni, mentre nel 2014/15 era pari a € 175,1 milioni.
In definitiva, si è registrato un incremento di 58,2 milioni, pari al 33,2%, che ha permesso di evidenziare un altro fatturato record, nella storia dell’Atletico Madrid.

Il Grafico sottostante mostra l’evoluzione del fatturato netto dal 2012.



Il tasso di crescita annuale composto (CAGR) del fatturato netto degli ultimi sette anni è del 9,39%.

I ricavi delle vendite e delle prestazioni di servizi per l’anno 2015/16 ammontano a € 218,8 milioni (€ 160,89 milioni nel 2014/15), mentre gli altri ricavi della gestione operativa ammontano a € 14,47 milioni (€ 14,2 milioni nel 2014/15).
I ricavi legati all’attività sportiva ammontano a € 87.581.978,71 (€ 62.398.202,66 nel 2014/15) ed incidono per il per il 40% sui ricavi delle vendite (esclusi gli altri ricavi della gestione operativa). Tra i “ricavi sportivi” sono inclusi: i ricavi da gare di campionato per € 7.115.284,95 (€ 6.463.047,77 nel 2014/15); i ricavi da gare di Coppa Nazionale per € 224.605,79 (€ 1.748.585,13, nel 2014/15); i ricavi da competizioni internazionali ammontano a € 76,46 milioni (€ 50,4 milioni, nel 2014/15), i ricavi per amichevoli per € 3,8 milioni (€ 1,9 milioni nel 2014/15). Nel 2015/16 mancano i ricavi della SuperCoppa di Spagna, che nel 2014/15 erano pari a € 1.599.792,98 e mancano altri ricavi per € 258 mila. Nel 2015/16, il tasso di occupazione si è assestato intorno all'80%.
Il comunicato UEFA, relativo alla distribuzione dei proventi da Champions League 2015/16, evidenzia l’importo di Euro 69.665.000 destinato all’Atletico Madrid.
I ricavi da abbonamenti e soci incidono per il 10,5% sui ricavi delle vendite e sono pari a € 22.902.790,01 (€ 21.957.960,73 nel 2014/15). L’Atletico Madrid ha potuto contare sul record storico del numero dei soci pari a 86.345, tra abbonati (36.889) e non abbonati (49.456). Le prospettive per il 2016/17 sono superiori a 90 mila soci tra abbonati e non.
I ricavi per cessione diritti audiovisivi nazionali ammontano a € 68,74 milioni (€ 41,66 milioni nel 2014/15). Tali ricavi incidono per il 31,4% sui ricavi delle vendite (esclusi gli altri ricavi della gestione operativa).
I ricavi commerciali e pubblicitari incidono per il 18,1% sui ricavi delle vendite e ammontano a € 39,6 milioni (€ 34,87 milioni nel 2014/15), con un incremento del 65% rispetto al 2014/15. In particolare, i ricavi da sponsorizzazione e pubblicità aumentano da € 27,1 milioni a € 31,1 milioni; i ricavi del merchandising aumentano da € 5.278.489,78  a € 5.964.504,12 e gli altri ricavi commerciali da € 2.442.822,88 a € 2.541.271,84.

Gli altri ricavi operativi comprendono anche i contributi e le donazioni ricevute.

Il Player trading.



Il risultato del Player trading è negativo per € 1,1 milioni e non riesce a coprire il costo annuale dei cartellini dei calciatori. Anche perché l’ammortamento della rosa calciatori è aumentato da € 35,1 milioni a € 45,1 milioni. Il saldo tra plusvalenze e minusvalenze è positivo per € 44,1 milioni, in aumento di 10,8 milioni rispetto ai 33,3 milioni di Euro del 2014/15.
Tra gli acquisti più onerosi che hanno fatto aumentare gli ammortamenti figurano: Jackson Martinez (Porto); Yannick Carrasco (AS Monaco); Filipe Luis (Chelsea); Stefan Savic (Manchester City) e Luciano Vietto (Villareal). Jackson Martinez è stato ceduto nella campagna trasferimenti invernale.

Il costo del personale.

Il costo del personale aumenta da € 105 milioni da € 137,3 milioni con un incremento del 30,7% rispetto al 2014/15. Il rapporto tra costo del personale e fatturato netto riclassificato, senza plusvalenze, è del 58,8% (60% nel 2014/15). Tale dato è conforme a quanto auspicato dal Fair Play Finanziario.
Il costo del personale tesserato ammonta a 117,1 milioni di Euro (€ 89,3 milioni nel 2014/15).

IL COSTO DEL LAVORO ALLARGATO
Il costo del fattore lavoro allargato dato dalla somma del costo del personale e dal costo degli ammortamenti è pari a € 182,4 milioni e incide sui ricavi al netto delle plusvalenze per il 78,2%.

Secondo il criterio esposto in bilancio, che considera anche altre voci (es. ammortamenti, diritti di immagine ecc.) , il costo del fattore lavoro della rosa sportiva ammonta a € 164,4 milioni (€ 127,4 milioni nel 2014/15 ed € 122,8 milioni nel 2013/14).

Il numero medio dei dipendenti è stato di 531, di cui di cui 53 giocatori professionisti e 78 non professionisti, 5 dirigenti e 139 impiegati amministrativi. Alla fine dell’esercizio risultavano 552 dipendenti.

Il Costo degli Agenti.

Il costo degli agenti allocato tra i costi per servizi esterni ammonta  a € 4.445.000, nel 2014/15 era pari a € 4.636.000.

Altri costi.

