domenica 30 dicembre 2012

I conti in perdita del Benfica e i calciatori del fondo di investimento del Banco.



Luca Marotta
Il bilancio consolidato per l'esercizio 2011/12 del gruppo cui fa capo la squadra portoghese del Benfica si è chiuso con una perdita di € 11,7 milioni e con un patrimonio netto negativo di € 14,1 milioni. L’incremento del 10% del fatturato netto, dovuto ai proventi da competizioni UEFA, non è stato sufficiente a coprire l’aumento del costo del personale, degli ammortamenti della rosa calciatori e degli oneri finanziari, anche perché l’importo delle plusvalenze è diminuito.
L’indebitamento finanziario è aumentato e per reperire mezzi finanziari il Benfica ricorre alla vendita di quote di partecipazione sui diritti economici (esclusi i diritti sportivi) dei calciatori ad un fondo comune di investimento mobiliare.
Lo stadio di proprietà è tra le cause dell’indebitamento elevato. Per la costruzione dello stadio sono stati posti a garanzia anche i crediti derivanti dalle sponsorizzazioni e sono state date in pegno una parte delle azioni.
Durante la stagione 2011/12, attraverso gli investimenti effettuati nella rosa calciatori, il Benfica ha cercato di allestire una squadra competitiva sia a livello nazionale sia a livello europeo.
La stagione 2011/2012, dal punto di vista sportivo, è stata positiva. Il Benfica nelle competizioni europee ha raggiunto i quarti di finale di Champions League, ed è stato eliminato dal Chelsea FC, che ha vinto il trofeo. In campionato il Benfica ha conquistato il secondo posto ed ha guadagnato l'accesso diretto alla fase a gironi della Champions League 2012/2013. Ha vinto la Coppa di Lega, ma è stato eliminato nella fase iniziale della Coppa del Portogallo.
Il Gruppo.
Sport Lisboa e Benfica-Futebol S.A.D. è una società quotata in borsa, che ha partecipazioni in altre cinque società: Benfica Estádio – Construção e Gestão de Estádios, SA (100%), che si occupa della gestione, della costruzione, dell'organizzazione, della pianificazione e dello sfruttamento economico delle infrastrutture sportive; Clinica do SLB, Lda (50%), che si occupa della fornitura di servizi medici; Benfica TV, SA (49,998%), che si occupa della relativa televisione; Benfica Stars Fund (15%), che è un particolare fondo di investimento mobiliare; Benfica Seguros, Lda (2%), che svolge l’attività nel settore assicurativo.
Benfica Stars Fund è un fondo comune di investimento mobiliare chiuso. Tale fondo è gestito da “ESAF – Espírito Santo Fundos de Investimento Mobiliário, SA”. L'obiettivo del Fondo è quello di fornire ai partecipanti l'opportunità di accedere ad un portafoglio di attività costituito da un insieme di "diritti economici", che consistono nel diritto di partecipare, in percentuale, ai proventi derivanti dalla vendita o dal prestito a titolo oneroso dei diritti sportivi di calciatori di proprietà del Benfica. Ad esempio, tale fondo al 30 giugno 2012 possedeva il 10% di Ezequiel Garay per un valore di € 1.175.000, il 20% di Cardozo per € 4 milioni, il 20% di Javi Garci per € 3,4 milioni. Il totale di queste partecipazioni in portafoglio risulta essere pari a € 32.110.000.
Dalla fine di giugno del 2009, il gruppo è proprietario di uno stadio di 65.000 posti a sedere. Solo la società “Benfica Estádio, SA” è inclusa nel perimetro di consolidamento.
La proprietà.
Il club “Sport Lisboa e Benfica”, che ha emesso le azioni collocate in borsa è detentore del 40% delle azioni di “Sport Lisboa e Benfica-Futebol SAD”. Tali azioni sono denominate azioni di categoria A e detengono dei diritti speciali rispetto alle altre categorie di azioni, come ad esempio il diritto di veto su operazioni straordinarie. Al 30 giugno 2012, il club deteneva indirettamente un altro 27,38%: il 23,64% tramite “Sport Lisboa e Benfica, SGPS, SA”, che è la holding del gruppo e il resto tramite gli amministratori, tra cui Rui Manuel César Costa che detiene lo 0,04%. Notevole è anche la quota di Banco Espírito Santo, SA, pari al 7,97%.
La continuità aziendale.
I revisori di KPMG & Associados, al punto 8 della loro relazione al bilancio consolidato, hanno richiamato l’attenzione sul fatto che al 30 giugno 2012 risulta un patrimonio netto consolidato negativo per € 14.152.633, per tale motivo il Consiglio di Amministrazione ha avviato le procedure di cui all’articolo 35 del Codice delle Società Commerciali del Portogallo. Comunque, il bilancio consolidato è stato redatto sulla base del presupposto della continuità aziendale. Ma, la capacità di onorare gli impegni nel futuro dipende dal sostegno finanziario dei soci, dalla possibilità di ottenere finanziamenti esterni e dal futuro successo delle operazioni e, confidando in ciò, non è stata prevista alcuna ricapitalizzazione.
Il Patrimonio Netto.
Il patrimonio netto consolidato, come già scritto, raggiunge un valore negativo di circa € 14.152.633. Nel 2010/11 il patrimonio netto era positivo per € 2.449.869.
Nel primo trimestre 2012/13, la situazione negativa è stata sanata grazie anche alle plusvalenze realizzate con le cessioni di Witsel allo Zenit per € 40 milioni e Javi Garcia al Manchester City per € 20 milioni, che hanno permesso di ristabilire un patrimonio netto positivo pari a € 9.727.397.
L’Indebitamento Finanziario Netto.
L’indebitamento finanziario lordo ammonta a € 281,3 milioni, di cui € 172 milioni a breve termine e € 12,8 milioni per derivati per copertura dal rischio di variazione del tasso di interesse.
Considerando che le disponibilità liquide sono pari a € 3,3 milioni, si dovrebbe avere un indebitamento finanziario netto di € 278 milioni. L’importo maggiore dei debiti finanziari riguarda i debiti bancari per € 109,5 milioni, di cui € 34,6 milioni a breve termine. In aggiunta ci sono debiti per “Commercial Paper” pari a € 32,5 milioni, prestiti obbligazionari pari a € 89,6 milioni, debiti per factoring per € 37 milioni.
Il debito bancario della società “Benfica Estádio” ammonta a circa € 69 milioni.
La banca maggiormente esposta è il Banco Espírito Santo, che è anche socio del Gruppo.
I crediti per la vendita di calciatori sono allocati tra i crediti verso clienti. L’importo complessivo ammonta a circa € 50,6 milioni. Il maggior credito del Benfica è nei confronti del Real Madrid e ammonta a € 32,5 milioni e riguarda le cessioni di Fábio Coentrão e Di María.
I debiti da calciomercato, allocati tra i debiti verso fornitori, ammontano a € 57,8 milioni, di cui € 24,2 milioni a lungo termine. Pertanto il saldo tra crediti e debiti da calciomercato è negativo per € 7,2 milioni.
Dal punto di vista gestionale, il rapporto tra indebitamento finanziario netto e EBITDA , lancia un campanello d’allarme, perché sale da 4,66 a 6,02.
Per quanto riguarda il Fair Play Finanziario, l’indebitamento finanziario netto unitamente al saldo da calciomercato è il triplo del fatturato netto, tuttavia anche se si potrà escludere l’indebitamento riguardante lo stadio e altri costi virtuosi, resta molto elevato.
Altri debiti e contenziosi.
Il Gruppo risulta debitore nei confronti delle terze parti, titolari di una percentuale sui diritti economici dei calciatori, per € 16,8 milioni, di cui circa € 7 milioni nei confronti di Benfica Stars Fund. Tali debiti sono allocati nella voce altri debiti, che complessivamente ammonta a € 38 milioni. Tra tali debiti vengono allocati anche i debiti verso il personale. I debiti verso il personale, come i premi ad obiettivo, vengono pagati entro il 5 del mese successivo. Pertanto, il saldo al 30 giugno 2012, pari a € 3,5 milioni, si riferisce all’ultimo mese. A tale saldo bisogna aggiungere un debito di € 1,2 milioni per i premi.
Esistono dei contenziosi dei contenziosi che, in base al parere dei consulenti legali, non determina la necessità di rimpinguare i fondi rischi già iscritti in bilancio, che complessivamente ammontano a € 6,2 milioni. Tuttavia, i fondi rischi sinora accantonati riguardano problematiche fiscali per accertamenti e problemi di natura interpretativa delle norme. Un altro contenzioso riguarda un ex amministratore che ha richiesto il riconoscimento di un debito nei suoi confronti per € 6,2 milioni.
Il Valore delle strutture.
Il totale dell’attivo ammonta a € 411.920.850; mentre nel 2010/11 era pari a € 382.078.816. Le immobilizzazioni materiali, pari a € 157,7 milioni, incidono per il 38% sul totale dell’attivo. I principali beni riguardano lo Stadio e il “Caixa Futebol Campus”, con relative attrezzature.
Il valore dei terreni è pari a € 35,8 milioni, gli edifici e le altre costruzioni mostrano un valore contabile netto di € 112,9 milioni. Il costo storico evidenziato in bilancio è di € 161,3 milioni.
Il Valore della Rosa.
Le immobilizzazioni immateriali nette aumentano da € 100,2 milioni a € 105 milioni. Tali immobilizzazioni includono i diritti di utilizzazione del marchio per € 11,4 milioni, i diritti economici sugli atleti, di cui non si detengono i diritti sportivi, per € 1,5 milioni (José António Reyes) e il valore contabile netto della rosa calciatori per € 92,1 milioni (€ 84,6 milioni nel 2010/11).
Gli investimenti effettuati nella rosa ammontano a € 47,4 milioni e riguardano principalmente Axel Witsel, Ezequiel Garay, Capdevila, Emerson, Mika, Michel e Luisinho. Le cessioni hanno permesso di incassare € 44,8 milioni, tra cui si segnala Fábio Coentrão (80% dei diritti economici) ceduto al Real Madrid per € 30 milioni; Roberto Gago (100% dei diritti economici) ceduto al Zaragoza per € 8,6 milioni. Le cessioni effettuate avevano un valore contabile residuo pari a € 9,7 milioni. Gli ammortamenti della rosa calciatori sono stati effettuati per € 25,7 milioni e la svalutazione da impairment test ha inciso per € 4,5 milioni.
I Ricavi.
I ricavi operativi consolidati al 30 giugno 2012, escluse le plusvalenze, sono pari a € 91.118.798 e hanno registrato un incremento del 10,1%.
La partecipazione in Champions League, che, per aver raggiunto i quarti di finale, ha generato un ricavo di € 22,4 milioni, rappresenta il valore più alto dei ricavi. I proventi UEFA hanno registrato un incremento del 60,2% rispetto alla stagione precedente. I ricavi da biglietteria registrano la cifra di 9,4 milioni, con un incremento del 40,4%. I ricavi per diritti TV ammontano a € 8,46 milioni (€ 8,41 nel 2010/11). I ricavi da sponsor e pubblicità aumentano da 14,2 a 17,1 milioni di euro. Quelli da merchandising sono pari a € 3,2 milioni.
Il saldo tra plusvalenze e minusvalenze è positivo per € 28,9 milioni. Le plusvalenze ammontano a € 30,6 milioni e risultano in calo di € 7 milioni rispetto al 2010/11. I valori calcolati sono esposti al netto degli importi proporzionali spettanti ai terzi. Le plusvalenze maggiori hanno riguardato la cessione di Fábio Coentrão al Real Madrid, e Roberto al Zaragoza.
I Costi.
I costi operativi, con esclusione dell’ammortamento delle immobilizzazioni immateriali, ammontano a 83,6 milioni e registrano un lievissimo aumento dello 0,2%.
Il costo del personale è aumentato da 42,3 a 48,1 milioni di euro, con un incremento del 13,7%. L’incidenza di tale costo sui ricavi senza plusvalenze è del 53%, abbondantemente in linea col Fair Play Finanziario.
L’EBITDA consolidato ammonta a € 46,2 milioni, mentre nel 2010/11 ammontava a € 49,8 milioni.
Gli ammortamenti e le svalutazioni della rosa calciatori e dei diritti economici di atleti senza diritti sportivi, ammontano a € 31,3 milioni e registrano un incremento del 13,8%.
L'utile operativo consolidato, incluse le plusvalenze, per il secondo anno consecutivo risulta positivo ed ammonta a € 5,1 milioni.
La differenza tra proventi e oneri finanziari è negativa per € 16,9 milioni. Gli oneri finanziari sono aumentati da 18,4 a 22,8 milioni di euro. L’aumento degli oneri finanziari è conseguenza dell’aumento dell’indebitamento.
Il risultato prima delle imposte è negativo per € 11,8 milioni, nel 2010/11 era negativo per € 7,6 milioni.
Il risultato netto consolidato presenta una perdita di circa 11,7 milioni, mentre nell’esercizio precendente la perdita era di € 7,7 milioni. 

