lunedì 10 aprile 2017

La Sfida dei conti: Fútbol Club Barcelona – Juventus.




Luca Marotta



Dal confronto dei dati di bilancio 2015/2016 di “Fútbol Club Barcelona” e “Juventus Football Club SpA” emerge la superiorità del club catalano in termini di fatturato. Molto probabilmente analizzando l’evoluzione nel tempo dello stesso, unitamente all’evoluzione dei successi sportivi conseguiti, risulta evidente una stretta correlazione tra successo sportivo e successo economico. A questa correlazione, va aggiunta la scelta del Barcellona, a livello di gestione economica, di improntare la stessa, in modo virtuoso, perseguendo l’equilibrio economico e il conseguente autofinanziamento, che ha permesso di rafforzare il club a livello patrimoniale, risolvendo anche il problema dell’indebitamento. A livello societario, si potrebbe individuare, tale svolta con l’avvicendamento della presidenza Rosell a quella di Laporta, che chiuse la sua gestione con una forte perdita.
Lo stesso discorso, su scala ridotta, può essere ripetuto per la Juventus, dal 2011/12, con cinque scudetti consecutivi e la stabile partecipazione alla UEFA Champions League, con i suoi ricavi fondamentali, per improntare una gestione che punti all’equilibrio economico. A livello societario, si potrebbe individuare, tale svolta con l’avvicendamento della presidenza Andrea Agnelli a quella di Jean-Claud Blanc, che dal pinto di vista dei successi sportivi ed economici non brillò.


La Forma Giuridica.

“Fútbol Club Barcelona” è una polisportiva costituita il 29 novembre 1899 sotto forma di associazione privata di persone fisiche senza scopo di lucro. Svolge la sua attività nel calcio, nel basket, nella pallamano, nel calcio a 5, hockey e altri sport, che contribuiscono ad appesantirne il bilancio. Una delle conseguenze della forma associativa è che tra i ricavi del “Fútbol Club Barcelona” figurano le quote associative. Al 30 giugno 2016 il numero dei soci risulta pari a 143.459. Le donne rappresentano il 26,4% del totale. I soci non Catalani sono 10.884. I soci di età inferiore ai 5 anni sono pari a 9.837, quelli con età maggior di 65 sono pari a 26.411 di cui quelli con età maggior di 80 sono pari a 6.379.
Juventus Football Club SpA è una società per Azioni quotata in Borsa. Juventus è controllata per il 63,77% da EXOR S.p.A., invece Lindsell Train Ltd. detiene il 10,01% del capitale sociale e la parte restante costituisce il flottante.

Il Valore dei club.

Dal punto di vista del valore dei due club non c’è storia il Barcellona vale quasi il triplo della Juventus.



La rivista americana Forbes ha valutato la Juventus 1.299 milioni di dollari USA, collocandola al nono posto della sua classifica, prima tra le squadre italiane. La stessa rivista ha valutato il Barcellona 3.549 milioni di dollari USA, collocando il club catalano al secondo posto dietro il Real Madrid.
La classifica Brand Finance Football 50 colloca la Juventus all’undicesimo posto, prima tra le squadre italiane, con un valore del Brand pari a 287 milioni di dollari USA.
Molto più elevato è il valore del Brand Barcellona, che è di 993 milioni di dollari USA ed occupa il terzo posto, in una classifica che vede al primo posto il Manchester United ed il Real Madrid.
Secondo la classifica “Football Clubs’ Valuation: The European Elite 2016” di KPMG, il valore medio dell’Enterprise value del Barcellona è di 2,7 miliardi di Euro, quello della Juve è di 983 milioni di Euro.

L’Attivo.

Il totale dell’Attivo è la sintesi numerica dei mezzi a disposizione. Al 30giugno 2016, il Barcellona ha un totale dell’attivo di poco inferiore a quello di “Juventus Football Club SpA”. Infatti, al 30 giugno 2016, l’attivo totale di Juventus Football Club SpA è pari a € 577,56 milioni, quello del Barcellona a € 546,48 milioni.



Se si osserva, il grafico relativa all’evoluzione dell’attivo negli ultimi otto esercizi, risulta evidente che dal punto di vista patrimoniale e quindi dei mezzi a disposizione, è stata la Juventus ad avvicinarsi al Barcellona. Non a caso nel periodo considerato, la Juventus ha investito nello stadio e nelle infrastrutture sportive.

Il Valore della Rosa.

Per quanto riguarda il valore contabile netto della rosa dei calciatori al 30 giugno 2016, Juventus Football Club SpA  espone un valore di poco inferiore a quello del Barcellona.

