domenica 28 agosto 2016

St Mary's Football Group Limited: i conti del 2014/15.



Luca Marotta


St Mary’s Football Group Limited è la società holding del Guppo cui fa capo il Southamptom Football Club. Questo club storico, soprannominato "The Saints", era in origine una squadra di calcio parrocchiale fondata nel 1885. Ha conseguito la promozione in Premier League nel 2011/2012 dopo un'assenza di sette anni. Rispetto alla stagione 2011/2012, il fatturato netto è aumentato di £ 90,8 milioni, raggiungendo la cifra di £ 113.7 milioni nel 2014/15, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del fatturato netto del 70,55%.
Dal punto di vista sportivo, il Southampton è giunto settimo nella Premier League 2014-15 (8° nel 2013/14), con 60 punti (56 nel 2013/14), acquisendo il diritto a partecipare all’UEFA Europa League 2015/16.
Dal punto di vista economico, l’esercizio 2014/2015 ha evidenziato un utile netto consolidato pari a £ 12 milioni (circa € 15,8 milioni, al cambio medio annuale) e un fatturato netto di £ 113,7 milioni (circa € 149,5 milioni al cambio medio annuale). Nel 2013/14 era stato conseguito un utile consolidato netto pari a £ 33,4 milioni. L’EBIT 2014/15 risulta positivo per il secondo anno consecutivo ed è pari a £ 17,6 milioni; mentre nel 2013/14 era pari a £ 31,4 milioni.
Anche il Patrimonio Netto risulta positivo per il secondo anno consecutivo ed è pari a £ 43,8 milioni (£ 31,8 milioni nel 2013/14).

Il Gruppo.
Le società controllate da “St Mary’s Football Group Limited”, registrate in Inghilterra e Galles e incluse nel perimetro di consolidamento controllate al 100% sono le seguenti: “Southampton Football Club Limited”; “St Mary’s SPV Limited”; “St Mary’s Training Centre Limited”; “St Mary’s Stadium Limited”; “St Mary’s Catering Limited”; “St Mary’s Training Ground Limited”; “St Mary’s Property Holdings Limited”; “DMWSL 612 Limited”.

Il Presidente Katharina Liebherr,  possiede il club dopo averlo ereditato da suo padre, l'industriale miliardario Markus Liebherr.

Il valore del club.
Nella classifica Deloitte Football Money League 2016, il Southampton si colloca al 22° posto (25° posto nella precedente edizione).
Nella classifica Brand Finance Football 50 2016 il Southampton si colloca al 17° posto (18° nella precedente edizione), con un brand value di 223 milioni di Dollari USA.
Nella classifica “Virgin’s Fast Track 100 British private companies” del 2015, il Southampton si colloca al 38° posto (34° nell’edizione precedente).

La continuità aziendale (going concern).

I revisori della BDO LLP non hanno mosso alcun rilievo nella loro relazione.

I soci hanno continuato a supportare finanziariamente l’attività iniettando, durante l’esercizio, circa £ 20 milioni.

Gli Amministratori hanno evidenziato che il Gruppo gestisce l'impatto del rischio legato alla performance sportiva della squadra nella Barclays Premier League, attraverso uno stretto controllo dei costi diretti.
La struttura dello Stato Patrimoniale.



Nella struttura dello stato patrimoniale al 30 giugno 2015 risulta diminuita l’incidenza del passivo corrente come fonte di finanziamento dal 79,8% al 77,9%. In effetti l’equity ratio è aumentato dal 20,2% al 22,1%.
Il capitale circolante netto è negativo per £ 15,1 milioni. Le voci del passivo corrente di importo più elevato riguardano i debiti per calciatori per £ 22,1 milioni (£ 21,6 milioni nel 2013/14), i risconti passivi per £ 28,9 milioni e i debiti bancari per £ 14,96 milioni.
L’attivo non corrente fa riferimento sostanzialmente a due voci, ossia il valore netto dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori e alla voce fabbricati e terreni.
Il valore netto dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori incide sul totale dell’attivo per il 37,9%.
Le immobilizzazioni materiali nette ammontano a circa £ 45 milioni.
La voce terreni e fabbricati risulta iscritta in bilancio per l’importo di £ 31,2 milioni (2013: £ 27,9 milioni). Figura separatamente la voce “Stadium” per un valore contabile netto di £ 9,6 milioni ed un costo storico di £ 12,7 milioni.
Durante l’esercizio è stato inaugurato il “Markus Liebherr Pavilion”.
La spesa complessiva per il Centro di formazione dovrebbe ammontare a circa £ 38 milioni.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,28 (1,25 nel 2013/14), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,84 (0,72 nel 2013/14), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.
In effetti, il capitale circolante netto è negativo per £ 15,1 milioni. Tuttavia, nelle passività a breve sono presenti i ratei e i risconti passivi per € 28,9 milioni.

Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è positivo e ammonta a £ 43,8 milioni. Essendo non negativo è conforme a quanto stabilito dal Financial Fair Play. L’anno precedente era positivo per £ 31,8 milioni. La variazione è dovuta all’utile d’esercizio di £ 12.006.236.
L’importo relativo alla voce del riporto a nuovo di utili e perdite d’esercizio diventa positiva per £ 5.856.541.
I mezzi propri finanziano il 22,1% dell’attivo (equity ratio).

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,28 (0,25 nel 2013/14), che segnala il prevalere delle Liabilities sui mezzi propri.

Posizione Finanziaria Netta.



La Posizione Finanziaria Netta è negativa per £ 47,7 milioni. Nell’esercizio precedente era negativa per £ 25,1 milioni. Le disponibilità liquide ammontano a £ 14,48 milioni (£ 26,13 milioni nel 2013/14).

I prestiti finanziari dei soci aumentano a £ 32,7 milioni da £ 14,7 milioni. I debiti bancari risultano sostanzialmente stabili e sono pari a £ 14,96 milioni. Gli altri debiti finanziari diminuiscono da £ 21 milioni a £ 13,94 milioni. I debiti per leasing sono pari a £ 595 mila.

I crediti da calciomercato sono pari a £ 54,8 milioni; mentre, i debiti da calciomercato ammontano a £ 43,26 milioni. Il saldo della posizione finanziaria netta ai fini del Financial Fair Play è negativo per £ 36,19 milioni, abbondantemente al di sotto del fatturato netto.

Il Valore della Rosa.



Il valore netto della rosa calciatori, al 30 giugno 2015, ammonta a £ 75,2 milioni, nell’esercizio precedente ammontava a £ 41,1 milioni. La variazione di £ 34,1 milioni è dipesa da investimenti per £ 81,7 milioni, cessioni per un valore contabile residuo di £ 11,4 milioni, ammortamenti e svalutazioni per £ 36,2 milioni.

Il Conto Economico.



Il fatturato netto è aumentato del 7,2% da £ 108,3 milioni a £ 113,7 milioni.
I ricavi hanno beneficiato dell’incremento dei diritti TV della “Premier League”. I ricavi da media sono aumentati di £ 4,72 milioni, da £ 79,45 milioni a £ 84,17 milioni.
I ricavi da gare sono aumentati di £ 1,16 milioni da £ 17,13 milioni a £ 18,29 milioni.
I ricavi commerciali sono aumentati da £ 9,5 milioni a £ 11,2 milioni.
A differenza del 2013/2014, mancano gli altri ricavi, che erano pari a £ 2,2 milioni.

L’Indice di “Efficienza Televisiva” della Rosa dei Calciatori.

L’efficienza televisiva della rosa dei calciatori può essere misurata dal rapporto tra ricavi TV e valore dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori.
Quanto maggiori sono i ricavi TV e quanto è minore il valore contabile della rosa, tanto maggiore sarà l’efficienza televisiva. Nel caso specifico l’indice di efficienza televisiva del St Mary’s Football Group Limited è superiore a 1 essendo pari al 1,12 (1,93 nel 2013/14), perché i ricavi TV del 2014/15 sono superiori al valore contabile della Rosa.
Questo significa che un investimento di 100 sterline nella Rosa calciatori genera 112 sterline di ricavi TV.

RAPPORTO TRA FATTURATO NETTO E ATTIVITA’ TOTALI
Il rapporto tra fatturato netto, e attività totali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è investito e quanto si fattura?
Nel caso del St Mary’s Football Group Limited, tale indicatore è pari al 63,9%, pertanto ogni 100 Sterline investite si incassano circa 64 Sterline.

