domenica 18 giugno 2017

Bilancio Genoa 2016: perdita da 4,1 milioni e 43 milioni di debiti tributari rateizzati.



Luca Marotta


Il bilancio 2016 di Genoa Cricket and Football Club Spa, ha evidenziato una perdita di circa 4 milioni di Euro, nonostante che in bilancio figurino plusvalenze per ben 31,9 milioni di Euro. Al 31 dicembre 2016, il Genoa si trova nelle condizioni previste dall'art. 2446 del Codice Civile”, ossia: riduzione del capitale di oltre un terzo per perdite, con un patrimonio netto positivo per Euro 73 mila. Il totale della voce debiti è leggermente diminuita dello 0,6%, da € 189.659.139 a € 188.601.644. Molto importante rimane l’entità dei debiti tributari pari a 61,9 milioni di Euro che finanzia il 20% dell’attivo.

L’esercizio 2015 si era chiuso con una perdita di 10,5 milioni; l’esercizio 2014 si era chiuso con una perdita rilevante di 26 milioni di Euro; mentre l’esercizio 2013 si era chiuso con un sostanziale pareggio, mostrando un utile di € 381.602 e l’esercizio 2012 evidenziava una perdita di € 14.846.953. Occorre ricordare che il pareggio di bilancio conseguito nel 2013 fu frutto di eventi straordinari di gestione, come il conferimento del ramo d’azienda avente ad oggetto le attività commerciali legate allo sfruttamento del “Brand Genoa” nella società “Genoa Image Srl”, controllata al 100%.

Le cause che hanno determinato la perdita del bilancio 2016 sono da ricercarsi negli oneri finanziari per € 4,9 milioni di Euro, in quanto l’EBIT risulta positivo per Euro 79.608. Anche nel 2016, le plusvalenze sono state determinanti per l’equilibrio della gestione operativa calcistica e le plusvalenze realizzate nella sessione di calciomercato invernale di gennaio 2017, sono risultate importanti per adottare il principio di continuità aziendale.

Il bilancio 2016, riguarda il secondo semestre della stagione sportiva 2015/16 conclusasi al decimo posto, e il primo semestre della stagione sportiva 2016/17, conclusasi al quindicesimo posto. L’importanza delle plusvalenze è tale che da alcune stagioni sportive il Genoa inizia il campionato con una rosa competitiva formata da determinati calciatori e concluda la stagione sportiva con una rosa meno competitiva formata da altri calciatori.

Inoltre, l’importanza delle plusvalenze emerge anche nel Piano di Business sottoposto periodicamente all'Organo Amministrativo.
I presupposti in base a cui è stato redatto il business plan aggiornato prevedono anche per la durata della prossima stagione sportiva 2017/2018: il mantenimento della categoria serie A, con conseguenti ritorni in termini di ricavi;  un piano di mercato che garantisca plusvalenze da cessioni in linea con le performance degli anni precedenti; un incremento dei diritti televisivi alla luce dell'assegnazione degli stessi per it triennio 2015-2018; investimenti nel settore giovanile in linea con gli esercizi precedenti; riduzione del costo del lavoro; consolidamento della riduzione degli ammortamenti gin avvenuta nel corso dei due esercizi precedenti; un sostanziale ritorno alla redditività operativa ed un progressivo riequilibrio finanziario.

La continuità aziendale.

Con parole molto semplici, da quello che emerge sembrerebbe che la continuità aziendale del Genoa CFC, sia dipesa principalmente dalle plusvalenze.

Infatti, la Relazione della Società di Revisione “Audirevi Srl” contiene dei richiami di informativa.
Nel Richiamo di Informativa è evidenziato che il bilancio 2016 chiude con una perdita di Euro 4,1 milioni ed un patrimonio netto positivo per Euro 73 mila. Il patrimonio netto risulta positivo, a causa della rinuncia dei crediti per finanziamenti per Euro 9,97 milioni da parte della controllante Fingiochi S.r.l., e al versamento in conto futuro aumento di capitale pari a Euro 3 milioni da parte della stessa controllante, “che hanno consentito alla società il superamento della fattispecie disciplinata dall'art. 2447 c.c. ma non hanno consentito il superamento della condizione disciplinata dall'art. 2446 c.c.”. I Revisori hanno evidenziato che il superamento della condizione disciplinata dall'art. 2446 c.c., in base a quanto dichiarato dagli Amministratori, è stato reso possibile grazie al fatto che nel corso della sessione invernale di "calciomercato", sono state realizzate delle plusvalenze per un valore, al netto delle. minusvalenze, di circa 16 milioni di Euro, che hanno permesso il pieno ripristino dell'integrità patrimoniale e il superamento anche della fattispecie di cui all'art. 2446 del c.c. (perdita del capitale di oltre un terzo a seguito di perdite). Per tale motivo gli Amministratori hanno adottato il presupposto della continuità aziendale, nella redazione del bilancio 2016.
Nello specifico sono risultate decisive le plusvalenze realizzate con le cessioni di Pavoletti ceduto al Napoli e di Rincon ceduto alla Juventus, oltre al realizzo di bonus relativi alle precedenti sessioni di calciomercato.
Nel richiamo di informativa è stato fatto riferimento al fatto che nel bilancio 2016 sono stati contabilizzati proventi da consolidato fiscale per Euro 1,1 milioni. Alla data del 31 dicembre 2016, il credito verso la società controllante da consolidato fiscale, ammonta ad Euro 26,9 milioni. Tale credito è sottoposto a delle condizioni subordinate all’utilizzo e alla cessazione del regime.

La Struttura Patrimoniale.

Il totale dell’Attivo è aumentato del 4,5% da € 183,8 milioni a € 192,1 milioni. Il valore della partecipazione in imprese controllate ammonta a € 23.473.000 e riguarda la partecipazione totalitaria in “Genoa Image S.r.l.”. Tale società ha chiuso il bilancio al 31.12.2016 con una perdita di Euro 1.418.589 (€ 2.064.060 nel 2015), con un patrimonio netto di Euro 16.516.276 (€ 17.834.865 nel 2015). La partecipazione nella società “Luigi Ferraris S.r.l.”, costituita unitamente a U.C. Sampdoria, con lo scopo di ottenere la gestione dello stadio è stata trasferita con atto notarile a “Genoa Image S.r.l.”.
Tra i crediti sono evidenziati crediti verso la controllante per € 26.922.213 (€ 25.802.911 nel 2015) e verso controllate per Euro 7.525.323 (€ 5.353.245 nel 2015).



L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è di poco positivo perché è pari a 0,00038 (-0,046 nel 2015).
Il capitale di terzi praticamente finanzia tutto l’attivo. Infatti, anche l’equity ratio è molto basso perché pari allo 0,04%.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,00038 (0,95 nel 2015)), ciò vuol dire che il valore dei beni posseduti dal club, così come esposti in bilancio, sono di poco sufficienti a pagare i debiti, comprensivi anche dei risconti passivi.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,815, ciò vuol dire che l’attivo a breve non è in grado di pagare i debiti a breve.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,82, superiore alla soglia minima del 2016/17 stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,5.
In caso di mancato rispetto dell'indicatore di liquidità nella misura minima, la carenza finanziaria dovrà essere ripianata.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

L’Indicatore di Indebitamento della FIGC è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
I debiti iscritti in bilancio al 31.12.2016 ammontano a € 188.601.644 ed il Valore della Produzione al 31.12.2016 è pari ad € 91.271.712, mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 90.195.714.
Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 2,09, superiore alla soglia massima del 2016/17 stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 1,75. Tale soglia è destinata a ridursi nel 2017/18 a 1,5.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato della FIGC.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso del Genoa il valore è di 0,75, se si considerasse tutto il costo del personale. Tale valore sarebbe entro il limite richiesto dalla FIGC per la Serie A per le stagioni sportive 2015/16-2016/17-2017/18, che è rispettivamente di 0,9; 0,85 e 0,8.

Grado Copertura Patrimonio Calciatori
Indica la capacità di copertura degli investimenti in Diritti Pluriennali con i Mezzi Propri. Il rapporto tra patrimonio netto e diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori determina una percentuale dello 0,19%, che dimostra che, al 31.12.2016, i diritti pluriennali di calciatori risultano finanziati dal capitale di terzi.

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto è di poco positivo per Euro 73.011 e si trova nella situazione prevista dall’articolo 2446 del codice civile, ossia riduzione del capitale di oltre un terzo a seguito di perdite.
Nel 2015 era negativo per Euro 8,83 milioni e nel 2014 era negativo per Euro 6,3 milioni.

La variazione è stata determinata dalla perdita di esercizio di € 4.069.462 e dall’apporto nella riserva versamento in c/futuro aumento di capitale di € 12.975.000.
L’importo di € 12.975.000 deriva dalla rinuncia dei crediti per finanziamenti per € 9.975.000 da parte del socio controllante Fingiochi srl e da un versamento in c/futuro aumento di capitale di € 3.000.000.

L’indebitamento finanziario.



I debiti finanziari, esclusi i debiti verso la controllante per consolidato fiscale, diminuiscono da € 69,3 milioni a € 67,19 milioni e finanziano il totale dell’attivo, per il 35% (37,7% nel 2015).
I debiti verso le banche diminuiscono da € 14,1 milioni a € 13,1 milioni. Le banche con cui lavora il Genoa sono Unicredit e Banca Carige. I debiti bancari a medio-lungo termine pari a € 8,23 milioni (€ 10,32 milioni nel 2015) riguardano dei mutui accessi nel 2011 con Banca Carige.
I debiti verso altri finanziatori sono rilevanti essendo pari a € 54,1 milioni (€ 55,1 milioni nel 2015) e registrano un decremento dell’1,96% e finanziano il 28,1% dell’attivo. Tale voce riguarda debiti per operazioni di factoring “autoliquidanti” con Banca Carige, Emilia Romagna Factoring, Banca IFIS.
L’indebitamento finanziario netto ammonta a € 67 milioni (€ 69,27 milioni nel 2015), considerando le disponibilità liquide pari a circa € 105 mila, risulta in diminuzione rispetto al 2015 di circa € 2,18 milioni.
L’EBITDA è positivo per € 17.574.837 (+€ 21.772.430 nel 2015) e il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed EBITDA è di 3,81 (3,18 nel 2015). Di solito tale rapporto si giudica positivamente quando è inferiore a 2. Invece, quando supera 3, pone dei dubbi sulla sostenibilità del debito.
I crediti verso Enti-settore specifico risultano pari a € 65,1 milioni (€ 67,4 milioni nel 2015), mentre i debiti verso Enti-settore specifico, pari a € 43,2 milioni (€ 40,5 milioni nel 2015), finanziano il 22,5% dell’attivo.
Se considerassimo anche il saldo positivo di € 21,9 milioni, che essenzialmente dipende dall’attività di calciomercato, l’indebitamento finanziario si ridurrebbe a € 45,2 milioni, cifra al di sotto del fatturato netto.