I costi per l’approvvigionamento di forniture e servizi ammontano a € 10,46 milioni (€ 8,3 milioni nel 2014/15). Tali costi riguardano il materiale sportivo per € 1.669.584,44 (€ 933.881,47 nel 2014/15), il costo del lavoro di imprese esterne per € 4,3 milioni (€ 3,4 milioni nel 2014/15), gli altri consumi e costi esterni per circa € 3,8 milioni (€ 4 milioni nel 2014/15).
I costi di gestione pari a € 31,7 milioni (€ 35,57 milioni nel 2014/15), comprendono i costi per servizi esterni pari a € 23,8 milioni (€ 23,97 milioni nel 2014/15).

La Gestione Finanziaria.

Il risultato della gestione finanziaria è negativo per 23 milioni d Euro. Pesano molto gli oneri finanziari per debiti verso terzi pari a circa € 23,28 milioni (€ 20,6 milioni 2014/15). Si pensi che nel 2010/11 erano pari a € 40.610.848,49. Nel 2014/15 il risultato della gestione finanziaria era negativo per € 21,1 milioni.

La Gestione Straordinaria.

La Gestione straordinaria è negativa per 27,28 milioni. Il motivo risiede nella risoluzione del contratto immobiliare del 30.06.2010, che ha provocato perdite per Euro 25.587.810,38.

Il requisito del pareggio di bilancio.

Il risultato prima delle imposte è positivo per € 1,3 milioni. Nel 2014/15 era positivo per € 18,97 milioni e nel 2013/14 era sempre positivo per € 2,3 milioni.
La somma algebrica dei risultati prima delle imposte degli ultimi tre esercizi evidenzia un dato positivo di € 22,6 milioni.

Il Fair Play Finanziario Spagnolo.

In base a quanto stabilito dal Regolamento di Controllo Economico della LFP l’Atletico Madrid presenta un debito finanziario netto di 345,8 milioni di Euro (€251,86 milioni nel 2014/) e ricavi rilevanti per 287,16 milioni di Euro (€ 223,7 milioni nel 2014/15). Il Regolamento richiede che il rapporto tra il totale del Debito Netto e i Ricavi rilevanti non deve essere superiore a 1.
Gli Amministratori hanno scritto che, nel futuro, la realizzazione dei progetti urbanistici eserciterà effetti positivi sull’indebitamento finanziario netto.

Conclusioni.

La finale di Champions League 2015/16 ha contribuito positivamente all’esposizione dei brillanti risultati economici.
Per il nuovo stadio è prevista la conclusione dei lavori per l’estate 2017.
Il peso del debito fiscale sul bilancio dell’Atletico Madrid, continua a ridursi.

Rimane importante il raggiungimento dell’obiettivo strategico della partecipazione alla UEFA Champions League.

domenica 8 gennaio 2017

Bilancio Carpi 2015/16: utile frutto di un attento controllo di gestione.



Luca Marotta

La società Carpi FC 1909 srl, che controlla la squadra di calcio del Carpi, ha chiuso il bilancio 2015/16 con un utile netto di € 223.705.
Secondo gli Amministratori si tratta di buon risultato reso possibile dalla militanza in Serie A e ad un attento controllo di gestione.

Dal punto di vista sportivo ha disputato il Campionato di Serie A, classificandosi al diciottesimo posto con 38 punti e retrocedendo in Serie B.

La Continuità Aziendale (going concern).

La società di Revisione ANALISI SPA ha attestato che il bilancio di esercizio è conforme alle norme che ne disciplinano la redazione.

La struttura dello Stato Patrimoniale.



I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, che ammontano complessivamente ad Euro 5,7 milioni, incidono per il 38,9% sul totale dell’attivo. Quelli riguardanti i giovani calciatori sono pari a € 2.651.645 (€ 2.076.000 nel 2014/15).
Le disponibilità liquide incidono per il 25,7% sul totale dell’attivo.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi Debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,04, ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,53, ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve. Tuttavia, nelle passività a breve sono presenti i ratei e i risconti passivi per € 4.195.426.
L’attivo circolante (senza ratei e risconti attivi) ammonta a 6,5 milioni di Euro, mentre il totale delle passività correnti del Club, con esclusione dei ratei e risconti passivi, raggiunge la cifra di 9,77 milioni di Euro.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,63, superiore alla soglia minima del 2015/16 stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,4.

Il Patrimonio Netto
Il Patrimonio netto è positivo e ammonta a € 557 mila; nel 2014/15, era pari ad € 333 mila.
La variazione è dovuta all’utile di esercizio.
Il Patrimonio netto finanzia solo il 4% dell’attivo, per il resto si fa ricorso a capitale di terzi.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,04.
Infatti, l’equity ratio è molto basso ed è pari a 4%. Il ricorso al capitale di terzi appare dominante.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
I debiti iscritti in bilancio al 30.06.2016 ammontano a € 10,11 milioni, mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 18 milioni.
Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 0,63, comunque inferiore alla soglia massima consentita del 2015/16 stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 2. Tale soglia è destinata a ridursi nel 2017/18 a 1,5.

La Posizione Finanziaria Netta

La Posizione finanziaria netta risulta positiva per 3,8 milioni, a causa di debiti bancari per € 48 mila e disponibilità liquide per 3,86 milioni.



I crediti verso Enti settore specifico ammontano a € 1,29 milioni.
I debiti verso Enti settore specifico ammontano a € 1,99 milioni.

Debiti con dipendenti, fisco e altri Enti.

I debiti verso Dipendenti ammontano ad € 1.165.538, con data di estinzione agosto 2016.
I debiti Tributari risultano pari ad € 3.673.817, di cui € 3.332.549 entro l’esercizio. Tali debiti comprendono Debiti IVA (2012 e 2014) rateizzati, per complessivi € 498 mila.
I debiti vs Istituti di previdenza ammontano ad Euro 448.997, di cui Euro 154.323 per debiti verso INAIL.

La Gestione Economica.