Costo del personale.

Il costo del personale complessivo è aumentato da £ 62,9 milioni a £ 80,4 milioni. L’incidenza sul fatturato netto è del 70,7%.
In percentuale l’aumento del costo del personale, pari al 27,7%, è avvenuto in misura superiore all’aumento dei ricavi (7,2%).
Il costo del fattore lavoro dato dalla somma del costo del personale e dal costo degli ammortamenti è pari a £ 110 milioni e incide sul fatturato netto per il 96,7%.

Il Player Trading.

L’eccedenza di plusvalenze realizzate per le cessioni dei calciatori riesce a coprire il costo annuale dei cartellini dei calciatori.
L’eccedenza di plusvalenze è stata pari a £ 44,1 milioni.
Gli ammortamenti ammontano a £ 29,6 milioni ed è stata evidenziata una svalutazione dei cartellini per £ 6,6 milioni.



Gli Amministratori hanno ribadito che il surplus generato dal Player Trading è stato reinvestito nella squadra attraverso le spese di trasferimento da pagare e dei costi operativi, che incidono sui costi sotto forma di aumento dei salari e delle commissioni pagate agli agenti.

Il “Breakeven”

Il risultato prima delle tasse è positivo per £ 14,87 milioni. Nell’esercizio precedente era positivo per £ 28,65 milioni e nel 2012/13 era negativo per £ 7,14 milioni. Tali dati dimostrano l’equilibrio economico stabile raggiunto, anche grazie ai ricavi TV della Premier League.

Conclusioni.

Coniugare il successo sportivo con una gestione economica sostenibile, resta l’obiettivo degli Amministratori. Il Club punterà molto sull’Academy.

Nel 2015/16, il Southampton è giunto sesto in Premier League, acquisendo il diritto alla UEFA Europa League 2016/17.

venerdì 26 agosto 2016

Olympique Lyonnais 2015/2016: record di ricavi, col nuovo stadio.



Luca Marotta


Con un comunicato stampa datato 25 luglio 2016, OL Groupe, cui fa capo la squadra di calcio francese dell’Olympique Lyannais, ha reso noto che nell’esercizio 2015/2016, l’ammontare di ricavi lordi, non sottoposto a revisione e comprensivo dei ricavi da trasferimento calciatori, ha registrato il più alto livello dalla creazione di OL Groupe, raggiungendo la cifra di € 218.100.000 contro i 103.500.000 Euro del 2014/2015, con un incremento di € 114.600.000, pari al 111%. Escludendo i ricavi da trasferimenti per i giocatori ceduti, il fatturato netto raggiunge 160 milioni di Euro, che è anche il livello più alto mai raggiunto, con un incremento di € 63.700.000, pari al 66% rispetto all'anno precedente.



L'esercizio 2015/2016 è stato caratterizzato in primo luogo dalla partecipazione del club in Champions League e dall’entrata in funzione, dal 9 gennaio 2016, del nuovo stadio “Parc OL”. Gli Amministratori hanno posto in evidenza che, come i grandi club europei, l'Olympique Lyonnais dispone di uno stadio privato al 100%, con 59.186 posti a sedere (contro i 40.450 posti del vecchio stadio a Gerland), multifunzionale, ultra-moderno, modulare e, aperto 365 giorni all'anno e base per una nuova dinamica di sviluppo.



Le fonti di ricavo che contribuiscono a questo aumento espongono una crescita particolarmente significativa, ad esclusione dei diritti TV nazionali.
I ricavi da gare aumentano di € 16,6 milioni, da € 11,1 milioni a € 27,7 milioni; i ricavi TV nazionali variano di poco da 43,7 milioni a € 43,6 milioni; i ricavi TV UEFA aumentano di 37,5 milioni di Euro, da € 2 milioni a € 39,5 milioni; i ricavi commerciali aumentano da € 39,5 milioni a € 49,2 milioni,  mentre i ricavi per le vendite dei giocatori aumentano di 50,9 milioni di Euro, da € 7,2 milioni a € 58,1 milioni.

L’incremento dei diritti TV UEFA dipende dalla partecipazione alla fase a gironi della Champions League 2015/16. Anche per il 2016/2017 si potrà contare su tali ricavi. I ricavi TV nazionali sono rimasti sostanzialmente invariati per il conseguimento dello stesso posto in “Ligue 1”

Il forte incremento del 150% registrato nelle vendite dei biglietti è da porre in relazione sia alla partecipazione in Champions League, che all’entrata in funzione, nel secondo semestre, del nuovo stadio “Parc OL”.
I ricavi da biglietti per le partite del campionato e le altre partite sono stati pari a € 24,9 milioni, contro € 10,9 milioni del 2014/2015, con un incremento di € 14,0 milioni, pari al 128%.
Considerando i dati relativi alle presenze dei due stadi nella stagione 2015/2016, si ottiene che la presenza cumulativa sulle prime 10 partite di “Ligue 1” giocate nel nuovo stadio “Parc OL” (da gennaio a maggio 2016) si attesta a 480.174, contro 366.065 spettatori a parità di partite disputate allo Stade Gerland, con un incremento del 31%, con presenze di spettatori a livelli record nelle partite contro Troyes (55.168 spettatori), OM (56.105 spettatori), PSG (56.662 spettatori), Nice (55.749) e Monaco (56.696).
La presenza media in “Ligue 1” dal momento dell’entrata in funzione del nuovo stadio, è stata pari a 48.017 spettatori. Si è anche registrato un aumento del prezzo medio del biglietto da 16 Euro nel 2014/2015 a 32 Euro 2015/2016. Tale aumento è dipeso dalla combinazione di un effetto prezzo favorevole, legato alla creazione di una vasta gamma di tariffe al “Parc OL”, e di un effetto capienza favorevole, legato al notevole aumento della capacità dello stadio, compresi i sedili VIP.
Anche i ricavi da merchandising legati al giorno della partita sono raddoppiati, a € 2,2 milioni contro € 1,1 milioni circa dello stadio Gerland, generando un margine lordo medio di circa il 54%.
I ricavi da biglietteria relativi a competizioni europee ammontano a € 2,8 milioni, in relazione alla partecipazione nella fase a gironi di Champions League, contro i € 200.000 del 2014/2015 (eliminazione nelle qualificazioni di Europa League).

I ricavi commerciali ammontano complessivamente a 49,2 milioni di Euro. I  ricavi da sponsor e pubblicità, risultano pari a € 26,9 milioni (€ 22,4 milioni del 2014/2015), e registrano un aumento di € 4,5 milioni, pari al  20%. Anche i ricavi relativi al la vendita di prodotti a marchio, convegnistica, eventi ecc. sono aumentati notevolmente grazie all’entrata in funzione del “Parc OL”. Essi sono aumentati del 30%, da 17,1 milioni a € 22,3 milioni. Nuovi prodotti sono stati commercializzati all'interno del “Parc OL”. Ben oltre un centinaio di convegni, seminari ed eventi aziendali BtoB sono stati organizzati all'interno del nuovo stadio “Parc OL” fin dalla sua apertura.

I ricavi relativi alla vendita di giocatori ammontano a € 58.100.000 rispetto a € 7,2 milioni del 2014/2015. Essi corrispondono alle cessioni di contratti di giocatori come Benzia Njie, Yattara, Zeffane, Beauvue, Koné e Umtiti per un totale di € 47.100.000, nonché bonus per un ammontare complessivo di € 11,0 milioni, di cui € 8.700.000 relativi alla clausola di Martial. Si noti che la maggior parte di tali entrate è stata realizzata con la cessione di giocatori formati presso l'Accademia OL (€ 51,0 milioni o 88% del totale).
L'inizio della finestra di trasferimento estiva 2016 è stata caratterizzata dal trasferimento del difensore Samuel Umtiti al FC Barcelona per € 25 milioni, Bakary Kone al Malaga per € 800 mila più bonus per € 1,2 milioni e Lindsay Rose al FC Lorient per € 1,5 milioni più € 300 mila di bonus.
L'Olympique Lyonnais ha anche acquistato tre giocatori internazionali: Maciej Rybus, Nicolas N'Koulou  e Emanuel Mammana dal River Plate (€ 7,5 milioni + € 1,5 milioni di bonus).