I debiti verso l’Erario e gli altri debiti.

I debiti verso l’Erario aumentano da € 60.039.704 a € 61.986.816, di cui € 23.554.990 a breve termine. Tali debiti rappresentano il 32,3% delle fonti di finanziamento dell’attivo.
Il 69,7% dei debiti tributari riguarda quelli rateizzati:

 


L’importo rateizzato è di€ 72.755.626 (€ 54.616.582 nel 2015); l’importo pagato è di € 29.580.433 (€ 15.374.084 nel 2015); l’importo risultante a debito il 31.12.2016 è di€ 43.175.192 (€ 39.242.498 nel 2015). Gli importi rateizzati maggiori riguardano l’IVA. Complessivamente per l’IVA rateizzata residua un debito di € 31.016.073.
Gli altri debiti tributari non rateizzati, riguardano, le ritenute Irpef per retribuzioni tesserati ammontano a € 4.123.387 (€ 3.877.494 nel 2015), quelle relative ai premi sono pari a € 1.652.057 (€ 1.775.050 nel 2015). Risultano debiti per IVA 2016 pari a € 11.248.775 (€ 13.187.757 nel 2015) e debiti per IRAP 2016 pari a € 1.787.405 (€ 1.956.905 nel 2015).

Al 31.12.2016 i fondi accantonamento rischi ammontano a € 129.896 (€ 157.976 nel 2015).
I debiti verso Istituiti di previdenza ammontano a € 1.927.762 (€ 2.429.579 nel 2015), di cui € 658.478 riguardano il debito ENPALS rateizzato.

La voce “debiti diversi” diminuisce da € 9.698.361 a € 8.589.447. In questa voce dovrebbe essere ricompreso il debito verso il personale.

Il Valore della Rosa.



Nell’attivo di bilancio figurano diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori per € 31.171.908 (€ 24.057.834 nel 2015), diritti sportivi dei calciatori delle giovanili per € 6.771.031 (€ 3.303.113 nel 2015). L’incremento complessivo è stato dell’82,8%.
Il grafico mostra come dal 2011 in poi il valore contabile netto della rosa si sia sgonfiato, pur rimanendo sostanzialmente costante il costo del personale.

 


Rilevante è anche il dato relativo alla capitalizzazione dei costi del vivaio, allocata tra le immobilizzazioni immateriali per 7,4 milioni di Euro, che significa che il Genoa spende molti soldi per il settore giovanile.

La Gestione economica.

Il valore della produzione diminuisce da € 100,6 milioni a € 91,3 milioni, con un variazione negativa del 9,3%.
I costi della produzione sono pari a € 91,19 milioni (€ 99,31 milioni nel 2015) e sono diminuiti dell’8,2%, in misura meno che proporzionale rispetto alla riduzione del valore della produzione.
La differenza tra valore e costi della produzione è di poco positiva per € 79.608, nel 2015 era positiva per € 1,3 milioni.



I Ricavi.

Sul bilancio del Genoa esercitano una notevole influenza i proventi televisivi. Tuttavia nel 2016 i proventi televisivi risultano diminuiti da € 39,3 milioni a € 33,76 milioni, con un’incidenza del 66,6% sul fatturato netto e del 37% sul valore della produzione (39,1% nel 2015).
La rappresentazione grafica seguente mostra chiaramente la “teledipendenza” del fatturato netto del Genoa dai ricavi per la cessione dei diritti televisivi.



I ricavi da gare sono aumentati dell’11,3%, da € 3,9 milioni a € 4,34 milioni. I ricavi da gare incidono sul valore della produzione per il 4,8% e sul fatturato netto per l’8,6%. L’incremento è dovuto ai ricavi da gare di campionato, che sono aumentati di €377.180, da € 1.136.647 a € 1.513.527, mentre i ricavi da abbonamenti sono diminuiti di poco, da € 2.756.545 da € 2.715.221.
I proventi da sponsorizzazioni ammontano a € 2.183.257 (€ 2.290.969 nel 2015) e risultano in diminuzione del 4,7%. Lo Sponsor Ufficiale ha pagato € 599.180 (€ 760.361 nel 2015), lo Sponsor Tecnico contribuisce con € 1.351.987 (€ 1.382.036 nel 2015) e le altre sponsorizzazioni ammontano a € 232.090 (€ 148.573 nel 2015).

I ricavi e proventi diversi pari ad Euro 6.748.043 (€ 4.982.682 nel 2015), comprendono € 2.532.949 fatturati alla società controllata Genoa Image srl, per l’utilizzo del marchio.

L’importo evidenziato nel valore della produzione che riguarda l’incremento delle immobilizzazioni per capitalizzazione dei costi del vivaio, ammonta a € 2.954.102 (€ 3,23 milioni nel 2015).

Il “Player trading”.

Il bilancio del Genoa tradizionalmente evidenzia una dipendenza da player trading notevole, dovuta all’importo elevato delle plusvalenze realizzate, ad eccezione dell’esercizio 2014, a causa della continua movimentazione nella rosa calciatori, con acquisti, cessioni e il meccanismo delle compartecipazioni, abolito dal 2015/16. Nel 2016, le plusvalenze, pari a € 31,9 milioni, sono riuscite a coprire il costo degli ammortamenti della rosa calciatori, pari a € 8,74 milioni, anche perché le minusvalenze sono state pari a € 2,22 milioni, gli altri oneri di gestione calciatori sono risultati pari a € 4,4 milioni e l’acquisto temporaneo di calciatori è risultato pari a € 2,1 milioni (€ 2,4 milioni nel 2015).



Il risultato del Player Trading risulta positivo per € 15,76 milioni. Nel 2015 era positivo per € 3,6 milioni. Nella sostanza, nell’esercizio 2016, le plusvalenze realizzate al netto delle minusvalenze riescono a coprire il costo degli ammortamenti.
Nel conto economico sono evidenziate plusvalenze da cessione diritti pluriennali per € 31,9 milioni (€ 30,9 milioni nel 2015), che rappresentano il 35% del valore della produzione.
Le maggiori plusvalenze realizzate hanno riguardato: Diego Perotti ceduto alla Roma per € 9.125.000, con una plusvalenza di € 8.656.250; Mandragora, ceduto alla Juventus per € 6 milioni, con una plusvalenza di € 5.802.720; Ansaldi ceduto all’Inter per € 8.500.000, con una plusvalenza di € 4 milioni; Sebastien De Maio ceduto all’Anderlecht per € 3.135.000, con una plusvalenza di € 3.056.739.
I ricavi da cessione temporanea prestazioni calciatori aumentano da € 2,2 milioni € 2,87 milioni. L’importo maggiore riguarda Diego Perotti (AS Roma), per € 1.000.000. Il prestito di Tachtsidis al Torino, nel 2016, ha fruttato 800.000 Euro.
I costi da acquisizione temporanea prestazioni calciatori ammontano a € 2.107.000 (€ 2.415.000 nel 2015) e l’importo maggiore riguarda Ansaldi (Zenit) per € 650.000, seguito da Pavoletti (Sassuolo) per € 500.000 e Matavz (FC Augsburg) per € 500.000.
 Le minusvalenze derivanti da cessione diritti pluriennali sono state pari a € 2.224.3107 (€ 6.481.017 nel 2015). L’importo maggiore riguarda la risoluzione contrattuale di Fetfatzidis, che ha provocato una minusvalenza di € 1.697.826.
Gli altri oneri di gestione calciatori includono Euro 3.841.413 per costi per la valorizzazione dei calciatori ed Euro 550.880 per contributo di solidarietà.

I costi.

I costi del personale pari a € 49.397.874 (€ 47.062.450 nel 2015), rappresentano il 54,1 % del valore della produzione, ma, se considerassimo il Fatturato Netto tale percentuale salirebbe al 97,4%. L’incidenza del costo del personale sui costi della produzione è del 54,2%. Il costo del personale tesserato ammonta a € 44.606.043 (€ 42.866.069 nel 2015).
Gli ammortamenti totali sono pari a € 17,4 milioni (€ 20,3 milioni nel 2015). Quelli riguardanti la rosa dei calciatori ammontano a € 13,13 milioni (€ 15,6 milioni nel 2015), di cui Euro 2.402.864 per i calciatori del settore giovanile.
Il costo complessivo di gestione dei calciatori (costo del personale+ammortamenti) incide sul valore della produzione per circa il 68,5%.

I costi per prestazioni di servizi diminuiscono del 19,6%, da € 8.744.255 a € 7.031.783. Tali spese comprendono i costi specifici tecnici pari a € 2.216.867, riguardanti le consulenze tecnico sportive per l’acquisto di calciatori e i costi per l’osservazione di calciatori.

Dal grafico seguente, emerge come il costo del lavoro del Genoa, dato dalla somma del costo del personale e degli ammortamenti dei calciatori, nel corso degli anni sia stato ampiamente superiore al fatturato netto, tuttavia nel 2015 sembrava confermarsi una tendenza verso il riallineamento del costo del lavoro col fatturato netto. Tale tendenza è venuta meno nel 2016 a causa della riduzione del fatturato netto.

 


I costi per godimento beni di terzi ammontano a € 1.226.946 (€ 1.280.559 nel 2015). L’affitto di impianti e campi sportivi ammonta a € 517.667 (€ 684.000 nel 2015), mentre l’affitto di impianti e campi sportivi per il settore giovanile risulta pari a € 132.409 (€ 126.029 nel 2015).