La Gestione Economica è equilibrata. Il valore della produzione aumenta del 228,4%; da € 10,388 milioni a € 34,1 milioni; mentre i costi della produzione aumentano del 204,27%, da € 10,76 milioni a € 32,75 milioni. La differenza tra valore della produzione e costi della produzione è positiva per € 1.345.386.



I Ricavi

Il fatturato netto risente positivamente della partecipazione al campionato di Serie A.
A causa della partecipazione al campionato di Serie A, i ricavi televisivi aumentano da € 2,3 milioni a € 23,3 milioni.
I Ricavi da gare aumentano da € 576 mila a € 2,65 milioni. Gli abbonamenti sono aumentati da € 138.711 a € 940.475.
Anche i ricavi commerciali aumento da €1,97 milioni a € 4,2 milioni. I ricavi da sponsorizzazioni risultano pari a € 1.535.877. Gli sponsor ufficiali hanno contribuito con € 791.523. Lo sponsor tecnico ha contribuito con € 736.254, le altre sponsorizzazioni hanno contribuito con € 8.100.
L’attività di merchandising e licensing ha prodotto ricavi per € 26.652.
La capitalizzazione dei costi del vivaio è stata pari a € 226.428.

Il Player Trading



Il risultato del Player trading nel 2015/16 è negativo per 1,15 milioni, perché il risultato della gestione economica dei calciatori non è riuscito a coprire il costo degli ammortamenti.
L’ammortamento della rosa calciatori è stato pari a Euro 2,83 milioni, di cui € 1.674.335 per i calciatori del settore giovanile.
La plusvalenza più importante ha riguardato la cessione di Campobasso Antonio al Chievo, che ha fatto registrare una plusvalenza di € 2.250.000.
I costi per acquisizione temporanea di calciatori è stato pari a Euro 295 mila. Il costo del prestito di Sabelli dal Bari è stato di € 250 mila.

I Costi per servizi aumentano di 3,7 milioni, da € 1,7 milioni ad € 5,4 milioni ed incidono per il 16,7% sui costi della produzione. Tali costi riguardano spese amministrative, pubblicitarie e generali per € 3,7 milioni (€ 784 mila nel 2014/15).
I costi per godimento beni di terzi ammontano a 625 mila Euro e riguardano per € 384.973 l’affitto di locali e per € 186.486 l’affitto campi e impianti sportivi.

Costo dei dipendenti
Il Costo del personale ammonta ad Euro 17,26 milioni (€ 5,47 milioni nel 2014/15).
Il costo del personale incide per il 54,9% sul Fatturato Netto. L’incidenza del Costo del Personale sul fatturato netto, indica il grado di rigidità economica della società. Quanto più è basso quanto più mostra la capacità della società di essere in equilibrio economico.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore risulterebbe di 1,16 tale valore sarebbe al di sopra del valore soglia previsto dalla FIGC per la Serie A per la stagione sportiva 2015/16, che è di 0,9; tuttavia il valore medio della produzione, sarebbe penalizzato dal campionato di Serie B 2014/15 e 2013/14.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI
Il rapporto tra ricavi operativi, e la semisomma delle attività totali iniziali e finali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è investito e quanto si fattura? Considerando come ricavi operativi solo il fatturato netto e rapportandolo alla semisomma dell’attivo iniziale e finale, nel caso in questione, tale indicatore risulterebbe pari al 257,9% (78,11% nel 2014/15), pertanto ogni 100 Euro investiti si incassano 257,9 Euro, che è un segnale di una rotazione degli investimenti effettuati, di circa quatto mesi.

RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI
Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente, i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati.
Considerando come reddito operativo l’EBIT, che è positivo per € 1,38 milioni e come attivo la semisomma delle attività iniziali e finali, risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si guadagnerebbero, prima del calcolo degli interessi e delle tasse, circa 11,3 Euro; nell’esercizio precedente, sempre in riferimento all’importo investito di 100 Euro, si sarebbero guadaganati circa 0,2 Euro.

Il Risultato prima delle imposte è positivo per 1,37 milioni di Euro. Nell’esercizio precedente era positivo per € 42.709.

Il Risultato netto è positivo per 223.705.

Conclusioni.


Il Carpi ha improntano la sua gestione al perseguimento dell’equilibrio economico e ha dimostrato come, con questa filosofia gestionale, si possano raggiungere anche risultati sportivi importanti. Basti pensare al fatto che il Carpi ha disputato il campionato di Lega Pro nel 2012/13 e nel 2015/16 il Campionato di Serie A.

venerdì 6 gennaio 2017

Consolidato Inter 2015-16: Perdita di 59,6 milioni e Continuità Aziendale con Suning.



Luca Marotta


L’esercizio 2015/16 è terminato con il cambio di proprietà, che è passata al nuovo socio cinese “Suning Holdings Group Co.”, tramite la società “Great Horizon S. à r.l.” il 28 giugno 2016. Pertanto, il bilancio 2015/16, fa riferimento alla gestione della vecchia proprietà guidata da Thohir.

Gli Amministratori hanno evidenziato che “il bilancio al 30 giugno 2016 evidenzia una perdita consolidata netta di 59,6 milioni di Euro influenzata sia dalla gestione ordinaria delle attività ed in particolare dalla mancata partecipazione nelle competizioni Europee, sia da oneri non ricorrenti connessi all'ingresso del Nuovo Azionista di maggioranza”.