domenica 23 dicembre 2012

I conti dell’Osasuna.


Luca Marotta


Il Club Atlético Osasuna è un’associazione e, non essendo una “Sociedad Anónima deportiva”, la legge spagnola prevede che il consiglio di amministrazione deve garantire il 15% delle spese del club, in base al bilancio preventivo. Dal punto di vista sportivo, l’Osasuna ha chiuso il campionato 2011/12 conseguendo il settimo posto, ad un solo punto dalla zona Europa League, che migliora il nono posto del 2010/11.
Dal punto di vista economico, il Club Atlético Osasuna ha chiuso l’esercizio 2011/12 con una perdita di € 1,7 milioni. Nell’esercizio precedente era stato registrato un utile netto di € 1,5 milioni.
Il fatturato netto ha toccato la cifra di 25,4 milioni, evidenziando un aumento di 1 milione di euro. Nel 2009/10 il fatturato netto era pari a € 24,8 milioni e nel 2008/09 a € 29,4 milioni.
I ricavi da gare sono pari a € 745.441,60 (€ 782 mila nel 2010/11). I ricavi da soci e abbonati non variano di molto e ammontano a € 5.980.891,44. L’aumento di 1 milione si registra nei diritti TV che aumentano da 14 a 15 milioni di euro. I ricavi commerciali ammontano a € 3,7 milioni, in linea con l’esercizio precedente.
Gli altri ricavi operativi, non compresi nel fatturato netto, diminuiscono a € 1.091.196,15, mentre nel 2010/11 erano pari a € 1.532.906,89.
Il costo del personale ammonta a € 23.457.456,33, registrando un aumento dell’1,22%.
Gli ammortamenti aumentano del 15,1%, da 4,1 a 4,7 milioni di euro.
Il risultato netto derivante dalle cessioni di immobilizzazioni è positivo per € 4.492.807,00, mentre nell’esercizio precedente era maggiore, essendo pari a € 8,4 milioni.
Il risultato della gestione finanziaria è negativo per € 1,4 milioni.
Il risultato prima delle imposte è negativo per € 1,7 milioni. Non essendo evidenziate imposte sul reddito, anche il risultato netto è dello stesso importo.
Nel 2010/11 il risultato prima delle imposte era positivo per € 1,5 milioni, nel 2009/10 era evidenziata un piccola perdita per € 41.853,42, nel 2008/09 la perdita era pari a € 192.754,01.
Il totale delle attività ammonta a € 83,4 milioni, nel 2010/11 era pari a € 85,3 milioni.
L’attivo non corrente è pari a € 46,1 milioni e registra un incremento del 9%. L’attivo non corrente comprende i diritti relativi alle prestazioni dei calciatori per € 10.218.131,93. Nel 2010/11 tali diritti erano pari a € 7.229.114,87. Secondo il sito transfermarkt, attualmente la rosa dell’Osasuna vale € 43 milioni e il pezzo pregiato è il difensore Miguel Flaño, con un valore di € 5 milioni.
Le immobilizzazioni materiali ammontano a € 31,6 milioni. L’Osasuna gioca a Pamplona in uno stadio capace di ospitare 19,800 spettatori. Tale stadio fino al 2011 era stato oggetto di  un’operazione di “marketing territoriale”, in quanto c’è stato un accordo di sponsorizzazione col Governo della Navarra, che prevedeva, per il diritto al nome, un compenso annuo di € 1,5 milioni, con la finalità di promuovere il turismo in Navarra.
L’attivo corrente è pari a € 37,3 milioni e risulta in diminuzione del 13%. I crediti ammontano a € 29,2 milioni, nel 2010/11 ammontavano a € 33,1 milioni.
Il patrimonio netto è positivo per € 14.565.865,29, ma in diminuzione rispetto al 2010/11. La variazione è dovuta alla perdita dell’esercizio. I mezzi propri finanziano il 17% dell’attivo totale.
Il passivo non corrente risulta pari a € 35.057.285,33 e finanzia il 42% dell’attivo.
Il passivo corrente ammonta a € 33,7 milioni e finanzia il 40% dell’attivo.
I debiti verso il personale ammontano a € 3,1 milioni (€ 1,8 milioni nel 2010/11) e rappresentano il 13% del costo del personale. Molto più elevato è il debito verso gli Enti Pubblici, che è pari a € 12,2 milioni, quasi il doppio rispetto all’esercizio precedente.
Il debito finanziario lordo ammonta a € 48 milioni (€ 54 milioni nel 2010/11) e finanzia il 58% dell’attivo. I debiti bancari ammontano a € 26,6 milioni (€ 31,3 milioni nel 2010/11) e finanziano il 32% dell’attivo. Considerato che le disponibilità liquide ammontano solo a 715 mila euro (€ 3,3 milioni nel 2010/11), si ha un indebitamento finanziario netto di 47,3 milioni di euro, che è quasi il doppio del fatturato netto.
I crediti verso enti sportivi ammontano a € 8,5 milioni (€ 17,3 milioni nel 2010/11), mentre i debiti verso enti sportivi risultano pari a 655 mila euro (€ 152 mila nel 2010/11). I crediti verso enti sportivi dovrebbe comprendere il credito verso il Malaga per la cessione di Nacho Monreal, che pare costituisca una dei problemi che hanno causato il provvedimento relativo all’esclusione delle competizioni UEFA a carico del Malaga.
Il bilancio preventivo per il 2012/13 prevede ricavi complessivi per € 29,8 milioni e il costo del personale preventivato è di € 19.070.000. L’importo totale dei costi previsti è uguale all’ammontare dei ricavi.

mercoledì 19 dicembre 2012

Il marchio dell’Inter e la partnership con R.C.S. Sport S.p.A.