Il valore contabile netto della rosa dei calciatori di Juventus Football Club SpA  ammonta a € 186,17 milioni, quello dell’Barcellona a € 194,89 milioni.
Il motivo della lieve differenza risiede nel motivo che molti calciatori della prima squadra del Barcellona provengono dalla “Cantera”, ad esempio Messi ed Iniesta. Molto probabilmente, la maturazione dei giovani talenti è anche facilitata dal ricorso alle seconde squadre, che è per,esso in Spagna, ma non ancora in Italia.
Il valore contabile netto della rosa dei calciatori del Barcellona incide per il 35,66% dell’attivo, mentre quello di Juventus Football Club SpA incide per il 32,23% dell’attivo.
Nel caso dei due club il valore contabile dei calciatori è nettamente inferiore al valore di mercato degli stessi. Si pensi a Messi; ovviamente, bisogna anche considerare che il valore contabile al 30 giugno 2016 della Juventus conteneva la plusvalenza “latente” di Pogba.

Secondo il sito web “Transfermarkt”, la rosa calciatori della Juventus 2016/2017 ha un valore di mercato di 450,8 milioni; mentre quella del 2015/16 aveva un valore di mercato di 397,3 milioni.
La rosa calciatori del Barcellona 2016/2017 ha un valore di mercato di 756,5 milioni; mentre quella del 2015/16 aveva un valore di mercato di 698 milioni.

Le Altre Attività Non Correnti.

Per quanto riguarda le altre attività non correnti, al 30.06.2016, “Fútbol Club Barcelona” espone un importo inferiore a quello della Juventus, perché pari a € 217,67 milioni, mentre “Juventus Football Club SpA”  espone la cifra di € 264,22 milioni.
Il motivo potrebbe essere dovuto ai recenti investimenti in infrastrutture sportive da parte della Juventus, mentre il Barcellona aveva effettuato già effettuato gli investimenti.
Nel bilancio del Barcellona le immobilizzazioni materiali nette ammontano a € 142,8 milioni ed incidono per il 26,13% sul totale dell’attivo. La voce relativa a “Estadios y pabellones deportivos” è pari a 78,96 milioni di Euro, con un’incidenza sull’attivo del 14,45%.

Anche “Juventus Football Club SpA” possiede delle infrastrutture sportive come lo stadio e il centro sportivo. La presenza dello stadio di proprietà rende la struttura del bilancio della Juventus, rispetto a quella di altri club italiani, più vicina agli standard degli altri club europei. Il peso sul totale dell’attivo della voce “Terreni e fabbricati”, al netto degli ammortamenti, è del 23,5% circa. Al 30giugno 2016, la voce terreni e fabbricati ammonta a € 135.555.977. Gli ammortamenti sono stati pari a 2,9 milioni di Euro.




Il Patrimonio Netto.

Il Barcellona supera la Juventus in termini di mezzi propri apportati, soprattutto a causa dell’aver instaurato, dal 2011/12, una gestione economica virtuosa che ha determinato l’accantonamento degli utili conseguiti per un importo aggregato di circa 166 milioni in cinque anni.
Il Patrimonio Netto della Juventus Football Club SpA  è positivo e ammonta a € 53,38 milioni, quello del Barcellona a € 97,29 milioni.
Per Juventus Football Club SpA  i mezzi propri finanziano il valore totale dell’attivo per il 9,24%, mentre per il Fútbol Club Barcelona per il 17,8%.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile.
Nel caso del Barcellona, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,217 (1,125 nel 2014/15), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.
Nel caso della Juventus, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,1 (1,1 nel 2014/15), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve.
Nel caso del Barcellona, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,33 (0,40 nel 2014/15), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve. Tuttavia, come evidenziato dagli amministratori, nelle passività a breve sono presenti i ratei e i risconti passivi per € 33 milioni (€ 76,3 milioni nel 2014/15); tuttavia anche, escludendo i ratei e risconti passivi, l’indice di solvibilità corrente sarebbe inferiore a 1 poiché sarebbe pari a 0,36 (0,48 nel 2014/15).
Nel caso della Juventus, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,48 (0,34 nel 2014/15), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.  Tuttavia, nel caso in questione, i debiti a breve comprendono anticipi da clienti correnti per 31,5 milioni di Euro.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1.
Nel caso del Barcellona, l’indice di indebitamento è pari a 0,22 (0,13 nel 2014/15), che segnala il prevalere delle Liabilities sui mezzi propri.
Nel caso della Juventus, è pari a 0,102 (0,104 nel 2014/15). Il che sta a significare che il capitale di terzi prevale sui mezzi propri. Infatti, anche l’equity ratio è basso, perché pari al 9,2%.

L’indebitamento Finanziario Netto.



A livello di indebitamento finanziario Netto, il Barcellona evidenzia un situazione migliore rispetto a quella della Juventus, che è appesantita anche dal debito finanziario relativo allo stadio per 56,4 milioni di Euro.