A proposito del problema del Fair Play Finanziario, per il 2015/16, era importante registrare una perdita, calcolata in base ai criteri stabiliti dal Financial Fair Play, inferiore ai 30 milioni; altrimenti se fosse stata compresa tra 30 e 40 milioni di Euro, si sarebbe avverata la condizione per far scattare la sanzione “sospesa” del Settlement Agreement di 7 milioni di Euro. Gli Amministratori hanno scritto che “Il superamento dei limiti di break-even deficit patrimoniale di Euro 40 milioni ed Euro 10 milioni rispettivamente nelle stagioni 2015/2016 e 2016/2017 determinerebbe la necessità di rinegoziare il Settlement Agreement con effetti sanzionatori non determinabili sino al termine della negoziazione”, tuttavia nel comunicato stampa si legge che “la perdita di esercizio calcolata in base ai criteri stabiliti dal Financial Fair Play è inferiore a 30 milioni di euro per l'anno fiscale 2015/16 (in attesa di approvazione formale da parte della UEFA)”.

Non a caso, nel 2014/15, si è preferito ricorrere alla registrazione di costi “non ricorrenti”.

La Struttura del Gruppo

Gli azionisti del Gruppo F.C. Internazionale Milano al 30 giugno 2016, risultavano i seguenti:
Great Horizon S. à r.l., con il 68,55%;
International Sport Capital S.p A, con il  31,05%
Minoranze con lo 0,4%.

A sua volta, la società capogruppo F.C. Internazionale Milano S.p.A. controlla al 100% Inter Futura s.r.l. e Inter Brand s.r.l.. Inoltre, F.C. Internazionale Milano S.p.A. detiene il 55,61% di “Inter Media and Communication S.r.l.” e il 50% di MI Stadio s.r.l..  
Inter Brand s.r.l. detiene il detiene il 44,39% di “Inter Media and Communication S.r.l.” e il 100% di “Shangai Inter Brand Trad. Co Ltd”.
MI Stadio s.r.l. controlla al 90% la società “Asansiro S.r.l.”.

La continuità aziendale (“Going Concern”).

La continuità aziendale deve intendersi come attitudine dell’azienda a durare nel tempo o anche come la capacità di poter far fronte e quindi di onorare gli impegni finanziari nel futuro, ed è uno dei punti cardine del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.

Gli Amministratori hanno evidenziato che l'ingresso del Nuovo Azionista di maggioranza ha garantito nuove risorse finanziarie derivanti dall'aumento di capitale per complessivi Euro 142 milioni e un finanziamento Soci di 180 milioni, di cui 40 milioni il 29 giugno 2016 ed il resto dopo il 30 giugno 2016. Le nuove risorse hanno permesso di rafforzare la situazione patrimoniale della Società e sono state impiegate: per rimborsare i finanziamenti e gli interessi maturati sui finanziamenti verso la società facente riferimento a Erick Thohir per circa Euro 131,6 milioni; per rimborsare debiti di factoring per Euro 9,6 milioni e per la restante parte per finanziare la campagna trasferimenti estiva 2016.
Sono in corso trattative per un finanziamento con un Istituto di Credito per 300 milioni che servirà per il rifinanziamento del debito verso Goldman Sachs e per il finanziamento della gestione operativa ed il circolante.
Tuttavia, il presupposto della continuità aziendale dell’Inter si fonda sull' espresso impegno assunto dal Nuovo Azionista di maggioranza a supportare finanziariamente la Società nel prevedibile futuro, coprendo le necessità di liquidità anche nel caso in cui le trattative per il rifinanziamento non siano concluse entro i tempi necessari per le esigenze finanziarie della Società.

I dati previsionali per il 2016- 2017, prevedono un risultato di perdita coerente con il rispetto delle regole della "Financial Fair Play Rule", che sarà influenzato anche dai significativi investimenti effettuati nella sessione estiva di mercato e da assorbimento di liquidità.

Il Patrimonio Netto.

L’Assemblea Straordinaria di F.C. Internazionale Milano SpA del 28 giugno 2016, ha sancito l’ingresso del nuovo socio cinese “Suning Holdings Group Co.”, tramite la società “Great Horizon S. à r.l.”, mediante la sottoscrizione di un aumento di capitale, che ha comportato l’emissione di n. 3.263.021.485 nuove azioni ordinarie, che hanno determinato un aumento nominale del capitale sociale di Euro 4.195.313,34 e un sovrapprezzo di Euro 137.804.686,66, per un totale aumento di capitale Euro 142.000.000.



Il Patrimonio Netto del bilancio Consolidato di F.C. Internazionale Milano S.p.A. al 30 giugno 2016, è negativo per € 54,8 milioni, mentre al 30 giugno 2015 era negativo per € 137,2 milioni.
La composizione, al 30 giugno 2016, del patrimonio netto consolidato era la seguente: capitale sociale pari ad € 19.195.313, Perdite portate a nuovo per € 195.812.133 e perdita dell’esercizio per € 59.573.538.
La variazione positiva di 82,4 milioni di Euro, è dipesa dall’aumento di capitale per 142 milioni che ha permesso l’ingresso del nuovo Azionista di maggioranza e alla perdita dell’esercizio per 59,6 milioni di Euro.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 0,90 (0,77 nel 2014-15), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore esposto non sarebbe sufficiente a pagare i debiti, e che è necessario il supporto della proprietà.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,62, superiore alla soglia minima del 2015/16 stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,4.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
I debiti iscritti in bilancio al 30.06.2016 ammontano a € 488,8 milioni, mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 202,5 milioni.
Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 2,41, comunque superiore alla soglia massima consentita del 2015/16 stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 2. Tale soglia è destinata a ridursi nel 2017/18 a 1,5.

L’Indebitamento Finanziario Netto.

Per il regolamento del Fair Play Finanziario l’indebitamento di natura finanziaria al netto delle disponibilità, unitamente al saldo tra crediti e debiti per la compravendita calciatori, non deve essere superiore ai ricavi.