Luca Marotta
jstargio@gmail.com

Inter Brand S.r.l. è una società unipersonale con attività diretta e coordinata da F.C. Internazionale Milano S.p.A., a sua volta controllata da Internazionale Holding Srl. La società è stata costituita come società-veicolo specializzata nella gestione del brand, per valorizzare al meglio i marchi “INTER” a livello nazionale e internazionale. In particolare, le attività svolte sono quelle di licencing, di merchandising, di gestione e sviluppo delle sponsorizzazioni di organizzazione delle scuole calcio e di operazioni attraverso internet e altri media. A decorrere dal 2010/11, la società ha un accordo di partnership con R.C.S. Sport S.p.A. della durata di quattro anni. Nell’ambito di tale contratto R.C.S. Sport S.p.A. si occupa della gestione e dello sviluppo delle sponsorizzazioni e della valorizzazione del marchio nerazzurro. Il rapporto tra le due società e definito “strategico” ed è finalizzato ad attrarre nell’orbita interista un numero selettivo e qualificato di aziende e partner commerciali. Invero, il rapporto con le società del Gruppo R.C.S. è ormai consolidato; infatti, negli anni pregressi erano stati stipulati con la società RCS Quotidiani S.p.A. quattro contratti di licenza del marchio per la produzione e la commercializzazione di DVD, medaglie dorate celebrative dell'Inter e dell'opera multimediale "La Grande Storia dell'Inter", e del magazine più un DVD celebrativo, con scadenza rispettivamente il 30 aprile 2012, il 19 aprile 2012, 18 settembre 2010 ed il 4 maggio 2011. Nel sito di RCS Media Group è specificato che RCS Sport - le cui attività sono strettamente legate a La Gazzetta dello Sport – è la Sport Business Company del Gruppo che organizza e gestisce alcune tra le principali manifestazioni sportive professionistiche a livello nazionale e internazionale, curandone anche la gestione dei diritti media, delle sponsorizzazioni pubblicitarie, del ticketing, del merchandising e del marketing e media relation. Inoltre è specificato che RCS Sport gestisce i diritti di sponsorizzazione per FC Internazionale. 
La storia di Inter Brand nasce con l’acquisto del marchio dell’Inter reso possibile grazie ad un prestito bancario.
La cessione dei marchi da F.C. Internazionale Milano S.p.A. ad Inter Brand S.r.l. avvenne in data 29 dicembre 2005 per un corrispettivo pari a € 158 milioni e contestualmente, con scrittura privata tra le parti, fu redatta la relativa scrittura di licenza d’uso dei marchi del valore complessivo di € 160 milioni, avente durata decennale con rate semestrali e con decorrenza dal 1° gennaio 2006. La cessione dei marchi non riguardò i rapporti con gli sponsor Pirelli e Nike ed i diritti televisivi, i cui proventi rimangono tuttora di esclusiva competenza di F.C. Internazionale Milano S.p.A. .
Il pagamento dell’acquisizione dei marchi “INTER” avvenne grazie all’erogazione di un finanziamento concesso da un primario Istituto di Credito. La capacità di rimborsare da parte di Inter Brand Srl è stata valutata positivamente sulla base di un piano economico finanziario redatto con il supporto della Price Waterhouse Coopers Advisory S.r.l, società scelta d’intesa con lo stesso Istituto di Credito. 
Con la controllante F.C. Internazionale Milano S.p.A., è stato stipulato anche un contratto di services che ha per oggetto, la sublocazione degli spazi per gli uffici ed il magazzino, i servizi legali, amministrativi, finanziari, di gestione del personale e tutti i servizi generali necessari per lo svolgimento dell’attività. 
I ricavi.
I ricavi delle vendite e delle prestazioni al 30 giugno 2012 ammontano a € 35,4 milioni e risultano in aumento di € 5,5 milioni. 
I ricavi per Licencing pari a € 18.024.361 sono prevalentemente connessi al contratto di utilizzazione del marchio da parte della controllante F.C. Internazionale Milano S.p.A., per il quale è previsto la corresponsione di royalties annuali per € 16 milioni. I ricavi derivanti dalla concessione di spazi pubblicitari, ammontanti a € 9,8 milioni, registrano un aumento di € 1,8 milioni e si riferiscono principalmente al contratto di collaborazione con R.C.S. Sport S.p.A.. L’organizzazione di gare amichevoli ha fruttato € 4,4 milioni ed ha registrato un aumento di € 2,7 milioni, dovuto ad un tour in Indonesia. L’attività di merchandising ha prodotto ricavi per € 772.987. I ricavi delle scuole calcio estive risultano pari a € 718.005 quelli delle scuole calcio estero ammontano a € 376.872. I ricavi per manifestazioni esterne derivano principalmente dal ritiro estivo di Pinzolo e ammontano a € 455.400.
I principali sponsor sono: la Regione Trentino Alto Adige, che ha ospitato l’Inter durante la fase di preparazione estiva; Volvo, SAP Italia Spa, Alitalia, Europ Assistance, Oknoplast e SKY Italia S.r.l..
I Costi.
Il totale dei costi operativi al 30 giugno 2012 ammonta a € 18,1 milioni e risultano in diminuzione di 597 mila euro. 
La voce di costo più elevata riguarda l’ammortamento delle immobilizzazioni immateriali per € 8,8 milioni, seguita dai costi per servizi per € 6,8 milioni. I costi per servizi risultano in diminuzione di € 1,6 milioni, per la forte riduzione delle consulenze. I costi per il personale pari a 813 mila euro risultano in aumento di 403 mila euro, a causa dell’assunzione di un dirigente.
Il rapporto con F.C. Internazionale Milano S.p.A. ha generato costi per € 4.553.887.
Gli oneri finanziari sostenuti ammontano a € 4,5 milioni, mentre nel 2010/11 ammontavano a € 5,3 milioni.
Dal 2008 Inter Brand Srl ha aderito al consolidato fiscale con Internazionale Holding S.r.l. nella veste di capogruppo consolidante. L’Ires 2011/12 trasferita ammonta a € 3.561.923, mentre l’IRAP di competenza è pari a € 754.175.
Pertanto, l’esercizio chiuso al 30 giugno 2012 riporta un risultato positivo pari a € 8.174.316 (€ 3.765.059 nel 2011).
La situazione patrimoniale e finanziaria.
Il patrimonio netto, al 30 giugno 2012, pari a € 49 milioni finanzia il 26% dell’attivo (25% nel 2010/11), che mostra un totale di € 189 milioni. Il 27 giugno 2012 è stata deliberata la distribuzione di dividendi, relativi a riserve, a beneficio del socio F.C. Internazionale Milano S.p.A. per un totale di € 12,5 milioni. Tale delibera ha richiesto e ottenuto l’autorizzazione del Primario Istituto di Credito, che è il principale creditore.
La principale voce dell’attivo riguarda “concessioni licenze e marchi” che ha un valore contabile netto di € 101.053.075. Durante l’anno 2011/12 ci sono stati incrementi per € 11.802 e decrementi per ammortamenti per € 8,8 milioni. L’incremento riguarda la registrazione in Giappone dei marchi “SOLO INTER”, “INTER CLUB”, ed “FCIM”. Tale voce di bilancio include i marchi “Inter”, che vengono ammortizzati in 18 anni e costituisce il 53% del totale dell’attivo. I crediti verso le società controllanti ammontano a € 74,6 milioni e rappresentano il 39% dell’attivo. Quelli verso F.C. Internazionale Milano S.p.A., pari a € 72.975.478, rappresentano i canoni per la residua durata del contratto per la concessione d’uso del marchio. Le partecipazioni nelle società “Inter Brand China Co., Ltd” (60%) e “Shangai Inter Brand Co., Ltd” (100%) sono state svalutate. La società controllata “Inter Brand China Co., Ltd” è stata messa in liquidazione e il credito per finanziamento soci vantato nei suo confronti è stato svalutato per 17 mila euro, mentre il credito commerciale di € 61 mila è stato svalutato di € 43 mila. Anche nei confronti della società “Shangai Inter Brand Co., Ltd” il credito commerciale di € 143 mila è stato svalutato di € 108 mila.
Poiché i mezzi propri finanziano solo il 26% dell’attivo, si ricorre al capitale di terzi. I debiti bancari, pari a € 62.294.634, finanziano il 33% dell’attivo e costituiscono il residuo debito del finanziamento a medio lungo-termine di € 120 milioni per l’acquisto dei marchi. I debiti verso le società controllanti sono pari a € 16.063.260, finanziano l’8% dell’attivo. Di questi, € 12,5 milioni riguardano i dividendi di F.C. Internazionale Milano S.p.A. e 3,5 milioni Internazionale Holding S.r.l. per l’IRES da trasferire. A finanziare l’attivo contribuiscono anche i risconti passivi per € 59.158.423, che si riferiscono per € 56 milioni ai canoni di licenza d’uso marchi “INTER”.
L’operazione “cessione marchio” fu un’operazione molto importante, perché generò un’enorme plusvalenza nel bilancio 2005/06 di F.C. Internazionale Milano S.p.A. per 158 milioni di euro.

domenica 16 dicembre 2012

Manchester City, Etihad Airways e il problema delle parti correlate.