L’indebitamento finanziario netto del Barcellona, comprensivo del saldo tra crediti e debiti verso enti sportivi, risulta pari a € 27,2 milioni. Quindi, in considerazione di un importo di fatturato netto pari a € 620 milioni, possiamo affermare che l’indebitamento finanziario netto rientra abbondantemente nei limiti auspicati dal Regolamento UEFA. Per quanto riguarda l’EBITDA 2015/16 del Barcellona, nel bilancio sono riportati due valori. Il primo è quello derivante dalla somma tra risultato operativo e ammortamenti, che è pari a 120 milioni di Euro e il secondo che serve per il calcolo dell’equilibrio patrimoniale che è pari a 139,6 milioni di Euro. In ogni caso l’indebitamento finanziario netto è inferiore all’Ebitda. Il rapporto di tale indebitamento finanziario netto, comprensivo dei debiti e crediti per trasferimenti giocatori, con l’EBITDA, pari a 120 milioni, è ottimo essendo pari a 0,22. Per quanto riguarda le disponibilità liquide, il club mostra liquidità disponibili per 27 milioni di euro, con debiti verso banche diminuiti di 31 milioni, da € 52,3 milioni a € 20,9 milioni. I debiti bancari ammontano complessivamente a € 20.970.000 (€ 52.266.000 nel 2014/15), risultano in diminuzione di 31,3 milioni e finanziano il 3,8% delle attività. Tali debiti riguardano la proroga del pagamento di un finanziamento che scadeva il 30.06.2015. I crediti verso Enti sportivi ammontano complessivamente a € 45,9 milioni (€54,5 milioni nel 2014/15) di cui € 45.965.000 riguardanti i club per la cessione di calciatori. Tra gli importi rilevanti risultano: Arsenal FC (Alexis Sanchez) per € 10,8 milioni; Everton (Deulofeu) per 3,9 milioni; Chelsea Football Club (Pedro Rodríguez) per per € 9,2 milioni, Borussia Dortmund GmgH & Co. KGAA (Marc Bartra) per € 8 milioni, Aston Villa FC Limited (Adama Traoré) per € 3.986.000.
I debiti verso Enti sportivi risultano pari a 75,4 milioni (€ 102,31 milioni nel 2014/15), di cui 72,4 milioni a breve. Il Barcellona risulta indebitato principalmente con Olympique Lyonnais (Umtiti) per € 25 milioni; Liverpool, F.C. (Luis Suárez) per € 17,9 milioni; Atlético de Madrid (Arda Turan) per € 14 milioni, Sevilla Club de Fútbol, SAD (Ivan Rakitic, Aleix Vidal) per € 7,48 milioni e Real Sociedad de Fútbol, S.A.D. (Claudio Bravo) per € 2,5 milioni. Invero, gli Amministratori del Barcellona, nella loro analisi considerano anche l’Indebitamento netto dato dalla differenza tra tutti i crediti e le disponibilità liquide, da una parte, e tutti i debiti compresivi anche dei debiti finanziari e i ratei e risconti passivi. Nel 2015/16, per quanto concerne l'indebitamento netto, è passato da 328 milioni di euro dell'anno precedente a 287.456.000 (€ 271.467.000 senza i progetti straordinari). Per quanto riguarda il debito, rispetto al 2010/11, è comunque diminuito di 143 milioni di euro. Il rapporto tra EBITDA e debito netto fornisce notizie sulla sostenibilità del debito, in altre parole in quanti anni esso possa essere restituito, destinandovi completamente il risultato della gestione operativa, prima del calcolo degli ammortamenti. Il rapporto tra indebitamento netto ordinario, pari a 271 milioni di Euro ed EBITDA, pari a Euro 139.617.000, si è attestato a 1,94 (3,24 nel 2014/15; 2,1 nel 2013-14 e 2,8 nel 2012-13), inferiore al massimo di 2,5 stabilito per la stagione. Un obiettivo chiave del 2015/16 era quello di ristabilire la regola dell’equilibrio patrimoniale che la stagione precedente non era stato conseguito. L’indice raggiunto nel 2015/16 significa anche che il Club si colloca dentro i parametri di equilibrio patrimoniale previsti per la stagione 2017/18. Anche per il Fair Play Finanziario Spagnolo il Barcellona espone risultati conformi al Regolamento, per quanto riguarda l’indice dell’indebitamento netto, al 30 giugno 2016, il rapporto tra Indebitamento Netto, pari a Euro 22.550.000 e Ricavi Rilevanti, pari a Euro 654.371.000, è del 3,4%; mentre, al 30 giugno 2015 era del 7%. In entrambi i casi entro il limite del 100%.