Dal punto di vista sportivo, la stagione 2015/2016, è stata caratterizzata dal raggiungimento del 2 ° posto nel campionato “Ligue 1” da parte della squadra di calcio maschile per la seconda stagione consecutiva. Tale risultato ha comportato la qualificazione diretta alla fase a gironi la Champions League per la stagione 2016/2017. La squadra maschile ha partecipato alla fase a gironi di UEFA Champions League, ha raggiunto i quarti in Coppa di Lega e gli ottavi in “Coupe de France”:
Invece, la squadra di calcio femminile ha confermato la propria leadership a livello nazionale ed europeo, raggiungendo tre obiettivi: la vittoria in Champions League, 1 ° posto in campionato (10 ° titolo consecutivo) e Coppa di Francia (5 ° titolo consecutivo).

Attese per il risultato d’esercizio 2015/2016.
Gli Amministratori hanno rilevato che insieme con l'incremento complessivo dei ricavi, il Gruppo ha registrato nuovi oneri diretti relativi al funzionamento delle infrastrutture, così come un significativo aumento dei costi di organizzazione delle partite, dovuti alla maggiore capacità.
Tuttavia, il forte livello di ricavi relativo all'esercizio 2015/2016 dovrebbe consentire OL Groupe conoscere un forte miglioramento dei risultati rispetto all'anno precedente e il risultato netto consolidato per l'esercizio 2015/2016 dovrebbe essere positivo.

Evoluzione Prevedibile
Gli Amministratori prevedono che per il 2016/2017, risulteranno completati il "Groupama OL Training Center", nuovo centro di formazione e la costruzione del "Groupama OL Academy", nuovo centro di formazione mista. Per il completamento di queste due strutture, è stato previsto un investimento complessivo di circa 28 milioni di Euro.
L'esercizio 2016/2017, OL Groupe potrà beneficiare di proventi relativi alla sua partecipazione alla fase a gironi della Champions League e un significativo incremento dei ricavi di vendita dei biglietti relativi al funzionamento del “Parc OL” per l’intero anno e  il forte aumento della presenza media osservata dopo l'apertura del contenitore. Le nuove entrate ricorrenti, tra cui eventi BtoB e seminari dovrebbero anche contribuire alle vendita di prodotti a marchio.
Il Gruppo conferma l'obiettivo di generare nei prossimi 3 a 5 anni, ricavi supplementari pari a circa € 70 milioni, rispetto allo scorso esercizio chiuso al 30 giugno 2015 utilizzando lo “Stade Gerland”.

Conclusioni

Il forte incremento registrato nel fatturato di OL Groupe sembra confermare la tesi secondo la quale la costruzione di uno stadio nuovo comporti incassi maggiori nelle casse delle società di calcio rispetto a stadi vecchi, soprattutto se lo stadio nuovo è multifunzionale, ultra-moderno, modulare e, aperto 365 giorni all'anno.

domenica 21 agosto 2016

Borussia Dortmund: I risultati preliminari dell'anno 2015/2016.



Luca Marotta


Il 19 agosto 2016, la società Borussia Dortmund GmbH & Co. KGaA, con un comunicato stampa ha annunciato i risultati preliminari dell'anno 2015/2016.

Borussia Dortmund ha registrato con 376,3 milioni di euro. i più alti ricavi della sua storia del club.

Nell’esercizio 2015/2016 (dal 01.07.2015 al  30.6.2016) il Gruppo Borussia Dortmund ha migliorato i propri ricavi lordi consolidati del 36,3%, da 276,0 milioni di Euro a 376,3 milioni di Euro. Anche non considerando i ricavi di trasferimento calciatori e malgrado la non partecipazione alla UEFA Champions League i ricavi del Gruppo sono aumentati del 6,7% ad un nuovo importo record di 281,3 milioni di Euro (263,6 milioni di Euro nel 2014/15).

L'utile netto consolidato del Gruppo è risultato pari a 29,4 milioni di euro. (5,5 milioni di Euro nel 2014/15).

Il grafico mostra come nel 2015/16 il livello di fatturato netto raggiunto rappresenti un record storico; mentre il risultato netto costituisca il secondo miglior risultato netto conseguito dal 2008/09.




L'utile consolidato prima delle imposte (EBT) ammonta a 34,3 milioni di Euro. (6,0 milioni di euro nel 2014/15).

L' EBITDA, ossia il risultato al lordo di interessi, imposte e ammortamenti, ammonta a 86,7 milioni di euro. (55,6 milioni di euro nel 2014/15).

I ricavi delle vendite e delle prestazioni di servizi consolidati lordi del Gruppo, comprensivi dei trasferimenti calciatori, sono stati pari a 376,3 milioni di euro (276,0 milioni di Euro nel 2014/15) Tali ricavi sono composti nel modo seguente:
Ricavi da Gare per 46,8 milioni di euro. (39,9 milioni di euro nel 2014/15);
Diritti TV per 82,6 milioni di euro. (82,1 milioni di euro nel 2014/15);
Ricavi da Sponsor e pubblicità per 84,6 milioni di euro. (75,7 milioni di euro nel 2014/15);
Entrate da Trasferimenti per 95 milioni di euro. (12,4 milioni di euro nel 2014/15);
Ricavi da Ristorazione e altro per 27,5 milioni di euro. (26,6 milioni di euro nel 2014/15);
Ricavi da merchandising per 39,8 milioni di euro (39,3 milioni di euro nel 2014/15).

L’ammontare dei ricavi lordi del Gruppo, comprensivo di altri proventi di gestione, è stato pari 379,8 milioni di euro. (293,0 milioni di euro nel 2014/15).

La composizione del fatturato netto vede il prevalere dei ricavi commerciali con un’incidenza del 54% sul fatturato al netto dei ricavi da trasferimento.



Il costo del lavoro del gruppo è aumentato di 22,3 milioni di euro, passando da 117,9 milioni di euro a 140,2 milioni di euro.
Gli ammortamenti del gruppo risultano aumentati di di 7,8 milioni di euro, da 42,4 milioni di euro a 50,2 milioni di euro.

Rispetto all'anno precedente, gli altri costi operativi, comprensivi dei costi residui dei trasferimenti,  sono passati da 98,8 milioni di euro a 127,2 milioni di euro, registrando un aumento di 28,4 milioni di euro. Tale incremento è dipeso principalmente dai maggiori costi derivanti dalla cessione dei calciatori che ammontano a 31,9 milioni di euro (10,7 milioni di euro nel 2014/15).

Il risultato finanziario netto del Gruppo è migliorato passando da un risultato negativo di 7.2 milioni di euro ad un risultato negativo di del 5,1 milioni di euro.
L'utile consolidato al netto delle imposte del gruppo è stato pari a 29,4 milioni di Euro. (5,5 milioni di euro nel 2014/15).

Tali risultati hanno permesso di proporre la distribuzione di un dividendo di € 0,06 (€ 0,05 nel 2014/15).

Conclusioni.

Sul risultato positivo 2015/16 ha certamente influito il risultato economico della gestione calciatori stimabile in circa 63 milioni di Euro. Tuttavia, per il Borussia Dortmund si conferma positivamente, anche per il 2015/16, la dipendenza del fatturato netto dai ricavi commerciali, pari a circa 152 milioni di Euro.

giovedì 18 agosto 2016

Appunti sul Bilancio Consuntivo CONI 2015



Luca Marotta


Il bilancio consuntivo 2015 del CONI mostra un risultato positivo per € 661.752, con un risultato operativo negativo per € 545.309. Il patrimonio netto dell’Ente è positivo ed è pari a €  40,9 milioni.

L’Ente CONI.

In base a quanto sancito dall’articolo 1 comma 1 del Decreto Legislativo n. 242 del 23 luglio 1999, il CONI è un ente, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico sottoposto alla vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il CONI cura l'organizzazione ed il potenziamento dello sport nazionale, la lotta al doping, la promozione della diffusione della pratica sportiva e iniziative contro la discriminazione e la violenza nello sport. L’ordinamento sportivo è autonomo.
E’ stata costituita la CONI Servizi SPA, cui è stato trasferito il personale del CONI.
I rapporti tra il CONI e la CONI Servizi SpA sono disciplinati da un contratto di servizio annuale, con IVA indetraibile.
Le risorse per il finanziamento del CONI sono allocate al capitolo 1896 dello stato di previsione del MEF, nell’ambito della missione Giovani e sport, programma Attività ricreative e sport.
Inoltre, l’ente fruisce di una quota delle entrate erariali e extraerariali derivanti dai giochi pubblici.
Il bilancio e la relazione della sua attività sono trasmessi annualmente alle Camere dal Dipartimento per gli affari regionali, il turismo e lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il controllo sulla gestione finanziaria dell’ente è effettuato dalla Corte dei conti.