Luca Marotta

Una lettura superficiale del bilancio consolidato al 31 maggio 2012 di Manchester City Limited si presta alla seguente sintesi ottimistica: record di fatturato e perdita più che dimezzata rispetto all’esercizio precedente. Resta il “punctum dolens”: anche durante la stagione 2011/12, il Manchester City ha speso più di quanto abbia incassato. La perdita consolidata registrata è stata di £ 97,9 milioni (£ 197,5 milioni nel 2010/11), pari a circa 121,9 milioni di euro (ad un cambio: 1 €= £ 0,8024). Tale comportamento non risulterebbe conforme al principio cardine del Regolamento Uefa sul Fair Play Finanziario, ossia: “non  spendere più di quanto si guadagni”. Tuttavia, come già scritto in alcune precedenti riflessioni sul tema, il Regolamento UEFA è molto elastico e permette di derogare al suo principio fondamentale. Considerato che il bilancio 2011/12 è il primo ad essere valutato in chiave Fair Play Finanziario, bisognerà determinare l’impatto delle deroghe consentite dal regolamento stesso sul risultato. La prima deroga che viene in soccorso del Manchester City è quella dell’allegato XI comma 2,  “Players under contract before 1 June 2010”, che permette di escludere dai costi rilevanti i contratti con i calciatori in essere prima del 1 giugno 2010. Ad una stima approssimativa di “The Telegraph”, per quanto riguarda il Manchester City, tali contratti inciderebbero per £ 80 milioni. In effetti, il costo del personale al 31 maggio 2010 ammontava a £ 133,3 milioni. Altra deroga consentita è la possibilità di escludere le spese per le strutture sportive ed il settore giovanile, che nel caso del City sono stimabili, sempre per “The Telegraph”, in £ 15 milioni. Quanto sopra, se fosse confermato, annullerebbe la perdita 2011/12 e permetterebbe, in chiave Fair Play Finanziario, di chiudere l’esercizio 2012/13 con una perdita di 45 milioni di euro, ma bisognerebbe risolvere il problema delle parti correlate.
Il problema delle parti correlati.
Il Manchester City ha ritenuto di risolvere la questione Fair Play Finanziario attraverso un mega-sponsorizzazione decennale di £ 400 milioni da parte di Etihad Airways. Tuttavia, tale sponsorizzazione, nel bilancio 2011/12, non è menzionata tra le operazioni con parti correlate. Infatti, le operazioni con parti correlate citate riguardano l’aumento di capitale sottoscritto da Abu Dhabi United Group Investment & Development Limited e la vendita di diritti sulle opere dell’ingegno, sempre ad Abu Dhabi United Group Investment & Development Limited, per £ 12.8m. Inoltre, la società ha ricevuto finanziamenti per conto di Brookshaw Developments Limited, società anch'essa di proprietà Abu Dhabi United Group Investment & Development Limited, nel corso dell'anno precedente ed il saldo, che al 31 maggio 2012 è di £ 3.733.000 (nel 2011: £ 7.457.000), è incluso nei debiti esigibili entro l'esercizio.
In effetti, il controllo di Etihad Airways è attribuibile a due familiari di Sheikh Mansour bin Zayed, proprietario del City: lo sceicco Hamed bin Zayed al-Nahyan e Sheikh Kaled. Perciò, il Manchester City dovrà dimostrare che il presidente Etihad, lo sceicco Hamed bin Zayed al-Nahyan, e il vice-presidente Sheikh Kaled, non siano “stretti” familiari e che non esercitino alcuna influenza su chi controlla il City. Non è questione di poco conto, perché, il Manchester City dovrebbe considerare al “fair value” il valore della mega-sponsorizzazione. Appare un certo senso “preventiva”  e “precauzionale” l’affermazione scritta nel bilancio che, in base ad una valutazione indipendente, il “media value” del Manchester City ammonterebbe a poco meno di £ 400 milioni, anche grazie all’annuncio della sponsorizzazione Nike a partire dal 2013-14.
Il Gruppo.
Il bilancio consolidato considerato è quello della società Manchester City Limited, che è la società capogruppo, con sede in Inghilterra, che controlla il gruppo di società cui fa capo il club di calcio inglese “Manchester City”. Le società controllate al 100% sono quattro: Manchester City Football Club Limited; Manchester City Investments Limited; Manchester City Property Limited; Manchester City Developments Limited. A sua volta, Manchester City Limited è controllata dalla società “Abu Dhabi United Group Investment & Development Limited”, dello sceicco Mansour, registrata nel Jebel Ali Freezone (una “zona franca” del Dubai). Lo sceicco Mansour ha acquisito il controllo del Manchester City nel 2008.
La continuità aziendale.
Il bilancio consolidato 2011/12 è stato redatto secondo il principio la continuità aziendale, ossia i criteri di valutazione hanno tenuto conto che la società è in grado di onorare gli impegni finanziari presi anche per il futuro. Nell’esporre i criteri di redazione del bilancio, gli amministratori hanno rilevato che il gruppo necessita del supporto della società capogruppo, Abu Dhabi United Group Investment & Development, per il suo continuo sostegno finanziario. Circa la disponibilità a sostenere finanziariamente il gruppo vi è conferma scritta da parte della capogruppo, che ha ribadito che i fondi necessari verranno forniti in modo sufficiente a finanziare l'attività per almeno 12 mesi dalla data di approvazione del bilancio. In parole povere, il gruppo non si autofinanzia e necessita dell’intervento del mecenate. La causa di ciò è da ricercare nello squilibrio economico. Quindi, il Manchester City, nei prossimi anni, ai fini del Fair Play Finanziario, dovrà cercare di riequilibrare economicamente la propria gestione. Comunque, secondo gli amministratori, la generosità del proprietario si esplicherà solamente nel breve termine ed essi credono che, nel medio termine, il club, che ha aspettato 35 anni per la vittoria di un trofeo, sarà autosufficiente.
Nella loro relazione i revisori indipendenti della BDO LLP non hanno mosso alcun rilievo sul tema della continuità aziendale.
Il Patrimonio Netto.
Il patrimonio netto è abbondantemente positivo e ammonta a £ 326,4 milioni (€ 406,7 milioni). Rispetto al 2010/11, si è registrato un incremento di £ 53,7 milioni (+ 20%). La variazione è stata causata dall’aumento del capitale sociale per £ 168,7 milioni, avvenuto nel corso dell'anno, dalla perdita di esercizio per £ 97,9 milioni e a rettifiche per £ 17,1 milioni.
Il patrimonio netto e quindi i mezzi propri finanziano il 60% dell’attivo. Essendo positivo, è conforme a quanto richiede il regolamento del Fair Play Finanziario. La proprietà del Manchester City preferisce finanziarie l’attività con mezzi propri piuttosto che ricorrere al finanziamento soci, quindi si fa ricorso prevalentemente al capitale di rischio rispetto a quello di prestito.
L’indebitamento finanziario.
L’indebitamento finanziario netto è pari a £ 58,4 milioni (€ 72,9 milioni) e risulta in aumento di £ 15,6 milioni. Le disponibilità liquide diminuiscono da £ 30,3 a £ 12,6 milioni (€ 15,7 milioni). I debiti finanziari, esclusi i debiti per leasing, ammontano a £ 32,4 milioni, di cui £ 30,6 milioni a lungo termine. I debiti per leasing risultano pari a £ 38,6 milioni (nel 2011: £ 38,9 milioni).
Ai fini del Fair Play Finanziario bisogna considerare anche il saldo tra debiti e crediti da trasferimento calciatori, che è negativo per £ 37,3 milioni. I crediti da trasferimento calciatori ammontano a £ 13,4 milioni, i debiti a breve termine per trasferimento calciatori sono pari a £ 40,8 milioni, quelli con durata superiore all’esercizio successivo risultano pari a  £ 9,8 milioni. Pertanto l’indebitamento finanziario ai fini del Fair Play Finanziario sale a £ 95,7 milioni (€ 119,3 milioni). Tale dato è inferiore a quello del 2010/11 ammontante a £ 112,9 milioni ed essendo inferiore ai ricavi rilevanti è conforme a quanto richiesto dal Fair Play Finanziario, ammesso che i rapporti con le parti correlate (se fosse considerata tale la mega-sponsorizzazione) siano considerate valutate in modo corretto “al valore equo”.
Il valore della rosa.
Le immobilizzazioni immateriali nette sono pari a £ 226,2 milioni (€ 281,9 milioni), mentre nel 2010/11 erano pari a £ 231,8 milioni. Esse rappresentano il 41% del totale delle attività. Nella sostanza riguardano il valore contabile netto della rosa dei calciatori. Nel 2011/12, sono stati effettuati investimenti per £ 90,45 milioni (tra cui Sergio Aguero, Gael Clichy e Samir Nasri), nel 2010/11 per £ 165,1 milioni e nel 2009/10 per £ 145,4 milioni. Il valore contabile residuo delle cessioni effettuate ammonta a £ 12,9 milioni. Gli ammortamenti ammontano a £ 83 milioni.
Con le vittorie conseguite, la strategia del club è volta al perfezionamento della rosa, con la convinzione che il picco degli investimenti nella rosa è stato già toccato.
Le immobilizzazioni materiali.
Il valore netto contabile delle immobilizzazioni materiali al 31 maggio 2012 ammonta a £ 219.969.000 (nel 2011: £ 214.251.000). Esse rappresentano il 40% dell’attivo e sono composte da: terreni e fabbricati di piena proprietà per £ 40,4 milioni (£ 30,1 milioni nel 2011); terreni e fabbricati in leasing a breve per £ 2,3 milioni  (£ 2,4 milioni nel 2011); terreni e fabbricati in leasing a lungo termine per £ 139,7 milioni (£ 158,8 milioni nel 2010) e arredi e attrezzature per £ 19,1 milioni (£ 20,9 milioni nel 2011), cui si aggiungono immobilizzazioni in corso di costruzione per £ 18,5 milioni. Il 5 agosto 2003, il vecchio stadio “Maine Road” fu scambiato per una concessione in affitto per 250 anni dello stadio "City of Manchester". Il contratto fu concepito alla stregua di un leasing finanziario, con un complesso meccanismo di rivalutazione basato anche sulla media degli spettatori, stimata in 42.500 unità.
Il Progetto The City Football Academy è stato approvato dal Manchester City Council nel dicembre 2011. Il Club prevede di aprire le nuove strutture, prima della stagione 2014-15.
La gestione economica
Il fatturato netto è aumentato a £ 231,1 milioni (€ 288,1 milioni). L’incremento è stato pari al 51%, inoltre è stato conseguito un record storico, superando la soglia di £ 200 milioni.
I ricavi da gare sono aumentati da £ 19,7 milioni a £ 21,9 milioni, con un incremento dell’11%, a causa dell’aumento medio di presenze nella Barclays Premier League e della partecipazione all’UEFA Champions League. Per le partite di campionato, si è raggiunta una media spettatori di 47.031 (45.885 nel 2010/11).
I ricavi da diritti Tv sono aumentati a £ 88,2 milioni da £ 68,8 milioni, con un incremento del 28%, determinato dalla partecipazione alla Champions League. Infatti, i ricavi TV da competizioni UEFA sono aumentati da £ 5,3 milioni a £ 23,4 milioni.
I ricavi commerciali sono quasi raddoppiati, da 64,7 a 121,1 milioni di sterline (€ 151 milioni). Il risultato dei ricavi commerciali è determinato soprattutto dall'impatto sull'intero esercizio degli accordi di partnership a lungo termine con Etihad Airways. Infatti, i ricavi da sponsorizzazioni sono aumentati da £ 48,5 milioni a £ 97 milioni. I ricavi dalle aree di ospitalità, dalla ristorazione, dagli affitti per conferenze ed eventi hanno registrato un aumento del 13%, da £ 10,4 milioni a £ 11,7 milioni.
Tra gli altri ricavi operativi nel 2011/12 si è registrata una novità. Durante l’anno, la società ha venduto alcuni diritti di Design, Know-how e altri diritti sulle opere dell’ingegno alla capogruppo Abu Dhabi United Group Investment & Development Limited per £ 12,8 milioni. Tale operazione è segnalata tra le transazioni con parti correlate.
Il totale dei costi operativi ordinari ammonta a £ 348 milioni (€ 433,7 milioni), con un incremento dell’11%; infatti, nel 2010/11 i costi operativi ammontavano a £ 313,7 milioni, mentre nel 2009/10 erano pari a £ 251,2 milioni.
A differenza del 2010/11, non si registrano costi operativi straordinari, che erano pari a £ 34,4 milioni (di cui £ 29,4 per svalutazione calciatori).
I costi del personale hanno subito un incremento del 16% passando da 174 a 201,8 milioni di sterline. Il rapporto costi del personale e fatturato netto è pari all’87,30%, in miglioramento rispetto al dato dell’esercizio precedente pari a 113,57%. Tale percentuale scenderebbe di poco al di sotto dell’80% se considerassimo anche le plusvalenze e gli altri ricavi operativi non caratteristici.
Gli ammortamenti della rosa giocatori diminuiscono leggermente da 83,8 a 83 milioni di sterline.
I costi generati dalle immobilizzazioni materiali, tra ammortamenti e leasing, ammontano a 6,6 milioni di sterline (€ 8,2 milioni) e registrano un incremento del 12%.
Gli altri costi hanno subito un incremento del 13%, assestandosi a £ 56,6 milioni (€ 70,6 milioni).
L’eccedenza di plusvalenze per la cessione dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori raddoppia da 5,3 a 10,6 milioni di sterline.
La gestione finanziaria risulta di poco negativa per £ 903 mila (€ 1,1 milioni). I costi per il finanziamento del Leasing dello stadio ammontano a £ 4,3 milioni.
Il risultato prima delle imposte è negativo per £ 98,7 milioni (€ 123 milioni), nel 2010/11 era negativo per £ 197,5 milioni.
Il risultato d’esercizio, al netto delle imposte, espone una rilevante perdita di £ 97,9 milioni (€ 121,9 milioni) che migliora l’enorme perdita del 2010/11 che era pari a £ 197,5 milioni (€ 246,1 milioni). Al 31 maggio 2010, risultava una perdita di £ 121,3 milioni, al 31 maggio 2009 di £ 92,6 milioni e al 31 maggio 2008 c’era una perdita di £ 32,6 milioni.
Conclusioni.
Quattro anni di investimenti ingenti e strategici hanno portato il Manchester City alla vittoria in campionato. Resta il problema della sostenibilità del business. Secondo gli amministratori, il progetto The City Football Academy è la più significativa iniziativa in corso per garantire nel lungo termine la sostenibilità del business. Tuttavia, essi puntano ancora sull’aumento delle entrate commerciali, nonostante il contratto decennale di partnership tra il Club ed Etihad Airways, del luglio 2011, che già ha avuto un forte impatto positivo. Il contratto comprende la proroga dei contratti già esistenti per la sponsorizzazione della maglia, i diritti del nome sia per “Etihad Stadium” che per il “Campus Etihad”, oltre alla cooperazione in materia di iniziative di media, imprese e territorio della Comunità di Manchester. Il valore dell’accordo decennale, secondo gli organi di stampa inglese, si aggirerebbe intorno a £ 400 milioni. Invero, per gli esercizi successivi, si potrà contare anche sul contratto con la Nike (dal 2013/14) e sull’aumento dei diritti televisivi della Premier League (già dal 2012/13).
In ogni caso gli amministratori del City sostengono che i risultati finanziari della stagione 2011/12 rappresentano un ulteriore passo in avanti verso il raggiungimento dell'obiettivo del Club che è quello della sostenibilità a lungo termine del business. Ai fini del rispetto delle norme UEFA sul Fair Play finanziario, essi faranno leva sull'applicazione delle franchigie UEFA ammissibili per talune categorie di spesa e sull’avvio del programma di investimenti del 2011/12. 
Per esprimere un giudizio sul futuro del Manchester City, in chiave Fair Play Finanziario, bisognerà aspettare di conoscere il parere degli organismi UEFA sulla mega-sponsorizzazione di Etihad Airways.