Le disponibilità liquide sono pari a € 32.314.363, mentre nell’esercizio precedente erano pari a € 50.045.601.
I debiti verso soci per finanziamenti pari a Euro 40 milioni (€108 milioni nel 2014/15), riguardano la prima tranche dei versamenti a titolo di finanziamento fruttifero di interessi da parte di Great Horizon S.à.r.l.. Dopo il 30.06.2016, sono stati concessi ulteriori finanziamenti per 140 milioni di Euro. Tale finanziamento matura interessi ad un tasso del 7,7% annuo.
I debiti bancari ammontano a 220 milioni di Euro (€ 230,2 milioni nel 2014/15), di cui € 12 milioni a breve termine. Per i debiti bancari, non esistono scadenze superiori ai 5 anni.
Gli interessi applicati sul finanziamento di Goldman Sachs sono ad un tasso variabile pari all’Euribor a 3 mesi oltre uno spread del 5,5%.
Il piano di rimborso stabilito è il seguente:
- 1 rata da 1 milione di Euro entro il 30 giugno 2015 (regolarmente pagata);
- 15 rate trimestrali da 3 milioni di Euro ciascuna dal 30.09.2015 al 30.03.2019 per un totale di Euro 45 milioni;
- 1 rata finale per 184 milioni di Euro entro il 30 giugno 2019.
I debiti verso altri finanziatori, pari a 9,9 milioni di Eur, sono relativi a operazioni di Factoring.
I crediti verso enti settore specifico ammontano a € 49,1 milioni (€ 64,3 milioni nel 2014-15). Gli importi maggiori riguardano: BOLOGNA F.C. S.P.A. per € 10,6 milioni; Juventus per 7,5 milioni.
L’importo di crediti per fatture da emettere pari a 11,76 milioni, comprende il rilascio di un importo accantonato per Euro 10,5 milioni, a seguito di una sentenza favorevole.
I Debiti verso enti settore specifico ammontano a € 111.47 milioni e riguardano i rapporti con enti e società del settore e mostrano un incremento di € 36,4 milioni di Euro rispetto al 2014/15. I Debiti verso enti settore specifico comprendono anche i debiti verso l’UEFA per 6 milioni relativi alla sanzione del Settlement Agreement.
Nello specifico, i debiti verso società calcistiche nazionali ammontano a € 33,3 milioni. Gli importi maggiori riguardano: U.C. SAMPDORIA SPA per € 14.966.000; A.S. ROMA SPA per € 8.675.000.
I debiti verso società calcistiche estere ammontano a € 33,6 milioni. L’importo principale riguarda il debito verso il Bayern per € 10.159.000 seguito dal debito verso il Wolfsburg per € 10.020.000.

I debiti verso società nazionali sono regolati presso la stanza di compensazione della L.N.P. Serie A in compensazione delle posizioni creditorie, per un ammontare pari a Euro 31.482.000.
Nel 2015/16, il debito finanziario netto ai fini del Fair Play Finanziario risulta superiore sia al fatturato netto che al valore della produzione.


Gli altri debiti.

In base al Regolamento del Fair Play Finanziario, le società di calcio richiedenti la Licenza UEFA, non devono avere debiti scaduti verso i club, i dipendenti e/o le autorità sociali o fiscali, a meno che tali debiti siano oggetto di contenzioso, con valide argomentazioni a supporto.

La voce “debiti” iscritta nello stato patrimoniale è diminuita da € 514 milioni a € 488,8 milioni, di cui € 220 milioni per Debiti bancari, € 40 milioni per debiti verso soci, € 71,5 milioni  per debiti verso fornitori, € 111,4 milioni per debiti verso enti settore specifico.
Tra i debiti verso fornitori si segnalano i debiti verso agenti Fifa  per € 28,8 milioni (€ 28,2 milioni nel 2014-15) ed i  debiti verso il Comune di Milano per € 18,9 milioni (€ 15,6 milioni nel 2014-15) riferiti ai corrispettivi per affitto dello stadio da utilizzare a compensazione con le migliorie effettuate dalla Capogruppo.

I debiti verso il personale, aumentano da € 13,4 milioni a € 14 milioni. Un dato da considerare “fisiologico”, che dovrebbe far supporre la puntualità nei pagamenti e rientrante nei canoni del Fair Play Finanziario.

I debiti tributari passano da € 11,9 milioni a € 15,3 milioni. I debiti per IRPEF su lavoro dipendente ammontano a € 8,8 milioni (€ 8,5 milioni nel 2014/15) e si riferiscono alle retribuzioni di maggio e giugno e sono stati pagati nei mesi di luglio e agosto.

I Fondi per rischi e oneri diminuiscono da Euro 37.7 milioni a Euro 7 milioni a seguito di utilizzi per  Euro 17.768.000, rilasci per Euro 14.591.000 e accantonamenti dell'esercizio per € 3.235.000, oltre a riclassifichi per € 1.561.000. Gli accantonamenti effettuati nell'esercizio riguardano Mi Stadio per € 3,1 milioni.

Il Valore della Rosa.


  
Il valore netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta a € 161 milioni (€109,8 milioni nel 2014-15). La variazione è dovuta ad investimenti per € 142,5 milioni (€ 29,9 milioni nel 2014-15), cessioni per un valore contabile netto di € 51,98 milioni (€ 7,5 milioni nel 2014-15) ed ammortamenti per 38,9 milioni (€ 59,8 milioni nel 2014-15) e svalutazioni per € 324 mila (€ 12,3 milioni nel 2014-15).

Nella Nota integrativa sono riportati i seguenti calciatori acquistati, come da tabella:


Tra i calciatori con valore contabile residuo più elevato, spicca Kondogbia con 34 milioni di Euro circa, con un costo storico di 40,5 milioni di Euro.

Le Altre Immobilizzazioni.