La gestione finanziaria, escludendo il meccanismo delle compartecipazioni è negativa per € 3,4 milioni (- € 4,9 milioni nel 2015) a causa degli interessi passivi verso banche per € 2,64 milioni e altri interessi passivi per € 834.970.
Il risultato prima delle imposte è negativo per € 3.401.360; nel 2015 era negativo per 10,1 milioni di Euro, nel 2014 per € 33,2 milioni.
Tali risultati negativi, mettono a rischio il rispetto della soglia di tolleranza di 30 milioni di perdita aggregata, per gli esercizi 2014, 2015 e 2016, prevista dal “Break-even rule” del Fair Play Finanziario, tenuto conto che l’aggregato dei risultati prima delle imposte 2012 e 2013 è negativo. Occorrerebbero che siano non considerati come costi “virtuosi” (settore giovanile) circa 16 milioni.
L’IRAP corrente per € 1.787.405 e i proventi da consolidato fiscale per € 1.119.302, determinano un risultato netto negativo per € 4.069.462.

Conclusioni.

In sintesi, il bilancio 2016 mostra una perdita di 4,1 milioni, inferiore a quella del 2015 che era di 10,5 milioni; le plusvalenze continuano ad essere determinanti per l’equilibrio della gestione operativa calcistica e le plusvalenze realizzate nella sessione di calciomercato invernale di gennaio 2017, sono risultate importanti per adottare il principio di continuità aziendale. Non è forse un caso che il Genoa inizia il campionato con una rosa competitiva formata da determinati calciatori e concluda la stagione sportiva con una rosa meno competitiva formata da altri calciatori.
Anche per la prossima stagione sportiva il Genoa continuerà a fare affidamento su “un piano di mercato che garantisca plusvalenze da cessioni in linea con le performance degli anni precedenti”.
Per quanto riguarda i ricavi dei diritti televisivi la stagione sportiva 2017/18 potrà contare sul contratto centralizzato che scade il 30 giugno 2018. Per quanto riguarda le stagioni sportive 2018/19; 2019/20 e 2020/21 bisognerà conoscere il risultato della seconda asta o delle altre decisioni che saranno prese.


martedì 13 giugno 2017

I risultati economici record del 2016 di Ferrari N.V.



Luca Marotta


L’esercizio 2016 si è chiuso con un utile record e con l’ennesimo fatturato record. Durante il 2016 è stato completato lo spin off dell'azienda dalla FCA.

Nel 2016 sono aumentate le consegne, è aumentato il fatturato e l’utile consolidato netto.

Dal 4 gennaio del 2016, la società “Ferrari N.V.” è quotata sul mercato MTA gestito da Borsa Italiana.

Dal 21 ottobre del 2015, la società “Ferrari N.V.” è quotata alla Borsa di New York.
“Ferrari NV” è la ridenominazione di “New Business Netherlands NV”, che è stata creata il 24 maggio 2013, come società controllata da FCA e come società holding del gruppo Ferrari in possesso del 100% di Ferrari SpA. Tale società è stata utilizzata come veicolo di diritto olandese per rendere possibile l’IPO. Prima dell’IPO, “Ferrari NV” era controllata al 90% da FCA e al 10% da Piero Ferrari.

Il Gruppo e la valutazione.

Al termine della Separazione il 3 gennaio 2016, la società “Ferrari S.p.A” divenne una filiale interamente controllata dalla società “Ferrari N.V.”, che ne possiede il 100%.
“Ferrari N.V.” possiede indirettamente attraverso “Ferrari S.p.A” tredici società: Ferrari North America Inc.; Ferrari Japan KK; Ferrari Australasia Pty Limited; Ferrari (HK) Limited; Ferrari International Cars Trading (Shanghai) Co. L.t.d.; Ferrari Far East Pte Limited; Ferrari Management Consulting (Shanghai) Co. L.t.d.; Ferrari South West Europe S.a.r.l.; Ferrari Central East Europe GmbH; G.S.A. S.A.; Ferrari North Europe L.t.d.; Mugello Circuit S.p.A., che si occupa della gestione della pista; Ferrari Financial Services S.p.A. , che si occupa di servizi finanziari.
Sono controllate indirettamente al 100% attraverso altre società del Gruppo cinque società statunitensi che si occupano si servizi finanziari: Ferrari Financial Services Inc.; Ferrari Auto Securitization Transaction, LLC; Ferrari Auto Securitization Transaction - Lease, LLC; Ferrari Auto Securitization Transaction - Select, LLC USA; Ferrari Financial Services Titling Trust; ed una società statunitense che si occupa di vendite al dettaglio: 410, Park Display Inc..

Società controllate da Ferrari NV sono: Fondazione Ferrari Italy Service company 100%; Scuderia Ferrari Club S.c.a.r.l. Italy Service company 94% e New Business 33 S.p.A. Italy Holding company 100%. Fondazione Casa di Enzo Ferrari (Service company 25%) figura come associata. Risulta una filiale nel Regno Unito “UK Branch UK” che si occupa di vendita e assistenza post-vendita.
L'investimento iniziale in Ferrari S.p.A. è stato misurato nel bilancio d'esercizio 2015 basato sul prezzo di transazione di € 8.778.000.000 determinato da una valutazione indipendente. Nel bialcio di esercizio fi Ferrari NV risultano anche partecipazioni in imprese controllate per Euro 123.000 relativi alla società New Business 33 S.p.A. (ex Fiat Investments S.p.A.).
Sempre nel bilancio di esercizio di “Ferrari NV”, l'investimento in Ferrari S.p.A. è iscritto al costo di euro 8.778.000.000; mentre sulla base del prezzo di chiusura, al 30 dicembre 2016, di 55,3 euro per azione e considerando 193.923.499 azioni ordinarie in circolazione, la capitalizzazione di mercato di Ferrari N.V. al 31 dicembre 2016 ammonta a circa 10,7 miliardi di euro.
Considerando l'indebitamento aggiuntivo di 3,1 miliardi di Euro esistente in “Ferrari N.V.”, applicato al valore dell’investimento, per un indicatore di impairment riguardante l'investimento stesso, sulla base della capitalizzazione di mercato, nel documento finanziario è scritto che il prezzo delle azioni dovrebbe scendere a circa 30 euro per azione. L’8 giugno 2017, la quotazione ha toccato il valore di 82,90.



Il Fatturato e il risultato economico.

Dai dati contabili dell’Annual Report di Ferrari NV del 2016, Ferrari mostra un fatturato netto di 3,11 miliardi di Euro, in crescita del 8,8% rispetto al 2015.
Il tasso di crescita annuale composto (CAGR) del fatturato netto degli ultimi cinque anni è dell’8,7%.
  
 


Nel 2015, i ricavi netti sono stati pari a 2,85 miliardi di Euro. I Ricavi netti di Ferrari nel 2014 erano pari a 2,76 miliardi di Euro, mentre nel 2013 erano pari a 2,34 miliardi di Euro.

I ricavi da Automobili e parti di ricambio, pari ad Euro 2,18 miliardi, hanno registrato un incremento del 5% rispetto all'esercizio precedente. I ricavi da Motori, pari ad Euro 338 milioni, hanno registrato un incremento del 55%, riconducibile principalmente alle vendite a Maserati e ad altri team di Formula 1. I ricavi da Sponsorizzazioni, proventi commerciali e relativi al marchio risultano pari ad Euro 488 milioni, in aumento dell’11%. Tali ricavi nel 2015 erano pari a 441 milioni di Euro e subiscono anche l’effetto della partecipazione al Campionato del Mondo Formula 1. Nel 2014 erano pari a 417 milioni di Euro.

Le consegne effettuate nel 2016 sono state pari a 8.014 modelli; nel 2015 ammontavano a 7.664 modelli; pertanto, si è registrato un aumento del 4,6% circa.
Nel settore sport le vetture consegnate aumentano da 4.703 a 5.373; invece nel settore GT diminuiscono da 2.961 a 2.641.
Nel complesso, le consegne dei modelli a 12 cilindri aumentano del 3,6% circa; mentre i modelli a 8 cilindri aumentano del 4,8% circa.

Dal punto di vista geografico 5 nazioni Europee (Germania, Regno Unito, Francia, Svizzera e Italia) hanno assorbito il 30,5% del fatturato 2016. Le stesse nel 2015 ne assorbivano il 29,1%. La zona delle Americhe ha assorbito il 33,5% del fatturato, mentre nel del 2015 ne assorbiva il 34,4%. China, Hong Kong e Taiwan il 7,7% (8% nel 2015). Da notare che nel quarto trimestre 2016 le consegne riguardanti Cina, Hong Kong e Taiwan Ferrari ha deciso di concludere la collaborazione con il distributore di Hong Kong.

Il costo del venduto pari a 1,58 miliardi di Euro risulta aumentato del 5,4%.

 


Il costo del personale ammonta ad Euro 294.046.000 (Euro 284.947.000 nel 2015), con un’incidenza sui ricavi netti del 9,47% (9,98% nel 2015).

Al 31.12.2016 il numero dei dipendenti ammontava a 3.248, mentre al 31.12.2015 erano 2.998. Di questi 1407 erano “colletti bianchi” e 1751 “colletti blu”. La media dipendenti nel 2016 è stata di 3115 (2954 nel 2015).

Gli ammortamenti e le svalutazioni ammontano a circa 248 milioni di Euro. L’EBITDA rettificato con gli Oneri in relazione alla campagna di richiamo airbag Takata (pari a 37 milioni), ammonta a 880 milioni di Euro.

Per quanto riguarda l’EBIT, ossia il risultato prima degli interessi e delle tasse, registra l’importo positivo di 595 milioni di Euro, in aumento di 151 milioni di Euro (+34%) rispetto all’EBIT dell’esercizio precedente.
L’EBIT del 2014 era pari a 389 milioni di Euro, mentre nel 2013 era pari a 364 milioni di Euro.

La gestione finanziaria, da essere negativa nel 2015, per 10 milioni di Euro, nel 2016 risulta negativa per 28 milioni di Euro circa. Sono riportati componenti positivi per 2,6 milioni di Euro e componenti negativi per 30,4 milioni di Euro.
Le spese per interessi bancari per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2016 comprendono principalmente le spese di interesse su debiti sostenuti direttamente o indirettamente, a seguito della ristrutturazione e in particolare gli interessi relativi al Term Loan e al Bridge Loan (rimborsato nel marzo 2016), utilizzate principalmente per ripagare una parte delle passività finanziarie con il Gruppo FCA, sotto forma di “FCA Note”. Gli interessi passivi bancari includono anche gli interessi passivi su altri finanziamenti bancari. Gli interessi su obbligazioni comprendono le spese di interessi sul titolo emesso nel marzo 2016.
Gli interessi passivi sulle passività finanziarie con il Gruppo FCA per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2015 erano pari a circa 9,3 milioni di Euro ed erano relativi al debito per “FCA Note”.