sabato 8 dicembre 2012

Le Parti Correlate del Fair Play Finanziario.


Luca Marotta
Nella definizione di parte correlata, data dallo IAS 24, si tiene conto dell’esistenza di un controllo diretto e/o indiretto, delle partecipazioni, dell’influenza esercitata, dell’esistenza di joint venture, dei ruoli dirigenziali con responsabilità strategiche, dei legami familiari, nonché dei fondi pensionistici dei dipendenti dell’entità considerata. Un’operazione con una parte correlata è un trasferimento di risorse, servizi o obbligazioni fra tali parti, indipendentemente dal fatto che sia stato pattuito un corrispettivo.
Gli effetti relativi ai rapporti con le parti correlate possono esplicarsi in modo rilevante anche nei bilanci dei club di calcio, per questo motivo sono stati presi in considerazione dal Regolamento UEFA sul Financial Fair Play. L’Allegato X lettera E del Regolamento UEFA (edizione 2012) non fa altro che riprendere, nella sostanza, quanto sancito dagli IAS in tema di parti correlate, aggiungendo al comma 5, che, nell'esame di ciascun rapporto, l'attenzione deve essere rivolta alla sostanza del rapporto e non semplicemente alla sua forma giuridica. Al comma 7 viene ripresa la nozione di "fair value" (valore equo) dello IAS 18: “Il fair value è il corrispettivo al quale un’attività può essere scambiata, o una passività estinta, in una libera transazione tra parti consapevoli e disponibili”. Con il dettato dell’Allegato X lettera E dovranno, certamente, misurarsi le annunciate mega-sponsorizzazioni di Manchester City e Paris Saint-Germain, soprattutto in tema di rapporti familiari. L’Allegato VI lettera B, per quanto riguarda i requisiti informativi minimi che deve avere il bilancio, richiede che siano evidenziati separatamente i crediti e i debiti verso parti correlate. Inoltre, l’Allegato VI lettera E richiede di indicare la denominazione delle parti correlate e le operazioni intercorse con i relativi dettagli.
Le operazioni con parti correlate possono esplicare il loro effetti sotto l’aspetto finanziario, economico e patrimoniale. Dal punto di finanziario, il Regolamento Uefa ne tiene conto nella valutazione dell’indebitamento finanziario netto. Nell’articolo 3, riguardante la definizione dei termini, per quanto riguarda la definizione di Indebitamento Finanziario Netto (Net Debt) è specificato che tra i debiti finanziari devono considerarsi anche i prestiti dei soci e/o i prestiti di parti correlate.
Dal punto di vista economico, il Regolamento Uefa sul Fair Play Finanziario, in considerazione dell’influenza sul risultato d’esercizio, ha cercato di regolamentare gli effetti delle operazioni con “parti correlate”.  Tali effetti sono disciplinati ampiamente nell’ambito del requisito del break-even (punto di pareggio). L’articolo 58, che specifica la nozione di ricavi e costi rilevanti, al comma 4 stabilisce che i ricavi e i costi rilevanti derivanti da rapporti con parti correlate devono essere considerati e valutati in conformità al criterio del “Fair Value”. E’ importante rilevare il collocamento di tale norma nell’ambito della Parte III del Regolamento (UEFA Club Monitoring) e del Capitolo 2 (Monitoring requirements), perché ci permette di affermare che la valutazione al fair value dei rapporti con parti correlate è uno strumento che permette di controllare la conformità di un club al principio cardine del Fair Play Finanziario: non spendere di più di quanto si guadagna. Pertanto ciò che si guadagna con le parti correlate deve essere valutato in base ad un “valore equo”.
L’Allegato X lettera A stabilisce che il calcolo del punto di pareggio è dato dalla differenza tra ricavi e costi rilevanti e non sono considerati “ricavi rilevanti” le operazioni con parti correlate per la parte eccedente il “fair value”. L’Allegato X lettera B comma 1 letter j) ribadisce che ai fini del calcolo del punto di pareggio, il licenziatario deve determinare il “fair value” di tutte le operazioni con parti correlate. Se il “fair value” stimato è inferiore al valore di registrazione dell’operazione, il ricavo in questione deve essere rettificato di conseguenza.
Esempi di operazioni con parti correlate che necessitano della dimostrazione del valore equo sono:
- le sponsorizzazioni;
- la vendita di biglietti per le aree di ospitalità aziendale, e / o l'utilizzo di Sky Box;
- qualsiasi operazione di fornitura di beni e/o servizi.
Esempi di operazioni con parti correlate che devono essere sempre esclusi dai ricavi rilevanti sono:
- le donazioni in denaro ricevute da una parte correlata;
- l’accollo di debiti per conto del club.
Pertanto le contribuzioni di una parte correlata possono essere prese in considerazione solo nell’ambito della copertura della deviazione accettabile, di cui all'articolo 61, tenendo conto quanto stabilito dall’allegato X parte D.
La lettera f) stabilisce, in modo simmetrico, che la disciplina inerente le transazioni con parti correlate vale anche per i costi.
Mentre l’articolo 58 e i relativi allegati si occupano della problematica dal punto di vista economico-reddituale, nell’ambito dello stesso capitolo, nell’articolo 61, che dà la nozione di “deviazione accettabile”, si disciplinano alcuni effetti dei rapporti con le parti correlate, dal punto di vista patrimoniale.
E’ bene evidenziare che tale disciplina esplica i suoi effetti solo dopo il calcolo effettuato ai fini della valutazione del requisito del break-even (fase economico-reddituale).
In effetti, dopo aver effettuato il calcolo ai fini del requisito del break-even, si possono verificare due situazioni:
1) si è raggiunto il punto di pareggio, ossia si è speso meno di quanto si sia guadagnato;
2) non si è raggiunto il punto di pareggio, ossia si è speso più di quanto si sia guadagnato. Considerato che il Regolamento del Fair Play Finanziario è molto “elastico”, ossia non è affatto rigido, l’articolo 61 disciplina il secondo caso.
Il comma 2 dell’articolo 61 stabilisce che è considerata accettabile una deviazione di 5 milioni di Euro. Questo significa che si può tollerare una perdita di 5 milioni, senza conseguenza alcuna in termini di apporti di capitale. Nel caso in cui il deficit superi il livello di 5 milioni, l’eccedenza, nei limiti stabiliti, deve essere coperta da “contributi” da parte degli azionisti e/o delle parti correlate.
I limiti di “sforamento” stabiliti sono i seguenti:
a) € 45 milioni per ottenere le licenze relative alle stagioni 2013/14 e 2014/15;
b) € 30 milioni per ottenere le licenze relative alle stagioni 2015/16, 2016/17 e 2017/18;
c) un importo più basso, che sarà deciso dall’UEFA Executive Committee, per le licenze delle stagioni successive.
Il comma 3 dell’articolo 61 afferma che i “contributi” da parte degli azionisti e/o delle parti correlate devono essere stati apportati durante il periodo oggetto di valutazione. E la loro valutazione è presa in considerazione nel caso in cui si sia verificato un deficit tollerato (quello entro i limiti di cui sopra), che determina l’obbligo di copertura. Lo stesso comma 3 rinvia all’Allegato X D per la nozione di “contributi” necessari a coprire il deficit tollerato e stabilisce che tali “contributi” non devono essere sottoposti a vincoli e/o condizioni. Inoltre, manifestare l’intenzione di voler contribuire non è sufficiente. Per quanto riguarda la registrazione contabile di tali contributi, l’estrema elasticità del regolamento UEFA permette di registrare i contributi entro il 31 dicembre dell’anno solare dell’ultimo esercizio considerato nel periodo di monitoraggio (anno T), anche se effettuato nell’anno contabile successivo (anno T+1). Il comma 4 stabilisce che, in quest’ultimo caso, la contribuzione sia imputata all’anno T, nel monitoraggio successivo.
L’Allegato X lettera D. fornisce la definizione di contribuzioni da azionisti e/o parti correlate.
La deviazione ammessa può superare i 5 milioni di euro nei limiti degli importi di cui all'articolo 61, solo se l’eccedenza è interamente coperta da contributi da parte degli azionisti e/o con parti correlate. Le contribuzioni da parte degli azionisti riguardano le operazioni che comportino l’aumento del patrimonio netto come aumento di capitale, versamenti in conto copertura perdite.
Per quanto riguarda le contribuzioni da una parte correlata sono distinte in due modalità:
a) contributi in conto capitale di essere un contributo di parte correlata: donazioni incondizionate che aumentino il patrimonio netto senza alcun obbligo di rimborso o senza controprestazione. Ad esempio, una remissione dei debiti delle parti tra imprese o correlati costituisce un contributo in conto capitale, in quanto si traduce in un aumento del patrimonio netto.
b) l’eccedenza dell’importo, rispetto al “fair value”, delle operazioni con parti correlate, se effettivamente incassato.
Il comma 4 elenca i tipi di operazioni che non sono considerate contribuzioni degli azionisti e/o di parti correlate:
-         le variazioni positive di patrimonio netto / passività derivanti da rivalutazione;
-         la creazione, o l’incremento del saldo, di altre riserve senza contributo da parte degli azionisti;
-         le operazioni sottoposte a condizione;
-         i contributi da parte degli azionisti classificati come passività.
Alla luce di quanto descritto, emerge che un’operazione commerciale con una parte correlata per essere considerata rilevante, ai fini del criterio economico del punto di pareggio, deve essere contratta in base al “fair value” (valore equo). Se fosse contratta ad un valore superiore, l’eccedenza di valore non avrebbe rilievo ai fini del criterio economico del punto di pareggio, ma potrebbe essere recuperata, se effettivamente incassata, ai fini della copertura della perdita nel caso in cui l’eventuale deficit rientrasse nei limiti di tolleranza stabiliti. Certamente, le annunciate mega-sponsorizzazioni di Manchester City e Paris Saint-Germain dovranno confrontarsi sia con la nozione di parte correlata, che col “fair value” e il criterio economico del punto di pareggio potrebbe risentire delle decisioni che saranno prese dagli organi di controllo.