La Gestione Economica.



Il totale del VALORE PRODUZIONE relativo all’anno 2015 è pari a 429,6 milioni di Euro e risulta in diminuzione dell’1,81% rispetto al 2014.

Premesso che la principale fonte di reddito è il contributo dello Stato da cui tutto dipende, nel Conto Economico del Coni le fonti di reddito si possono ricondurre a tre voci principali, che sono: i contributi, i ricavi dell’attività centrale e i ricavi dei Comitati Regionali.
I contributi per l’attività centrale rappresentano il 96,8% del Valore della Produzione; le altre due voci l’1,6% ciascuna.

All’interno della fonte di reddito dei contributi per l’attività centrale, la principale fonte di reddito è costituita dai Contributi da parte dello Stato, Enti Pubblici, CIO ed altri Enti per un totale di Euro 415.773.361 e risulta in diminuzione dell’1,65% rispetto al 2014.

Nel dettaglio, i Contributi da parte dello Stato diminuiscono dello 0,57%, da € 413.229.603 a € 410.887.898; i Contributi da parte di Regioni, Comuni, Province ed altri Enti Pubblici e Privati aumentano dello 0,51%, da € 4.566.958 a € 4.590.116; i Contributi dal CIO, COE aumentano del 2,7%, da € 268.106 a € 275.347; gli Altri contributi crollano del 99,57% da € 4.679.768 a € 20.000.

I contributi assegnati dallo Stato nel 2015 evidenziano una riduzione di 2,3 milioni rispetto al 2014, dovuta principalmente alla presenza, nel 2014, di un contributo integrativo di 2 milioni assegnato dallo Stato con vincolo di destinazione alla FIPAV per i mondiali di pallavolo femminili 2014.

I contributi da parte di Enti Pubblici, pari a 4,5 milioni, accolgono i contributi assegnati al CONI per la realizzazione di progetti istituzionali, e riguardano principalmente, il contributo di 1.5 milioni maturato verso la Presidenza del Consiglio dei Ministri  per il progetto "Expo e i territori", il contributo di 1 milione maturato verso il MIUR per il progetto "Sport di classe", quello per 578 mila maturato verso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero della Salute per il progetto "Coni Ragazzi", il contributo di 500 mila maturato verso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per il progetto "Censimento impiantistica sportiva", il contributo di 500 mila Euro maturato verso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per il sostegno alle attività del 2015 realizzate per la candidatura di Roma ai Giochi olimpici e paralimpici estivi 2024.

I contributi del CIO e del COE, pari a € 275 mila, sono costituiti principalmente dalle sovvenzioni riconosciute al CONI per l’esercizio 2015 dal COE e dall'European Games Association, a titolo di Support Grant per Eyowf Vorarlberg & Liechtenstein, performance Grant per Baku, etc..

Gli altri contributi, pari a € 20.000, concernono gli stanziamenti a favore del CONI effettuati dalla Fondazione per la mutualità generale negli sport professionistici a squadre, per i residui progetti di un piano di interventi che ha evidenziato il proprio maggior sviluppo l'esercizio precedente, che aveva visto il riconoscimento per il CONI di uno stanziamento complessivo di 4.680.000, per interventi di miglioramento dell'impiantistica sportiva del CONI presso i propri Centri di Preparazione Olimpica, oltre che per progetti a favore delle Federazioni Sportive Nazionali non olimpiche e delle Discipline Sportive Associate.

All’interno della fonte di reddito riguardante i ricavi da attività centrale prevalgono i ricavi commerciali con 6,7 milioni, seguiti dai ricavi per gli organi di giustizia con € 177.500 e ricavi diversi con € 93.760.
I ricavi commerciali, pari ad € 6,7 milioni, sono costituiti per € 5,2 milioni dai corrispettivi per lo sfruttamento commerciale del marchio CONI, regolati in parte in denaro (€ 4,7 milioni) ed in parte in natura (€ 508 mila) e, per 1,5 milioni di Euro dal corrispettivo riconosciuto dal CIO in relazione agli accordi aventi ad oggetto i programmi di marketing internazionale.

Il valore della produzione include anche i ricavi direttamente raccolti sul territorio dai Comitati Regionali del CONI, pari ad € 6.884.000

I Costi.

Il totale dei costi della produzione è pari a € 430,17 milioni, ossia il 100,1% del valore della produzione. I costi della produzione risultano diminuiti dell’1,85% in linea con la riduzione del valore della produzione.
Si possono distinguere i costi per l’attività centrale, che rappresentano il 96,2% dei costi della produzione, dai costi per i comitati regionali, che ne rappresentano il 3,8%.

I costi per l’attività centrale, pari a € 413,7 milioni  (€ 416,7 milioni nel 2014), risultano articolati come segue: Costi per organi, Comitati e Commissioni per € 1.941.857 (€ 1,67 milioni nel 2014); Contributi per attività istituzionale  per € 266.606.042 (€ 276 milioni nel 2014); Acquisto di beni e servizi  per € 131.592.031 (€ 131,9 milioni nel 2014); Altri costi  per € 3.363.828 (€ 5,5 milioni nel 2014); Ammortamenti / svalutazioni per € 643.158 (€ 677 mila nel 2014); Accantonamenti per rischi ed oneri  per € 9.552.591 (€ 769 mila nel 2014).

I Costi per gli Organi dell'Ente e Commissioni includono i costi di funzionamento degli Organi dell’Ente e delle altre commissioni (indennità, gettoni di presenza, spese di funzionamento, spese di rappresentanza, oneri previdenziali). Il Presidente è costato 303 mila Euro; il Vice Presidenti 101 mila Euro; il Segretario Generale 151 mila; il Vicario del Segretario Generale 26 mila Euro. La Giunta e Consiglio Nazionale costano 642 mila Euro. Gli Organi di Giustizia Sportiva ed altre commissioni costano € 539 mila.

I Contributi per attività istituzionale, incidono per il 62% sui costi della produzione e riguardano: Contributi alle Federazioni Sportive Nazionali per funzionamento ed attività sportiva per € 240.243.184 (€ 244.282.344 nel 2014); i Contributi Discipline Sportive Associate per € 3.368.700 (€ 3.444.500 nel 2014); i Contributi Enti Promozione Sportiva per € 15.245.033 (€ 16.222.809 nel 2014); i Contributi Forze Armate ed Associazioni Benemerite per € 3.952.387 (3.609.547 nel 2014); Contributi vari per € 3.796.738 (€ 8.537.538 nel 2014).

Pertanto, i Contributi alle Federazioni Sportive Nazionali rappresentano il maggior costo sostenuto dal CONI, pari al 55,8% dei costi della produzione. All'interno di tale voce sono evidenziati i "CONTRIBUTI DESTINATI AD ATLETI" pari a 4,1 milioni di Euro. Precisamente, nell'anno 2015, per il Club olimpico € 2.695.000 (€ 2.622.000 nel 2014); Promesse Olimpiche € 1.180.000; Altri contributi a beneficio atleti, che hanno partecipato ai Giochi Europei di Baku 2015 e per gli atleti appartenenti al progetto “Terna trasmette energia”, per € 229.000 e i Premi medaglie olimpiche, che nel 2015 erano pari a zero ma nel 2014 erano pari a € 750 mila.

La FIGC assorbe il contributo maggiore pari a € 48.327.367, seguita da FIN con € 12.927.046; FIDAL con € 10.820.446; FIPAV con € 9.014.252 e FISI con € 8.490.068.

Il costo riconosciuto alla Federazione Medico Sportiva per svolgere, per conto del CONI, controlli antidoping sugli atleti delle diverse discipline sportive, nel 2015 è risultato pari a  € 2.118.000.

I Contributi ai Gruppi Sportivi Militari e Civili riguardano per € 1.918.000 (€2.003.000 nel 2014) i Gruppi Militari, di cui il Contributo Attività Sportiva per € 1.287.000 (€1.344.000 nel 2014) e Convenzioni Impiantistica 631 mila (€ 659.000 nel 2014); ed € 1.439.000 i Gruppi Civili.
Tra i Gruppi Militari figurano: la GUARDIA DI FINANZA con € 655.984; l’ ARMA CARABINIERI con €  336.133; l’ AERONAUTICA con € 316.077; l’ ESERCITO con € 493.312; la MARINA con € 116.100.
Tra i Gruppi Civili figurano: il CORPO FORESTALE DELLO STATO con €  197.850; la POLIZIA PENITENZIARA con € 271.200; i VIGILI DEL FUOCO con € 83.950; la POLIZIA DI STATO con € 885.581.