Il risultato prima delle imposte è positivo per € 567 milioni; nel 2015 era positivo per € 434 milioni. Nel 2014 era positivo per € 398 milioni e nel 2013 per € 366 milioni.
E’ prevista la distribuzione di un dividendo di Euro 0,635 per azione ordinaria, corrispondente alla distribuzione complessiva agli azionisti di circa Euro 120 milioni.

Il risultato netto è positivo per 399,6 milioni di Euro e segna un aumento di 109,6 milioni di Euro rispetto al 2015 (+37,8%).


Le Relazioni con Parti correlate

Le Relazioni con Parti correlate hanno generato Euro 250,9 milioni di ricavi netti; Euro 92 milioni di costi ed Euro 471 mila di oneri finanziari netti. Dal lato dei ricavi il rapporto con Maserati ha determinato241,5 milioni di Euro di ricavi netti.


Lo Stato Patrimoniale.

Il totale dell’attivo rimane sostanzialmente invariato a 3,85 miliardi di Euro.
L’attivo non corrente rappresenta il 51% del totale.
Nell’attivo corrente le disponibilità liquide aumentano da Euro 182,7 milioni a Euro 457,8 milioni e rappresentano l’ 11,9% dell’attivo.



Il Patrimonio netto consolidato è positivo per 330 milioni di Euro. Nel 2015, era negativo per 19,4 miliardi di Euro.

La variazione è dovuta principalmente all’utile di esercizio per 399,7 milioni di Euro; alla distribuzione dividendi per Euro 86,9 milioni.

Il capitale sociale risulta composto da n. 193.923.499 azioni ordinarie, di cui n. 5.000.000 di proprietà di Ferrari NV (senza diritto di voto) e n. 56.497.618 azioni speciali di voto, di cui n. 2.922 di proprietà Ferrari NV (senza diritto di voto). Il valore nominale delle azioni è di Euro 0,01. Le azioni speciali di voto non sono quotate, non sono trasferibili (con limitate eccezioni) e ciascuno di esse dà diritto ad un voto.

La composizione del Patrimonio netto è la seguente:



L’Indebitamento.

Al 31 dicembre 2016, l’indebitamento finanziario netto è pari a 1,39 miliardi di Euro (1,9 miliardi di Euro nel 2015), mentre il Net Industrial Debt è pari a 653 milioni di Euro (797 milioni di Euro nel 2015).



Al 31 dicembre 2016, la liquidità aumenta da 322 milioni a 458 milioni di Euro. I debiti finanziari con le terze parti ammontano a 1,85 miliardi di Euro.
Nel dettaglio i debiti verso le Banche, al 31 Dicembre 2016, ammontano a € 836.886.000 (€ 2.245.144.000 al 31 Dicembre 2015); i debiti obbligazionari ammontano a € 497.614.000; i debiti verso FCA risultano azzerati (€ 3.787.000 nel 2015); i debiti per le cartolarizzazioni ammontano a Euro 485.670.000 e gli atri debiti a € 27.871.000 (€ 11.459.000 nel 2015).

I prestiti bancari per € 800.383.000 (€ 1.495.725.000 nel 2015) sono relativi al prestito a termine “Term Loan” e per € 36.503.000 sono relativi ad altri prestiti bancari (€250,432.000 nel 2015). I prestiti bancari al 31 dicembre 2015 includevano € 498.987.000 relativi al “Bridge Loan”, che è stato rimborsato nel marzo 2016.

Nel complesso l’importo dei debiti finanziari correnti è di Euro 399.876.000 (€ 919.409.000nrl 2015).

Il Rendiconto Finanziario.

La variazione delle disponibilità liquide è stata positiva per 275 milioni di Euro.

 


Il flusso di cassa generato dall’attività operativa è stato positivo per circa 1 miliardo di Euro. Il flusso di cassa assorbito dall’attività di investimento è stato negativo per Euro 320 milioni. Il flusso di cassa assorbito dall’attività di finanziamento è stato negativo per Euro 411 milioni.
Le differenze di cambio hanno determinato un effetto positivo sui flussi di cambio per circa 1 milione di Euro.
Per quanto riguarda l’attività di finanziamento risultano rimborsi per il “Term Loan” per Euro 700.846.000 e rimborsi per il “Bridge Loan” per 500.000.000. Si sono verificati flussi positivi di cassa per l’emissione di obbligazioni per l’importo di Euro 490.729.000.

Conclusioni.

Anche il 2016 è stato un anno importante per la Ferrari, che ha visto un aumento delle consegne, di fatturato e di utili, oltre alla quotazione nella Borsa di Milano.

Per il 2017 il Gruppo stima di poter conseguire consegne per 8.400 unità, incluse le supercar; Ricavi netti per Euro 3.3 miliardi; un EBITDA rettificato per  Euro 950 milioni; un Indebitamento industriale netto per Euro 500 milioni, inclusa la distribuzione di utili.

venerdì 9 giugno 2017

Forbes: la Juventus prima delle Italiane per valore.


Luca Marotta


Il 6 giugno 2017, è stata pubblicata l’annuale classifica di Forbes “The World's Most Valuable Soccer Teams 2017”,
Forbes si occupa della valutazione delle squadre di calcio, perché fanno parte di un grande business dovuto alla popolarità dei loro marchi e dell’importante seguito notevole che hanno nel pubblico globale. La lista dei venti club di maggior valore è redatta secondo una metodologia che valuta le società di calcio in base ai multipli dei ricavi, ai prezzi delle transazioni passate e allo stato corrente dello stadio della squadra. Tale metodologia si basa anche sui dati della Deloitte & Touche, “Football Money League”.
In base a tale classifica, il Manchester United ha superato il Real Madrid come la squadra di calcio con più valore al mondo.
La valutazione del Manchester United è stata pari a 3,69 miliardi di USD ed ha permesso ai Reds di tornare in cima alla lista annuale per la prima volta in cinque anni.
Il club spagnolo del Barcellona è risultato secondo con un valore di 3,64miliardi di USD; mentre, il Real Madrid con 3,58 miliardi di USD, è sceso al terzo posto.
Nel 2016 ai primi due posti della classifica figuravano il Real Madrid con un valore stimato di 3.650 milioni di USD e il Barcellona con 3.549 milioni di USD. Terzo gradino del podio per il Mancester United con 3.317 milioni di USD.
Il Real Madrid, che è stato al top negli ultimi quattro anni, ha visto un decremento di valore del 2%, mentre per il Manchester United è aumentato dell'11%.
Il Bayern Munich con 2.71miliardi di USD è risultato quarto.
La Juventus si colloca al nono posto con 1.26 miliardi di USD e risulta il primo club italiano.
Tra le prime 10 figurano ben sei squadre inglesi, precisamente: Manchester United (3,69 miliardi di USD), Manchester City (2,08 miliardi di USD), Arsenal (1,93 miliardi di USD), Chelsea (1,85 miliardi di USD), Liverpool (1,49 miliardi di USD) e Tottenham (1,06 miliardi di USD).
A queste si devono aggiungere, il West Ham (634 milioni di USD) che è quindicesimo ed il Leicester (413 milioni di USD) diciannovesimo, che ha vinto la English Premier League nel 2015-16.
Germania, Italia e Francia sono presenti tra le prime 10 con solo un club a testa; Paris Saint Germain (841 milioni di USD); Bayern Munich (2,7 miliardi di USD) e Juventus (1,26 miliardi di USD).



Per quanto riguarda le squadre italiane la Juventus è prima con 1,26 miliardi di USD. AC Milan, che è tredicesimo con 802 milioni di USD, è il secondo club italiano per valore. As Roma che è diciassettesimo con 569 milioni di USD, è il terzo club italiano per valore. FC Internazionale Milano con 537 milioni di USD è diciottesima nella classifica assoluta e risulta il quarto club italiano per valore. Il Napoli con 379 milioni di USD è il ventesimo club per valore, ed il quarto club italiano.
Anche nel 2016, erano cinque le squadre italiane inserite nella top 20 dei club calcistici di maggior valore al mondo e solo la Juventus rientrava tra le prime 10, essendo nona assoluta con un valore di 1.299 milioni di USD. Il Milan era dodicesimo con 825 milioni di USD, l'Inter sedicesima con 559 milioni di dollari, la Roma è diciottesima con 508 milioni di USD e il Napoli diciannovesimo con 396 milioni di USD.
L’Influenza del Valore del Brand.
Il valore del club contiene il valore del Brand. La classifica di Forbes relativa ai valori del brand rispecchia sostanzialmente quella del valore del club. Bisogna evidenziare che ci sono due club come West Ham e AS Roma che hanno ottenuto una migliore posizione in termini di valore assoluto del club rispetto al valore del Brand e ci sono due club come Schalke 04 e Inter che hanno ottenuto una peggiore posizione in termini di valore assoluto del club rispetto al valore del Brand. Nel caso di Inter e Roma ha influito il fatturato relativo ai ricavi televisivi. Lo stesso dicasi per il West Ham che ha superato lo Schalke 04.



Dalla tabella emerge che il valore del brand influisce sul valore assoluto dei club per circa il 14,2%. Il fattore che incide di più è il moltiplicatore dei ricavi televisivi per il 35,1%, seguito da quello dei ricavi commerciali, che incide per il 33,8%.
Nel caso specifico dei primi quattro club: Manchester United, Barcellona, Real Madrid e Bayern Munich, il moltiplicatore dei ricavi commerciali è quello che incide maggiormente per il valore del club.

Conclusioni.