venerdì 7 dicembre 2012

Il Bilancio di uno stadio: Allianz Arena München Stadion



Luca Marotta
L'Allianz Arena München Stadion GmbH è una società controllata da FC Bayern München AG e si occupa della gestione dell’omonimo stadio di calcio a Monaco di Baviera con i relativi servizi accessori come parcheggi, ristorazione, aree ospitalità e negozi. A sua volta controlla la società Allianz Arena Payment GmbH, con una quota di possesso pari al 100%.
Il 27 aprile 2006, FC Bayern Monaco acquistò temporaneamente il 100% delle azioni della Allianz Arena, con l’impegno al riacquisto entro il 30 giugno 2010 del 50% da parte della società cofondatrice TSV Monaco 1860. Tuttavia, Tale impegno è stato ufficialmente revocato il 25 aprile 2008. Tutte e tre le parti si sono accordate per alleviare il TSV 1860 dei suoi obblighi, che sono stati poi trasferiti al FC Bayern München AG, attualmente l'Allianz Arena è una società ad azionista unico.
La società Alpine Bau GmbH ha costruito lo stadio e la posa della prima pietra è datata 21 ottobre 2002, mentre la consegna è avvenuta il 30 aprile 2005. L’inaugurazione risale al maggio 2005. Il costo di costruzione, come riportato dal sito ufficiale, è stato di circa € 340.000.000. In effetti, al 30 giugno 2006, risultava un costo storico della voce terreni e fabbricati per € 200.269.732,83 e la voce impianti e macchinari esponeva un costo storico di € 149.391.477,57. Invero con la società Alpine Bau Gmbh sono sorte delle controversie per alcune contestazioni, che sono terminate con una transazione nel dicembre 2010.
In genere, lo stadio di Monaco di Baviera è locato a titolo oneroso per l'organizzazione di partite di calcio della Bundesliga a due squadre di calcio: FC Bayern, TSV 1860 München. Inoltre, l'azienda può locare lo stadio a terzi, come la Federazione e/o la Lega tedesca (DFB, DFL), per lo svolgimento di partite internazionali e partite di coppa. Pertanto, la voce principale dei ricavi è costituita dalle locazioni per eventi dello stadio e dei relativi Sky Box della zona Vip, e non riguarda i ricavi da botteghino che sono gestiti dall’organizzatore della gara, che prende in locazione lo stadio. Inoltre, ad esclusione dei giorni dedicati alle partite, le strutture dello stadio possono essere messe a disposizione per eventi aziendali ed è possibile l'apertura per i visitatori che possono prenotare visite guidate a pagamento dello stadio.
Di seguito analizzeremo i dati del bilancio al 30 giugno 2011.
La struttura dell’attivo patrimoniale.
Il valore dell’attivo al 30.06.2011 è diminuito su base annua di € 6,3 milioni assestandosi a € 289.853.031,26. I componenti principali dell’attivo sono: le immobilizzazioni immateriali per € 47 mila (€ 55 mila nel 2009/10); le immobilizzazioni materiali nette per € 256,4 milioni (€ 265,9 milioni nel 2009/10); le immobilizzazioni finanziarie per € 25 mila, dato invariato e riguardante la partecipazione in Allianz Payment Gmbh; i crediti per € 22,7 milioni (€ 22,8 milioni nel 2009/10); le disponibilità liquide e mezzi equivalenti per € 9,5 milioni (€ 6,1milioni nel 2009/10); i risconti attivi per € 1,2 milioni.
La variazione negativa del totale delle attività è dovuta principalmente all'ammortamento e alle svalutazioni delle immobilizzazioni, in particolare quelle riguardanti lo stadio e gli impianti tecnici (€ 9,6 milioni). Mentre, le disponibilità liquide sono aumentate di € 3,4 milioni.
Il valore contabile netto della voce “terreni e fabbricati” diminuisce da € 253.528.887,00 a 244.616.144,00. La variazione è stata determinata prevalentemente dal calcolo degli ammortamenti per € 8,6 milioni. Il costo storico della voce “terreni e fabbricati” ammonta a circa 301 milioni di euro, ma bisogna tener presente che durante l’esercizio 2007/2008 è stato incrementato di € 100.546.722,97, importo stornato dalla voce “impianti e macchinari”. Il valore contabile netto della voce “impianti e macchinari” è di € 10.787.529,00, mentre il costo storico è di circa 51 milioni.
Il Patrimonio Netto
Il patrimonio netto ammonta a € 49,4 milioni e finanzia il 17% dell’attivo e il 19% delle immobilizzazioni. Durante il 2010/11 si è registrato un apporto di capitale per 35 milioni che è servito per ridurre l’indebitamento di 39,5 milioni.
Le Passività
Al 30 giugno 2011, i Debiti verso banche ammontavano a € 122.949.000 (€ 162,4 milioni nel 2009/10), di cui € 4.508.000 entro l’esercizio successivo. L’importo con scadenza superiore ai 5 anni è di € 97.344.000. Durante l’esercizio 2010/11 si è proceduto ad un rimborso di 39,5 milioni. I Debiti verso banche riguardano mutui garantiti da ipoteche per un importo di 150 milioni di euro. I debiti verso soci ammontano a € 40 milioni e hanno una scadenza superiore ai 5 anni.
La voce altri accantonamenti per rischi e oneri ammonta a € 10.751.500, mentre nel 2009/10 era pari a € 3.297.003,60. Tale voce si riferisce alle potenziali perdite derivanti da un cross-currency interest rate swap e a debiti vari.
I Ricavi.
Le fonti dei ricavi della società Allianz Arena München Stadion GmbH comprendono il noleggio dello stadio per le partite, degli Sky Box, delle sale convegni, la gestione dei ristoranti e dei chischi, dei parcheggi e dei garage e dello store.
I ricavi per l'esercizio 2010/2011 sono stati di € 47.706.729,67 (€ 48,4 milioni nel 2009/2010) e hanno registrato una leggera riduzione di € 0,7 milioni. E’ un dato che dipende dal numero delle partite giocate: nel 2009/2010 si sono disputate 47 partite, nel 2010/2011 42 partite. Le conseguenze sono state: € 0,6 milioni in meno nella ristorazione, € 1 milione in meno per l'affitto dello stadio, € 0,3 milioni in meno per le altre locazioni, € 0,4 milioni in meno per i ricavi da parcheggio e una diminuzione per gli altri ricavi di € 0,4 milioni. Una parte della riduzione complessiva è stata compensata dall’aumento del prezzo degli Sky Box, i cui ricavi hanno segnato un incremento di € 2,2 milioni.
I Costi.
La prima voce di costo, con un’incidenza del 55,6%, è rappresentata dagli oneri di gestione che sono pari a € 27.569.000, nel 2009/10 erano pari a € 23.474.000. Tra gli oneri di gestione assumono un’importanza notevole quelli energetici. La seconda voce di costo per incidenza (22,2%) riguarda gli ammortamenti delle immobilizzazioni, che risultano pari a € 10.984.000, mentre nel 2009/10 erano pari a € 17.440.000, la riduzione è dovuta al minor ammortamento per impianti e macchinari. Gli interessi passivi risultano pari a € 9.722.000, mentre nel 2009/10 erano pari a € 10.713.000. Le spese per il personale ammontano a € 1.293.000, nel 2009/10 erano pari a € 1.395.000.
Il risultato netto del 2010/11 della società Allianz Arena München Stadion GmbH evidenzia un utile di € 915.318,14, mentre nel 2009/10 si era registrata una perdita di € 3.227.069,31
I risultati attesi.
Nel bilancio 2010/11 gli amministratori avevano scritto che per la stagione 2011/2012 si prevedeva di nuovo un risultato positivo (con una previsione minima di 38 partite), nonostante la previsione degli aumenti dei prezzi in materia di costi, ma con un costo del finanziamento in ulteriore riduzione per i rimborsi previsti. Inoltre, un contributo positivo, con un margine significativo, avrebbe dato la finale di Champions League in programma il maggio 2012.
Invece, il risultato netto del 2011/12 della società Allianz Arena München Stadion GmbH evidenzia una perdita di 3,7 milioni.
Anche per la stagione 2012/2013 gli amministratori hanno previsto un risultato positivo (sempre con una previsione minima di 38 partite).
Conclusioni
Il giudizio sulla sostenibilità del debito è favorevole, perché il risultato operativo 2010/11 risulta positivo per € 1.360.415,33, comprensivo di interessi passivi per € 9,7 milioni e ammortamenti per € 10,9 milioni. Pertanto, possiamo ipotizzare un EBITDA positivo per € 22,1 milioni che raffrontato ad un indebitamento finanziario netto di € 153,7 milioni, ci porta a stimare un rapporto tra “Net Debt/EBITDA” di 6,96. Questo significa che l’attività operativa è in grado di rimborsare il debito in circa 7 anni . Elementi a supporto della tesi della sostenibilità del debito si riscontrano nel fatto che € 97,3 milioni del debito bancario hanno scadenza superiore ai 5 anni e che 40 milioni del debito finanziario derivano dai soci. Infatti, se escludessimo tale ultimo importo dall’indebitamento finanziario netto, il rapporto di cui sopra si ridurrebbe a 5,14. Quindi il flusso di cassa generato dall’attività operativa potrebbe restituire il debito in 5 anni, mentre la maggior parte del debito ha scadenza superiore ai 5 anni.

venerdì 23 novembre 2012

Il PSG secondo France Football: vincere la Champions per essere in regola col FFP.