Per quanto riguarda la Juventus, nel 2015/16, il totale lordo dei debiti finanziari è aumentato da € 196,6 milioni del 30/06/2015 a € 232,1 milioni del 30 giugno 2016. I debiti verso le società di factoring ammontano a € 136,4 milioni, il debito verso l’Istituto per il Credito Sportivo (“debito virtuoso” per infrastrutture sportive) risulta pari a € 48,7 milioni. I debiti verso le banche risultano pari a a € 39,3 milioni. I debiti verso società di Leasing, ammontano a € 7,7 milioni (anche questi,” debiti virtuosi”, perché riguardano il Centro Sportivo di Vinovo). Le altre passività finanziarie risultano azzerate.  Al 30 giugno 2016, la Società disponeva di linee di credito bancarie per € 414,5 milioni. Le Disponibilità liquide risultano pari a € 28,6 milioni. Le attività finanziarie non correnti pari a € 4,1 milioni, si riferiscono a liquidità depositata su conto corrente a garanzia del mutuo contratto con l’Istituto per il Credito Sportivo. Il saldo tra debiti e crediti da calciomercato è negativo per € 78,4 milioni (€ -13,9 milioni al 30/06/15). I Crediti verso società del settore specifico per campagna trasferimenti sono pari a € 70,8 milioni (€ 79,7 milioni, al 30/06/15). I Debiti verso società del settore specifico per campagna trasferimenti risultano pari a € 149,2 milioni (€ 93,6 milioni, al 30/06/15). L’indebitamento finanziario netto della Juventus, con l’aggiunta del saldo tra debiti e crediti da calciomercato, è inferiore ai ricavi e risulta conforme al Fair Play Finanziario.

Altre Passività
Per quanto riguarda il Barcellona bisogna porre in rilievo che il debito complessivo verso il personale ammonta a € 117,3 milioni e finanzia il 21,5% dell’attivo. I debiti verso il personale sportivo ammontano complessivamente a € 115,2 milioni (€ 107,8 milioni nel 2014/15), e finanziano il 21,1% dell’attivo. Da notare che il debito verso il personale sportivo a lungo termine ammonta a € 20,09 milioni (€ 11,68 milioni nel 2014/15) e comprende le liquidazioni di fine rapporto. Il debito verso il personale sportivo corrente rappresenta circa il 37,48% del costo del personale sportivo, il che significa che gli stipendi riguardano più mensilità. Infatti, gli amministratori hanno scritto che nei primi giorni di luglio 2016 è stato effettuato il pagamento dei salari del personale sportivo. Successivamente al 30 giugno 2016 e prima della preparazione del bilancio, il Club ha ufficializzato il rinnovo di tre contratti con i giocatori della prima squadra di calcio, che hanno assegnato un bonus di firma di 64 milioni di euro.
Per quanto riguarda la Juventus, tra le passività correnti figurano debiti verso il personale per retribuzioni pari a € 28,4 milioni che è pari al 12,8% del costo del personale. Bisogna anche evidenziare che nel passivo non corrente figura la voce “Fondo per benefici ai dipendenti non corrente” per € 4.540.034. Tale voce si riferisce al piano di incentivazione monetaria di lungo termine 2014/2015–2017/2018 (Long Term Incentive Plan) approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 27 febbraio 2015 che attualmente riguarda i due Amministratori Delegati e 17 dipendenti che occupano posizioni di rilievo nell’impresa. Uno degli obiettivi di tale piano è la fidelizzazione dei beneficiari.

Il Passivo.

Il Passivo lordo totale di Juventus Football Club S.p.A., pari a 524,17 milioni di Euro, è ovviamente maggiore a quello del Fútbol Club Barcelona pari a 449,2 milioni di Euro. L’incidenza del passivo a breve termine sul passivo totale per il Fútbol Club Barcelona è pari al 90,73%, mentre per Juventus Football Club S.p.A. è del 50,9%.
Il capitale circolante netto del Fútbol Club Barcelona è negativo per € 273,7 milioni a causa del prevalere del passivo a breve termine, pari a 407,6 milioni di Euro, sull’attivo a breve termine, pari a 133,9 milioni di Euro.
Mentre il capitale circolante netto di Juventus Football Club SpA  è negativo per € 139,89 milioni a causa del prevalere del passivo a breve termine, pari a 267 milioni di Euro, sull’attivo a breve, pari a 127,16 milioni di Euro.

Per quanto riguarda il Barcellona, bisogna anche evidenziare che, nel bilancio 2015/16, era evidenziata l’esistenza di numerose controversie legali, tra cui due controversie riguardavano il Caso Neymar.

Il Fatturato.

Bisogna risalire alla stagione sportiva 2004/2005 per vedere un fatturato della Juventus superare quello del Barcellona.