Il valore complessivo di tali contributi evidenzia un incremento del 10% rispetto al 2014, a causa soprattutto della componente "impiantistica", come conseguenza del maggior valore dei lavori e degli interventi realizzativi eseguiti nel 2015 rispetto al 2014.

Per quanto riguarda l'Acquisto di beni e servizi, pari a € 131.592.031 (€ 131.974.652 nel 2014), tale voce di costo comprende: il corrispettivo del contratto di servizio con Coni Servizi pari a € 123.989.676 (€  124.393.349 nel 2014); altri costi per beni e servizi resi da Coni Servizi su richiesta dell’Ente ed al di fuori del perimetro del corrispettivo del contratto di servizio per € 6.948.866; altri costi per beni e servizi per € 653.490.
Il costo per il contratto di servizio con Coni Servizi include l’IVA non detraibile per il CONI per € 21.883.000.

Per la candidatura “Roma 2024” figura un costo di € 2.681.000.

Gli ammortamenti, pari ad € 643.158 riguardano il costo di acquisto del marchio CONI.

Gli accantonamenti per rischi ed oneri, pari a € 9.552.591, riguardano rischi relativi al progetto di candidatura della città di Roma ai Giochi olimpici e paralimpici 2024 e per oneri futuri legati alla contribuzione alle Federazioni per risorse umane e legati al progetto " Ryder Cup 2022".

Sul risultato d’esercizio influiscono positivamente la gestione finanziaria netta, che è positiva per € 12.843, e la gestione straordinaria netta, che è positiva per € 2.506.022.

Nella gestione straordinaria spicca la presenza di proventi straordinari per € 2.750.818, riferiti alle sopravvenienze attive rilevate a seguito del rilascio di un fondo svalutazione crediti (avendo il CONI incassato nell'esercizio la relativa posizione), alla cancellazione di debiti non più dovuti e al rilascio di fondi per rischi ed oneri futuri risultanti eccedenti rispetto ai rischi effettivi riscontrati.

Le imposte sul reddito sono pari a € 1.312.000 e riguardano IRES per € 1.215.000 e IRAP per € 96.000.
Il risultato netto dell’esercizio è positivo per € 661.752; mentre nel 2014 era positivo per € 1.040.890

Lo Stato Patrimoniale.



Per quanto riguarda lo Stato Patrimoniale il Totale delle Attività è pari a € 86.808.206 e risulta in aumento del 3,42%.
L’attivo circolante incide per l’89,4% sul totale dell’attivo; mentre il totale delle immobilizzazioni incide per il 9,7%.
Le immobilizzazioni materiali, pari a € 1.333.899, incidono solo per l’1,5%.
I crediti, pari a € 9,7 milioni, risultano in aumento del 38,7% e incidono sul totale dell’attivo per l’11,2%.
Le Disponibilità Liquide sono pari a € 17.684.009, risultano in diminuzione di 6,8 milioni di Euro e incidono sull’attivo per il 20,4%.

Il PATRIMONIO NETTO è positivo ed è pari a € 40.913.989 e finanzia il 40,7% dell’attivo.
La variazione rispetto all’esercizio precedente è stata determinata dal risultato economico positivo dell’esercizio.
Il patrimonio netto può essere ripartito in patrimonio risalente alla gestione centrale per € 28.922.603 ed alla gestione dei Comitati Regionali per € 11.991.386.

I Fondi per rischi ed oneri ammontano a €14.025.275 (€ 5.570.198 nel 2014) e riguardano: Cause legali in corso 1.402.144; Rischi futuri 7.931.160 (€ 2.298.098 nel 2014); Oneri futuri 4.691.971 (€ 1.851.731 nel 2014). L’incremento è stato pari a € 8.455.077.

Il totale delle passività, ossia del capitale di terzi, ammonta € 45.894.217 (€ 43,6 milioni nel 2014).
Le passività riguardanti i comitati regionali sono pari a € 16.429.261.
I debiti ammontano a € 29.989.836 e finanziano il 34,5% dell’attivo. La diminuzione è stata di 6,38 milioni, pari al 17,54%. In particolare i Debiti verso Federazioni Sportive Nazionali ammontano a € 18.726.952.
I debiti riguardanti i comitati regionali sono pari a € 2.551.270, di cui € 371.588 riguardano il comitato regionale della Sicilia.

Conclusioni.

In parole molto semplici si può affermare che il CONI riceve soldi dallo Stato, per perseguire le sue finalità, perché è un è un ente, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico sottoposto alla vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il MEF è il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che praticamente determina ed elargisce i soldi.

Sul risultato ha indubbiamente influito l’accantonamento di € 9.350.000 ai fondi rischi relativi al progetto di candidatura della città di Roma ai Giochi olimpici e paralimpici 2024 e per altri oneri futuri.
Tenuto conto che per la sola operazione di candidatura “ROMA 2024” è stato rilevato un costo, nel consuntivo 2015, di € 2.681.000, oltre ad accantonamenti rischi, risulta difficile solo iniziare ad avere un’idea sul costo dell’evento, qualora fosse aggiudicato.

mercoledì 17 agosto 2016

Appunti su alcuni Bilanci delle Banche Italiane.



Luca Marotta


Di seguito si cercherà di esporre alcuni dati economici, patrimoniali e finanziari di un campione di banche e gruppi bancari italiani, riferiti all’esercizio 2015, per cercare di capire in maniera molto semplice la relativa situazione.
Il campione considerato non è certo esaustivo, ma considera i gruppi bancari italiani principali.

L’Attivo
L’attivo comprende i mezzi che una banca ha a disposizione per svolgere la propria attività.
In base ai dati del bilancio consolidato del 2015, il Gruppo Unicredit è il gruppo bancario che ha il maggiore attivo, con 860 miliardi di Euro, seguito da Intesa San Paolo, con 676 miliardi di Euro.



Le voci che compongono l'Attivo sono: Cassa e disponibilità liquide; Attività finanziarie detenute per la negoziazione; Attività finanziarie valutate al fair value; Attività finanziarie disponibili per la vendita; Attività finanziarie detenute sino alla scadenza; Crediti verso banche;Crediti verso clientela; Derivati di copertura; Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica; Partecipazioni; Riserve tecniche a carico dei riassicuratori; Attività materiali; Attività immateriali; Attività fiscali;Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione; Altre attività.

Da notare che la voce con la maggiore incidenza percentuale sull’attivo, del campione preso in esame è crediti verso la clientela con il 57,4%, seguita da Attività finanziarie disponibili per la vendita con il 15,5% e da Attività finanziarie detenute per la negoziazione con il 7,6%; mentre i crediti verso le banche incidono solo per il 6%.
Per quanto riguarda il campione in esame il Gruppo Unicredit evidenzia il maggior importo per crediti verso clientela pari a 473,99 miliardi di Euro, seguito da Intesa San Paolo con 350 miliardi di Euro e Gruppo MPS con 111,4 miliardi di Euro.



Nella voce crediti verso la clientela sono allocati i crediti deteriorati oggetto di svalutazione.

Il gruppo bancario che detiene maggiori disponibilità liquide è Unicredit con 10,3 miliardi di Euro.

Il Patrimonio Netto

Il Patrimonio Netto rappresenta i mezzi propri che hanno finanziato l’attivo.
Il Patrimonio Netto comprende: Riserve tecniche; Riserve da valutazione; Azioni rimborsabili; Strumenti di capitale; Riserve; Sovrapprezzi di emissione; Capitale; Azioni proprie; Patrimonio di pertinenza di terzi e Risultato di periodo.
Il campione preso in esame mostra che in media il Patrimonio netto finanzia solo l’11,3% dell’attivo.



Intesa San Paolo possiede il maggior importo di Patrimonio Netto, pari a 133 miliardi di Euro, che finanzia il 19,7% dell’Attivo.
Il Gruppo Mediolanum possiede il rapporto più elevato tra Patrimonio Netto e attivo, pari al 37,3%.