Luca Marotta
Secondo la famosa rivista sportiva francese France Football, il PSG deve vincere la Champions per rispettare le regole di sana gestione imposte dall’UEFA, oltre a necessitare di un mega-sponsor di maglia, come da ultime notizie trapelate, però non ancora ufficiali.
France Football ribadisce che la regola d’oro del fair-play finanziario è la seguente: i costi legati al calcio non devono superare i ricavi.
E’ bene precisare che la rivista ha ricostruito i conti del PSG, basandosi su indiscrezioni e notizie varie, con l’obiettivo di conoscere se il club della capitale francese sia in grado di rispettare i parametri del fair play finanziario. All’uopo ha interpellato l’avvocato Fabrice Lorvo di FTPA.
La premessa del ragionamento si basa sull’ipotesi che il budget 2012/13 del PSG superi i 300 milioni di euro. Si è ipotizzato un aumento del 50% dei ricavi da biglietteria, a causa dell’aumento dei prezzi dei biglietti, e un aumento dei ricavi del merchandising, dovuto alle vendite delle magliette dei nuovi acquisti. Si è moltiplicato per sette lo sponsor di maglia grazie al probabile contratto faraonico con una banca o un’istituzione qatariota, con possibilità di dare anche il nome allo stadio. Secondo fonti non ufficiali, il contratto di sponsorizzazione ammonterebbe a 100 milioni di euro annui per quattro anni. Per questo motivo i ricavi da sponsorizzazione potrebbero aumentare a 169 milioni di euro a partire dalla stagione in corso, nel caso in cui il contratto inizi ad esercitare i suoi effetti già dal 2013. L’unico ostacolo potrà essere quello del “fair value”, ossia verificare se l’importo di tale sponsorizzazione corrisponda ai prezzi di mercato. L’articolo di France Football, si pone la domanda se l’UEFA possa considerare tale mega-contratto come una manovra per aggirare le regole del fair play finanziario.
Un’altra ipotesi, che lo stesso articolo considera, è che l’UEFA tollererà per il 2012-13 e le due stagioni precedenti, un deficit di 30 milioni di euro.
A chi scrive, risulta che il deficit tollerato sia di 45 milioni e che i primi esercizi contabili da considerare siano il 2011/12 e il 2012/13.  Infatti, l’articolo 61, comma 2 lettera a) del Regolamento UEFA (Edizione 2012) sancisce come deviazione accettabile la seguente: “a) EUR 45 million for the monitoring period assessed in the licence Seasons 2013/14 and 2014/15” e secondo l’articolo 59, comma 2 dello stesso regolamento, per il primo periodo di monitoraggio, valido per l’iscrizione alle competizioni del 2013/14, si considerano i risultati del 2011/12 e del 2012/13.
Basandosi comunque sull’ipotesi erronea, l’articolo afferma che per il 2012/13 il risultato del conto economico sarà positivo indipendentemente dal percorso della Champions League, ma non si potrà far rientrare il deficit dei due precedenti esercizi nel limite dei 30 milioni. Il deficit cumulato del 2010/11 e 2011/12 è stato stimato in 62,4 milioni di euro. Solo vincendo la Champions League tale deficit cumulato si ridurrebbe a € 28,6 milioni e rientrerebbe nel limite di 30 milioni, poiché l’utile stimato del 2012/13 raggiungerebbe la cifra di 33,7 milioni di euro.
L’articolo di France Football oltre a ribadire, che al di là dei 30 milioni di deficit scatteranno dei meccanismi sanzionatori, conclude affermando che in realtà, nel 2013, non è prevista alcuna penalità.
Volendo far buone le previsioni contabili dell’articolo e considerando che l’esercizio 2010/11 si è chiuso sostanzialmente in pareggio, rimane una perdita da considerare per il 2011/12 di 62,4 milioni di euro. Pertanto si rientrerebbe nel limite di 45 milioni con il raggiungimento delle semifinali di Champions League. Infatti, in tal caso il deficit cumulato si ridurrebbe a 43,6 milioni, conseguendo un utile di 18,7 milioni. Tuttavia, se si considerasse anche l’ipotesi di escludere i calciatori con contratti in essere al 1 giugno 2010 (Allegato XI del Regolamento), anche il raggiungimento dei quarti di Champions League potrebbe bastare, potendo conseguire un utile di 18,7 milioni.

lunedì 19 novembre 2012

Fair Play Finanziario: quale bilancio considerare?


Luca Marotta
I grandi club di calcio europei come il Manchester United e il Chelsea, appartengono a gruppi societari composti da numerose società holding, che come attività principale detengono solo partecipazioni societarie e in alcuni casi hanno sede in nazioni diverse da quelle della squadra di calcio. Nel caso del Machester United si arriva fino al paradiso fiscale delle Cayman. Per questi club si pone il problema di quale bilancio considerare ai fini del Fair Play Finanziario. Il rischio è che con il meccanismo dei gruppi societari si possa dar luogo alla creazione di società, soprattutto “a monte”, cui trasferire gli elementi critici ai fini dei parametri del Fair Play Finanziario, come ad esempio l’indebitamento. Tali club debbono confrontarsi con quanto stabilito dall’art. 46 bis del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario (Edizione 2012). L’articolo citato stabilisce i criteri per definire il perimetro di consolidamento, ossia individua quali società appartenenti al gruppo rilevano ai fini della rendicontazione per la valutazione dei parametri del Financial Fair Play.
La prima sorpresa si ritrova nel primo comma: la determinazione del perimetro di consolidamento spetta al richiedente la licenza. Tale apparente “discrezionalità” è, tuttavia, circoscritta dal terzo comma dello stesso articolo. Infatti, tale comma, stabilisce che il perimetro di rendicontazione deve includere tutte le società incluse nella struttura del gruppo e in particolare quelle che generano ricavi e/o costi in relazione alle seguenti attività: a) biglietteria; b) sponsorizzazione e pubblicità; c) ricavi TV; d) merchandising e aree di ospitalità; e) operazioni legate all’attività del club (ad esempio: attività amministrativa e viaggi); f) finanziamento (incluso il finanziamento garantito dal patrimonio del richiedente licenza); g) l'uso e la gestione dello stadio e le strutture di formazione; h) settore giovanile. Invero, anche il quarto comma contribuisce a ridurre la discrezionalità, infatti riduce a due soli criteri la possibilità per escludere una società del gruppo dal perimetro: 1) l’irrilevanza rispetto al gruppo; 2) la mancanza di legame con l’attività, i luoghi o marchio della squadra di calcio.
In ogni caso, il richiedente la licenza deve giustificare dettagliatamente il motivo dell'esclusione dal perimetro di rendicontazione di un ente appartenente alla struttura del gruppo.
Ritornando alla domanda iniziale, consideriamo il caso del Chelsea: Fordstam Limited controlla Chelsea FC Plc, che a sua volta controlla Chelsea Football Club Limited. Nel concreto il problema sorge per quanto riguarda il parametro del patrimonio netto negativo di Fordstam Limited (dato al 30 giugno 2011), nell’ipotesi astratta di voler escludere Fordstam dalla rendicontazione per il Fair Play Finanziario, bisognerebbe giustificarla in chiave di mancanza di legame con l’attività principale della squadra di calcio. Nel caso in cui Fordstam Limited sia inclusa nella rendicontazione del Fair Play Finanziario, Abramovich sarebbe costretto a trasformare in capitale sociale i prestiti infruttiferi che ha effettuato durante gli anni, nell’ipotesi contraria resterebbe creditore del gruppo.

venerdì 16 novembre 2012

Bilancio Bayern 2011/12: dividendo di 5,5 milioni di euro.


Luca Marotta


La squadra di calcio del Bayern München fa capo alla società “FC Bayern München AG”, che è una società per azioni controllata con una quota dell’81,8% da un’associazione registrata (“Eingetragener Verein”) denominata “FC Bayern München eV” con 187.865 soci (171.365 nel 2010-11). Adidas AG e Audi AG detengono il 9,1% ciascuna. La società è gestita col sistema dualistico, ossia con il Consiglio di Sorveglianza e il Consiglio di Gestione. Tra i componenti del Consiglio di Sorveglianza segnaliamo: Dieter Rampl di UniCredit Group; Rupert Stadler di Audi AG; Herbert Hainer di adidas AG; Timotheus Höttges di Deutsche Telekom AG e Helmut Markwort di FOCUS.
Karl Hopfner, Vice Presidente del Consiglio di Gestione responsabile dell’area finanza e controllo, illustrando i brillanti risultati del 2011/12, ha detto che i soci di “FC Bayern München AG” possono essere orgogliosi dei risultati raggiunti. Infatti, il gruppo ha realizzato, nel corso dell'ultimo esercizio, un fatturato record di € 373.400.000. L’utile di FC Bayern Monaco AG, al netto delle imposte, è stato di € 11.100.000 e ciò permette di distribuire agli azionisti un dividendo record di 5,5 milioni di euro. Questa decisione dovrà essere presa, nel mese di gennaio 2013, dall'Assemblea Generale Annuale. Ciò significa che l’associazione “FC Bayern München eV” riceverà un dividendo pari a Euro 4,5 milioni. Il patrimonio netto di “FC Bayern München AG” è aumentato a € 278.300.000 e determina un Equity ratio del 77,5 per cento, che è un valore probabilmente unico nel mondo del calcio. Secondo Hopfner il Bayern Monaco ha oggi una solidità economica, che non ha mai avuto prima nei suoi 112 anni di storia. Quindi, “FC Bayern München AG” possiede i requisiti per soddisfare in maniera più che soddisfacente quanto richiesto dal Fair Play Finanziario della UEFA. In effetti, il Bayern München è un modello cui ispirarsi; in quanto sia a livello di bilancio consolidato, che a livello di bilancio societario mostra un patrimonio netto abbondantemente positivo, ha un indebitamento inferiore ai ricavi, che, tra l’altro, riguarda esclusivamente l’investimento stadio, il rapporto tra costo del personale e ricavi e nettamente inferiore al livello del 70%. Gli ultimi tre esercizi per il bilancio consolidato hanno registrato un risultato positivo cumulato per 15,3 milioni, superando a pieni voti quanto stabilito dal regolamento UEFA. Lo stesso dicasi per il bilancio di esercizio del club, che da ormai otto esercizi consecutivi chiude con un risultato positivo, al netto delle imposte e che evidenzia ingenti disponibilità liquide.
FC Bayern München eV” controlla Allianz Arena München Stadion GmbH che ha chiuso l’esercizio 2011/12 con una perdita di 3,7 milioni di euro. Invece, il 30 giugno 2011, tale società aveva rilevato utile di € 915.318,14 (perdita di € 3.227.069,31 nel 2009/10) e mostrava debiti verso banche per € 122.949.000 (€ 162.457.500 nel 2009/10), tuttavia il 79,17% del debito verso banche presentava una scadenza superiore ai 5 anni. Tra i componenti negativi di reddito più importanti della società che gestisce lo stadio figurano oltre alle spese di gestione, gli ammortamenti e gli oneri finanziari.
Dal punto di vista sportivo la stagione 2011-12 ha registrato la disputa della finale di Champions League, persa in casa all’Allianz Arena col Chelsea ai rigori; il secondo posto in Bundesliga e la finale della DFB Pokal persa col Borussia Dortmund. Tali risultati sportivi, ovviamente, hanno dato un contribuito notevole all’esposizione di risultati economici da record.
I dati del consolidato.
I risultati del gruppo, al 30 giugno 2012, registrano un aumento del fatturato del 13,7%, che si assesta alla cifra record di 373,4 milioni di euro, comprensivi dei proventi derivanti dai trasferimenti dei giocatori, che vengono inseriti tra i ricavi ordinari e considerati quali componenti del fatturato, mentre le relative minusvalenze vengono inserite sotto la voce “altri costi di gestione”.
I ricavi consolidati, in termini assoluti, rappresentano il miglior risultato mai raggiunto nella storia del club. Bisogna risalire al 2009-10, per il precedente record di € 350,2 milioni, mentre nel 2010/11 si registrò un calo a 328,5 milioni.
L’EBITDA consolidato, ossia il risultato d’esercizio calcolato prima di interessi, tasse e ammortamenti, è risultato pari a 86 milioni, mentre nel 2010-11 era pari a 62,3 e nel 2009-10 a 86,5 milioni. Tale risultato ha registrato un incremento del 38%. L'utile consolidato al netto delle imposte ammonta a 11,1 milioni, ed evidenzia un aumento di 9,8 milioni.