Il grafico seguente, che utilizza i dati di Deloitte Football Money League, mostra l’evoluzione nel tempo dal 2003/2004 del fatturato netto dei due Club, in particolare, come dal 2005/2006 il Barcellona abbia superato costantemente e di gran lunga la Juventus. Non a caso, dal 2005/2006 il Barcellona ha vinto ben 4 Champions League, precisamente quelle del 2005/06; 2008/09; 2010/11 e 2014/15. Inoltre, il Barcellona dal 2004/05 ha vinto otto volte il Campionato.



La tabella seguente, che utilizza sempre i dati di Deloitte Football Money League, mostra nel dettaglio l’evoluzione nel tempo dal 2003/2004 del fatturato netto dei due Club e come sulla Juventus abbia pesato la vicenda “Calciopoli”. Per il club bianconero si può notare l’inversione di tendenza nel volume del fatturato dal 2011/12, che coincide con un periodo caratterizzato dal successo sportivo con 5 scudetti consecutivi ed una finale di Champions League disputata, proprio contro il Barcellona. Sembra confermata la tesi che il successo sportivo determini il successo economico.
  



Per il Barcellona il tasso di crescita annuale composto (CAGR) del fatturato netto dal 2004 è stato dell’11,4%.
Per la Juventus il tasso di crescita annuale composto (CAGR) del fatturato netto dal 2004 è stato del 3,9%.

I Dati di bilancio del Conto Economico



Dai dati di bilancio, risulta che nel 2015/16, il fatturato netto di Fútbol Club Barcelona pari a € 620,1 milioni è di molto superiore a quello di Juventus Football Club SpA ammontante a € 341,49 milioni.

I motivi della superiorità schiacciante del “Fútbol Club Barcelona” risiede essenzialmente nei Ricavi Commerciali, che sono il triplo di quelli della Juventus. I ricavi commerciali del Barcellona sono pari a 260 milioni di Euro; mentre, quelli della Juventus sono pari a 83,5 milioni di Euro.
Anche per quanto riguarda i ricavi da gare i ricavi del “Fútbol Club Barcelona” sono circa il triplo di quelli della Juventus. I ricavi da gare del Barcellona sono pari a 128,6 milioni di Euro; mentre, quelli della Juventus sono pari a 43,7 milioni di Euro. Su tale dato potrebbe influire la diversa capienza dello “Juventus Stadium”, pari a circa 41.507 spettatori, rispetto alla capienza del “Camp Nou” pari a 99.354, come anche la numerosità della tifoseria e la fidelizzazione della stessa.
Anche per gli altri ricavi prevale il Barcellona.

Invece, sul fronte dei ricavi per diritti TV, prevale la Juventus. I ricavi per diritti TV del Barcellona sono pari a 168,1 milioni di Euro; mentre, quelli della Juventus sono pari a 194,9 milioni di Euro.

L’Indice di “Efficienza Televisiva” della Rosa dei Calciatori.

L’efficienza televisiva della rosa dei calciatori può essere misurata dal rapporto tra ricavi TV e valore dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori.
Quanto maggiori sono i ricavi TV e quanto è minore il valore contabile della rosa, tanto maggiore sarà l’efficienza televisiva.
Nel caso specifico l’indice di efficienza televisiva di “Juventus Football Club SpA” 1,05 è migliore di quello di “Fútbol Club Barcelona” pari a 0,86.
Questo vuol dire che nel caso della Juventus il valore dei ricavi televisivi supera quello del valore contabile netto della Rosa Calciatori e quindi l’investimento nella rosa della Juventus si è dimostrato relativamente più “efficiente” di quello del Barcellona. .



In ogni caso le variabili da considerare sono molteplici, come ad esempio l’esistenza di una concorrenza nel mercato televisivo nazionale, o il meccanismo di distribuzione dei diritti TV.

Le plusvalenze

Per la Juventus, i proventi da gestione diritti calciatori aumentano di 22,8 milioni di Euro, da € 23,5 milioni a € 46,4 milioni. Tale voce comprende plusvalenze complessive per € 36.716.000 (€ 20,6 milioni nel 2014/15). Il maggiori importo ha riguardato: Vidal Pardo Arturo Erasmo (Bayern Munchen AG) per € 30.985.000. L’importo dei proventi derivanti da cessioni calciatori risulta in ogni caso inferiore agli ammortamenti calciatori.

Per il Barcellona, le cessioni dei giocatori hanno determinato delle plusvalenze per Euro 48.395.000, di cui Euro 47.145.000 riguardano giocatori ceduti nel 2015/16 ed Euro 1.250.000 riguardano dei bonus per importi variabili per giocatori già ceduti nei precedenti esercizi. Anche per il Barcellona, l’importo dei proventi derivanti da cessioni calciatori risulta in ogni caso inferiore agli ammortamenti calciatori.

Il Costo del Personale e il “Costo del Fattore Lavoro”.