I "Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno" espongono un valore contabile netto residuo di Euro 143.720 e riguardano principalmente i diritti di immagine (foto e video) dei progetti Intercampus nel mondo, nonché il corrispettivo pagato per il documentario sulla carriera in nerazzurro di Javier Zanetti.
La voce "Concessioni, licenze e marchi", pari ad Euro102.922.175, riguarda essenzialmente l'allocazione al marchio FC Inter del disavanzo da fusione emerso nel bilancio consolidato al 30 giugno 2007 per effetto della fusione inversa di Inter Capital S.r.l. in F.C. Internazionale Milano S.p.A.. Nella Nota integrativa è scritto che “nell'allocazione del suddetto disavanzo ci si è avvalsi dei riferimenti valutativi raccolti all'atto della cessione del marchio F.C. Internazionale Milano S.p.A. a Inter Brand S.r.l.”. Nello specifico, al 30 giugno 2016, il marchio “FC Inter” espone un valore netto residuo pari a € 75,42 milioni, ammortizzato in 20 anni con decorrenza dal 5 giugno 2014. L’importo residuo della voce 'Concessioni, licenze e marchi" di € 27,33 milioni, riguarda il valore netto residuo del costo di acquisto a titolo definitivo dell'archivio Rai (libreria storica, materiali e diritti) a far data dal 30 giugno 2011, nonché della quota di archivio delle autoproduzioni del canale tematico Inter Channel dal 2000 al 2008. Tale importo è ammortizzato in 30 anni con decorrenza dal 1° luglio 2011.
Le immobilizzazioni materiali sono pari a 18,2 milioni di Euro e riguardano principalmente la voce “terreno e centro sportivo” per 16,8 milioni di Euro. A sua volta tale voce riguarda il “Centro Sportivo Angelo Moratti”, che recentemente ha potuto fruttare dei ricavi facendo ricorso ai diritti di “naming rights” da parte della nuova proprietà cinese Suning.


La Gestione Economica.

Il valore della produzione dell’Inter è aumentato del 21,6%, da € 198,6 milioni a € 241,4 milioni. Il fatturato netto, senza plusvalenze, prestiti e capitalizzazione costi vivaio aumenta da € 168,2 milioni a € 197,2 milioni.
I costi della produzione diminuiscono del 17,7%, da € 316,1 milioni a € 260,3 milioni. Il 47,7% di tali costi è rappresentato dal costo del personale e il 15% dall’ammortamento della rosa calciatori.
La differenza negativa tra ricavi e costi della produzione diminuisce da € 117,6 milioni a 18,9 milioni di Euro. Rispetto ai costi della produzione 2014/15, l’accantonamento a fondi rischi diminuisce da € 18,3 milioni a € 3,2 milioni; mentre si azzerano gli altri accantonamenti effettuati che erano pari a € 22,9 milioni.



I Ricavi.

I ricavi derivanti dalla cessione dei diritti radiotelevisivi aumentano da € 89,1 milioni a € 89,6 milioni. A differenza della stagione precedente non sono presenti i diritti TV per le competizioni europee, che ammontavano a € 6.072.000. I diritti tv nazionali risultano pari a € 79 milioni (€ 71,64 milioni nel 2014-15).
Tra gli altri ricavi, figurano i proventi relativi ai diritti d’archivio RAI-Infront, risultano pari a 10,56 milioni di Euro (€ 11,35 milioni nel 2014/15).
I ricavi commerciali, pari a complessivi € 47,6 milioni (€ 39,3 milioni nel 2014/15), comprendono i proventi commerciali e royalties per € 2,15 milioni (€ 2.020.893 nel 2014/15); la voce “Concessione di spazi promo pubblicitari”, che è aumentata da Euro 8.892.000 a Euro 14.794.000, a causa dell’aumento del minimo garantito del contratto con “Infront Italy srl” e i Proventi da sponsorizzazioni per Euro 30.200.000, di cui euro 17.700.000 per lo Sponsor Ufficiale Pirelli ed Euro 12.500.000 dallo sponsor tecnico NIKE. Durante l’esercizio è stato rinnovato il contratto con Pirelli con un riconoscimento di un “Signing fee” di 4 milioni di Euro; bilanciato dalla riduzione del corrispettivo contrattuale di Nike per la mancata partecipazione alle competizioni europee.
I ricavi da gare, aumentano da € 21,3 milioni a 26,3 milioni di Euro. Tali ricavi incidono per il 10,89% sul valore della produzione. Gli abbonamenti sono aumentati del 27,4%, da € 5,9 milioni a 7,6 milioni di Euro, i ricavi da Coppe Internazionali, risultano azzerati; mentre, nel 2014-15, erano pari a € 2.334.000; gli incassi da gare di campionato in casa ammontano a € 13,2 milioni e quelli per le gare di TIM Cup a € 756 mila. I ricavi da tornei e amichevoli, passano da 2,76 milioni di Euro a € 4,2 milioni.
I contributi in conto esercizio pari a € 4.385.744 (€ 4.313.883 nel 2014-15), nella tabella sopra classificati tra gli altri ricavi, riguardano principalmente i contributi della Lega legati ai premi della Tim Cup e ai ricavi collettivi esclusi i diritti audiovisivi.
Gli Altri ricavi e proventi diversi riguardano sopravvenienze attive e insussistenze del passivo per 18,3 milioni di Euro. Gli importi principali riguardano il rilascio di fondi precedentemente accantonati. Il rilascio del valore del Fondo Rischi ed Oneri per € 10,9 milioni riguarda il venire meno del rischio di credito per la cessione di un calciatore ad un club inglese e il rilascio della relativa retribuzione. Il rilascio del fondo rischi per retribuzioni contrattualmente dovute ad un calciatore della prima squadra, a seguito di un accordo stipulato con il giocatore stesso, ammonta ad Euro 2,7 milioni. Il rilascio della parte non utilizzata del valore del Fondo Rischi ed Oneri accantonato al 30 giugno 2015 relativo al piano di riassetto organizzativo che a seguito del completamento ha generando un risparmio di costo rispetto a quanto originariamente previsto, ammonta ad Euro 966 mila. Inoltre gli Altri ricavi comprendono: il provento relativo al "Surplus Market pool e Fixed Amount" legato alla Europa League disputata nel 2014/2015 per Euro 815 mila; i ricavi da Inter Academies per Euro 1,55 milioni, quote promo-pubblicitarie palchi e sky box per Euro 1.5 milioni, servizi a collegate per Euro 1.25 milioni, proventi relativi al ritiro estivo effettuato dalla prima squadra per Euro 550 mila, altri proventi relativi principalmente ai proventi generati da un’iniziativa di Inter Futura per Euro 215 mila, ricavi relativi allo sfruttamento dei diritti d'immagine pari a Euro 150 mila e ricavi relativi alle scuole calcio per Euro 131 mila.
La società continua ad investire nel vivaio, infatti, i costi del vivaio capitalizzati ammontano ad € 5.097.358 (€ 4.537.299 nel 2014-15). Tra i costi capitalizzati figurano: Spese addestramento professionale per € 2,13 milioni (€ 1,85 milioni nel 2014/15); compensi e premi ad allenatori per € 1.745.000 (€ 1,57 milioni nel 2014/15) e indennità fine carriera ad allenatori per € 93 mila (€ 72 mila nel 2014/15).