Le Passività



Le passività considerate per il campione in esame, includono le seguenti voci: Debiti verso banche; Debiti verso clientela; Titoli in circolazione; Passività finanziarie di negoziazione; Passività finanziarie valutate al fair value; Derivati di copertura; Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica; Passività fiscali; Passività associate ad attività in via di dismissione; Altre passività; Trattamento di fine rapporto del personale e Fondi per rischi e oneri.

Per il campione preso in esame, il maggior importo di Passività è di Unicredit con 806,9 miliardi di Euro, seguito da Intesa San Paolo con 543,2 miliardi di Euro; mentre, il minore è quello di Banca Finnat con 1,1 miliardi di Euro.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile.
Nel caso del campione in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,13, ciò vuol dire che le banche possiedono dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.
Ovviamente, tutto dipende dal valore attribuito ai beni dell’attivo. Ad esempio nel caso in cui fosse richiesto dalle Autorità un’ulteriore svalutazione dei crediti deteriorati alcune banche sarebbero costrette a ricorrere ad aumenti di capitale, come sembra delinearsi per il Monte dei Paschi.
Per quanto riguarda il campione in esame, il miglior indice di solvibilità appartiene al Gruppo Mediolanum con 1,59, seguito da Nuova Banca Etruria e del Lazio con 1,35 e Intesa San Paolo con 1,25.
L’indice di solvibilità più basso è del Gruppo MPS con 1,06.

Il Conto Economico,

Il risultato di esercizio è determinato dalla somma algebrica del Risultato della operatività corrente al netto delle imposte, dal risultato dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte.



Il campione preso in esame mostra complessivamente un risultato di esercizio positivo per 4,7 miliardi, ovviamente determinato in gran parte dal risultato dell’operatività corrente.

Intesa San Paolo con 2,8 miliardi di Euro mostra il risultato di esercizio positivo maggiore, seguita da Unicredit con 2 miliardi di Euro.
La perdita di esercizio maggiore riguarda la Banca Popolare di Vicenza con 1,4 miliardi di Euro, seguita da Veneto Banca con 907 milioni di Euro.
La differenza tra il Risultato della operatività corrente al netto delle imposte e il risultato dell’esercizio dipende principalmente da Unicredit che ha evidenziato un risultato dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte negativo per 295 milioni di Euro.

Il Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa dipende dalla considerazione del Risultato netto della gestione finanziaria e della gestione assicurativa, che svolgono alcune banche. Il consolidato di Banca Intesa San Paolo mostra i maggiori importi per la gestione assicurativa, che nel complesso del campione esaminato risulta negativa.

Per il campione preso in esame, il miglior Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa è di Unicredit con 17,18 miliardi di Euro, il peggiore è quello di Banca Popolare di Vicenza con un risultato negativo di 2,8 miliardi di Euro.

Il Risultato netto della gestione finanziaria è dato dalla somma algebrica del Margine di Intermediazione e le Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di:
a) crediti
b) attività finanziarie disponibili per la vendita
c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza
d) altre operazioni finanziarie

Ad esempio nelle Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di crediti confluiscono gli utili o le perdite su crediti quando l’attività finanziaria ha subito una riduzione di valore o una ripresa successiva ad una riduzione. In pratica l’importo svalutato nell’esercizio dei crediti deteriorati.



Per il campione preso in esame, il miglior Risultato netto della gestione finanziaria è di Unicredit con 17,18 miliardi di Euro, seguito da Intesa San Paolo con 16,2 miliardi di Euro; mentre,  il peggiore è quello di Banca Popolare di Vicenza con un risultato negativo di 2,8 miliardi di Euro.

Per quanto riguarda le Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento ammontano complessivamente a 16,8 miliardi di Euro. L’importo maggiore è di Unicredit con 4,1 miliardi di Euro, seguito da Intesa San Paolo con 2,8 miliardi di Euro.

Il Margine di intermediazione comprende il margine di interesse, le Commissioni nette, i Dividendi e proventi simili; il Risultato netto dell'attività di negoziazione; il Risultato netto dell'attività di copertura; Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: a) crediti; b) attività finanziarie disponibili per la vendita; c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza; d) passività finanziarie; il Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value.

L’importo maggiore riguarda  Unicredit con  21,2 miliardi di Euro, seguito da Intesa San Paolo con 19 miliardi di Euro.



Il Margine di interesse è dato dalla differenza tra Interessi attivi e proventi assimilati e Interessi passivi e oneri assimilati

In media, il margine di interesse incide per il 50,1% sul margine di intermediazione.

L’importo maggiore riguarda  Unicredit con  11,6 miliardi di Euro, seguito da Intesa San Paolo con 9,2 miliardi di Euro.
L’incidenza maggiore del margine di interesse sul margine di intermediazione appartiene a Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio S.p.A. con 67,9%, seguita dal Gruppo Mediobanca con 64,3%. Quella minore è del Gruppo Mediolanum col 20,3%.


I costi operativi, per il campione preso in esame ammontano a circa 43 miliardi di Euro.
Le voci principali di costo riguardano il costo del personale con 24,2 miliardi di Euro e le altre spese amministrative con 18,5 miliardi di Euro.



Le spese per il personale complessivamente incidono sul margine di intermediazione per il 35%; mentre le  altre spese amministrative complessivamente incidono sul margine di intermediazione per il 28,3%.

Per quanto riguarda le spese per il personale il Gruppo Unicredit presenta l’importo più elevato con 8,66 miliardi di Euro ed un’incidenza sul margine di intermediazione del 40,6%. Il secondo importo più elevato è di intesa San Paolo con 5,4 miliardi di Euro ed un’incidenza sul margine di intermediazione del 28,3%.
L’incidenza maggiore del costo del personale sul margine di intermediazione è di Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio S.p.A. con il 69,8%, seguita dal Gruppo Credem con il 59,5%.

Per quanto riguarda le altre spese amministrative il Gruppo Unicredit presenta l’importo più elevato con 6 miliardi di Euro ed un’incidenza sul margine di intermediazione del 28,5%.

La Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio S.p.A. presenta un importo di altre spese amministrative pari a 23 milioni di Euro, che  supera abbondantemente il margine di intermediazione pari a 14,4 milioni di Euro.

domenica 7 agosto 2016

Bilancio Sassuolo 2015: sostanziale pareggio grazie alla plusvalenza di Zaza.


Luca Marotta


L’Unione Sportiva Sassuolo Calcio Srl ha chiuso il bilancio dell’esercizio 2015 con una piccola perdita al netto delle imposte di Euro 335.071; ed un risultato prima delle imposte positivo per € 2.231.028; mentre, l’esercizio precedente si era chiuso con  una perdita netta di € 15.980.491 ed un risultato prima delle imposte negativo per € 21.097.059. Invero, anche, l’esercizio 2013 si era chiuso una perdita netta, piuttosto contenuta, di € 157.699.

La gestione economico-finanziaria del Sassuolo dipende oltre che dai risultati sportivi, dai diritti TV dalle plusvalenze e dalla sponsorizzazione rilevante della società controllante.

Sul risultato di esercizio 2015, e sul ritorno ad un sostanziale equilibrio economico, assume un certo peso la plusvalenza realizzata con la cessione di Zaza alla Juventus, che è stata pari a circa 14.730.000 di Euro a fronte di un prezzo di cessione pari a 18 milioni di Euro.
Invece, sulla perdita 2014 aveva pesato soprattutto la gestione del primo semestre solare, che già evidenziava una perdita di circa 12,6 milioni di Euro, forse a causa della tardiva campagna di rafforzamento di gennaio 2014.

Il bilancio 2015 del Sassuolo riguarda la seconda parte della stagione sportiva 2014/15, conclusasi con il dodicesimo posto in Serie A, e la prima parte del campionato 2015/16, conclusosi con l’acquisizione del diritto a partecipare ai play-off di UEFA Europa League.

Il Gruppo.

La società è controllata dalla società MAPEI S.P.A. con sede in Milano, che redige il bilancio consolidato di gruppo ed è socio unico, che possiede l’intero capitale sociale. MAPEI S.P.A. esercita anche l’attività di direzione e coordinamento su Unione Sportiva Sassuolo Calcio Srl.
L’Unione Sportiva Sassuolo Calcio Srl ha aderito, in qualità di consolidata, al “Consolidato Fiscale Nazionale” posto in essere dalla società controllante MAPEI S.P.A..

I rapporti con parti correlate.