Il costo del personale del Fútbol Club Barcelona ammonta a € 371,7 milioni ed è superiore a quello del Juventus Football Club SpA  che risulta pari a 221,48 milioni di Euro.

IL COSTO DEL FATTORE LAVORO
In base ai calcoli degli amministratori del Barcellona, la ‘masa salarial deportiva’, ossia il costo del personale sportivo sezione calcio, comprensivo dei diritti di immagine e delle commissioni degli agenti, oltre che degli ammortamenti, è pari a € 435 milioni e incide sui ricavi al netto delle plusvalenze per il 69%. La ‘masa salarial’ della sezione calcio è di 396 milioni ed incide sul fatturato netto per il 63%.

Per quanto riguarda la Juventus, il Costo del Personale ammonta a € 221,48 milioni (€ 198,4 milioni nel 2014/15) e l’incidenza sul fatturato netto è del 64,9% (61,1% nel 2014/15), comunque in linea col Fair Play Finanziario. L’incidenza del costo del personale sui ricavi operativi lordi è più bassa e risulta pari al 57,1% (57% nel 2014/15) a causa delle plusvalenze.
Gli ammortamenti e svalutazioni dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammontano a € 67.046.721. In particolare, gli ammortamenti aumentano di € 18,87 milioni, a € 66,4 milioni e risultano effettuate svalutazioni per € 644 mila.
Se si considerasse tutto il costo del personale e gli ammortamenti calciatori, l’incidenza del costo del fattore lavoro allargato sarebbe dell’84,5%, se si considerasse solo il personale sportivo sarebbe del 77,5%%. In ogni caso superiore al Barcellona.

Per il Barcellona, i costi per servizi, comprensivi di diritti d'immagine di giocatori e allenatori e dei costi relativi agli agenti ammontano a € 108.813.000. I diritti di immagine sono diminuiti da € 30.475.000 a € 25.171.000.
Per la Juventus le spese per servizi esterni ammontano a € 51.503.546.

La Gestione Straordinaria.

Per quanto riguarda la Juventus, la gestione straordinaria comprende “Altri ricavi non ricorrenti”, pari a € 10,6 milioni, che si riferiscono per 10,3 milioni ai proventi netti derivanti dall’apporto al fondo immobiliare “J Village” della titolarità di gran parte dei diritti di superficie e diritti edificatori.

Sul bilancio 2015/16 del Barcellona ha esercitato un effetto negativo il “Lodo Can Rigalt”, che riguardava un contenzioso che ha determinato una perdita registrata nel bilancio al 30 giugno 2016 di 29.643.000 Euro.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI
Il rapporto tra ricavi operativi, e la semisomma delle attività totali iniziali e finali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è investito e quanto si fattura?
Considerando come ricavi operativi solo il fatturato netto, escluse le plusvalenze, e rapportandolo alla semisomma dell’attivo iniziale e finale, nel caso della Juventus, tale indicatore risulterebbe pari al 64,9%, pertanto ogni 100 Euro investiti si incassano 64,9 Euro, che è un segnale di una rotazione degli investimenti effettuati, di circa diciotto mesi, superiore all’anno.
Nel caso del Barcellona l’indicatore è pari al 106,8%, questo vuol dire che gli investimenti ritornano sotto forma di incassi entro l’anno.

RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI
Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente, i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati.
Considerando come reddito operativo l’EBIT, si otterrebbe la cifra di 48,5 milioni di Euro circa e per il Barcellona risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si guadagnerebbero 8,36 Euro.
Per la Juventus, considerando come reddito operativo l’EBIT, che è positivo per € 20.214.377 e come attivo la semisomma delle attività iniziali e finali, risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si guadagnerebbero, prima del calcolo degli interessi e delle tasse, circa 3,8 Euro; nell’esercizio precedente, sempre in riferimento all’importo investito di 100 Euro, si sarebbero guadagnati circa 4 Euro.

Il Fair Play Finanziario.

Per quanto riguarda il requisito del “Break-Even” il Barcellona non ha problemi. Infatti, la somma algebrica del risultato prima delle imposte 2015/16 con il risultato prima delle imposte 2014/15 e quello del 2013/14 è positiva per € 108,7 milioni.  Inoltre, in base a quanto emerge dai dati del bilancio 2015/16, il Barcellona rispetta quanto stabilito dal Regolamento di Controllo Economico della LFP . Il bilancio 2015/16 del Barcellona, si è chiuso con un utile netto di € 28,77 milioni.
Per quanto riguarda la Juventus, Il risultato prima delle imposte è positivo per € 11,6 milioni. Nel 2014/15 era positivo essendo pari a € 10,8 milioni, nel 2013/14 era di poco positivo per € 146.465.
La Juventus risulta rispettare i limiti del “break-even” del Fair Play Finanziario
Il risultato netto dell’esercizio 2015/16 della Juventus è positivo per € 4 milioni. Nel 2014/15 era positivo per € 2,3 milioni. Nell’esercizio 2013/14 era evidenziata una perdita netta di € 6,6 milioni. Anche a livello di risultato netto si può parlare di conferma del trend di netto miglioramento.