Dati dal Consolidato FC Bayern München AG:: rapporto tra mezzi propri e attivo
€/T
2011/12
2010/11
2009/10
2008/09
2007/08
Totale Attivo
      509,20
      518,60
      515,00
      262,60
      283,80
Patrimonio Netto
      248,70
      238,80
      176,80
      177,50
      176,00
Equity Ratio (PN/Tot. Attivo)
48,8%
46,0%
34,3%
67,6%
62,0%

E’ evidente che, dal punto di vista patrimoniale, si evidenzia un gruppo notevolmente solido. Il totale delle attività ammonta a € 509,20 milioni (518,6 nel 2010/11) ed è composto per il 69,62% da immobilizzazioni. Le immobilizzazioni consolidate nette aumentano da  329,8 a 354,5 milioni di euro. Quelle immateriali raddoppiano (+94%), esponendo la cifra di 72 milioni, mentre nel 2010-11 erano pari a 37,2 milioni. Le immobilizzazioni materiali e finanziarie si riducono solo del 3%, assestandosi a 282,5 milioni (292,6 nel 2010-11). L’attivo circolante (rimanenze, crediti, disponibilità liquide) diminuisce da 179,1 a 148,6 milioni, evidenziando una diminuzione del 17%. I ratei e i risconti attivi ammontano a 3,3 milioni di euro (3,7 nel 2010-11).
Il patrimonio netto è positivo e ammonta a € 248,7 milioni (238,8 nel 2010/11). Rispetto al 2010-11 si è registrato un incremento del 4%. I mezzi propri finanziano il 49% delle attività e “coprono” il 70% delle immobilizzazioni. Gli accantonamenti a fondi rischi ammontano a 16,3 milioni (26,4 nel 2010-11), i debiti del gruppo diminuiscono da 177,7 a 174,9 milioni di euro e i ratei e i risconti passivi per ricavi anticipati registrano la cifra di 69,3 milioni di euro (75,7 nel 2010-11).
I debiti bancari del gruppo, fanno capo esclusivamente ad Allianz Arena München Stadion GmbH. Tale indebitamento, in considerazione delle scadenze e dell’EBITDA, appare sostenibile. Si aggiunga anche che trattasi di indebitamento “virtuoso”.
Il bilancio d’esercizio.
Il bilancio d’esercizio di FC Bayern München AG mostra un fatturato record di 332,2 milioni (290,9 milioni nel 2010/11), con un incremento del 14,2%. Il CAGR, ossia il tasso di crescita annuale composto, degli ultimi 5 anni è del 3,74%.
La composizione del fatturato risulta essere la seguente:
- Ricavi da gare per € 129,2 milioni (104,5 nel 2010/11). Tali proventi riguardano gli incassi delle partite casalinghe della Bundesliga, partite amichevoli, DFB-Pokal e UEFA Champions League. Tale voce incide per il 38,89% sul totale dei ricavi. Rispetto all’esercizio precedente si registra un aumento del 23,64%.
- Ricavi da sponsorizzazioni e marketing per 82,3 milioni di euro. Tale voce incide per il 24,77% sul totale dei ricavi e risulta invariata rispetto al 2010/11.
- Ricavi da diritti TV e radio per 37,6 milioni di euro (solo per partite di Bundesliga, Coppa di Germania e Amichevoli). Di questi, 31,6 milioni (30,7 nel 2010/11) derivano dalla ripartizione dei diritti TV della Bundesliga. Tale voce incide per l’11,32% sul totale dei ricavi. L’esercizio precedente, si sono registrati proventi per diritti radiotelevisivi per un importo di 39,2 milioni di euro e pertanto si è avuto un decremento del 4,08%.
- Proventi da trasferimenti giocatori per 5 milioni di euro. Tale voce incide per l’1,51% sul totale dei ricavi e l’esercizio precedente ammontava a 7,1 milioni di euro, pertanto si registra un decremento per 2,1 milioni.
- Proventi di merchandising per 57,4 milioni di euro. Tale voce incide per il 17,28% sul totale dei ricavi. L’esercizio precedente ammontava a 43,9 milioni di euro e pertanto registra un incremento del 30,75%.
- Altri ricavi per 20,7 milioni di euro (tra cui: affitti e locazioni, New Media, indennità DFB per giocatori nazionali, ricavi FC Bayern II, squadre giovanili e donne). Tale voce incide per il 6,23% sul totale dei ricavi. L’esercizio precedente ammontava a 13,9 milioni di euro e pertanto registra un incremento del 48,92%.


Le spese per il personale ammontano complessivamente a 165,6 milioni di euro e rappresentano il 49,85% dei ricavi (50,61% escludendo le plusvalenze). Tali spese registrano un incremento del 5,95% rispetto ai 156,3 milioni di euro del 2010-11, comunque inferiore all’aumento dei ricavi.
I costi per acquisti di materiale e servizi, al netto delle spese operative, ammontano a 26,2 milioni di euro e risultano in aumento del 29,06%, rispetto ai 20,3 milioni di euro del 2010/11.
Gli altri costi operativi raggiungono la cifra di 71,1 milioni di euro (71,9 nel 2010-11).
L’EBITDA, ossia il risultato calcolato prima degli interessi, delle tasse e degli ammortamenti, risulta positivo per 69,3 milioni di euro, con un incremento del 63,44% rispetto ai 42,4 milioni dell’esercizio chiuso al 30 giugno 2011.
Gli ammortamenti sono in diminuzione del 29,10% e risultano pari a 45,7 milioni di euro, di cui 43 per ammortamento rosa giocatori. Nell’esercizio precedente ammontavano a 35,4 milioni di euro (di cui 32,9 per ammortamento immobilizzazioni immateriali).
La gestione fnanziaria risulta negativa per € 1,7 milioni, mentre nell’esercizio precedente era positiva per 1,8 milioni di euro.
Il risultato operativo di FC Bayern München AG risulta positivo per 21,9 milioni di euro, in aumento di 13,1 milioni rispetto al 2010/11.
Il risultato di competenza derivante dalla partecipazione nella società Allianz Arena München Stadion GmbH evidenzia una perdita di 3,7 milioni, mentre nel 2010/11 era positivo per 0.9 milioni di euro.
Il risultato prima delle imposte è positivo per 18,2 milioni (8,8 nel 2010/11).
Le imposte sul reddito ammontano a 7,1 milioni di euro, nell’esercizio precedente erano pari a 7,5 milioni di euro.
FC Bayern Monaco AG evidenzia un utile al netto delle imposte per 11,1 milioni di euro, in aumento di 9,8 milioni rispetto al 30 giugno 2011, quando ha segnato la cifra di 1,3 milioni.

Dati dal Bilancio Es. FC Bayern München AG: rapporto tra mezzi propri e attivo
€/T
2011/12
2010/11
2009/10
2008/09
2007/08
Totale Attivo
      359,10
      360,30
      316,80
      262,60
      283,80
Patrimonio Netto
      278,30
      268,30
      206,40
      177,50
      176,00
Equity Ratio (PN/Tot. Attivo)
77,5%
74,5%
65,2%
67,6%
62,0%

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale, il totale delle attività ammonta a 359,1 milioni e risulta in diminuzione di 1,2 milioni.
Le immobilizzazioni nette totali aumentano a 226,8 milioni da 192,6 milioni del 30 giugno 2011. Quelle immateriali nette ammontano a 72 milioni e risultano quasi raddoppiate rispetto ai 37,2 milioni di euro del 2010/11. Quelle materiali e finanziarie ammontano a 154,8 milioni e segnano una lieve diminuzione dello 0,39%.
L’attivo circolante complessivamente risulta pari a 127,2 milioni di euro, nel 2010/11 era pari a 159,3 milioni di euro.
Il Patrimonio Netto della società FC Bayern München AG  ammonta a 278,3 milioni e risulta in aumento di 10 milioni rispetto al valore del 30 giugno 2011.
I fondi rischi risultano pari a 15,2 milioni, mentre nel 2010/11 erano pari a 15 milioni di euro.
L’ammontare dei debiti è pari a 49,3 milioni e risulta diminuito di 14,9 milioni rispetto al 2010-11.
I risconti passivi per ricavi anticipati aumentano da 12,8 a 16,3 milioni.
Il rapporto tra patrimonio netto e totale delle attività, pari al 77,5%, testimonia e conferma, ancora una volta, l’indipendenza finanziaria del club e la scarsa dipendenza dalle fluttuazioni del mercato e come dice Hopfner, è un valore probabilmente unico nel mondo del calcio.