Nella Relazione sulla Gestione, a proposito delle operazioni con parti correlate, è scritto che le stesse “sono state effettuate a condizioni equivalenti a quelle di mercato”.
Le società considerate “parti correlate” sono: Mapei SpA; Mapei Stadium srl; ADESITAL SPA; CERCOL SPA; POLYGLASS SPA; Master Group Sport Srl e VINAVIL SpA.
L’importo dei proventi di competenza da parti correlate ammonta a € 24.022.000, i costi totali a € 2.951.000, gli oneri finanziari a € 566 mila.
Risultano proventi nei confronti di Mapei SpA per € 23.075.000 e costi per 40 mila Euro e oneri finanziari per € 566 mila. Nei confronti di Mapei Stadium risultano costi per € 1.328.000 e proventi per 40 mila Euro. Nei confronti di Master Group Sport risultano costi per € 1.583.000 e proventi per 682 mila Euro.

Il Sassuolo vanta crediti commerciali verso la Mapei Spa per circa 4.962.000 e crediti finanziari per € 6.728.000. Nei confronti di Mapei SpA esistono debiti di natura finanziaria nei confronti della Mapei per € 32.873.000 e debiti commerciali per € 141 mila.

I debiti verso Mapei SpA sono classificati come debiti verso la controllante per “cash pooling” per € 33.015.000.

La continuità aziendale.

La società di revisione Reconta Ernst & Young S.p.A., nella sua relazione, come per il bilancio 2012, 2013 e 2014, ha evidenziato a titolo di richiamo di informativa che il necessario supporto finanziario atto a sostenere l’attività della Società viene garantito dalla controllante Mapei S.p.A., che ha assunto un impegno formale “a garantire un adeguato supporto economico e finanziario alla Società”.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.

Il valore dell’attivo è aumentato del 22,5%, da € 99,8 milioni a € 122,2 milioni. Il valore contabile delle immobilizzazioni immateriali incide per il 42,9%. Il valore delle immobilizzazioni materiali solo dello 0,5%. I debiti verso la controllante per “cash pooling” finanziano il 27% dell’attivo.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,06 (0,08 nel 2014).
Infatti, l’equity ratio è molto basso ed è pari a 5,9% (7,6% nel 2014). Il ricorso al capitale di terzi è preponderante.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,06 (1,08 nel 2014), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,52 (0,73 nel 2014), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve. Anche se non si considerassero nelle passività a breve i ratei e i risconti passivi, che sono pari a € 6.509.476, l’indice non varierebbe di molto.

Tale indicatore coincide sostanzialmente con l’indicatore di liquidità della FIGC, con la differenza che non si debbono considerare i debiti infruttiferi verso i soci e i credi a breve per imposte anticipate. La FIGC per il 2015/16 aveva stabilito come soglia minima 0,4; per il 2016/17 0,5 e per il 2017/18 0,6.

Il Patrimonio Netto.



Il patrimonio netto risulta positivo per € 7.247.450; mentre, nel 2014 era positivo per € 7.582.519. Il Patrimonio netto è composto dal capitale sociale per € 5.000.000; dalla riserva versamenti a copertura perdite per € 2.582.521 e dalla perdita netta d’esercizio di € 335.071. La variazione è dovuta al risultato di esercizio.

I mezzi propri finanziano solo il 5,9% delle attività, per la restante parte si fa ricorso al capitale di terzi, considerando come tale anche i debiti verso la controllante, che ne costituiscono l’importo maggiore.

L’indebitamento finanziario.



La posizione finanziaria netta risulta negativa per € 43,78 milioni (-21,53 milioni nel 2014), ma è di molto inferiore al valore della produzione e al fatturato netto. L’EBITDA del bilancio 2015, calcolato considerando i proventi da compartecipazione nel valore della produzione e gli oneri da compartecipazione tra i costi della produzione, è positivo per € 19,74 milioni,nel 2014 era positivo per € 8,56 milioni, pertanto la gestione operativa genera flussi di liquidità per pagare l’indebitamento finanziario.
Il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed EBITDA è pari a 2,27.
Occorre anche considerare che la maggior parte del debito finanziario riguarda il debito verso la controllante pari a circa € 33 milioni. I debiti verso le banche ammontano a € 11,6 milioni.

Gli Altri debiti.

I debiti tributari aumentano di 2,6 milioni da € 3.084.992 a € 5.694.391 e sono tutti esigibili entro l'esercizio successivo.
I Debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale aumentano da € 174.373 20.a €  194.619 e sono tutti esigibili entro l'esercizio successivo.
Al 31.12.2015, come nell’esercizio precedente, non esistono fondi rischi e oneri accantonati.

Gli investimenti nella Rosa dei calciatori.

Durante il 2015, sono stati effettuati investimenti per € 38.835.000 (€ 27.3 milioni nel 2014).
Gli acquisti hanno riguardato: Berardi dalla Juventus per 20 milioni di Euro (essendo in compartecipazione al 50% la Juventus ha preso la metà); Gregoire Defrel dal Cesena per € 7 milioni; Alfred Duncan dalla Sampdoria per € 6 milioni; Pellegrini dalla Roma per € 1.250.000; Sbrissa Giovanni (Vicenza) per € 840.000; il premio versato al Genoa per Vrsaljko per € 2 milioni; ; il premio versato all’Atalanta per Consigli per € 1,5 milioni.

Le cessioni effettuate, durante il 20115, ammontano a € 27 milioni, con un valore contabile di € 6.538.00. Tali cessioni hanno permesso di realizzare un’eccedenza di plusvalenze sulle minusvalenze per € 20.462.000.
Tra le cessioni figurano: Zaza alla Juventus per € 18 milioni, Pavoletti al Genoa per € 4 milioni e Kurtic all’Atalanta per € 3.500.000 e Zappa Claudio alla Juventus per € 1.500.000.

La Gestione Economica.

Il valore della produzione rettificato, non comprensivo di proventi da compartecipazione, è aumentato del 28,9% da € 63,45 a € 81,8 milioni.  L’aumento registrato è dovuto all’aumento di 13,3 milioni delle plusvalenze e all’aumento di 5,3 milioni dei diritti TV.
I costi della produzione rettificati, non comprensivi di oneri da compartecipazione, aumentano del 9,58%, da € 77,2 milioni a € 84,6 milioni.



I ricavi.

Il fatturato, al netto delle operazioni relative alle cessioni dei calciatori, aumenta dell’ 8,8%, da € 55,77 milioni a € 60,67 milioni.
I ricavi da gare diminuiscono del 18,9% da € 3.677.268 a € 2.981.966. Gli abbonamenti 2015/16 hanno visto la sottoscrizione di 6.314 tessere per un incasso lordo di 1,1 milioni di Euro e gli abbonamenti 2014/15 hanno registrato 7.759 abbonamenti con un incasso lordo di 1,7 milioni di Euro.
I ricavi da sponsorizzazioni ammontano a € 18.723.000 (€ 22.046.000 nel 2014) e rappresentano il 22,9% del totale del Valore della Produzione rettificato e il 30,9% del fatturato netto.
Premesso che dal bilancio pubblicato del Sassuolo, relativo all’esercizio 2015, non si evince il dettaglio della voce di “ricavi da sponsorizzazioni”, che dovrebbe comprendere anche la sponsorizzazione dello Sponsor Tecnico, si potrebbe affermare che l’importante valore della sponsorizzazione da parte della società controllante, in chiave Fair Play Finanziario, potrebbe non essere oggetto di valutazione al “fair value”. Infatti, per arginare il fenomeno delle maxi-sponsorizzazioni delle parti correlate, l’articolo 3 del Regolamento UEFA sul Financial Fair Play (edizione 2015), dà la definizione di “Significant influence”, ed ha introdotto un parametro oggettivo, in base al quale si ritiene che una sponsorizzazione debba essere soggetta ad una rettifica in base al “fair value”, quando l’importo della stessa sia pari o superiore al 30% delle entrate totali del richiedente la licenza. Quanto sopra è valido per le parti correlate, come nel caso FCA-Juventus, ma, a maggior ragione è valido per le sponsorizzazioni da parte di società controllanti.