Il Rendiconto Finanziario.

Il rendiconto finanziario illustra i flussi di cassa generati dall’attività operativa, di investimento e finanziaria.

Per il Barcellona, i flussi positivi generati dalla gestione operativa sono stati positivi per € 42,38 milioni (€ 129,88 milioni nel 2014/15), i flussi legati all’attività di investimento sono stati negativi per € 60,5 milioni; mentre i flussi di cassa generati dall’attività di finanziamento sono stati negativi per 30,86 milioni. Pertanto, il flusso di cassa generato durante l’esercizio è stato negativo per 49 milioni di Euro, pari alla variazione delle disponibilità liquide. Per quanto riguarda l’attività di investimento, gli investimenti in diritti pluriennali calciatori hanno determinato l’assorbimento di flussi per € 103.485.000 (€ 107.742.000 nel 2014/15) compensati in parte da cessioni per diritti calciatori, che hanno determinato flussi positivi per € 62.642.000 (€ 46.289.000 nel 2014/15).
Sull’attività di finanziamento hanno influito i rimborsi.

Per la Juventus, i flussi positivi generati dalla gestione operativa sono stati positivi per € 42,98 milioni (€ 55,93 milioni nel 2014/15), i flussi legati all’attività di investimento sono stati negativi per € 48,1 milioni; mentre i flussi di cassa generati dall’attività di finanziamento sono stati positivi per 28,1 milioni. Pertanto, il flusso di cassa generato durante l’esercizio è stato positivo per 22,96 milioni di Euro, pari alla variazione delle disponibilità liquide al netto dei saldi bancari passivi. Per quanto riguarda l’attività di investimento, gli investimenti in diritti pluriennali calciatori hanno determinato l’assorbimento di flussi per € 160.891.788 (€ 74.622.171 nel 2014/15) compensati in parte da cessioni per diritti calciatori, che hanno determinato flussi positivi per € 58.384.233 (€ 42.153.210 nel 2014/15). I crediti per cessione diritti pluriennali prestazioni calciatori sono diminuiti, determinando flussi positivi, per € 11.036.094, mentre i debiti per acquisto diritti pluriennali prestazioni calciatori sono aumentati, determinando flussi positivi, per € 51.232.767.
Quindi, l’assorbimento netto determinato dall’attività di “Calciomercato”, che rientra nell’attività di investimento è stato di € 40,2 milioni netti.  Sull’attività di finanziamento ha influito positivamente l’Assunzione nuovi finanziamenti a medio-lungo termine per € 50.000.000.

Conclusioni.
La sfida dei conti tra SSC Juventus Football Club SpA e Fútbol Club Barcelona concede maggiori chances al “Fútbol Club Barcelona” in termini di fatturato netto.  Tuttaavia, analizzando bene l’evoluzione nel tempo dello stesso fatturato, si scopre che la Juve fatturava di più del Barcellona fino al 2004/2005 e nel 2005/2006 era di poco al di sotto.
Tra le cause che hanno determinato il Gap di fatturato a favore del Barcellona, si potrebbero annoverare le seguenti:
1)      la vicenda “Calciopoli”, che ha arrecato un grave danno al fatturato della Juventus, che è perdurato alcuni anni;
2)      i successi sportivi del Barcellona a livello europeo e mondiale, che hanno permesso anche di consolidare il brand, con elevati fatturati e la possibilità di mantenere in rosa  i calciatori fuoriclasse;
3)      l’aver iniziato, da parte del Barcellona, molto tempo prima gli investimenti nelle infrastrutture sportive, con il conseguente sviluppo del settore giovanile.

Nel caso del Barcellona si è in presenza di una gestione economica equilibrata, che da alcuni anni è improntata dall’autofinanziamento, grazie agli utili conseguiti. Il successo sportivo ha permesso al Barcellona di annullare il gap col Real Madrid, collocandosi tra i club di ‘primissima’ fascia a livello europeo e mondiale.


Per la Juventus, l’ obiettivo dell’aumento dei ricavi, per i prossimi anni, passerà necessariamente attraverso l’aumento dei ricavi commerciali.  Gli Amministratori prevedono per il 2016/17 un risultato positivo, soprattutto grazie alle plusvalenze per la cessione calciatori come Pogba e Morata.  L’attuale gestione economica della Juventus sembrerebbe continuare ad essere influenzata dal risultato sportivo, almeno nel breve termine. Nel 2016/17, per varie circostanze, è stata utilizzata la leva del Player Trading, che ha permesso di acquisire ulteriore solidità. Allo stesso tempo la scelta di investire molto in calciatori come Higuain, sembra confermare la volontà di consolidare anche il successo sportivo che permette degli introiti, come quelli della partecipazione alla UEFA Champions League ritenuti indispensabili per l’equilibrio economico raggiunto.