Il Player Trading.



Il Player Trading dell’Inter nel 2015-16 segna un risultato negativo. La differenza tra plusvalenze e minusvalenze non riesce a coprire il costo annuale dei cartellini dei calciatori rappresentato dagli ammortamenti.
Le plusvalenze risultano pari a € 34.092.618 (€20.668.140 nel 2014-15) e hanno un’incidenza sul valore della produzione del 14,12%. Il calciatore che ha determinato la maggiore plusvalenza pari a € 21,3 milioni è stato Mateo Kovacic, ceduto per € 29 milioni al Real Madrid. Le altre plusvalenze di rilievo riguardano: per € 8,739.000 quella di Fredy Guarin, ceduto allo Shangai Greenland Shenhua alla cifra di € 12 milioni; per € 1.599.000 quella di Botta, ceduto al CF Pechuca per € 1,8 milioni.
Le minusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni calciatori risultano pari ad Euro 2.485.000 e si riferiscono: per € 205 mila a svincoli e risoluzioni contrattuali.
I costi per l'acquisizione temporanea delle prestazioni dei calciatori, pari a € 10,6 milioni (€2.870.964 nel 2014-15), sono relativi ai calciatori Marcelo Brozovic (GNK Dinamo), Joao Miranda (Atletico Madrid), Stevan Jovetic (Manchester City), Adem Ljajic (AS Roma), Martin Montoya (Barcellona), Nicolao Telles (Galatasaray) e Eder Citadin Martins (Sampdoria).

Per quanto riguarda, le cessioni di calciatori a titolo temporaneo, ammontanti a € 1.339.245 (€3.230.491 nel 2014-15) riguardano principalmente: Crisetig, Andreolli e Biraghi.

Gli altri oneri da gestione calciatori, pari a Euro 3.026.153, sono principalmente relativi ai premi di rendimento dovuti a un calciatore acquistato nella campagna trasferimenti Invernale 2015/2016 pari a 2 milioni di Euro e la parte rimanente per contributi di solidarietà maturati nell'esercizio relativi alle operazioni di mercato con club internazionali.
Gli altri proventi da gestione calciatori, pari a Euro 3.697.907, sono principalmente relativi a premi.
Gli ammortamenti della rosa calciatori, sono diminuiti di 20,9 milioni, da € 59,8 milioni a € 38,9 milioni.

I Costi della Produzione.

Il costo dei dipendenti, al 30 giugno 2016 in rapporto al valore della produzione incide per il 51,5%, ma se considerassimo il fatturato netto la percentuale aumenterebbe al 63%. Il costo del personale risultante dal bilancio consolidato è pari a € 124,2 milioni (€ 116,5 milioni nel 2014-15) e risulta in aumento del 6,7%. Il costo del personale tesserato è aumentato da € 97,8 milioni a € 99,6 milioni. I compensi contrattuali dei calciatori sono aumentati da € 73,6 milioni a € 77,6 milioni, quelli per gli allenatori e i tecnici passano da € 13,18 milioni a € 13,45milioni, mentre i Premi rendimento diminuiscono da € 7 milioni a € 5,15 milioni. I diritti di immagine ammontano a € 3423.000 (€ 3.996.000 nel 2014/15).

Il numero di calciatori è aumentato da 73 a 75. Il totale dei dipendenti è aumentato da 271 a 326.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato della FIGC.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 0,83 tale valore sarebbe al di sotto del valore soglia previsto dalla FIGC per la Serie A per la stagione sportiva 2015/16, che è di 0,9. Pertanto, dovrebbe rientrare nei limiti.