Anche il responsabile del report di Forbes ha evidenziato che il ritorno del Manchester United al primo posto della classifica è una testimonianza della forza del marchio e del marketing del Manchester United stesso.
La Juventus si conferma come primo club italiano sia per valore complessivo del club che per valore del Brand oltre ad l'unico classificatosi tra i primi dieci.
Occorre evidenziare che i risultati della classifica 2017 di Forbes, risentono ancora dei dati di fatturato 2015/16, ed è facile prevedere che per la prossima classifica almeno il valore complessivo del club possa aumentare..




giovedì 8 giugno 2017

Brand Finance 50: la Juventus prima delle Italiane.



Luca Marotta

Il 6 giugno 2017, è stata pubblicata l’annuale classifica “Brand Finance Football 50 2017”,
Brand Finance mette a confronto ogni anno migliaia di brand tra i più grandi al mondo per valutare quali sono i più prestigiosi e con più valore. “Brand Finance Football 50 2017” è solo una delle tante relazioni annuali prodotte da Brand Finance.
Nella documento si legge che Brand Finance calcola i valori dei marchi di alcune società sportive calcistiche usando l’approccio del "Royalty Relief". In particolare, nel documento di Brand Finance è spiegato che “questo approccio include una stima delle vendite future attribuibili al marchio e il calcolo del tasso di royalty che andrebbe addebitato per l’uso del marchio stesso, cioè quanto il proprietario avrebbe pagato per l’uso del brand, assumendo che non ne fosse possessore”.
Il Valore del brand (“Brand Value”) equivale al valore attuale netto del fatturato attribuibile al brand, che viene attualizzato al netto delle tasse.Nella sostanza, il “Brand Value” è il risultato di una moltiplicazione tra Indice di Forza del Brand (BSI) per il Brand ‘Royalty rate’ e per il “Brand revenues” (previsioni di fatturato).
La Forza del brand viene espressa con un punteggio da 1 a 100 e determina il punteggio “BSI”; il punteggio BSI viene applicato ad un intervallo di tasso di royalty in base al settore (che varia in percentuale da brand debole a brand forte) e il tasso di royalty si applica alle previsioni di fatturato per determinare il fatturato attribuibile al brand.



I primi 5 posti sono occupati da: Manchester United FC con 1.733 milioni di USD (1.551 milioni di Euro); Real Madrid CF con 1.419 milioni di USD (1.271 milioni di Euro); FC Barcellona con 1.418 milioni di USD (1.269 milioni di Euro); Chelsea con 1.248 milioni di USD (1.117 milioni di Euro) e FC Bayern Munich con 1.222 milioni di USD (1.094 milioni di Euro).
In termini di dollari USA, superano il valore di un miliardo di dollari anche il Manchester City con 1.021 milioni di USD e il Paris Saint-Germain con 1.011 milioni di USD.
Per via del cambio adottato nella classifica: 1 EUR = 1,12 USD; occorre evidenziare in termini di EURO, che i primi 5 club sono anche quelli che possiedono un brand con un valore superiore al miliardo di Euro. Infatti, il Manchester City risulta sesto con 914 milioni di Euro ed il Paris Saint-Germain settimo con 905 milioni di Euro.
La Juventus, prima delle italiane, si colloca al dodicesimo posto, con un valore del brand pari a 492 milioni di USD (440 milioni di Euro), con un incremento del 72% rispetto al valore della classifica del 2016 che era di 287 milioni USD.
In termini di Euro, l’incremento è inferiore, poiché è pari al 67%, in conseguenza del diverso valore di cambio adottato per il 2016 che era 1 EUR = 1,09 USD. Infatti, in termini di Euro il valore era di 264 milioni di Euro. In ogni caso, la posizione della Juventus resta invariata. Tra le italiane il Milan segue al diciottesimo posto con 286 milioni di USD; l’Inter al ventottesimo posto con 217 milioni di USD; la Roma al trentunesimo posto con 188 milioni di USD e il Napoli al trentaduesimo posto con 177 milioni di USD.
La forza del marchio
Per quanto riguarda la “forza del brand”, la stessa è espressa come punteggio BSI (“Brand Strenght Investment”) su una scala da 1 a 100 e con una lettera in una scala da “AAA +” a “D”.
Al primo posto col marchio “più forte” figura il Real Madrid con un punteggio di BSI di 96.1 ed un rating AAA+, seguito da Barcellona con 95,4, Bayern con 92.1, e Manchester United con 91.4.
Da notare che il club col Brand di maggior valore, ossia il Manchester United, non corrisponde al club che ha il brand più forte, ossia il Real Madrid. Tra “forza” del brand e valore dello stesso sia il Real Madrid, che il Barcellona perdono una posizione. Il Bayern da essere terzo come “forza” del Brand diventa quinto per valore.
La Juventus risulta al quinto posto con un punteggio di BSI di 90.5 ed un rating AAA+. Rispetto al valore del brand migliora di sette posizioni.
Il Tottenham che figura tra le prime dieci per valore del brand, non figura tra le prime dieci per la “forza del brand”. In effetti per tale classifica si colloca al quindicesimo posto con un rating “AA+”.



Per quanto riguarda gli altri club Italiani, italiane il Milan occupa l’undicesimo posto con un rating “AAA+”; l’Inter il quattordicesimo posto con un rating “AAA+”; la Roma il sedicesimo posto con un rating “AA+” e il Napoli il diciottesimo posto con un rating “AA+”.

Conclusioni.
La Juventus è il primo club italiano sia per “valore” che per “forza” del Brand, tuttavia evidenzia ampi margini di miglioramento, soprattutto per quanto riguarda il “valore”, che non riflette appieno le potenzialità della “forza del brand”, che si colloca al quinto posto.
Bisogna tener presente che le previsioni di fatturato di “Brand Finance Football 50 2017” non contengono le potenzialità del fatturato 2016/17, che si preannuncia come un fatturato record.


sabato 3 giugno 2017

Bilancio Fiorentina 2016: Marcos Alonso riduce la perdita.

  

Luca Marotta


ACF Fiorentina Spa ha chiuso il bilancio d’esercizio al 31/12/2016 con una perdita netta di € 2.736.769. Mentre, l’esercizio solare 2015 si era chiuso con una perdita netta di € 15.581.807 e il 2014 con una perdita di € 37 milioni.

Di fatto, la Fiorentina ha continuato a vendere dei calciatori importanti, onde realizzare delle plusvalenze e attenuare l’impatto dello squilibrio economico. Nel 2016, è toccato a Marcos Alonso, che ha permesso di realizzare una plusvalenza di 22,13 milioni di Euro. Negli anni precedenti sono stati ceduti calciatori, che hanno determinato plusvalenze importanti, come: Cuadrado; Jovetic e Nastasic.

Gli Amministratori sposano in pieno la filosofia posta alla base del Fair Play Finanziario, voluto dall’UEFA. Infatti, secondo gli Amministratori, la riduzione della perdita dimostra “concretamente la determinazione e la capacità della Fiorentina nel dare attuazione alle indicazioni del Comitato UEFA sul Fair Play finanziario con l’obbiettivo di rendere economicamente più sano e corretto il mondo del calcio professionale”. Inoltre, il miglioramento è stato coniugato con le strategie di sviluppo, volute dai soci, che, nei prossimi anni, dovrebbero generare risultati in chiave di attenta gestione societaria; dei risultati della prima squadra e del settore giovanile e dei progetti per nuove strutture. Il tutto, secondo gli Amministratori, determinerà l’arricchimento e la valorizzazione di ogni settore del club. Durante il 2016, si è registrata un’accelerazione per quanto riguarda l'approvazione del progetto del nuovo Stadio.

Dal punto di vista sportivo, la prima parte dell’esercizio 2016, riguardante la parte finale della stagione sportiva 2015/16, si è conclusa con il conseguimento del quinto posto e la conseguente qualificazione all’Europa League, direttamente nel Group Stage; ed è stata eliminata nei sedicesimi di finale dal Tottenham. Per quanto riguarda invece la partecipazione alla Coppa Italia 2015/2016 la Fiorentina è stata eliminata dalla competizione negli ottavi di finale dal Carpi.
La seconda parte dell’esercizio 2016, riguardante la parte iniziale della stagione sportiva 2016/17, si è conclusa all’ottavo posto in campionato, non conseguendo il diritto alla partecipazione alle competizioni europee. Nella competizione Uefa Europa League, la Fiorentina è stata eliminata nella fase dei sedicesimi di finale dopo il doppio confronto con il Borussia Mönchengladbach, mentre per quanto riguarda la Coppa Italia, è stata eliminata nei quarti di finale dal Napoli.

Il Gruppo.

La società appartiene al Gruppo “DIEGO DELLA VALLE & C. S.R.L.”, che predispone il bilancio consolidato. DIEGO DELLA VALLE & C. S.R.L. detiene il 97% delle azioni, pari a 7.275.000 e Andrea Della Valle l’1%, pari a 75.000. Il restante 2% delle azioni è detenuto dalla controllata Firenze Viola Srl, pari a 150.000 azioni.
La società controllata Firenze Viola Srl è detentrice del marchio Fiorentina e dei Trofei acquisiti dal fallimento della precedente società A.C. Fiorentina S.p.A. ed ha beneficiato del conferimento del ramo commerciale d’azienda. ACF Fiorentina Spa ha mantenuto: il Main Sponsor, lo Sponsor Tecnico, gli Sponsor Istituzionali, tutti i rapporti contrattuali riguardanti la cessione dei diritti di trasmissione, nonché tutti i proventi dalla biglietteria. Firenze Viola srl ha concesso ad uso esclusivo di ACF Fiorentina Spa l’utilizzo del marchio “Fiorentina”, a fronte di un canone annuo, per il 2016, di € 300.000.
La società ACF Fiorentina Spa detiene le partecipazioni totalitarie nelle società Firenze Viola Srl, Promesse Viola Srl, che si occupa di servizi inerenti vitto, alloggio, trasporto, supporto logistico per gli allenamenti e assistenza allo studio agli atleti del settore giovanile; Fiorentina Women's SSD a r.l., che ha per oggetto l’organizzazione di attività sportive dilettantistiche del calcio femminile.
ACF Fiorentina Spa redige il bilancio consolidato ai soli fini del soddisfacimento della normativa FIGC.
Nel mese di marzo 2015, ACF Fiorentina S.p.A. ha acquisito una partecipazione del 15% della società Wadhawan Sports Private Limited che controlla il Pune City FC (INDIA), per originari € 1.753.270. Nel corso del 2016 tale partecipazione è stata aumentata di Euro 750 mila. Al 31.12.2016, il valore della partecipazione in bilancio di Euro 750 mila.
La società inoltre deteneva indirettamente, mediante la controllata Promesse Viola Srl, la partecipazione di controllo nella società americana International Development Players Llc, che è stata dismessa.