1 commento:

cmn ha detto...

Intanto complimenti per la sua analisi, sempre ottima.
Vorrei solo aggiungere che:
Sostanzialmente la Juventus è un Club Nazionale,con un mercato quasi esclusivamente Nazionale, mentre il Barcellona è un Club Internazionale con un mercato Internazionale.
Questo dipende dal prodotto: "Calcio Italiano" che non si vende.
Ha riflesso poi sugli sponsor oltre che sulla crescita dei diritti TV esteri.
Il main sponsor Juventus è Jeep, per 20 mln, cioè è un finanziamento mascherato della casa madre,mentre il Barcellona ha Rakuten, un'azienda Giapponese, per 55 mln.
Lo shirt sponsor Adidas dà 23 milioni alla Juve, al Barcellona Nike dà 155 mln.
Questo gap aumenterà anno dopo anno, sia col Barcellona che con altri Club già internazionalizzati.
La Juventus secondo me ha raggiunto circa la dimensione massima di un Club Nazionale. I ricavi da stadio sono saturati, il commerciale è Nazionale, i diritti TV interni è già tanto se la torta non si contrarrà, mentre altrove cresce fortemente, il market pool Chmpions diminuirà con l'ingresso di 4 squadre.
I risultati sportivi io credo anche che saranno più difficili perchè man mano Inglesi, Spagnole e Tedesche cresceranno e investiranno.

Il bilancio della Juventus è molto meno buono di quel che pare.
A parte strutturalmente debole sul commerciale e dipendente dai diritti TV e dai risultati sportivi, quello che appare chiaro è che il divario tra ricavi operativi e costi totali aumenta sempre ed è compensato solo dal player trading.
Se quello era circa 50 milioni nel 2015-16 è il doppio per il 2016-17 in cui c'è stata la vendita di Pogba, Morata ecc...
E quest'estate, cioè per il 2017-18? Chi vendono?
(O quale doping amministrativo fanno, cioè vendono gonfiato ma comprano gonfiato per fare plusvalenze?)
Perchè poi a fronte gli ingaggi e gli ammortamenti(già cresciuti sensibilmente dal 2015-16 al 2016-17) nell'ipotesi crescono ancor più e quelli sono costi (contabili) certi per gli anni a venire.

Pogba è stato un colpo di fortuna non facile da ripetere.
Lei ha citato Transfermarkt.
Che valorizza la rosa Juve circa 450 mln.
Mentre quella del Barcellona circa 750.
Non ha importanza se è una valorizzazione opinabile, l'importante è l'omogenità dei criteri.
Nel 2011 valorizzava la Juve 270 milioni.
Il saldo tra entrate e uscite nel periodo per le compravendite, e cioè quanto realmente investito, è stato di circa -200 milioni.
Soldi realmente tirati fuori.
Questo significa (270+200)che la tanto decantata Direzione Tecnica non ha creato valore, nonostante il colpo di fortuna di Pogba e nonostante Allenatore e giocatori abbiano poi vinto sempre garantendo una rivalutazione o almeno un mantenimento del valore.
Hanno cioè operato in un ambiente estremamente favoravole, praticamente senza concorrenza, dato che le Milanesi disinvestivano.

A paragone l'Atletico Madrid era valorizzato al 2011 circa 200 mln. Oggi sempre con gli stessi criteri Transfermarkt lo valorizza circa 500 mln.
Ma quel che più conta è che nel periodo 2011-16 il saldo delle compravendite e cioè il saldo tra entrate e uscite è circa 0.
Cioè i D.S. hanno creato 300 milioni di valore senza assorbire risorse.
E l'hanno creato in un ambiente con una concorrenza forte, quindi soggetti a rivalutazioni/svalutazioni dipendenti anche dai risultati sportivi.

Pensare che oggi Marotta e Paratici faranno miracoli a ripetizione, quando non sono stati capaci di creare un centesimo di valore in 5 anni in condizioni favorevolissime, con la squadra che ha sempre vinto, è un po' utopistico.

Pensare che colmi ogni anno 80 o 100 milioni col player trading è possibile, magari col giochetto delle gonfiature reciproche per fare plusvalenze oppure vendendo ai Cinesi, che però non sono degli ingenui o sprovveduti, loro rivogliono indietro una parte di quel che strapagano sopravvalutando...come dire...
Ma sono cose che non durano.
Poi alla fine...