Gli ammortamenti e le svalutazioni sono pari a € 50.798.583 (€ 80.034.244 nel 2014-15), di cui € 38,9 milioni per ammortamenti rosa calciatori ed € 4,73 milioni per l’ammortamento relativo alla capitalizzazione dei costi vivaio. Gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali ammontan ad € 868 mila.
I costi per godimento dei beni di terzi sono pari a € 8.250.640. L’importo maggiore dei costi per godimento dei beni di terzi, riguarda la concessione d’uso dello Stadio per Euro 4,658.000.
I costi per prestazioni di servizi aumentano da € 41,2 milioni a € 48,3 milioni. Tali costi comprendono anche i costi specifici tecnici aumentati da € 5,9 milioni a € 9,42 milioni. Tale aumento è dovuto al maggior impatto dei costi accessori per la campagna trasferimenti, che riguardano principalmente i compensi per Agenti FIFA, che sono aumentati da € 4,6 milioni a € 7,9 milioni. I costi per l’attività sportiva ammontano a € 6,9 milioni (€ 7,19 milioni nel 2014/15) e comprendono i costi per allenamenti e ritiri pari a Euro 2.127.000, per il ritiro estivo di Brunico. Tra le spese amministrative spiccano i servizi da collegate pari a € 4,64 milioni (€ 4,74 milioni nel 2014/15) e riguardano i servizi di gestione dello Stadio riaddebitati, in base a contratto, da Mi-Stadio. Il costo dei consulenti esterni è aumentato da € 1,8 milioni a € 4,12 milioni. Il compenso agli amministratori è aumentato da € 321 mila a € 1.591.000.
Gli accantonamenti per rischi, diminuiscono da € 18,3 milioni a € 3,2 milioni.
Gli oneri diversi di gestione, pari a € 24 milioni (€ 21,14 milioni nel 2014-15), comprendono le spese varie organizzazione gare pari a € 2,3 milioni, che si riducono di € 362 mila, per la mancata partecipazione a competizioni UEFA.

La gestione finanziaria.

La gestione finanziaria netta, compresa la svalutazione partecipazioni, è negativa per € 30,8 milioni. Gli oneri finanziari pari a € 28 milioni, riguardano interessi passivi su debiti verso banche per circa € 13,6 milioni, interessi passivi su debiti verso soci per € 9,77 milioni e ammortamento oneri finanziari finanziamento Goldman Sachs per 2,7 milioni.
La svalutazione partecipazione è pari a 2,76 milioni e si riferisce a MI-Stadio srl.

La gestione straordinaria.
Inoltre la gestione straordinaria evidenzia il pagamento di “fees” a Goldman Sachs per circa 4 milioni di Euro, in seguito al cambio dell’Azionista di maggioranza.

La gestione straordinaria è negativa per € 6.023.081. Gli oneri straordinari sono pari a € 6,6 milioni e riguardano consulenze per l’ingresso del Nuovo Azionista di maggioranza.

Il Problema del Fair Play Finanziario.

Nel mese di settembre 2014 il Club Financial Control Body (CFCB), iniziò una verifica per il rispetto dei parametri stabiliti dal regolamento UEFA Club Licensing and Financial Fair Play Regulations Edition 2012. La verifica diede esito negativo soprattutto in riferimento al rispetto del "Break-even rule" e perciò fu stipulato un Settlement Agreement.
L’atto di transazione concordato con il Club Financial Control Body dell’UEFA è applicabile per le stagioni sportive 2015/2016, 2016/2017, 2017/2018 e 2018/2019 e prevede per i singoli esercizi, oltre alla capacità di operare in continuità aziendale, il raggiungimento di un break-even deficit per l'esercizio 2015/2016 non superiore a Euro 30 milioni e per l'esercizio 2016/2017 una situazione di pareggio.
La Società, inoltre, per gli esercizi 2015/2016 e 2016/2017 subirà restrizioni in termini di costi per salari e stipendi e limitazioni relative ad ammortamenti/svalutazioni dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, oltre che al numero dei calciatori schierabili nelle competizioni europee. Nel 2014/15, l’Inter ha fatto ricorso massiccio alle svalutazioni dei calciatori ed è ricorsa alla formula dell’acquisizione in prestito di molti calciatori.
In base a tale accordo, nel 2015/16, è già stata comminata una sanzione di Euro 6 milioni, ed una ulteriore potenziale sanzione di Euro 14 milioni sottoposta a condizione sospensiva.
Nello specifico Euro 7 milioni nell'esercizio 2015/2016 in caso di break-even deficit patrimoniale compreso tra Euro 30 milioni (limite massimo stabilito dal CFCB) ed Euro 40 milioni e ulteriori Euro 7 milioni nell'esercizio 2016/2017 in caso di break-even deficit compreso tra zero milioni e Euro 10 milioni. Le eventuali penalità saranno trattenute dalla U.E.F.A. a scomputo dei premi riconosciuti per la partecipazione della prima squadra della società alle competizioni europee.
Gli Amministratori hanno scritto che “il superamento dei limiti di break-even deficit patrimoniale di Euro 40 milioni ed Euro 10 milioni rispettivamente nelle stagioni 2015/2016 e 2016/2017 determinerebbe la necessità di rinegoziare il Settlement Agreement con effetti sanzionatori non determinabili sino al termine della negoziazione”.
Nel caso in cui i requisiti finanziari e i limiti ai costi per salari, stipendi e ammortamenti non fossero rispettati, i vincoli derivanti dall'accordo con CFBC in termini di numero di giocatori impiegabili in competizioni europee verranno applicati anche per le stagioni 2017/2018 e 2018/2019.

Alla luce del risultato raggiunto al 30 giugno 2016 e dei flussi economico-finanziari futuri previsti nel business plan condiviso nello scorso esercizio con il CFCB, gli Amministratori dell’Inter hanno confermato come non probabile il rischio di mancato rispetto dei requisiti fissati dal Settlement Agreement. Per questo motivo, nel bilancio al 30 giugno 2016, non hanno proceduto ad effettuare alcun accantonamento, per le sanzioni previste.

Conclusioni.

L’ingresso del Nuovo Azionista di maggioranza cinese garantisce la continuità aziendale, sia dal punto di vista finanziario che dal punto di vista economico. Infatti, dalla notizia riguardante il cambio del nome del “Centro Sportivo Angelo Moratti”, si può intravedere anche una strategia che punta all’aumento dei ricavi facendo ricorso alle parti correlate, già perseguita da PSG e Manchester City.