La continuità aziendale.

Nella nota integrativa è scritto che la valutazione delle voci di bilancio è stata fatta nella prospettiva della continuazione dell'attività, “non sussistendo incertezze significative a riguardo”.

Nella Relazione sulla Gestione gli Amministratori hanno scritto che i risultati sportivi non rispecchiano lo sforzo economico profuso e soprattutto il monte ingaggi. Secondo gli Amministratori il monte ingaggi, che si aggira intorno ai 60 milioni, rappresenta una cifra molto elevata per i ricavi della Fiorentina, e non risulterebbe sostenibile “se non con l’intervento dei Soci ai quali viene richiesto, ancora una volta, di guidare la società verso la sostenibilità economica, non solo attraverso l’indirizzo strategico, ma anche con un ulteriore supporto finanziario diretto”.

I Revisori della Deloitte & Touche S.p.A. non hanno evidenziato alcun richiamo o rilievo.

La struttura dell’attivo.

Gli impieghi sono rappresentati per il 56,5% dalle immobilizzazioni, per il 41,8% dall’attivo circolante e per l’ 1,7% da ratei e risconti attivi.

Causa la mancanza di uno stadio di proprietà gli investimenti infrastrutturali, confluiscono nelle immobilizzazioni immateriali. Tra le “Immobilizzazioni in corso”, pari ad Euro 1.161.251, sono allocati costi per € 836.250 per i progetti relativi alla costruzione del nuovo stadio, che riguardano parcelle relative agli studi di architettura e di progettazione per la realizzazione del progetto definitivo. Tra le “Altre Immobilizzazioni”, pari ad Euro 6.821.353, sono compresi i costi per migliorie e spese incrementative su beni di terzi (Stadio e Centro sportivo). Nel 2016, sono stati realizzati interventi per Euro 369.405.

Nuovo stadio.
Nella Relazione sulla Gestione è scritto che Il 2016 sarà ricordato come l'anno durante il quale il percorso per l'approvazione del progetto del nuovo Stadio ha vissuto un’accelerazione importante. Secondo gli Amministratori l’attuazione del progetto del nuovo Stadio cambierà il futuro patrimoniale e sportivo del club. Nel corso del mese di marzo 2017 la Società avrebbe presentato il progetto del nuovo Stadio.



L’attivo, pari a € 163,5 milioni circa (€ 186,7 milioni nel 2015), risulta diminuito del 12,44%.
Le immobilizzazioni incidono sull’attivo per il 56,5%. I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori rappresentano il 59,9% delle immobilizzazioni ed il 33,9% dell’attivo.
Il 20,6% delle immobilizzazioni, per l’importo di Euro 19.033.306, riguarda le partecipazioni totalitarie in: Firenze Viola srl (€ 19 milioni); Promesse Viola Srl (€ 12.022); Fiorentina Women's SSD a r.l. (€ 21.284).
La partecipazione del 15 % della Wadhawan Sports Private Limited che controlla il Pune City FC (INDIA), è stata completamente svalutata al 31 dicembre 2016 in quanto i risultati economici di bilancio della società indiana presentano valori negativi. Il valore originario della partecipazione, già svalutata nel 2015, era di Euro 1.753.000; nel 2016 si è incrementato di Euro 750 mila e svalutato dello stesso importo.
La partecipazione di controllo nella società americana International Development Players Llc è stata dismessa.

L’attivo immobilizzato comprende la Library acquistata dalla RAI, nel 2012, al prezzo di € 11.200.000. In bilancio figura una valore residuo di € 9,7 milioni. Il valore di tali diritti è stato determinato da un’apposita perizia redatta da un esperto indipendente ed in funzione dei flussi di ricavi che saranno conseguiti nel tempo e viene ammortizzato in 30 anni con decorrenza dal 30 Settembre 2012.
Contestualmente con la stessa Rai fu stipulata una transazione per l'utilizzo pregresso della Library per un importo di € 3 milioni, ed fu concesso il diritto trentennale di utilizzo della stessa Library sino al 2042, nonché il diritto di rinnovare il citato contratto di utilizzo della stessa dal 30 giugno 2042 al 30 giugno 2072 per € 1.000.000. Per l'utilizzo della “Libreria storica” la Fiorentina stipulò dei contratti con la RAI che genereranno ricavi sino al 30 Settembre 2042, già contrattualizzati per un valore complessivo pari a circa € 7.200.000, di cui € 957 mila di competenza del 2016 e per il quale risultano iscritti a bilancio risconti passivi oltre i dodici mesi per un importo pari a € 4.420.032.
Al 2012, risale anche un contratto con Infront Italy Srl, con cui è stato conferito l'incarico per la digitalizzazione, la catalogazione e l'organizzazione delle immagini appartenenti all'archivio RAI. Per questa operazione Infront procederà con la commercializzazione dell'archivio, attività per la quale viene previsto un corrispettivo pari a € 750.000 annui per le stagioni 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018.

I Crediti nei confronti della società controllante diminuiscono da € 28. 787.981 a € 23.328.918 e si riferiscono alle somme che dovranno essere ricevute in forza del Consolidato Fiscale Nazionale ai fini IRES, a cui la società ha aderito in qualità di controllata. L’incidenza di tali crediti sull’attivo è del 14,3%.
I Crediti verso imprese controllate iscritti nell'attivo circolante aumentano da € 38.482 a € 158.361.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,73 (1,62 nel 2015), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,98 (0,85 nel 2015), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di poco di pagare i debiti a breve. Tuttavia nel caso in questione i debiti a breve comprendono risconti passivi per 14,4 milioni di Euro.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, è il più importante per la verifica dell’equilibrio economico-finanziario ed è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 1,30, superiore alla soglia minima del 2016/17 stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,5.
Nella Relazione sulla Gestione è scritto che al 30/06/2016 il valore calcolato è stato pari a 0,89 ampiamente al di sotto della soglia minima stabilita dalla FIGC.


RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI
Il rapporto tra ricavi operativi, e la semisomma delle attività totali iniziali e finali, risponde ad una semplice, ma fondamentale domanda: quanto è stato investito e quanto si fattura? Considerando come ricavi operativi solo il fatturato netto e rapportandolo alla semisomma dell’attivo iniziale e finale, nel caso in questione, tale indicatore risulterebbe pari al 55,8% (52% nel 2015), pertanto ogni 100 Euro investiti si incassano 55,8 Euro, che è un segnale di una rotazione degli investimenti effettuati, superiore all’anno.

RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI
Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente, i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati.
Considerando come reddito operativo l’EBIT, che è negativo per € 2.163.646, e come attivo la semisomma delle attività iniziali e finali, risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si perderebbero, prima del calcolo degli interessi e delle tasse, circa 1,2 Euro; nell’esercizio precedente, sempre in riferimento all’importo investito di 100 Euro, si sarebbero persi circa 6,8 Euro.

Il Valore della Rosa.



  
Il valore netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori risulta diminuito da € 61,87 milioni a € 55,35 milioni. La variazione è dovuta a investimenti per Euro 32,1 milioni, a cessioni per un valore contabile residuo per circa € 11,83 milioni, ammortamenti per € 26,78 milioni.
Durante la sessione invernale del calciomercato 2015/16 è stato ceduto Mario Suarez al Watford per un corrispettivo di Euro 4.000.000 ed è stato acquistato Zarate dal West Ham (UK) per Euroi 1.876.232 oltre a SCHETINO Jancev dall’Atletico Genix per Euro 1.500.000.
Le cessioni principali della sessione estiva del calciomercato 2016, sono state: ALONSO Marcos (Chelsea) per Euro 24.000.000 e MATOS Ryder (Udinese) per Euro 5.000.000. Mentre, tra i calciatori acquistati a titolo definitivo figurano: ASTORI Davide (Cagliari) per € 4.300.000; DIKS Kevin (Vitesse) per Euro 2.800.000; DRAGOWSKY Bartolomiei (Jagiellona) per Euro 2.500.000;
OLIVERA Maximiliano (Penarol) per Euro 3.300.000 e CRISTOFORO Pepe (Sevilla) per Euro 2.500.000 e MAGANJIC Josip (Hajduk Spalato) per Euro 1.150.000.
Durante la sessione invernale di mercato 2016/17, è stato ceduto il calciatore Zarate al Watford per un corrispettivo di Euro 1.448.750; mentre sono stati acquistati a titolo definitivo ILLANES Minucci Svincolato con un costo di Euro 400.000 e CASTROVILLI Gaetano (Bari) per Euro 1.200.000.

Il Patrimonio netto.

Il patrimonio netto risulta positivo per € 68.874.275 (€ 71.611.044 nel 2015) e finanzia il 42,1% delle attività (38,3% nel 2015).
La variazione negativa di 2,7 milioni è dovuta alla perdita di esercizio di Euro 2.736.769.

Il rapporto tra patrimonio netto e diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori è pari a 1,24 (1,16 nel 2015). Tale indicatore significa che il valore contabile netto della rosa è finanziato totalmente con i mezzi propri.
Secondo la riclassificazione operata dagli amministratori, il Capitale Circolante netto è negativo per € 177.834, nel 2015 era negativo per € 3.341.984. Se non si considerassero i risconti passivi a breve pari a Euro 10.015.491 (€ 21.050.535 nel 2015), che sono ingenti a causa della contabilizzazione per anno solare e non per stagione sportiva, il capitale circolante netto sarebbe positivo.

La struttura del Passivo.

Il capitale di terzi finanzia il 57,9% delle attività (61,7 nel 2015).

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, è pari a 0,73 (0,62 nel 2015).
Il che sta a significare che il capitale di terzi prevale sui mezzi propri.
Anche, se bisogna evidenziare che l’equity ratio è pari al 42,1% e per la Serie A italiana è uno dei migliori.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
I debiti iscritti in bilancio al 31.12.2016 ammontano a € 72,7 milioni, mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 120,57 milioni.
Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 0,6, comunque inferiore alla soglia massima consentita del 2016/17 stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 1,75. Tale soglia è destinata a ridursi nel 2017/18 a 1,5.
Nella Relazione sulla gestione è scritto che al 30/06/2016 il valore calcolato è stato pari a 0,59, ampiamente dentro i parametri FIGC.