I Proventi Pubblicitari, pari a € 8.828.000 (€ 6.183.000 nel 2014), si riferiscono ai rapporti che determinano ricavi relativi a tutti i servizi promo-pubblicitari, compresa la cartellonistica pubblicitaria per le partite casalinghe. Tali ricavi hanno registrato un incremento di2,6 milioni di Euro.
I proventi televisivi conseguiti nell'esercizio 2015 aumentano del 26,1%, da € 20.598.000 a € 25.976.000.
I contributi in conto esercizio ammontano a € 2.711.295 (€ 1.069.972 nel 2014).

Il grafico seguente mostra la prevalenza “insolita”, per un club della Serie A italiana, dei ricavi commerciali, rispetto alle altre fonti di ricavo.



Il Player Trading.



Le plusvalenze da cessione diritti pluriennali calciatori ammontano a € 20.823.000 (€ 7.512.000 nel 2014) e riguardano: Simone Zaza ceduto alla Juventus per un valore di € 18 milioni e con una plusvalenza di € 14.730.000; Pavoletti ceduto al Genoa per un valore di € 4 milioni e con una plusvalenza di € 3.744.000; Zappa Claudio ceduto alla Juventus per un valore di € 1.500.000, con una plusvalenza di € 1.345.000 e Jasmin Kurtic ceduto all’Atalanta per un valore di € 3.500.000, con una plusvalenza di € 1.004.000.
I “Costi per acquisizione temporanea prestazioni calciatori” ammontano a circa € 107.000 (€ 1.573.000 nel 2014). Il prestito di Politano (Roma) è costato, come competenza 2015, € 100 mila.
Le minusvalenze risultano pari a circa € 361 mila.
L’acquisizione di Berardi per un valore contabile superiore all’importo iscritto nei crediti da compartecipazione ha permesso di evidenziare proventi da compartecipazione. I proventi da compartecipazione ammontano a € 5.500.000 e riguardano Berardi per la risoluzione della Compartecipazione con la Juventus.

I costi.

I costi del personale aumentano dell’8,7% da € 45.533.369 a € 49.483.081 e incidono per l’81,6% sul fatturato netto e rappresentano il 58,5% dei costi della produzione rettificati.

Gli ammortamenti e le svalutazioni pari complessivamente a € 17 milioni (€ 12 milioni nel 2014) rappresentano il 20,2% dei costi della produzione rettificati.
Gli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali aumentano da € 11.941.279 a € 14.991.737.
Gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali aumentano da € 123.636 a € 129.381.
Le altre svalutazioni delle immobilizzazioni ammontano a € 1.959.227

I costi per servizi diminuiscono del 7,7% da € 10.238.800 a € 9.451.009. Il compenso riconosciuto al Consiglio di Amministrazione, per l'esercizio è stato pari a 907 mila Euro.
I costi per godimento beni di terzi aumentano del 29% da € 1.556.093 a € 2.006.675.

Il Punto di Pareggio.

Il risultato prima delle imposte è positivo per € 2.231.028.
Nel 2014 Il risultato prima delle imposte era negativo per € 21.097.059; mentre nel 2013 era positivo per € 916 mila.
Nel 2015, la gestione economica è dipesa dalle plusvalenze, dai diritti TV e soprattutto dai ricavi della sponsorizzazione. Senza tali proventi ci sarebbe stato maggiore squilibrio.
Le imposte pari a € 2,56 milioni hanno determinato la perdita di esercizio pari a € 335.071. Precisamente le imposte correnti ammontano a € 3.854.893 e quelle anticipata ad € 1.288.794.

Conclusioni.

La gestione economico-finanziaria del Sassuolo dipende dai risultati sportivi e dall'esito della campagna trasferimenti. Per il 2016, l’obiettivo della campagna trasferimenti, tenuto conto della necessità di mantenere la competitività della squadra, dovrà essere quello di realizzare significative plusvalenze.

La controllante Mapei S.p.A. ha confermato che porrà a disposizione della Società le risorse adeguate per la copertura finanziaria del fabbisogno corrente tali da garantite il presupposto della continuità aziendale per i dodici mesi successivi alla data di approvazione del presente bilancio.

domenica 24 luglio 2016

L’Investimento di De Laurentiis nel Napoli.



Luca Marotta


Di seguito si cercherà di ricostruire l’investimento fatto dall’azionariato di SSC Napoli SpA.

Napoli Soccer SpA, denominata in seguito Società Sportiva Calcio Napoli S.p.A., è stata costituita il 26 agosto 2004 con un capitale sociale di Euro 120.000.

Nella Relazione sulla Gestione relativa al bilancio 2005 è scritto che l’acquisto del ramo di azienda riguardante l’attività sportiva dal fallimento S.S.C. Napoli SpA. è avvenuto al prezzo di Euro 29.500.000 oltre imposta di Registro del 3%.
Nella stessa Relazione è scritto che l’ammontare dell’indebitamento bancario, pari a circa 32 milioni di Euro, ha finanziato integralmente l’acquisto del ramo di azienda riguardante l’attività sportiva dal fallimento S.S.C. Napoli SpA.. Bisogna evidenziare che, grazie ai consistenti flussi di cassa generati dall’attività, il debito verso le banche è stato azzerato già dal 2007/08.

Il 10 settembre 2004 è stato stipulato l’atto di acquisto del ramo di azienda riguardante l’attività sportiva con il fallimento S.S.C. Napoli SpA..
Nel Bilancio 2004-2005 del Napoli figura un costo storico della voce avviamento, effettivamente pagato, per Euro 18 milioni e un costo storico per la voce Concessioni licenze e marchi per Euro 12.128.000.

Dopo la costituzione, durante l’esercizio 2004-2005, sono state sottoscritte n. 2280 azioni di nuova emissione per un valore nominale complessivo di Euro 2.880.000.

Il 23/06/2005 i soci hanno provveduto alla costituzione di una riserva facoltativa per copertura perdite, per l’importo di Euro 3.800.000.

La perdita dell’esercizio 2004-2005, ammontante a € 7.061.463 è stata ripianata con il capitale sociale, con la riserva facoltativa per copertura perdite e da un apporto dei soci per € 261.466. Inoltre è stato ricostituito il capitale sociale per € 500.000.

In data 23/06/2006 i soci hanno provveduto alla costituzione di una riserva facoltativa per copertura perdite, per l’importo di Euro 4.800.000.

Il 27/10/2006 i soci hanno provveduto alla costituzione di una riserva facoltativa per copertura perdite, per l’importo di Euro 4.000.000.

La perdita 2005-2006, ammontante a € 9.088.780 è stata ripianata, con la riserva facoltativa per copertura perdite per l’importo di € 8.800.000 e da un apporto dei soci per € 288.780, la cui provvista è stata fornita dalla parziale rinuncia al rimborso finanziamento soci infruttifero.



In definiva i soci hanno apportato come capitale di rischio 16,65 milioni di Euro, concentrati soprattutto nei primi due anni di attività. Anche perché la gestione economica è risultata molto attenta al contenimento dei costi, tanto che ha generato, in undici anni, ben 42,6 milioni come risultato netto aggregato.

Il finanziamento soci è da catalogare come capitale di prestito e non di rischio.
Durante il 2005-2006 figurava un finanziamento soci infruttifero per Euro 1.200.000.
Durante il 2006-2007 l’azionista ha rinunciato al rimborso di Euro 288.780, utilizzati per la copertura perdita 2005-2006; ed è stato effettuato un altro finanziamento per € 3.000.000.
Pertanto l’importo che figura come finanziamento soci al 30.06.2015 è di Euro 3.911.220.

Durante la gestione De Laurentiis i componenti del CdA hanno percepito un importo complessivo di Euro 18.939.100
Forse, anche in considerazione del risultato negativo del 2014/15 il compenso al CdA ha registrato un forte calo rispetto al 2013/14 e 2012/13. E’ l’importo più baso degli ultimi 5 anni. Invero, solo dal 2010-11, il compenso al CdA assume una certa rilevanza tra i costi.



Conclusioni.

L’investimento iniziale relativo all’acquisto del ramo d’azienda è stato finanziato con l’indebitamento bancario con UNICREDIT e grazie ai consistenti flussi di cassa, già dal bilancio 2007-2008, la voce debiti verso banche reca importo zero.

L’investimento in capitale di rischio dell’azionariato di SSC Napoli SpA dal mese di Agosto 2004 al 30 giugno 2015 è stato di 16,65 milioni, cui si è aggiunto un finanziamento soci infruttifero per € 3,9 milioni.
Nello stesso periodo i componenti del CdA hanno percepito circa 18,9 milioni di Euro.