I ratei e risconti passivi ammontano a € 14.435.574 (€ 25.676.021 nel 2015) e finanziano l’ 8,8% delle attività (13,7% nel 2015).
I risconti passivi, riguardanti i ricavi anticipati relativi al secondo semestre della stagione sportiva, ammontano a € 14.433.220 (€ 25.623.551 nel 2015). Le principali voci dei risconti passivi riguardano i Diritti TV stagione sportiva 2016/17 (€ 4.429.032), Proventi da diritti di immagine archivio RAI (€ 4.595.486), i Ricavi da sponsorizzazioni ufficiali, i ricavi da Trasferimenti temporanei calciatori: e l’incasso netto da abbonamenti partite in casa.
I risconti passivi oltre i dodici mesi sono pari a € 4.420.082 e si riferiscono ai ricavi derivanti dalla cessione dei diritti dell’archivio Library RAI.
La voce Ratei passivi, pari a € 2.354, riguarda quasi interamente la quota di competenza del 2016 del canone per il noleggio delle attrezzature sportive e sanitarie.
Nella nota integrativa è scritto che i debiti verso i tesserati, dipendenti e collaboratori, pari a Euro 4.900.711, riguardano il debito relativo alle mensilità di novembre e dicembre 2016, pagate nel mese di gennaio 2017 e i Debiti per Intermediazioni su trasferimenti, pari a Euro 8.078.338, rappresentano il debito in essere relativo ai contratti sottoscritti con intermediari in occasione dei trasferimenti di giocatori, ancora non scaduti e, di conseguenza, non ancora fatturati.

La Posizione Finanziaria Netta.



I debiti bancari, al 31 dicembre 2016 sono esposti per circa 3 milioni di Euro (€ 4,96 milioni nel 2015). Trattasi di finanziamento a breve termine erogato da Banca CR Firenze sulla base di un fido garantito da pegno di azioni da parte della controllante Diego Della Valle & C. Srl.
I debiti finanziari riguardano il debito fruttifero di interessi verso la società controllante pari a € 13 milioni. Si tratta di due linee di finanziamento, una di 5 milioni di euro al tasso dell’1% sull’Euribor a 3 mesi, scadente il 12/10/2017 e l’altra di 8 milioni di euro al tasso dell’1,6% sull’Euribor a 3 mesi, scadente il 12/04/2017.

Le disponibilità liquide aumentano di € 3,5 milioni, da € 1,1 milioni da € 4,6 milioni.
I Crediti verso società calcistiche diminuiscono di € 8,1 milioni, da € 39.326.665 a € 31.198.310.
In particolare, la voce Crediti verso Enti Settore Specifico per fatture da emettere, risulta pari a € 9.585.733 (€ 11.130.655 nel 2015) e comprende: il credito verso la Uefa di € 5.341.000, incassato a gennaio 2017, per la partecipazione alla fase a gironi della competizione Uefa Europa League e per il passaggio al turno successivo; il credito verso Lega di € 1.600.000, rappresentativo del corrispettivo stimato del contributo stanziato dalla Lega Serie A per le società qualificate per la competizione Uefa Europa League (€ 7.500.000 in totale) e assegnato alle società partecipanti in base ai risultati sportivi conseguiti in tale manifestazione; il credito verso la Sampdoria per € 950.000, legato alla risoluzione del contratto con Montella.

I debiti verso società calcistiche sono pari a € 26.116.805 (€ 33,57 milioni nel 2015).

Ai fini del Financial Fair Play la posizione finanziaria netta risulterebbe comunque nettamente inferiore al fatturato netto, senza plusvalenze e quindi abbondantemente nei limiti auspicati dal Regolamento stesso.

L’ Indebitamento finanziario netto finale è diminuito di Euro 7.457.433, da € 18.844.195 a € -11.386.761, perché il CASH FLOW della Gestione Operativa corrente è stato positivo per Euro 29.179.555, soprattutto a causa di un CASH FLOW della Gestione Reddituale positivo per Euro 27.134.617 e il CASH FLOW DELLE ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO è risultato negativo per Euro 21.722.121, soprattutto a causa di Investimenti in Diritti pluriennali, che hanno assorbito Euro 20.275.514.
In altre parole la gestione corrente è risuscita a fronteggiare il fabbisogno della gestione relativa agli investimenti, producendo un surplus di Euro 7.457.433, che è servito a far fronte alle necessità della gestione finanziaria per Euro 3.955.168, causate da rimborsi di debiti finanziari, determinando, in tal modo, variazioni di disponibilità liquide per Euro 3.502.266.

Controversie Legali e tributarie.

Il Financial Fair Play richiede che non vi siano debiti scaduti verso club, personale, ma anche verso il fisco o verso gli Enti Pubblici. Tuttavia, nel caso in cui si fossero concluse delle transazioni oppure instaurasse una controversia, argomentata e giudicata ammissibile, il debito non sarebbe considerato scaduto e si rientrerebbe nei parametri del Fair Play Finanziario.

La voce “Fondi per rischi e oneri” risulta aumentata da € 887.444 a € 7.449.229.
Per il Fondo per trattamento di quiescenza ed obblighi simili vi è stato un accantonamento di periodo per l’importo di € 150.000 relativo al trattamento di fine mandato del Consiglio di Amministrazione.
I Fondi per imposte, anche differite: si incrementano di € 5.414.491 per l’accantonamento effettuato al fondo imposte differite.
Per gli Altri fondi per Rischi ed Oneri, si è verificata una variazione di € 1,1 milioni; a causa un accantonamento di € 1,52 milioni, per passività potenziali riferite anche a rapporti contrattuali con calciatori non più tesserati; e all’utilizzo nell’esercizio di fondi per circa € 389 mila per cause relative ad esercizi precedenti.

Dalla Relazione sulla Gestione emerge l’esistenza, durante il 2016, per ACF Fiorentina di alcune controversie legali. Per quanto riguarda la vicenda “Calciopoli”, la Fiorentina è stata convenuta, insieme ad altre società di calcio, dinanzi alle Corti di Appello di Brescia, di Bologna e di Napoli, rispettivamente da parte del Brescia Calcio S.p.A., del Bologna Football Club 1909 S.p.A. e da parte della società Victoria 2000 s.r.l..
La Fiorentina è stata anche citata in giudizio, insieme ad altre società di calcio, dinanzi al Tribunale di Roma dal dott. Gazzoni Frascara (in proprio e quale amministratore unico della F.G.F. Finanziaria Gazzoni Frascara S.r.l.).
I giudizi sono stati promossi per ottenere in sede civile il risarcimento di danni subiti in conseguenza dell’esito finale della stagione 2004/2005.

I consulenti della Fiorentina, ritengono che “non sono stati addotti argomenti, né sono stati dimostrati fatti, che possano ragionevolmente comportare l’accertamento di una responsabilità a carico della Fiorentina, la quale ha sostenuto in ogni grado di giudizio la legittimità del comportamento proprio e dei propri esponenti”.
Per tale motivo, la Fiorentina non ritiene che le richieste risarcitorie possano trovare accoglimento e, di conseguenza, non ha effettuato accantonamenti.

La gestione economica.

La gestione economica è stata caratterizzata dall’aumento del valore della produzione del 2,7%, anche grazie alle plusvalenze (+9%), e dal decremento dei costi della produzione in misura del 4,9%.
Il valore della produzione, pari a € 135.445.972 (€ 131.945.834 nel 2015), è aumentato del 2,7% e dipende per il 23,5% dalle plusvalenze e per il 51,9% dai diritti televisivi.
I costi della produzione ammontano a € 137.609.620 (€ 144.744.669 nel 2015) e risultano in diminuzione di € 7,13 milioni (-4,9%). Tale decremento è riconducile soprattutto alla riduzione dei costi del personale per 5,82 milioni e alla riduzione dei costi per servizi per 2,47 milioni. I costi della produzione dipendono per il 53% dai costi del personale; per il 21,8% dagli ammortamenti; per il 15,3% dai costi per servizi.
La differenza tra valore e costi della produzione è negativa per € 2,16 milioni, mentre nel 2015 era negativa per € 12,8 milioni. L’ EBITDA risulta positivo per Euro 29.670.804; mentre nel 2015 era positivo per Euro 17,2 milioni; mentre nel 2014 era negativo per 9,7 milioni e nel 2013 era positivo per € 32,2 milioni.



I Ricavi.

I ricavi da gare diminuiscono di € 4,65 milioni, da € 13,4 milioni a € 8,75 milioni, con un decremento di circa il 34,7%. I Ricavi da gare Europa League sono diminuiti da € 3.008.697 a € 726.750. I ricavi da gare in Casa – Campionato ammontano a € 3.022.518 (3.027.548 nel 2015); mentre i Ricavi per abbonamenti diminuiscono di € 1.013.073, da € 5.954.660 a 4.941.587.
Nella Relazione sulla Gestione si legge che nella stagione sportiva 2015/2016 le medie spettatori sono state 28.734 presenze medie Campionato, contro una media nazionale spettatori (fonte Lega Serie A) di 22.199; 16.442 presenze medie per l’Europa League e 6.571 presenze medie per la Coppa Italia. Il numero di abbonati 2015/2016 è stato di 20.780, per un incasso netto di circa 5 milioni di euro.
Nella stagione sportiva 2016/2017 le medie spettatori sono state 26.669 presenze medie Campionato, contro una media nazionale spettatori (fonte Lega Serie A) di 21.071; 11.694 presenze medie per l’Europa League e nessuna presenza per la Coppa Italia. Il numero di abbonati 2016/2017 è stato di 20.160, per un incasso netto di circa 4,9 milioni di euro.

La voce “Ricavi da sponsorizzazioni” aumenta da € 6,29 milioni a € 7,83 milioni. Tale voce comprende: Ricavi da sponsorizzazioni ufficiali per € 1.512.329; Ricavi da sponsor ufficiali e tecnici per € 3.455.778 (€ 3.413.383 nel 2015), altre sponsorizzazioni commerciali per € 2.740.819 (€ 2.880.380 nel 2015) e Premi da sponsor per € 125.000 (€ 280.000 nel 2015).
Dalla stagione sportiva 2016/2017, la Fiorentina ha sottoscritto contratti di sponsorizzazione con l’azienda VORWERK FOLLETTO S.a.s. di Vorwerk Management S.r.l.; mentre, per quanto riguarda lo sponsor tecnico “Le Coq Sportif” è proseguito il rapporto in base al contratto quinquennale, stipulato nel luglio 2015, che prevede, oltre ad un compenso fisso, dei bonus variabili ad obiettivo sportivo e delle royalties sulle vendite dei prodotti oggetto della licenza.

I “Proventi pubblicitari”, aumentano del 3,5%, da € 3.651.433 a € 3.671.100.
I “Proventi commerciali e royalties”, pari a € 759.236 (€ 924.353 nel 2015), si riferiscono ai ricavi derivanti dall’attività di merchandising e di licensing relativi al contratto di sponsorizzazione tecnica con “Le Coq Sportif”.
I ricavi TV della Serie A ammontano a € 54.882.693 (€ 46.450.767 nel 2015). A tali proventi bisogna aggiungere i proventi da partecipazione all’Europa League, i diritti di trasmissione radiofonici e i proventi accessori diritti TV, stimabili in Euro 15,3 milioni.
L’aumento dei diritti TV nazionali è dipeso sia dall’incremento delle risorse distribuite dalla Lega Calcio per la stagione 2016/2017, sia dal miglioramento del coefficiente di ripartizione, grazie ai migliori piazzamenti in classifica degli ultimi anni.
Per quanto riguarda gli altri ricavi, la voce “Proventi vari” comprende le indennità per la partecipazione calciatori ad “Euro 2016” per € 1.377.732 e la voce “Ricavi e proventi diversi” comprende i ricavi derivanti dal contratto di sfruttamento dell’archivio immagini della RAI per € 957.000 e gli indennizzi assicurativi per € 706.486.

Il Player Trading.



Le plusvalenze sono superiori al costo annuale dei cartellini e sono aumentate a € 31,8 milioni da € 29,17 milioni. La plusvalenza più importante è stata quella di Marcos Alonso (Chelsea) con 22.134.737 Euro, seguita da quella di Matos Ryder (Udinese) con 4.979.842 Euro e Mario Suarez (Watford) con 3.478.319 Euro.
Le minusvalenze registrate aumentano da € 370 mila a € 3,83 milioni. La minusvalenze più importante è stata quella di Mario Gomez (Wolfsburg) con 2.749.500 Euro, seguita da Basanta con 284.966 Euro.
I Ricavi da cessione temporanea calciatori aumentano da € 454 mila a € 645 mila. Il prestito di Matias Fernandez al Milan ha permesso di ricavare, nell’anno solare 2016, Euro 364.145.
Il costo dei prestiti di calciatori ammonta ad Euro 1.784.735i, tra cui Blaszczykowski (Borussia Dortmund) per Euro 372.951 ed Hernan Toledo (At. Maldonado) per Euro 344.852.
L’ammortamento dei calciatori è pari a € 26,78 milioni (€ 27,14 milioni nel 2015).
La voce Altri Proventi da Gestione Calciatori, pari ad Euro 5.312.533, comprende il premio, ricevuto dall’Atletico Madrid, per il trasferimento del calciatore Stefan Savic per € 2.239.725 e quello ricevuto dalla Rpma per Ljajic per € 1 milione.
La voce Altri Oneri di Gestione Calciatori, pari a € 1,57 milioni, comprende il premio a favore del Besiktas per il trasferimento del calciatore Mario Gomez per € 500.000, i contributi di solidarietà F.I.F.A. sostenuti sui trasferimenti internazionali per € 938.731, i premi di valorizzazione passivi sui calciatori trasferiti in prestito per € 60.455.

I Costi.

Il costo del personale è diminuito da € 78,82 milioni a € 72,99 milioni. Si è registrato un decremento di circa € 5,83 milioni, con un’incidenza sul valore della produzione del 53,9% e sul fatturato netto del 74,7% (80,7 nel 2015 e 85% nel 2014). In particolare, la riduzione è dovuta al costo del personale tesserato, che è diminuito da € 73,47 milioni a € 68,49 milioni. I compensi contrattuali ai calciatori si riducono di € 7.657.088, da € 53,79 milioni a € 46,14 milioni; mentre la parte variabile è aumentata di € 4.117.484, da € 9.949.155 a € 14.066.639.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 0,84 tale valore sarebbe di poco entro il limite richiesto dalla FIGC per la Serie A per la stagione sportiva 2016/17, che è di 0,85; ma, non per il 2017/18, la cui soglia è di 0,8.
Nella Relazione sulla gestione è scritto che al 30/06/2016 il valore calcolato è stato pari a 0,96, fuori parametro.

I costi per servizi ammontano a € 21.114.257. Tali costi comprendono anche i Costi per attività sportiva per € 8.374.117, che riguardano principalmente le consulenze tecnico-sportive, i costi per l’osservazione dei calciatori, le spese di funzionamento e i contributi alla Lega Nazionale Professionisti, le spese sostenute per l’assistenza sanitaria e per il vitto e l’alloggio dei giocatori di Prima Squadra e Settore Giovanile.

I Costi per godimento beni di terzi ammontano a € 1.819.631 (€1.781.479 nel 2015) e riguardano principalmente l’affitto per lo Stadio Artemio Franchi per € 840.901 (€ 900.397 nel 2015) e il canone riconosciuto a Firenze Viola Srl per la concessione d’uso del marchio “ACF Fiorentina” per € 300.000 (€ 300.000 nel 2015), gli affitti locali esterni per € 44.819 (€ 37.260 nel 2015) e il noleggio autoveicoli per € 523.527 (450.750 nel 2015).

Il Problema del Fair Play Finanziario.

Il risultato prima delle imposte è negativo per € 3.559.487. Nel 2015 il risultato prima delle imposte era negativo per € 15.114.992. Nel 2014 il risultato prima delle imposte era negativo per € 49.414.924.  Nel 2013, il risultato prima delle imposte è stato positivo per € 4,1 milioni. Anche nel 2012 era positivo per € 3,6 milioni.
Il dato aggregato dell’EBT per il periodo 2014, 2015 e 2016 è negativo per circa 68 milioni di Euro. Bisogna precisare che per il Regolamento del Fair Play Finanziario, bisognerà considerare il bilancio consolidato e operare delle rettifiche sull’EBT.
Dalla simulazione effettata dagli amministratori, nella Relazione sulla Gestione, le rettifiche del Fair Play Finanziario hanno prodotto un risultato positivo per il 2012 di 10,1 milioni di Euro; un risultato positivo per il 2013 di 9,4 milioni di Euro; per il 2014 un risultato negativo di 40,5 milioni di Euro; per il 2015 un risultato negativo per € 5,1 milioni e per il 2016 un risultato positivo di 6,2 milioni.
Nella Relazione sulla gestione è precisato che l’ammissione alle competizioni europee per la stagione 2017/2018 è permessa qualora il valore massimo della perdita consentita negli esercizi considerati (ultimo triennio relativo agli anni 2014, 2015 e 2016), purché coperta mediante apporto di capitali, risulti al massimo di € 30 milioni.
In base a quanto scritto dagli amministratori il dato aggregato triennale 2014-2015-2016 presenta valori negativi per circa 39,4 milioni, che è un valore non rientrante nei limiti massimi previsti dalla normativa che, per il triennio in esame, è pari a 30 milioni se coperti mediante apporto di capitale dei Soci.
Tuttavia, il regolamento del Fair Play Finanziario, essendo molto elastico, permette di considerare i risultati dei due esercizi precedenti il triennio sotto osservazione, se positivi.
All’articolo 63 comma 2 lettera b) è scritto che l'obbligo di pareggio è soddisfatto se il titolare della licenza ha un deficit di pareggio complessivo per i periodi contabili T-2, T-1 e T, che rientra all'interno della deviazione accettabile dopo aver preso in considerazione anche il surplus (se presente) nei periodi di T-3 e T-4.


Pertanto la Fiorentina considererà nel conteggio anche i risultati degli esercizi precedenti, di conseguenza anche il risultato positivo conseguito nell’esercizio 2012 pari a 10,1 milioni di euro e 2013 positivo per 9,4 milioni di Euro. Conseguentemente il risultato complessivo dei cinque anni considerati, porterebbe ad un dato aggregato totale negativo di 19,9 milioni di euro, che rientra all’interno dei parametri stabiliti dalle norme del fair play finanziario (limite massimo 30 milioni).

Nel 2016, le imposte di esercizio hanno migliorato il risultato finale per € 823 mila.
L’IRAP ammonta a € 2.769.370; la Remunerazione per vantaggi fiscali conseguiti è positiva per € 7.353.353, mentre le imposte differite risultano negative per € 5.414.491 e le imposte anticipate sono positive per € 1.653.225.
Il risultato netto è negativo per € 2.736.769.
Nel 2015 il risultato netto è stato negativo per € 15.581.807. Nel 2014 il risultato netto è stato negativo per € 37 milioni. Nel 2013, il risultato netto era positivo per € 1,4 milioni. Nel 2012 era positivo per € 1,15 milioni, mentre nel 2011 il risultato netto era negativo per € 32,47 milioni.

Conclusioni.

Sul risultato 2016, come nel 2015, ha continuato ad esercitare i suoi effetti negativi lo squilibrio economico dovuto al prevalere dei costi sui ricavi, in parte attenuato dalla plusvalenza di 22,13 milioni di Euro di Marcos Alonso. Secondo gli Amministratori, lo squilibrio è anche determinato dal fatto che il monte ingaggi, che si attesta oltre i € 60milioni, è molto elevato per il livello dei ricavi della Fiorentina, e non è sostenibile se non con l’intervento dei Soci.
Tra l’altro gli Amministratori hanno evidenziato che ai Soci “viene richiesto, ancora una volta, di guidare la società verso la sostenibilità economica, non solo attraverso l’indirizzo strategico, ma anche con un ulteriore supporto finanziario diretto”.

A tale situazione si deve aggiungere anche la considerazione, fatta dagli Amministratori, che i risultati sportivi non rispecchiano gli impegni economici profusi.